La privatizzazione del Comune di Piano di Sorrento

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Riceviamo e pubblichiamo

Sono un onesto cittadino molto attento alle cose della politica, ma nello stesso tempo lontano da quest’ultima per la nobile visione che romanticamente ancora posseggo. Per questa ragione analizzo comportamenti e mi piace fare riflessioni! Le amministrazioni comunali in questi ultimi 20 anni hanno subito grosse trasformazioni di tipo culturale sull’onda della modernità e sulla scorta della globalizzazione. Anche se con molta più lentezza rispetto agli altri paesi del mondo e con altrettanta piu lentezza delle altre citta del nord, la tecnologia applicata alla comunicazione è entrata anche nei nostri Comuni. Per esempio le corrispondenze con posta certificata, le pubblicazioni on-line, etc., la firma digitale, sono le cose che più risaltano e che più danno evidenza della modernizzazione. Ma la trasformazione culturale in atto è ben più profonda e visibile rispetto all’aggiornamento tecnologico; i cittadini, grazie alla tecnologia, riescono ad essere un tantino più informati sulle cose pubbliche perché sono agevolati nella partecipazione leggendo gli atti politici e di gestione che vengono pubblicato sul sito ufficiale del Comune ed in questo modo sono messi nella condizione di cogliere al trasformazione. In questo modo anche io riesco a seguire da vicino le cose dei Comuni. In particolare mi riferisco a una grande trasformazione culturale che è quella della privatizzazione. L’evoluzione normativa ha in questi ultimi anni progressivamente avvicinato i privati alla cosa pubblica e sempre più prepotentemente si parla di privatizzare e/o di privatizzazioni. Si parla di privatizzare di servizi pubblici, di privatizzare la realizzazione delle opere pubbliche e sempre di più avanza il concetto della moderna concezione con cui il privato può operare nell’interesse pubblico sostituendosi anche allo stesso pubblico. Il concetto della privatizzazione nel Comune di Piano di Sorrento, che conta una classe politica erudita e all’avanguardia, ha cavalcato ed abbracciato perfettamente l’onda della modernità esaltando in ogni sua sfumatura tale principio. Il Comune di Piano di Sorrento in questi ultimi anni ha dimostrato di avere compreso alla perfezione tale principio al punto tale da progressivamente privatizzare l’intero Comune e l’intera gestione della macchina comunale e sfoderando concetti e meccanismi anche più all’avanguardia della stessa legge. Alla luce della modernità e muovendosi sulla linea della legalità il Comune di Piano di Sorrento, che un tempo veniva definito Pubblica Amministrazione, oggi è Amministrazione Privata. Sempre grazie alla modernità, e a questo evoluto principio per cui l’amministrazione pubblica è ormai cosa privata, non si perde più tantissimo tempo a fare le noiose gare d’appalto che, per fortuna e grazie a Dio, sono diventate un antiquato ed arcaico sistema di partecipazione pubblica. Oggi la modernità e il libero arbitrio consentono alla politica di accontentare chi gli pare e senza dare per forza conto a chi invece pensa di voler democraticamente partecipare con le sue capacità alle opportunità di lavoro. Il lavoro lo svolge solo chi è regolarmente affiliato (iscritto) e se proprio vuole lavorare… vada pure da un’altra parte! Risolto il problema delle gare d’appalto, e quando proprio esse non sono perfette ed allineate al modello applicativo il Comune di Piano di Sorrento ha ancora una volta dimostrato di essere all’avanguardia; si riesce sempre a trovare una legale escamotage (o meglio pacchetto) facendole a pezzi piccoli piccoli, oppure prorogando quelle prorogate. Ma la modernità è anche avere risolto il problema delle assunzioni. E’ davvero sensazionale che, ormai, per diventare dipendente pubblico non occorra più fare un concorso e basta essere bello o bella ed avere un minimo di sagace disponibilità. Per questo il Comune ha guadagnato e risparmiato moltissimo danaro! Se solo immaginate cosa ci vuole per fare una libera, democratica e partecipe selezione pubblica e addirittura correndo il rischio che possa anche vincere chi è fin troppo bravo e non gradito. Così anche questa faccenda è stata brillantemente risolta. Ma le devo dire, caro direttore, che il Comune di Piano di Sorrento ha anche avuto la grande capacità di superare ogni barriera giuridica semplicemente invertendo la polarità del fatto! Per la verità si deve dare atto che nessuno ci aveva ancora pensato! Infatti, a Piano di Sorrento accade che il pubblico interesse viene messo a disposizione del privato. Apparentemente potrebbe sembrare un banale errore di scrittura o un gioco di parole ma in realtà non è così! Si tratta di una grande conquista, la cosidetta inversione dei poli! Un vero e proprio fatto scientifico! Pensi lei che un tempo era il privato che doveva mettere a disposizione il proprio servizio per il pubblico interesse. Per cui lei comprende bene che questo è stato decisamente il più grosso successo che il Comune di Piano di Sorrento abbia potuto conseguire in questo slancio di modernità. Se solo pensate che prima di oggi questa rigida e arcaica visione poteva costituire un serio ostacolo alla speculazione oggi, invece, il privato è libero di spaziare e coltivare il proprio privato interesse senza dare necessariamente conto alla collettività. Una brillante intuizione condotta nei crismi di quella legalità (a poli invertiti) che illumina ogni mente. Il sistema è perfetto! E’ un modello che va senza dubbio imitato se si vuole costruire il consenso dei cittadini e di qualche parente e se la partecipazione, la trasparenza (uffa), le regole (che balle) sono un poco sacrificate, non ce ne frega un bel niente. SLON