POMPEI AL CENTRO DELLA CULTURA

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AVVENIRE ….DI POMPEI RASSEGNA STAMPA …DI GIGI MARESCA L’INTERVISTA DI QUALCHE GIORNO FA A UN PERSONAGGIO DELLA CULTURA… «La vera svolta per Pompei sarà battere la camorra» ​«Il Progetto Pompei? La sovrintendenza speciale con Ercolano e Stabia? I nuovi fondi? Mah…». Come mah? Il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, annuncia la “svolta” per il sito archeologico più celebre al mondo e Valerio Massimo Manfredi – che, da archeologo, scrittore, docente universitario, di Pompei è un “tifoso” – si mostra titubante? «Non vorrei essere frainteso – dichiara –. Credo che il ministro abbia le sue buone ragioni per pensare a una struttura agile che faciliti tutela e sviluppo dell’area celermente e in modo trasparente: sono in ballo decine di milioni». E allora? È solo che di “ristrutturazioni”, riforme, disposizioni speciali, Pompei ne ha conosciute tante. Troppe. Il vero problema è un altro. E viene prima del consumo dei materiali, della scelta e della modalità del restauro e della manutenzione. A cosa si riferisce? Al problema ambientale. Ai condizionamenti. Alle gare che fanno gola a criminali capaci di infiltrarsi ovunque. Alle minacce, ai pesanti atti intimidatori nei confronti di chi, negli anni, ha avuto responsabilità nella gestione del sito mentre era impegnato a svolgere il suo lavoro onestamente. Questo è il problema numero uno di Pompei. Ecco perché prima di parlare di svolta ci andrei cauto. Quanto è compromessa la situazione? Ci sono notizie di dominio pubblico – e la presenza della camorra non è certo una novità – e notizie che ho da confidenze di amici e operatori del settore. E che sono frustranti, fanno star male. Cioè? Ti descrivono una situazione da assediati. Ti parlano della preoccupazione di dover ricevere persone gentili e disponibili che propongono progetti ufficialmente ineccepibili ma che nascondono finalità oscure, mostrandoti di poter scomodare chiunque per poterle conseguire. Prima di parlare di svolta occorrerebbe una risposta determinata e dura come non mai da parte dello Stato contro l’offensiva della criminalità organizzata. C’è chi dice che se Pompei si fosse trovata altrove o in un altro Stato… Sì ma Pompei è lì. Ed è un’area unica al mondo. Rispetto alla quale non possiamo abdicare. Insiste su un territorio difficile: non è da quelle parti che si sta “realizzando” l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, con un cantiere la cui durata si perde nella notte dei tempi? Eppure? Pompei continua a essere visitata da 4 milioni di persone l’anno. La gente ci andrà sempre. In Egitto, per non perdere turisti, hanno militarizzato le aree archeologiche: ma quei siti resteranno sempre affollati. Cosa farebbe se fosse il ministro dei Beni culturali? Studierei il modo per concedere al nuovo “sovrintendente speciale”, da individuare tra i migliori esperti del Paese, carta bianca nell’affidamento degli appalti. Così si abbandonerebbe la logica del maggiore ribasso che, puntualmente, si traduce in ulteriori richieste di esborsi rispetto al preventivo iniziale (spesso superato di molte volte) e, in non pochi casi, in lavori di bassa qualità. I soldi non sono tutto ma vanno spesi in modo oculato da persone oneste, competenti e protette da condizionamenti. Lo Stato in tal caso opererebbe una vigilanza strettissima. D’altra parte, non sarebbe così difficile valutare la proposte: per stuccare un muro un conto è chiedere 30 o 40 mila euro, un altro è chiedere 1 milione… Vito Salinaro