Vallo della Lucania, 13 enne si uccide mentre gioca con la 357 magnum del padre

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VALLO DELLA LUCANIA – E’ la tragedia di Ferragosto. Un ragazzino di soli 13 anni muore mentre gioca con la pistola del padre e ora, l’uomo, noto, gioielliere, rischia l’incriminazione per l’omessa custodia dell’arma. La tragedia è avvenuta l’altra sera in una villetta lungo la strada che collega Vallo della Lucania a Novi Velia, nell’Alto Cilento. Luca Botti, è questo il nome della vittima, si trovava da solo in casa mentre la mamma e la sorella gemella si trovavano in vacanza a Marina di Camerota, in attesa di essere raggiunte per la festa di ferragosto dal resto della famiglia. Il papà Gerardo e il fratello maggiore erano invece nella gioielleria al centro di Vallo. Poco dopo le 20, 30, l’uomo non avendo notizie del piccolo Luca da alcune ore, ha mandato il figlio che si trovava con lui a vedere dove stava Luca. Il ragazzo è arrivato nella villetta e si è trovato davanti una scena raccapricciante: ilpiccolo Luca riverso a terra in una pozza di sangue con accanto la pistola del papà. A nulla sono valsi i soccorsi, immediatamente chiamati. I medici del 118 non hanno potuto fare altro che constatarne la morte. Sul posto anche il magistrato di turno della Procura di Vallo della Lucania e i carabinieri della locale compagnia che conducono le indagini insieme con il medico legale Adamo Maiese che effettuerà l’autopsia non appena il magistrato gli coneferià l’incarico. Anche se il quadro della tragedia è abbastanza chiaro bisognerà capire cosa è accaduto nella villetta di proprietà del gioielliere Gerardo Botit. Come ha trovato l’arma il piccolo Luca. Come è partito il colpo. Bisognerà capire anche se l’arma era scarica e se la giovane vittima l’abbia caricata per gioco. Tutti interrogativi insieme a tanti altri che dovranno chiarire le indagini. Al momento c’è una sola certezza: la morte assurda di un giovane di soli 13 anni.

Metropolis

15/08/2013