Ravello nella meraviglia di Villa Cimbrone la magia del Flauto di Pan VIDEO

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Questo articolo passerà nella sezione enogastronauta di Positanonews . In allegato foto . Stella Michelin, Eccellenza Trip Advisor, è tutto il contesto che è superbo. Sicuramente l’albergo, ed il contesto, più bello e romantico della Costiera amalfitana e della Campania, senza alcun dubbio. Ravello domina la costa d’ Amalfi, fra i posti più belli del mondo,  ma su questa rocca sembra di essere arrivati alle porte del paradiso.  Passeggiare per Villa Cimbrone è come passeggiare nei giardini dell’Eden, è tutto l’insieme che fa la qualità, il contesto , lo staff, e la cortesia dei titolari, Giorgio Vuillemier , che è anche presidente del Consorzio Ravello Sense, cura ogni particolare della struttura che promuove in maniera eccezionale e con essa promuove Ravello stessa, la disponibilità fa parte della nobiltà d’animo, che è una caratteristica che contraddistingue il ravellese vero, gli scenari di Villa Cimbrone vengono scelti per servizi fotografici d’eccellenza, non ultimo quello su Elle in Francia, addirittura con la copertina. Poche , ma meravigliose, camere, una piscina del giardino che è la più bella e ben tenuta della Costiera, discesa graduale a misura per i bambini, cura attenta e calibrata del cloro, impercettibile, attenzione discreta, attenta e professionale, ma sopratutto pregna di umanità e simpatia da parte del personale tutto, la cucina eccellente di Giovanni De Vivo, originario di una nota famiglia di pasticcieri Angri in provincia di Salerno, non disdegna voli in avanti e raffinatezze, ma rimane saldamente legata al territorio da cui ricava l’eccellenza anche con i prodotti, poi alla fine il titolare cin ha deliziato con un suo passito, prodotto unico e riservato solo ai clienti del ristorante, che è il non plus ultra con un pecorino stagionato, un’azzardo che si è rivelato eccellente.. un miele.. “E assaggiarono formaggio e mile, così capirono dove era il male e dove era il bene..” Isaia il profeta della Bibbia, se non sbagliamo, e vogliamo concludere con una bella recensione trovata in rete su trip advisor, a volte , discerndendo, si trovano interventi appropriati, come questo..

“Humani nihil a me alienum puto” Non si capisce se siano i cuochi a dare lustro ai luoghi o viceversa, o forse entrambe le cose. Sta di fatto che, nel contesto di questa villa con parco secolare e vista mozzafiato sul golfo, un giovane cuoco (pardon, chef) dal brillante curriculum e dalle ancor più brillanti aspettative, sta dando gloria a un ristorante-gourmet (che brutta parola, ma qui la pronuncia anche la signora che dà i biglietti d’ingresso al parco) annesso all’Hotel cinque stelle sicuramente sottratte al paradiso. Cimbrone non è il nome della famiglia ma della montagna su cui si appoggia il verde. Basta digressioni. Qui sono tutti molto cortesi e la stella Michelin (di cui poco ci importa) la sentono come un impegno più che come un traguardo. Sì, cortesia e gradevolezza in sala e ancora prima all’accoglienza e al bar; e in cucina grande maestria. Bravo il cuoco e il suo staff: era Sous-chef al Don Alfonso e da un po’ ha inseguito la sua stella. Qui è più facile che altrove conquistarla perché gli ispettori della gommata sono sì abituati a mangiar bene e a trovare il pelo nell’uovo, ma qui devono proprio essere infuriati col mondo per negare l’evidenza e cedere al fascino del luogo. Dire dei piatti pare inutile: due menu il “piccolo Pan” a 80 euro e il “grande Pan” a 120. Poi una carta misurata e perfetta. Pane e grissini di livello, burri e oli da assaggiare, amuse-bouche e ammennicoli vari. Io li detesto, ma qui li ho apprezzati perché proposti con il cuore. Ottima carta dei vini ben bilanciata tra Campania e mondo. Ma chi ce lo fa fare di scegliere il mondo quando qui si gode del bene dell’altro mondo. Un ricordo? Il dentice con cous-cous, strepitoso (25 euro). E la grazia della Grazia che accompagna i commensali, forse felice di poter usare al tavolo l’italiano anziché il solito english dei frequentatori abituali. Ai tavoli del bar nel piccolo giardino accanto, col buio della notte, tra il profumo dei gelsomini e della zagara e la vista del golfo illuminato a presepe, si sogna una vita che sicuramente ci sarà regalata più in là e altrove. E chi non lo capisce è meglio che vada altrove a buttar via i soldi. Per Peter Pan! “Qui dove il mare luccica e tira forte il vento su una vecchia terrazza davanti al golfo di Sorrento un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto”.