Positano Teatro Festival serata di gala Premio Annibale Ruccello a Leopoldo Mastelloni

0

E’ la serata di gala della rassegna teatrale estiva regina della costa d’ Amalfi riferimento nel suo genere in Campania ed in Italia con riconoscimenti all’estero direttore artistico Gerardo d’ Andrea, rivoluta dall’amministrazione De Lucia.  Nell’ambito del Positano Teatro Festival, Leopoldo Mastelloni riceverà questa sera lunedì 5 agosto il premio Annibale Ruccello 2013. Sul palcoscenico del Teatro Giardino, a Mastelloni verrà consegnato un riconoscimento alla carriera per il decennale del Festival. Il premio consiste in un’opera dell’artista Paolo Sandulli. La giuria del premio – composta da giornalisti esperti del settore – ha assegnato il Premio per i 50 anni di carriera artistica cominciata proprio a Positano con la seguente motivazione: “Per aver offerto all’immaginario di questo Paese un profilo umano ed artistico originale e poliedrico, unico a sintetizzare – con audacia sfrontata e raffinato gusto di flaneur – la sensuale malinconia meridionale di Peppino Patroni Griffi e la magia incomparabile di Eduardo, l’umore spleenetico di Edith e lo sberleffo irriverente di Marlene, trasformando l’inesauribile galleria del nostro cuore e della nostra memoria, in un repertorio sempre vivo e privo di frontiere, privo di generi, privo di qualsiasi reticenza, silenzio o vana resistenza.” Durante la serata di gala, l’attore sarà protagonista dello spettacolo “Moonlight Serenade ovvero serenata sotto la luna a Positano”.

Biografia tratta da Wikipedia. Nato a Napoli da una nobile famiglia di giuristi, coi titoli di marchese di Capograssi e duca di Castelvetere[1], dopo essere stato cacciato da diverse scuole per il carattere esuberante si diploma al Liceo Colletta di Avellino. È fratello del giudice Carlo Mastelloni. Dopo le prime esperienze teatrali giovanili con gli amici del rione Cavour di Napoli-Barra, debutta ufficialmente come attore a Napoli, nel 1965, al Teatro Esse, dove recita in opere di Antonin Artaud, Jean Genet, Hugo von Hofmannsthal con la regia di Gennaro Vitiello. Nel corso della sua carriera, numerose volte ha interpretato anche personaggi en travesti,[2] rivelando anche la sua omosessualità, che ha affermato aver scoperto presto.[3] Agli inizi degli anni settanta viene notato da Antonello Falqui, maestro del varietà televisivo italiano, che lo vorrà insieme a Loredana Bertè e Christian De Sica nello spettacolo in sei puntate Bambole, non c’è una lira!, dedicato alla rievocazione dell’avanspettacolo e del teatro leggero italiano della prima metà del novecento. In teatro continua a esibirsi nel repertorio drammatico (Aminta di Torquato Tasso con Carmen Scarpitta e la regia di Giancarlo Cobelli) e compie qualche incursione nel teatro leggero e nel cabaret (Più crudele di Venere, con Massimo Boldi e Teo Teocoli, regia di Sandro Massimini). Al Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel 1975, interpreta insieme a Massimo Ranieri, Angela Luce e Mariano Rigillo Napoli, chi resta e chi parte, di Raffaele Viviani, messo in scena da Giuseppe Patroni Griffi. Nel 1976 va in scena al Teatro Tenda di Roma in Mastellomania, e dal 1976 al 1980 replica Carnalità di Giuseppe Patroni Griffi. Nel 1979 incide un 45 giri intitolato Il mio slip fa pam pam che se non scala le classifiche di vendita contribuisce però a far recepire il lato autoironico del personaggio. Nel 1980 torna al varietà televisivo con Antonello Falqui nelle cinque puntate di Studio ’80 e appare, nel ruolo del maggiordomo John, nel film Inferno di Dario Argento, accanto ad Alida Valli e Daria Nicolodi. Al cinema tornerà poi, sempre nei primi anni ottanta, con due commedie: Culo e camicia di Pasquale Festa Campanile, con Renato Pozzetto, e Per favore, occupati di Amelia di Flavio Mogherini, tratto da Georges Feydeau. Nel 1981 torna in sala di incisione per Ambiguità, intenso brano che è anche sigla finale del programma televisivo Di tasca nostra. Nel 1984, porta in scena Cammuriata, di Giuseppe Patroni Griffi. Nel corso dello stesso anno durante una puntata di Blitz, pronuncia accidentalmente una bestemmia in diretta TV: l’episodio, nonostante l’assoluzione del Tribunale di Viareggio[4], gli costa anni di ostracismo e allontanamento dalla RAI.[5] Accanto a F. Murray Abraham interpreta, nel 1988, Russicum, di Pasquale Squitieri. Nel 1991 realizza il 33 giri Rythmo italiano, dove interpreta brani di Ivan Cattaneo, Josè Feliciano e Donatella Moretti. Negli anni successivi Mastelloni prosegue nell’attività teatrale, portando in scena testi di Eduardo De Filippo (Sabato, domenica e lunedì), Carlo Goldoni (La bottega del caffè), Giuseppe Patroni Griffi (Tragedia reale),[6] Luigi Pirandello (Questa sera si recita a soggetto), Raffaele Viviani (La morte di Carnevale). Nel 2000 torna in sala d’incisione per la realizzazione di Quando ero un neomelodico un album dove, con ironia e mestiere, interpreta quattordici brani in napoletano, e l’anno successivo porta in teatro la rappresentazione Nudo e crudo, di Pierpaolo Pasolini.[7] Nel 2006 partecipa al reality show La fattoria rimanendo in gara per oltre un mese, venendo eliminato nel corso della sesta puntata con il 52% dei voti.[8] Nel 2007 è a teatro con la rappresentazione dello spettacolo di Eduardo De Filippo Io, l’erede.[9]

 Foto Massimo Capodanno

 

 

Positano (Salerno)
Teatro Giardino del Tennis, Via Pasitea
ore 21:00
ingresso libero su prenotazione
Info. 089/8122535