Sorrento Trip advisor e le recensioni false, un fenomeno inarrestabile anche nella nostra città?

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di Salvatore Caccaviello

Sorrento – Dopo le  polemiche, circa il condizionamento da parte dei Portieri d’albergo sorrentini, sulle attività turistiche commerciali della città,un’altra problematica che inevitabilmente sembra condizionare non poco le attività turistiche locali, è stata messa in evidenza da parte del nostro giornale.Infatti la pubblicazione da parte di Positanonews dell’articolo di un nostro lettore, sulle continue recensioni da parte di Trip Advisor relative ad un ristorante   situato lungo il territorio comunale, ma chiuso  da circa dieci mesi, in quanto ritenuto abusivo da parte dell’Autorità Giudiziaria con conseguente revoca delle licenze amministrative, sarebbe  bene fare il punto su chi realmente condiziona  l’operato delle attività turistiche commerciali anche in penisola sorrentina. Coloro che sono impegnati nel settore turistico sanno bene cos’è Tripadvisor e conoscono il contenuto e le funzionalità di questo portale. Con una una crescita del 50 per cento su base annua e un incremento di 60 nuovi post al minuto ,ad oggi conta oltre 100 milioni di recensioni, confermandosi la più grande comunità virtuale di viaggiatori al mondo. Fondato nel 2000 in pieno boom dotcom e quotato al Nasdaq, il sito TripAdvisor ha 200 milioni di utenti unici (1,2 milioni quelli attivi in Italia),con un fatturato di oltre 637 milioni di dollari.  Quindi un grande business capace di condizionare in bene e talvolta anche in peggio le attività turistiche. Oggigiorno la maggior parte dei turisti prima di prenotare una stanza d’albergo o una serata ad un ristorante verifica le eventuali recensioni lasciate da altri utenti su Trip Advisor. Ciò sta a dimostrare quanto tale meccanismo sia diventato fondamentale per una struttura ricettiva. Le recensioni costituiscono quindi  il punto di forza per Trip Advisor. Ma a quanto pare se si prende in considerazione  il caso specifico potrebbero senz’altro costituire un grande punto debole. Da come si evince dall’articolo è evidente a questo punto  che le recensioni potrebbero essere totalmente manovrate dai proprietari dei ristoranti ed alberghi. Infatti essendo la struttura in questione da mesi chiusa bisognerebbe che la stessa Trip Advisor spiegasse come tali,sempre più che positive, recensioni vengano tuttora pubblicate, con date recenti, come se la struttura fosse in piena attività. L’anomalia è palese e nello stesso tempo potrebbe danneggiare  gli imprenditori  che  con onestà,rispettando le leggi, con tanti sacrifici fanno sopravvivere le loro aziende .  Poiché a quanto pare lasciare delle recensioni su Trip Advisor è  semplice e soprattutto non c’è un controllo sulla veridicità delle informazioni pubblicate sarebbe opportuno modificare il sistema magari lasciando la tracciabilità di colui che pubblica  il proprio parere. A questo punto risulterebbe che anche a Sorrento, in vari casi, le recensioni su Trip Advisor sarebbero false, scritte in taluni casi da imprenditori disonesti per promuovere le proprie attività. Altrimenti non si spiegherebbe come ristoranti appena aperti magari da gente impreparata salti improvvisamente nei primi posti della ristorazione locale. Come se coloro che da decenni, portando avanti con sacrifici tradizioni di famiglia, oppure con competenza ed aggiornamenti continui, con onestà cercano di tenere alto il nome della cucina sorrentina nel mondo, improvvisamente siano classificati come degli incompetenti. Mentre  invece  ancora più negativa la situazione quando si  cercherebbe di danneggiare la reputazione della concorrenza, per cui si innescherebbe una sorta di competizione che genera la creazione di recensioni false per mantenere alto il livello della propria attività. Insomma una situazione alquanto singolare che il caso specifico ha messo più che  in evidenza e su cui associazioni come Federalberghi e Associazione dei Ristoratori sorrentini dovrebbero fare chiarezza. Magari coinvolgendo i vertici della stessa Trip Advisor nonché di fronte ad un eventuale reato la stessa Magistratura.  Affinché almeno lungo il nostro territorio la stragrande maggioranza delle strutture ricettive possano operare onestamente,  con una concorrenza leale ,ma soprattutto nel rispetto delle regole Quelle stesse regole che troppo spesso vengono osannate ma in taluni casi sempre più restìe ad essere applicate. 6 agosto 2013 – salvatorecaccaviello positanonews