SORRENTO la fontana e le piazze

0

Un diffuso settimanale di informazione e cultura della Penisola Sorrentina, nel dare la notizia della temporanea chiusura della “Basilica”, open air del ristorante-museo “CARUSO”, appartenente ad uno dei pochi professionali e competenti ristoratori presenti sul territorio sorrentino, sia per qualità che per la preparazione, nonchè per la rimarchevole cantina, afferma che centinaia di cittadini lamentano lo spudorato abuso di spazio pubblico, regolarmente concesso o abusivamente occupato,da parte di attività commerciali di ogni tipo. Prescindendo dalla valutazione sulla crisi del commercio che dovrebbe indirizzare gli amnministratori verso una maggiore tolleranza, sempre nei limiti della legalità e della morale, un membro di questa moltitudine di Sorrentini lamenta, in bacheca, lo spostamento di una fontana trasferita da piazza Castello a via Sant’Antonino, appellandosi alle esigenze del passaggio pedonale ed alla non corrispondenza dei luoghi secondo le stampe d’epoca ed i quadri di Teodoro Duclère, pittore napoletano, paesaggista della scuola di Posillipo allievo e genero di Pitloo ed amico di Giacinto Gigante,visibili nel Museo Correale di Terranova, dalla fontana peraltro non sgorga acqua, ed essendo un “bene storico” l’istante si chiede “a chi il merito?” per averla sepolta tra ombrelloni sedie e tavoli. Grave colpa, ma nulla rispetto alla trasformazione di una Penisola felice e turistica, meta prediletta da migliaia di anni, dalla corte degli imperatori romani Ottaviano e Tiberio, del “gran tour” ideato dal genio tedesco Johann Wolfgang von Goethe, “italienische reise”,per finire ai giorni nostri da una multietnica varietà di vacanzieri, che mostra il suo aspetto di piccola città di provincia con il caos stradale, le intolleranze verso lo “straniero” considerato occupante abusivo della propria zona, forse di caccia, dei propri lidi, forse di pesca, aspettiamoci anche le “sassaiole” napoletane. Bene la protesta sulla “fontana” ma le piazze ridotte a “souk” o abbandonate, diventano trasparenze da interpretare. Geppi Rossano