E-mail Stampa Condividi Un salernitano indagato per la strage dell’autobus

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Sono Michele Renzi, direttore di Tronco della A16, e Antonio Sorrentino di Cava de’ Tirreni, in servizio sulla stessa tratta, i dipendenti di Autostrade per l’Italia indagati nell’inchiesta della Procura di Avellino sull’incidente del bus finito domenica scorsa nella scarpata a Monteforte Irpino (Avellino). Assieme ai due è stato iscritto nel registro degli indagati il nome di Gennaro Lametta, titolare della ditta proprietaria del pullman e fratello dell’autista, Ciro, morto nell’incidente.

La Procura di Avellino ha anche disposto il sequestro di un ampio tratto dell’autostrada A16 Napoli-Bari dove domenica si è verificato l’incidente dell’autobus finito nella scarpata. La Procura ha sequestrato inoltre l’area sottostante dove è precipitato il pullman per consentire l’esecuzione di rilievi e il recupero di reperti. È libera l’altra corsia per consentire il transito automobilistico.

Restano critiche, intanto, le condizioni di Simona Del Giudice, la ragazza di 16 anni, coinvolta nell’incidente dell’autobus caduto nella scarpata a Monteforte Irpino, domenica scorsa. La giovane donna è tuttora ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Loreto Mare di Napoli. La prognosi, fa sapere la direzione sanitaria, resta riservata. Gravi anche le condizioni di Gennaro Schiano, 41 anni, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Cardarelli, a Napoli. L’uomo continua a essere sotto sedativi, è costantemente monitorato e resta ancora in prognosi riservata.

Non ci sono sviluppi dal punto di vista clinico per i due bambini ricoverati nella Terapia intensiva dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli a seguito del drammatico incidente in Irpinia. Le condizioni, spiega lo staff sanitario diretto da Carlo Maranelli, restano gravi, ma stazionarie. «I due hanno subito gravi lesioni cerebrali e non si possono fare previsioni di alcun genere – dice Maranelli – gli aggiornamenti possono essere solo quotidiani». A destare maggiore apprensione sono le condizioni della piccola Francesca di tre anni che, tra l’altro, ha il fratellino ricoverato nello stesso ospedale, il padre in terapia intensiva al Cardarelli e la madre al Moscati di Avellino. Meno preoccupanti, ma comunque gravi, le condizioni dell’altro bambino in Terapia intensiva, il piccolo di Cristoforo.

LA CITTA