Gragnano. Stanziati altri undicimila euro per la manutenzione della chiesa madre della città

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Gragnano. Altri undicimila euro per il Corpus Domini. Un ulteriore intervento, che si aggiungerà a quelli in corso di realizzazione, partiti a marzo scorso, per salvare dal degrado e dalle infiltrazioni di acqua piovana la chiesa madre di Gragnano. Che, oltre al pregio architettonico e storico, rappresenta un vero e proprio scrigno per i tesori d’arte che contiene. A marzo scorso erano partiti i lavori di ristrutturazione di parte dell’esterno della chiesa, quella che affaccia su piazza Mercato, con il ripristino delle grondaie e dei cornicioni del versante della struttura a lato della cupola dell’Annunciazione e la ritinteggiatura della facciata sulla verticale. Lavori resi indispensabili per evitare ulteriori infiltrazioni che avevano seriamente compromesso tale parte dell’edificio. La cappella, oltre ad essere stata chiusa al culto ormai da tanti anni, stava compromettendo in modo irrimediabile un’importante opera d’arte intitolata “La Madonna del suffragio con angeli e santi”. Gli interventi erano stati appaltati dalla Commissione Straordinaria Anticamorra, insediatasi dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del consiglio comunale, e la cifra stimata inizialmente era stata di circa 85mila euro. Ai quali adesso si aggiungono altri 11mila circa, viste le condizioni degli intonaci, in particolar modo nelle zone più alte delle facciate. Proprio in fase di esecuzione dei lavori di manutenzione delle facciate dell’abside e del transetto, una volta ultimato l’allestimento del ponteggio di servizio per gli interventi previsti, è stato possibile accertare la necessità dell’intervento. Cosa che in fase di stesura del progetto non era stato possibile fare, se non a condizione di dover montare un costoso ponteggio. Ora invece è stato possibile effettuare un’indagine approfondita, riscontrando che anche quelle parti di intonaco che da un esame visivo dal basso, in fase preventiva apparivano in buono stato, in realtà presentavano rigonfiamenti da distacco per infiltrazione e polverizzazione dello strato superficiale. Potendo accedere al tetto di copertura, sempre sfruttando il ponteggio di servizio, si è riscontrata anche la rimozione in alcuni punti delle tegole e dei colmi, causa questa di infiltrazione nel sottotetto e sulla sottostante tela della navata principale, ed infine la mancanza in alcuni punti degli abachini d’ardesia posti sui canali di gronda. Per completare l’intervento in maniera efficace, dunque, bisognerà provvedere a lavori aggiuntivi, quali appunto la spicconatura e il rifacimento degli intonaci che presentano rigonfiamenti da infiltrazioni, l’apposizione di uno strato di finitura fine e di supporto isolante sull’intera superficie delle facciate oggetto di intervento, la sostituzione degli abachini d’ardesia, la revisione e sostituzione delle tegole danneggiate del tetto di copertura, nonché la pulizia del campanile e l’apposizione di reti per impedire l’accesso nel sottotetto ai volatili. (Gaetano Angellotti – Metropolis)