Democrazia: help me!

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Duemilacinquecento anni fa, con il suo discorso agli Ateniesi, Pericle pone le fondamenta di quella che è la “DEMOCRAZIA PERFETTA”: un sistema che mette tutti sullo stesso piano, che non favorisce solo alcune categorie di cittadini, ma assicura una giustizia uguale per tutti, garantendo una vita libera da costrizioni, tabù e pregiudizi, in cui tutti possono fare quello che vogliono nel rispetto delle leggi, del bene comune e nel rispetto del prossimo perché tutti sanno che il prossimo non usa la sua carica o il suo potere per fini personali e perché sanno che il posto che occupa è frutto del suo merito e non dell’appartenenza a questo o a quel partito.

E’ un sistema talmente forte che, pur dando la massima libertà a tutti, è certo che tutti si uniranno per fronteggiare qualsiasi problema; per questo nessuno straniero viene cacciato, perché la società è talmente inquadrata e compatta che nessun elemento estraneo può creare scompiglio.

Molti dei punti elencati nel discorso di Pericle sono richiamati nelle Costituzioni moderne ed in particolare nella nostra: il problema è che, mentre Pericle era così sicuro delle sue affermazioni da ribadire più volte “Qui ad Atene noi facciamo così”, se noi provassimo a confrontare i principi fondamentali contenuti nella Costituzione e la situazione reale che viviamo oggi, ci renderemmo conto di quanto siamo lontani dalla loro realizzazione.

I nostri problemi dipendono da molti fattori: persone, organizzazione, cultura. Chi dovrebbe scegliere per noi e per il nostro bene è spesso coinvolto in scandali di ogni tipo che insinuano sospetti di immoralità o incapacità ed è chiaramente assodato che con il potere si favoriscono gli interessi personali e di chi sta vicino. Infine la cultura intesa non come sapienza ma come capacità di capire e di aprire la mente interagendo con gli altri: ancora oggi viviamo con la paura del diverso; viviamo con il terrore che qualcuno ci voglia sempre imbrogliare e, allora, nel nostro piccolo, se possiamo, imbrogliamo noi gli altri. E’ guerra tra poveri cittadini qualunque.

Di conseguenza, noi giovani generazioni, possiamo ancora sperare in una “libera democrazia” per il nostro futuro? Attualmente emerge solo l’ipotesi di guerra tra stati, conflitti di interessi e abbondanti ostilità familiari. E’ così che dico con tristezza, caro Pericle: «Noi qui in Italia facciamo così»… Come è possibile che duemilacinquecento anni fa vivessero meglio di noi, senza tutti gli agi e le comodità di ora? Se loro ce l’hanno fatta, perché non potremmo fare altrettanto noi? Peccato che non potrai rispondermi…

 

                                                       Pamela Cuomo