Mare sporco, la grana dei depuratori. Riscoppia la polemica dopo la scoperta di uno sversamento ad Alimuri

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Il mare luccica. Ma fino a un certo punto. Perché invaso da liquami e sversamenti abusivi che continuano ad alimentare sospetti e veleni. La doppia scoperta choc della guardia costiera, che negli ultimi giorni è riuscita a «tappare» scarichi abusivi al Golfo del Pecoriello a Sant’Agnello ed alla baia di Alimuri fra Meta e Vico Equense, non fa altro che riaprire la ferita, per la verità mai rimarginata, della querelle depuratori in penisola. A Sorrento c’è l’impianto gestito dalla Gori, piazzato a Marina Grande, nel bel mezzo del borgo tanto caro a Sofia Loren e Vittorio De Sica che lì, a quattro passi dal mare, girarono il leggendario film «Pane, amore e…». Mesi fa il depuratore finì nel mirino dell’amministrazione comunale per la presenza di batteri fecali fuori norma. Tant’è che il sindaco Giuseppe Cuomo non esitò un istante a diffidare la società che gestisce le risorse idriche che si attivò per risolvere in fretta la faccenda. Per non parlare del caso di Punta Gradelle, a Vico Equense. Un maxi-impianto dai costi elevati, un’ingente quantità di soldi, una valanga di cemento per la stradina di cantiere costruita in un batter d’occhio e utilizzata come percorso agevolato da operai e mezzi per giungere in cantiere, spaccando in due il vallone del Rivo d’Arco. E soprattutto decine di milioni di euro messi in preventivo per un depuratore efficiente, in grado di servire l’intera utenza della penisola sorrentina. Lavori fermi da tempo. Fra le polemiche di ambientalisti e consiglieri comunali di opposizione. Un autentico dramma che si tocca con mano ogni giorno perché il mare, una risorsa unica per una realtà turistica di livello mondiale come la costiera, deve purtroppo continuamente fare i conti con i disservizi e gli scarichi illegali. Lo stop ai lavori per la futura realizzazione dell’impianto di depurazione consortile che dovrebbe sorgere a Vico Equense è una puntata fondamentale che si lega alle condizioni dell’acqua che, nell’ultimo fine settimana, sono tornate nell’occhio del ciclone. Schiuma sospetta, chiazze gialle sotto costa, alla vigilia di Ferragosto. Poi la denuncia degli ambientalisti sugli scarichi fuorilegge e l’operazione degli uomini della guardia costiera. Eppure nessuno riesce ancora ad abbozzare un sorriso pieno nonostante l’impegno e la promessa del comandante della capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, Savino Ricco: «Continueremo nell’attività di monitoraggio per difendere la costa dagli sversamenti abusivi». Depuratori e mare sporco, binomio tristemente noto da tempo che ha indotto anche i consiglieri comunali di Vico Equense, Aldo Starace, Natale Maresca e Claudia Scaramellino a rilanciare la necessità di avere risposte chiare andando fino in fondo, a caccia della verità, richiamando anche un precedente. Quello del consiglio comunale del 28 dicembre 2011 in cui si votò una delibera che impegnava l’amministrazione municipale a farsi parte attiva presso la Regione Campania per lo sblocco dei lavori del depuratore e a realizzare un monitoraggio delle reti fognarie nel territorio. I consiglieri hanno presentato un’interrogazione rivolta al sindaco Gennaro Cinque per sapere cosa è stato fatto in questo anno e mezzo. «Noi temiamo: niente!» dissero in coro per l’ennesima bordata. Tutto ciò mentre si attendono risvolti precisi sull’iter portato avanti a Sorrento per la dismissione del depuratore. Eventualità strettamente legata alla potenziale entrata in funzione del maxi-impianto da completare a Punta Gradelle. (Salvatore Dare – Metropolis)

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