Buzzanca ricoverato, giallo su suicidio AGGIORNAMENTO

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Buzzanca ricoverato, giallo su suicidio  AGGIORNAMENTO

Non è grave. Fratello, nessun suicidio. Figlio, vecchio leone è ancora in circolazione

07 agosto, 13:56

‘attore Lando Buzzanca è stato trasportato in ospedale al pronto soccorso del Santo Spirito di Roma all’alba di oggi. A quanto si è appreso le sue condizioni non sarebbero gravi. A chiedere i soccorsi questa mattina intorno alle 6.35 sarebbe stata una persona che era con lui nella sua casa nella Capitale.

Lando Buzzanca, secondo quanto si è appreso, ha tentato il suicidio tagliandosi le vene dei polsi prima di essere soccorso all’alba di oggi a Roma e di essere stato trasportato in ospedale. L’attore avrebbe anche lasciato una lettera in cui spiega i motivi del gesto, dovuti al rifiuto di una scrittura da lui proposta.

Il fratello, nessun suicidio forte colpo di calore – ”Nessun suicidio, un forte colpo di calore aggravato da stress da lavoro e dall’età”. Lo dice il fratello di Lando Buzzanca, Salvo, spiegando i motivi del ricovero dell’attore che compie 78 anni il 24 agosto. ”Lando non è il tipo che si suicida. Stava lavorando in piena attività a Roma. Non so come sia venuta fuori neppure questa storia della lettera, di un suo scritto” ha continuato Salvo Buzzanca che è stato avvertito del ricovero del fratello questa mattina, mentre stava andando al lavoro.

Figlio Buzzanca, vecchio leone è ancora in circolazione – ”Tranquilli e sereni tutti, il vecchio leone è ancora in circolazione”. Anche il figlio di Lando Buzzanca, Massimiliano, racconta che la causa è stato lo stress accumulato al lavoro aggravato dal caldo di questi giorni. Nel ringraziare per i numerosi messaggi di solidarietà e vicinanza, Massimiliano tranquillizza amici e fan dell’attore direttamente dalla sua pagina Facebook. ”Se leggete il mio post di qualche giorno fa avrete notato che il mio ‘angusto’ genitore era piuttosto ‘contrariato’ perché gli hanno cambiato i copioni a pochi giorni dal ciak – scrive Massimiliano -. Ora sommate 3 settimane di lavoro a Roma con 38 gradi di media, stress da memoria, incazzature varie, più 78 anni di età e il risultato è un crollo fisico che sfido chiunque non avere con questo caldo”. ”Poi detto tra noi – ironizza il figlio, attore anche lui – la serietà di mio padre è tale che ammesso e non concesso dovesse decidere un giorno di suicidarsi, prima finirebbe l’ultimo ciak dell’ultima scena e poi potrebbe farlo, ma solo ed unicamente perché sente fortemente la mancanza della sua unica compagna di vita scomparsa quasi tre anni fa, non per un banale rifiuto, come hanno scritto”.

 

ANSA  07 agosto, 13:56

 

Inserito da Alberto Del Grosso