E’ UN SOGNO O UNA REALTA’ ROMANZESCA? DEVI ESSERE TU A CAPIRLO!

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E’ UN SOGNO  O UNA REALTA’ ROMANZESCA? DEVI ESSERE TU A CAPIRLO!

Perché venisti sulla mia strada ed io venni sulla tua?  Me lo domandavo ma non sapevo  darmi una risposta; forse così era scritto nel libro dei nostri destini.  Siamo così diversi tu ed io.  Più volte  tentai  di dirti ciò che albergava nel mio animo, pensai di farlo, ma nella incertezza di perderti evitai. Preferii ascoltare il mio pensiero divenuto suono.

Entrasti nella mia vita silenziosamente come un soffio di vento che lentamente si  trasformò nel mio essere, in qualcosa che non avevo mai provato prima.  Quando i tuoi occhi si incrociarono  con i miei sperai che  reciprocamente ci eravamo capiti in tutta la nostra profondità; ma non fu così.

Quando il tuo sguardo si fuse con il mio, non ti accorgesti  del tumultuoso silenzio che inondava il mio animo pregno di qualcosa che non sapevi definire? Quando sentivo il tuo respiro ansimante e vedevo  i tuoi occhi brillare di gioia, quella gioia era anche mia, perché io te l’avevo data. Ti immaginavo e ti volevo  acqua limpida come un mare azzurro sotto un cielo terso  di nuvole e non un’acqua cheta ma paurosa di onde. Il pensiero di te mi inseguiva sempre, giorno  e notte.  Quando non ti vedevo e non ti sentivo, la lunga notte solo in compagnia di una sciocca falena, nel suo silenzio, non bastava a farmi sognare la tua importanza nella mia vita.

Quando guardavo la tua gioia ostentata, provavo solo tristezza,  il tuo sguardo, riluceva e ascoltavo le tue parole, ma la voce increspava il pensiero. Nulla mi parla di te più dello spegnersi di un’eco lontano. Nulla più trasporta la mia anima sola nel  rimbombo del mio cuore nel petto stanco. Se solo mi avessi visto in una ottica adeguata,  mi avessi ascoltato e parlato con il cuore, senza porre tra noi un  muro di gomma, senza riserve e senza quelle mozze e fredde parole che ti sono congeniali, ti avrei sussurrato parole che forse le tue orecchie non hanno mai udito; avrei cercato i tuoi sensi  e il profumo della tua pelle forse avida di carezze.  Avrei potuto cambiare in bene e sicuro futuro la tua vita, ma non ci siamo capiti. Tu non hai un animo sensibile, sei sentimentalmente arida canna al vento, fuorviante e vivi alla giornata,  hai solo una meta, tutto il resto che ti circonda non conta nulla e lì che ponesti  i miei sentimenti, nel nulla!, “ Mi sono bruciato, non ho saputo proteggermi, ora sono qui, solo  dentro. Dunque, è stato tutto così stupidamente caduco? Quanto abbiamo perso. Perché in questa tragica fine abbiamo perso ambedue, in modo macroscopico. Una volta ti dissi di stare male, mi rispondesti  “Me ne dispiace sinceramente”.  Fu una bugia a fin di bene? Ma se era verità, mi spiazzavi ancora una volta e… “cor meum vulneravit”. E’ l’apocatastasi infine!

Ora sono uno scettico che per il mondo ramingo va! 

 

                                                                             Io

       

 

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