Positano vergogna Flavio Gioia e SITA cittadini e turisti per Sorrento e Amalfi a piedi

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 Positano vergogna Flavio Gioia e SITA cittadini e turisti a piedi . Questo non lo diciamo noi, ma questa sera ci hanno fermati in tanti sollecitando Positanonews.it, il giornale online della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina, a denunciarlo. Chiaramente tutti gli autisti e gli operatori non c’entrano niente, vorremmo dirlo pure a chi se la prende con i dipendenti, loro lavorano non hanno colpe. Stasera abbiamo prima trovato ai Mulini mamme con bambini che volevano salire a Montepertuso, ma gli autobus interni della Flavio Gioia erano strapieni, poi abbiamo trovato chi si lamentava anche delle corse di Praiano, infine alla Chiesa Nuova turisti esasperati che dovevano andare a Sorrento, ma anche qualcuno ad Amalfi, che non riuscivano a trovar posto sui vari autobus della SITA, nonostante avessero già pagato , e caro, il biglietto Unico giornaliero, costretti a cercarsi un taxi, e per fortuna i vigili che erano sul posto si sono messi a disposizione  Autobus stracolmi già alla partenza da Salerno e altri che a meno di metà percorso, già sovraccarichi, tirano dritto alle fermate lasciando a terra turisti inferociti perché costretti ad attendere il passaggio delle corse successive, scrive il giorno dopo Il Mattino di Napoli , giornale della Capania, nelle pagine di Salerno a firma di Mario Amodio . Scene di ordinario disagio estivo lungo la tratta che da Salerno conduce i turisti verso Vietri e Cetara, Amalfi e Ravello. Al capolinea talvolta si è anche sfiorata la rissa. Come qualche giorno fa nella piazza Flavio Gioia di Amalfi dove una decina di persone sono state costrette a scendere da un bus stracolmo di viaggiatori. E a rischiare il linciaggio come al solito sono gli incolpevoli autisti che, per rispettare i criteri di sicurezza, loro malgrado si vedono costretti a lasciare a piedi quegli utenti in coda dinanzi alle porte dei bus in partenza. Insomma, i problemi del trasposto pubblico non sono legati solo ai mezzi impiegati molti dei quali trentennali e ormai al loro ultimo anno di impiego. A sollevare il problema del superaffollamento delle corse sono gli stessi turisti che si ritrovano appiedati alle fermate della Sita disseminate lungo la Statale 163. «Rimostranze che fanno male ma che vanno inesorabilmente a toccare un nervo scoperto», dicono dalla sede locale della Sita. Già, perché seppur il quadro di collegamenti prevede una frequenza altissima di corse, la dirigenza locale sa bene in molti casi occorrerebbero raddoppi per evitare disagi all’utenza. I numeri del trasporto pubblico in Costiera parlano di un ordine servizio giornaliero «mostruosamente gravoso e impegnativo» se si considera che sono ben 64 i bus operativi in tutta la Costiera e molti di questi per questione di ordine pubblico vengono talvolta utilizzati per corse aggiuntive. «Ci sono aziende che non riescono a fare neanche 1/3 di quello che fa la Sita» dicono i dipendenti che operano in Costiera Amalfitana. E se si fa la conta delle corse, almeno sulle principali tre direttrici, quelle cioè in cui si registra l’affollamento maggiore, si ottiene un totale che sfiora gli 85 passaggi giornalieri. Ma nonostante ciò gli addetti al trasporto pubblico locale sono consapevoli che in molti casi c’è necessità di corse aggiuntive. «Perchè nonostante la crisi c’è chi per fortuna continua a viaggiare ma lo fa utilizzando il trasporto pubblico» spiegano. Di qui, la necessità di correre ai ripari per evitare malumori, proteste e anche problemi per il personale di bordo. Eppure, le segnalazioni al consorzio Unico Campania, garantiscono dalla sede locale della Sita, vengono fatte puntualmente. «Ma al danno c’è anche la beffa perché tutto quello che noi facciamo in più non viene retribuito all’azienda dalla Ragione» spiega Giulio Cantarella che organizza il servizio di trasporto in Costiera. Già, perchè secondo la Sita tutte le corse bis non prevedono alcuna contribuzione per chilometraggio. Insomma, la Sita con i raddoppi lavorerebbe gratis non percependo alcun rimborso chilometrico. «Non solo, ma anche il ricavato dei biglietti di quelle corse non va alla Sita» aggiungono dagli uffici di Amalfi. Ma nonostante ciò l’azienda si fa trovare pronta alle richieste dei vari comandi di polizia municipale. «In tutto questo, però c’è qualche sindaco che si lamenta – dice Cantarella – accusandoci di creare caos con i troppi bus in qualche centro cittadino». Tra questi, Ravello, che avrebbe manifestato il proprio disappunto per le troppe corse che collegano Amalfi con la città della musica.