Egitto, battaglia nella moschea al Cairo. Premier: sciogliere Fratelli Musulmani VIDEO

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IL CAIRO – Mentre al Cairo prosegue lo spargimento di sangue, fonti della sicurezza egiziana annunciano l’arresto a Giza di Mohamed al Zawaihri, fratello del leader di al Qaida, a sua volta «un leader della Jihad Islamica», sottolineano le fonti. Il premier egiziano intanto ha proposto al governo lo scioglimento dei Fratelli musulmani e l’esecutivo sta ora valutando questa ipotesi. «Nessuna riconciliazione è possibile con chi ha le mani sporche del sangue degli innocenti», è il monito del premier del governo provvisorio ad interim, Hasem Beblawi. Assedio alla moschea. Anche oggi il centro degli scontri al Cairo è piazza Ramses. La polizia ha messo sotto assedio la moschea al Fatah, dove sono asserragliati i sostenitori pro Morsi e dove gli agenti hanno deciso di provvedere allo sgombero dopo aver lanciato un ultimatum con scadenza alle 13. Ne è nata una violenta sparatoria. Alcuni dimostranti, portati fuori dal luogo di culto, vengono inoltre aggrediti dagli anti-Morsi armati di bastoni. Gli agenti hanno aperto la porta della moschea, sparano dai blindati contro il minareto e lanciano gas lacrimogeni all’interno della moschea. Centinaia di Fratelli musulmani si stanno radunando nei pressi delle moschee al Tawhid e al Nour al Cairo, a circa due chilometri da piazza Ramses. Annunciano di voler marciare verso la moschea Fatah per «liberare i nostri fratelli». Voli per L’egitto sospesi. La stragrande maggioranza dei tour operator ha annullato le partenze per l’Egitto e sta contattando tutti i clienti in partenza per fornire loro alternative, ‘congelare’ il viaggio o concordare il rimborso. Voli sospesi da Fiumicino. L’Egitto è sprofondato nell’abisso. I moniti e le condanne della comunità internazionale sono caduti nel vuoto. Centinaia di morti negli scontri tra esercito e pro-Morsi, cecchini assoldati per sparare sui manifestanti, fuoco sulla folla dagli elicotteri e fosse comuni nelle piazze sgomberate. I Fratelli Musulmani hanno annunciato una settimana di proteste. L’Europa cerca di far fronte comune per fermare il bagno di sangue mentre la Farnesina sconsiglia viaggi nel Paese: anche il Mar Rosso è a rischio. Cecchini sparano sulla folla. La piazza ieri, nel venerdì di preghiera dopo le stragi di Rabaa e Nahda, con un bilancio ufficiale di oltre 600 morti destinato inesorabilmente ad aumentare, è stata sorvolata anche da elicotteri che in alcuni casi hanno sparato sulla folla. Il bilancio delle vittime solo in piazza Ramses, che si staglia a un paio di chilometri da Tahrir ed è il luogo simbolo della rivolta contro Mubarak e Morsi, secondo i Fratelli musulmani, sarebbe di 80 morti, 42 secondo fonti della sicurezza. I dimostranti hanno reagito con il lancio di pietre, poi hanno attaccato e dato alle fiamme un commissariato. La piazza è presidiata da 14 carri armati leggeri e decine di blindati della polizia. Ucciso il figlio del leader della Fratellanza. Aman el Badia, figlio della guida dei Fratelli Musulmani, Mahomed, è stato ucciso ieri da colpi di arma da fuoco a piazza Ramses: lo annuncia la stessa Confraternita. Il figlio di Badia aveva 38 anni, era padre di due figli. Guerriglia nelle strade. La moschea di Rabaa è stata praticamente distrutta dalle fiamme, un atto «imperdonabile» per i musulmani. «Gli assassini verranno giustiziati», hanno gridato in migliaia oggi in tutto il Paese, con la guida dei Fratelli musulmani, Mohamed el Badie, che ha invitato i confratelli a «resistere, fino alla vittoria». Così come avevano minacciato, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sui manifestanti a Ismailiya, poi a Tanta, Arish, Fayyoum, fino al Cairo. Altri dimostranti sono stati uccisi a Zamalek, isola nel cuore della capitale, dove gli anti-Morsi hanno attaccato le barricate dei Fratelli musulmani sul ponte 15 maggio, costringendo la folla a calarsi dal cavalcavia: diversi quelli che non ci sono riusciti, cadendo nel vuoto. Carri armati a Alessandria. Morti, almeno 10, anche a ridosso di Garden City, a poca distanza dalle ambasciate americana e britannica. Mentre ad Alessandria i carri armati hanno aperto il fuoco lasciando sul terreno almeno 40 manifestanti. Sull’altro fronte, le vittime da ieri nelle fila delle forze di sicurezza sono 24. A loro vanno aggiunti i 43 agenti uccisi mercoledì. «Stiamo combattendo un complotto terroristico dei Fratelli musulmani», ha tuonato il governo provvisorio, invitando la popolazione a stare lontana dal centro, dove verrà ripristinato l’ordine, è l’ultimatum dei militari. Legge marziale. E il governo potrebbe promulgare nelle prossime ore la legge marziale in tutto l’Egitto dopo l’escalation di violenze nel Paese, ha riferito alto responsabile dei servizi di sicurezza. L’instaurazione delle legge marziale equivarrebbe a una dichiarazione di stato di guerra. Assalto alle chiese. Cresce l’angoscia anche nella comunità cristiana, bersagliata dalla rabbia degli islamici, con oltre 40 chiese in tutto il Paese razziate e date alle fiamme. Audizione di Bonino in Senato. Il Presidente del Senato Pietro Grasso ha autorizzato la Commissione Esteri del Senato a riunirsi, congiuntamente all’omologa commissione della Camera, martedì 27 agosto alle ore 11, per un’audizione del Ministro degli Esteri Emma Bonino sui recenti sviluppi della crisi in Egitto.

IL MATTINO.IT