BUFERA SUL GIUDICE ESPOSITO SU INTERVISTA AL MATTINO SU BERLUSCONI CONDANNATO PERCHE´ SAPEVA AUDIO

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spunta l’audio dell’intervista guarda il link sotto Una bufera mediatica e politica si è abbattuta sul giudice Antonino Esposito per l’intervista a Il Mattino di Napoli principale quotidiano della Campania, da ambienti PDL si parla anche di sentenza inficiata, il Guardiasigilli ha chiesto chiarimenti. Positanonews, il giornale della Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, pubblica la smentita del Giudice , sempre a Sorrento , e di sotto l’intervista del Mattino che insiste essere stata fatta

Il presidente onorario dell’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, Antonio Esposito, presidente della seconda sezione penale della Cassazione, ha rilasciato stamane la seguente smentita al direttore del quotidiano Il Mattino:

In relazione all’articolo apparso sulla prima pagina del suo giornale di oggi 6/8/ 2013, e ripreso poi alle pagine 2 e 3, smentisco, immediatamente dopo la lettura, nella misura più assoluta e categorica, di aver pronunziato, nel colloquio avuto con il suo cronista – rigorosamente circoscritto a temi generali e mai attinenti alla sentenza, debitamente documentato e trascritto dallo stesso cronista e da me approvato – le seguenti espressioni riportate virgolettate: “condannato perché sapeva” (pag. 1); “Berlusconi condannato perché sapeva non perché non poteva non sapere” (pag. 2). Così come completamente inventata è sia la domanda del cronista sia la risposta a me attribuita a pag. 3 (mai, nella maniera più assoluta, oggetto del colloquio). “Noi potremmo dire: tu venivi portato a conoscenza di quel che succedeva, non è che tu non potevi non sapere perché eri il capo. Teoricamente, il capo potrebbe non sapere. No, tu venivi portato a conoscenza di quello che succedeva. Tu non potevi non sapere perché tizio, caio o sempronio hanno detto che te lo hanno riferito. È un po’ diverso da non poteva non sapere”.

La invito, pertanto, formalmente, ai sensi della vigente legge sulla stampa, a dar immediatamente corso alla pubblicazione, anche via on-line e su cartaceo, della presente smentita.

Roma, 6/8/2013

Dr. Antonio Esposito

Ufficio stampa Associazione Antimafia Antonino Caponnetto

QUESTA ERA L’INTERVISTA
  Silvio Berlusconi non è stato condannato «perché non poteva non sapere», ma «perché sapeva»: era stato informato del reato. 

Così il giudice Antonio Esposito, presidente della sezione feriale della Cassazione, spiega la sentenza di condanna per il Cavaliere in una intervista esclusiva al Mattino. «Nessuna fretta nel processo. Abbiamo solo attuato un doveroso principio della Cassazione, quello di salvare i processi che rischiano di finire in prescrizione».

E quello Mediaset sarebbe andato prescritto il primo agosto scorso. «Abbiamo deciso con grande serenità» aggiunge il magistrato. Sulle polemiche che negli ultimi giorni lo hanno colpito dal fronte berlusconiano, il presidente preferisce non replicare: «La mia tutela avverrà nelle sedi competenti». Aggiunge: «Ero per la diretta tv, ma avremmo turbato il processo».

Giudice Esposito, può esistere, chiamiamolo così, un principio giuridico secondo il quale si può essere condannati in base al presupposto che l’imputato «non poteva non sapere»?

«Assolutamente no, perché la condanna o l’assoluzione di un imputato avviene strettamente sulla valutazione del fatto-reato, oltre che dall’esame della posizione che l’imputato occupa al momento della commissione del reato o al contributo che offre a determinare il reato. Non poteva non sapere? Potrebbe essere una argomentazione logica, ma non può mai diventare principio alla base di una sentenza».

Non è questo il motivo per cui si è giunti alla condanna? E qual è allora?

«Noi potremmo dire: tu venivi portato a conoscenza di quel che succedeva. Non è che tu non potevi non sapere perché eri il capo. Teoricamente, il capo potrebbe non sapere. No, tu venivi portato a conoscenza di quello che succedeva. Tu non potevi non sapere, perché Tizio, Caio o Sempronio hanno detto che te lo hanno riferito. È un po’ diverso dal non poteva non sapere».

AUDIO DELL’INTERVISTA http://video.ilmattino.it/index.jsp?videoId=11704&idSezione=22