Cetara. Il mare si tinge di "giallo", per l´Ausino è balneabile

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Cetara, Costa d’Amalfi. Un vero mistero questa estate la bagarre sulla balneazione in Costiera amalfitana, analisi ballerine a quanto pare. A Cetara ed Atrani l ‘Arpac ha messo la zona rossa, ma solo Cetara ha emanato l’ordinanza di divieto di balneazione, per poi scoprire che per l’Ausino invece è balneabile. Il mare a Cetara non è inquinato. A certificare la balneabilità è direttamente l’Ausino che ha effettuato e fatto analizzare tre prelievi che hanno testimoniato come le acque che bagnano il caratteristico paese della Costiera abbiano parametri microbiologici largamente al di sotto dei limiti di legge. Dati, dunque, nettamente in controtendenza e in contrasto con quelli forniti dall’Arpac, che avevano costretto il sindaco Secondo Squizzato, proprio nel cuore della stagione turistica, a dichiarare off limit alla balneazione la spiaggia centrale, l’arenile al quale si accede direttamente dal centro abitato. Un divieto che, tuttavia, non è stato minimamente rispettato dai vacanzieri, che si sono tuffati nel mare di Cetara, trasparente più che mai in questi giorni, anche nel periodo in cui, teoricamente, non sarebbe stato possibile fare il bagno. La vicenda, però, non è ancora conclusa, poiché adesso la palla passa alla burocrazia. «Già da questa mattina – rimarca Squizzato – tempesterò di telefonate l’Arpac, affinché siano predisposti urgentemente nuovi campionamenti, stavolta però in contradditorio, perché saremo anche noi, in contemporanea, a commissionare al laboratorio di fiducia ulteriori analisi per ogni prelievo». Squizzato è, a ben ragione, su tutte le furie e chiede che al più presto si faccia chiarezza su tutta la paradossale situazione, che ha nuociuto enormemente all’economia cittadina che ha praticamente nel turismo da sempre la sua primaria fonte di reddito. «Se i funzionari dell’Arpac non saranno solleciti e non accoglieranno immediatamente le mie richieste – aggiunge – da domani, assumendomi tutte le responsabilità, revocherò il divieto». Il sindaco, dunque, è molto deciso e difficilmente farà passi indietro rispetto a quanto ha detto. Divieto che, in base ai controlli fatti dall’Arpac (che, a quanto pare, avrebbe fatto un solo prelievo a fronte dei tre richiesti) riguarda le acque antistanti l’arenile di località Marina, a partire dalla foce del torrente Cetus e fino al tratto di mare della spiaggia del Lannio. Così il sedici di agosto il primo cittadino era stato costretto, per precauzione, a vietare i bagni ma, contestualmente, aveva chiesto “l’effettuazione in via d’urgenza di nuove analisi” proprio per spazzare via ogni dubbio. E i nuovi rilievi hanno dato ragione a Squizzato e ridato tranquillità ad una cittadina che rischiava di piombare in crisi durante l’alta stagione turistica. Ora ovviamente non sono nemmeno da escludere sviluppi anche clamorosi rispetto alla questione. Gaetano de Stefano