Sorrento, caso Pignatella, per il Comando della Polizia Municipale e gli Uffici preposti,la legge è Legge.

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di Salvatore Caccaviello

Presentato  il rapporto all” Autorità Giudiziaria con espressa richiesta di sequestro per reiterati illegali comportamenti palesemente antigiuridici.

Sorrento – Dopo vari sopralluoghi in collaborazione con l’Ufficio Tecnico Comunale e la Capitaneria di Porto, il Comando della Polizia Municipale di Sorrento ha  presentato il rapporto alla Autorità Giudiziaria circa la complessa vicenda di abusi alla località soprannominata “Pignatella”. Molteplici le violazioni rilevate, iniziando dal non rispettare l’Ordinanza sindacale  n. 220/03, che vietava alcuna attività ai proprietari nell’area in questione ma bensì in modo continuativo violata. Alla ulteriore violazione  della normativa sui rifiuti relativo ad un deposito di alcune moto api in disuso, vari  motocicli nonché una moltitudine di rifiuti speciali depositati in una grotta all’interno dell’area. Ulteriori sono state le violazioni al Codice della Navigazione rilevate dalla Capitaneria di Porto di Sorrento. Come lo spazio del demanio marittimo arbitrariamente occupato, impedendone l’uso pubblico. Inoltre al posizionamento ai piedi del costone, da cui si evince un preoccupante pericolo di caduta massi, di barriere  in rete metallica sostenute da paletti in ferro ossidato, senza alcun titolo abilitativo. Richiedendo la somma di 1 euro a persona  per l’accesso all’area demaniale essendo  l’attraversamento di tale proprietà  unico accesso alla scogliera sottostante.  Innovazioni non autorizzate sono state realizzate lungo la scogliera facente parte del Demanio Marittimo, quali posizionamento di tavolati  e vari corrimano, senza certificati requisiti di sicurezza. Non osservando inoltre i vincoli ambientali ed archeologici di tutela a cui è assoggettata l’intera zona. Uso continuativo di una baracca quale deposito alimentare, già oggetto di accertamento urbanistico edilizio nel 2008 . In cui si esercita la vendita di prodotti alimentari e bevande in assenza di certificati igienico-sanitari. Altra grave violazione è relativa all’attività di parcheggio  non autorizzata ma costantemente esercitata,  lungo l’uliveto all’interno della suddetta area, nonostante le ordinanze dirigenziali di aprile e maggio scorso. Il parcheggio viene  esercitato  in modo continuativo e senza titolo abilitativo, con finalità di lucro,come segnalato dagli avvisi esposti all’interno dell’uliveto ,tramite pagamento di 5 euro per le autovetture, 3 euro per i motocilcli. Oltre all’ eventuale  passaggio pedonale di 1 euro. Inoltre la sosta di tali veicoli  a motore,in diretto contatto con il terreno, è causa di potenziale inquinamento del suolo. Il rapporto fa inoltre rilevare che tale sito rientra nel Parco Speciale “ Area Archeologica Marina di Puolo e Regina Giovanna” ed è coltivato ad uliveto con produzione di olio che si fregia del  riconoscimento del marchio “dop”. Il rilascio delle polveri sottili dei fumi di scarico compromette inevitabilmente tale prodotto. Il rapporto infine conclude  che poiché i proprietari del fondo  a monte della zona demaniale  “in concorso tra loro e con continuazione nel tempo, in dispregio dei provvedimenti amministrativi, ritualmente notificati ed in assenza di concessioni ed autorizzazioni delle leggi vigenti esercitano attività illeggitime con riflessi sulla salute della collettività”. Il tutto a fine di lucro! Con i sopralluoghi da parte della Polizia  Municipale ed i tecnici dell’UTC e della Capitaneria di Porto,del  4 e 6 agosto c.m.i proprietari sono stati invitati nuovamente a cessare tutte le attività all’interno dell’intera area.  20 agosto 2013 – salvatorecaccaviello –