Positano. Recensione al libro "L´iInvenzione emotiva" e appendice.

0

Edito da Positanonews, il libro di Benito Ruggiero “L’invenzione emotiva” verrà presentato la sera del 22 agosto al Museo del Viaggio di Positano in Costiera amalfitana. “L’invenzione emotiva” nasce sicuramente dall’esperienza di un uomo con un grande bagaglio d’immagini, storie, colori e profumi. L’autore ha pensato in questo testo, come nei libri precedentemente pubblicati, di mettere su carta tutta la sua vita, ponendo insieme gioie, paure, tristezze, ecc. Voler trovare un appiglio, un luogo sereno in questo testo è difficile, in quanto l’autore vuole trasmettere un’inquietudine, un tormento interiore. Benito, dunque, fa questa operazione: riscrive la sua vita, una sorta di biografia spirituale, sensazionale o, come il titolo stesso definisce, emotiva. Ed è questa, secondo il mio modesto parere, l’eccezionalità dell’opera di Ruggiero, fare una mappa, riscrivere la storia dei suoi sentimenti. Chi di noi ricorda cosa abbiamo provato anni fa davanti ad un albero, un tramonto, entrando in un bar? Lui sì. Per Benito i fatti, le persone, la politica, la realtà ricoprono un ruolo marginale, lui vive esclusivamente dentro di sé, in una psicologia complessa e raffinata allo stesso tempo, in un mondo abitato d’apparizioni, da sensazioni fugaci, da ombre, da persone che vivono il momento di una battuta, di una frase. Ruggiero non dà un’impostazione metodologica all’impianto narrativo. La narrazione, infatti, segue il flusso dei suoi pensieri, tuttavia la figura retorica ricorrente è quella ossimorica. I suoi pensieri, le sue emozioni, le sue parole sono sempre in antitesi. Un contrasto che forse riflette la sua immaginazione, la sua creatività e diventa tratto distintivo del suo stile. Uno stile dunque originale, alternativo, che però non nasce dalla volontà di colpire il lettore, ma che semplicemente riflette la sua personalità. È libro vero, autentico, d’autore che cerca di proporre al lettore una storia fatta di contrasti. Devo sottolineare però che a questo stile si sottraggono alcuni capitoli, quelli centrali destinati al dialogo. Ebbene, qui invece la narrazione procede in maniera più fluida e sciolta. Forse è lì, nella dimensione sociale, che Ruggiero cerca di nascondere il suo vero io di poeta e pensatore per diventare una persona come le altre. Reputo il testo originale, ricco d’immagini, utile a quel lettore che vorrà ricordarsi che la vita è fatta di tante sensazioni e percezioni. Giuseppe Maresca