Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

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Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

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Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

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dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

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Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

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NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

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Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

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Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

San Vito Positano in cerca di rinforzi, ora punta anche su Stefano Squitieri

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Il San Vito Positano non sta a guardare. Dopo il momento no la società della squadra della Costiera amalfitana sta reagendo guardandosi attorno sul mercato. Fra questi sta spuntando il nome di  Stefano Squitieri che il  tecnico Attanasio vorrebbe nelle file dei giallorossi . Squitieri, proveniente dal Valdiano , ma è stato anche nelle giovanili della Salernitana e con la Nocerina e Palmese, è un centrale di difesa roccioso, classe ’90. Mentre sembra tramontata l’ipotesi Catalano, con Squitieri il San Vito avrebbe un forte perno difensivo che non disdegna il gol. Niente male per risalire la china

Vico Equense, una terza mini-corsia nel tratto finale che porta a Seiano? E i pedoni che fanno volano?

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Vico Equense. La notizia di oggi è che il Comune di Vico Equense avrebbe dato l’autorizzazione ambientale all’Anas per poter fare una terza corsia. Intanto l’informazione detta così potrebbe portare a confusione. La costa di Sorrento , un angolo paradisiaco che tutti ci invidiano, sta diventando sempre di più un luogo infernale, ormai motivo continuo di polemiche, discussioni e lamentele sopratutto in questo periodo per la chiusura delle gallerie, il problema del traffico ha assunto dimensioni preoccupanti. Sono nove i chilometri che potrebbero essere percorsi in meno di venti minuti. E invece in media durante la settimana il tempo raddoppia, fino a triplicarsi nei weekend. Si stava pensando da tempo ad una terza mini corsia nel tratto finale che porta verso la galleria e che potrà essere impegnata soltanto dai veicoli diretti dalle spiagge. Eliminando il marciapiede situato tra la traversa di via Mirto e la salita della stazione ferroviaria. E posizionando una scala per i pedoni che colleghi l’uscita della Circumvesuviana e la fermata del trasporto pubblico di via Murrano. L’intervento è totalmente carico dell’Anas, una soluzione che potrebbe consentire di risolvere molti problemi, ma sta sollevando varie perplessità. Maurizio Cinque capogruppo di opposizione dice “Questa è la risposta alle nostre interrogazioni sui lavori interminabili che costringono i pedoni ad attraversare pericolosamente la strada, ma è questa la soluzione migliore?” Tanti i commenti preoccupati “E’ solo un palliativo, le auto ci saranno e non verrà risolto il problema del traffico”. Intanto pubblichiamo il documento e le foto di Cinque 

NA 14/1/18 Alberto Del Grosso e Aldo De Gioia portano in scena lo spettacolo “Torna Napoli”.

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Domenica 14 Gennaio 2018 presso il prestigioso teatro Immacolata in piazza Immacolata al Vomero, Alberto Del Grosso e Aldo De Gioia portano in scena lo spettacolo “Torna Napoli”.

“Torna Napoli” è uno spettacolo prodigo di canti, naturali nella sensibilità artistica, spontanei nell’allegria.

Napoli con le sue canzoni ha dipinto la vita di un popolo che nei secoli ha saputo porsi con i suoi artisti, nel ruolo romantico e appassionato. Questa esplosione del sentimento, rappresentata con grande valore umano, emerse attraverso le varie epoche, per arrivare alla massima vetta come una vera cavalcata raffigurata attraverso il canto. Dunque la storia della nostra città raccontata con sostanza e fantasia assunse grande importanza e il suo successo superò i confini nazionali, partendo dalle strade di Napoli e girando per il mondo. Tutto questo vuol dimostrare  il nostro spettacolo  per riempire di gioia il cuore e gli occhi degli spettatori con un richiamo di quell’arte napoletana che continua a vivere malgrado la mutazione dei tempi.

Sarà Ospite d’Onore la grande voce della canzone napoletana Consiglia Licciardi.

Partecipano:

Lilly Amati

Roberto Arnone

Arianna Avolio

Cristiano Avolio

Alessio Bagliore

Tina Bonetti

Lino  Cavallaro

Gennaro Guerra

Angela Guerra

Enrico Mosiello

Antonio Onorato

Antonietta Pujia

Elena Sansone

Giò Siciliano

Per la danza: Roberta Ventre, Vincenza Ventre, Angelo Marino

e le allieve della scuola di danza Rose Ballet.

Presenta: Anna Aita

Al piano:  Nataliya Apolenskaya  e Gabriella De Carlo, Gianfranco Matarazzo alla chitarra

Direttrice di scena: Anna Del Grosso

Assistenti di scena: Raffaele Esposito e Chiara Rubino

Regia video: Umberto Santacroce

Audio:  Manzo Carlo Service

Riprese video: Luigi Strino

Foto di scena: Filippo Tufano

Regia tecnica: Nicola Salvo

Regia di Alberto Del Grosso

Con l’adesione morale dell’ Ass. Culturale Cosmopolis, della Rinascita Artistica Partenopea  e del giornale   Positanonews

Progetto grafico: Umberto Santacroce 2018

L’ingresso è libero e per invito sino alla capienza dei posti a teatro con precedenza per coloro che si prenoteranno al n. 334 6264642

Il teatro si trova a pochi passi dalla fermata di piazza Medaglie D’oro e Girolamo Santacroce del metrò collinare.

Vi aspettiamo numerosi, vi divertirete!

 

 

 

Stonewall the Temple di Vito Fusco, la presentazione a Positano fra un bagno di folla VIDEO

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Positano, Costiera amalfitana . Un evento da segnarsi nel calendario di queste manifestazioni natalizie, per il suo interesse culturale e artistico, da non perdere  la  presentazione libro Fotografico Stonewall the Temple, del fotografo Vito Fusco, patrocinato da Amnesty International Italia e FIOF, e davvero è stato un evento di successo.

Mercoledì 13 Dicembre presso il Comune di Positano, nella sala consiliare “Salvatore Attanasio”, il fotografo Vito Fusco ha presentato il libro fotografico realizzato con le immagini scattate nello storico locale omosessuale Stonewall Inn di New York, con alcuni approfondimenti testuali sulle battaglie affrontate dal mondo LGBTQ dagli anni ’60 ad oggi, sia in lingua italiana che inglese.

Alla presentazione , introdotta da Gianmaria Talamo , alla presenza del sindaco Michele De Lucia e da una nutrita folla , presente Amnesty Internationa ed il FIOF che hanno patrocinato il libro, ed anche Paolo Landi Paolo Landi psicoterapeuta cognitivo comportamentale referente infanzia e famiglie Consorzio La Rada Salerno.  La presentazione è stata davvero pregna di significati, emozionante, intensa , crediamo che il video possa rendere minimamente l’idea. 

Il libro conta 34 immagini per raccontare i giorni passati nel bar della grande mela, proprio durante la settimana del Gay Pride, alcune delle quali durante il 2017 hanno ricevuto importanti riconoscimenti e ha visto l’autore ospite in varie città italiane durante il R-Evolution Tour organizzato appunto da FIOF.

Un progetto fotografico nato per caso, come spiega nel libro l’autore, ma che arriva all’osservatore in modo diretto e forte.

La storia fotografica si basa principalmente sui ritratti delle persone incontrate nel bar, ritratti che, sempre secondo l’autore, sono la chiave del lavoro: – Le persone fotografate appartengono a diversi generi sessuali, spesso non chiaramente identificabili dalle foto – chiarisce il fotografo – e questo è uno dei punti fondamentali: la differenza di genere è e deve essere del tutto irrilevante; nelle foto ci sono esseri umani! – Partendo da questo punto, ci si potrà immergere nelle immagini e riflettere su un argomento che è molto discusso, ma spesso affrontato superficialmente.

Anche per questo motivo, dopo le foto, una descrizione dell’INCIPIT del lavoro fotografico ed un excursus sulla questione LGBTQ, danno lo spunto per riflettere su questioni poco conosciute come il fatto che soltanto nel 1990, l’omosessualità è stata declassata dalla lista delle malattie mentali o che ancora un terzo delle nazioni del mondo ritengono l’omosessualità un reato.

Il libro sarà stampato in 500 copie, di cui 100 saranno in edizione limitata, e con una stampa 14×14 cm di una delle foto del libro.

Dopo la presentazione l’inaugurazione della mostra al Bar Internazionale. Le foto di questo articolo dal blog Positanonews My Life di Massimo Capodanno 

http://www.vitofusco.com/web/book-stonewall/

Piano di Sorrento cenone al Nettuno correte per prenotare

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Piano di Sorrento cenone al Nettuno correte per prenotare
Capodanno 2017

Entrèe di benvenuto

-Fiocco di baccalà fritto e broccoli bianchi al limone
accompagnato da un calice di prosecco

ANTIPASTO

– Fagottino di alici farcito con patate e provola ed erba cipollina su un letto di concassea di pomodoro con salsa alle ostriche capesante scottate

PRIMI

– Raviolo fatto in casa all’ astice e pomodori confit bisque di crostacei e pomodori del pendolo

– Zitoni al ragù napoletano con fonduta di Provolone del Monaco

SECONDI

– Baccalà alla paolotta con fritturina di calamari e gamberetti bianchi con patate e verdure tornite

– Cotechino e lenticchie

FRUTTA

– Ananas e frutti di bosco

Dolce

-Fagottino di crema pasticciera alle mele e amarene accompagnato da una salsa inglese e chicchi di melograno

ASPETTANDO LA MEZZANOTTE

– Frutta secca e dolci tipici
– Bottiglia di prosecco per ogni tavolo per brindare insieme l inizio del nuovo anno

Acqua
Caffè

Una bottiglia di vino ogni 4 persone

Sorrento, dal Bellevue Syrene un ricordo della scrittrice Margherita Yourcenar.

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Sorrento – Continua  con successo la collaborazione tra il Grand Hotel Syrene ,ed il Centro Roland  Barthès nella proposizione di eventi culturali. Il prossimo appuntamento sarà per sabato 16 dicembre alle ore 16,45 in occasione del trentennale della morte della scrittrice francese Margherita Yourcenar avvenuta il 17 dicembre del 1987. Un pomeriggio di cultura aperto a tutta la cittadinanza, incorniciato nelle magnifica architettura di uno degli alberghi più rinomati al mondo. Dove come al solito farà gli onori di casa il patron Giovanni Russo, ormai un vero e proprio punto di riferimento prezioso per la crescita culturale, oltre che sociale ed  economica, della nostra città.

Nello splendido scenario della sala “Mimmo Jodice”, l’evento, organizzato in collaborazione con il Centro Internazionale “Antinoo” di Roma, vuole rappresentare   un momento di riconoscenza  da parte della Città di Sorrento alla scrittrice che, per lunghi e alterni periodi, vi ha soggiornato. Dimorando proprio  all’Hotel Syrene, dove nel 1938  riscrisse completamente il suo famoso romanzo “ Colpo di grazia “. Nell’occasione verranno tra l’altro illustrate, con le relazioni degli studiosi Emilia Surmonte e Raffaele Mambella, il mondo delle suggestioni campane e dell’universo maschile della scrittrice. In occasione dell’anniversario degli 80 anni dalla permanenza di Margherita Yourcenar a Sorrento, che cadrà nel prossimo anno, il mondo culturale sorrentino sta organizzando un ulteriore evento in onore della scrittrice con l’apposizione di una targa in sua memoria, all’interno del Bellevue Syrene. A cui bisogna continuare ad esprimere gratitudine nel rappresentare per la nostra città uno dei luoghi dove la cultura, la storia e senz’altro la bellezza saranno sempre benvenuti.  Infine un particolare grazie per il costante impegno affinché determinate manifestazioni possano ancora avere un futuro a Sorrento  ad  Elsa Russo, Rossella Di Leva, Laura Monachesi, Carlo Milardi e Luciano Russo. – 13 dicembre 2017 – salvatorecaccaviello.

Marguerite Antoinette Jeanne Marie Ghislaine Cleenewerck de Crayencour – scrittrice francese conosciuta con lo pseudonimo di Marguerite Yourcenar – nacque a Bruxelles l’ 8 giugno 1903, in una famiglia franco-belga di antica nobiltà. Il padre Michel Cleenewerck de Crayencour, è un ricco proprietario terriero francese, anticonformista, grande viaggiatore e persona di vasta cultura; mentre la madre Ferdinande (Fernande) de Cartier de Marchienne (rappresentante nobile del ramo belga della famiglia) muore dieci giorni dopo aver dato alla luce Marguerite, stroncata dalla setticemia e dalla peritonite, conseguenti a delle complicazioni dovute alla nascita della bimba. La piccola Marguerite viene educata privatamente in una villa a Mont-Noir nel nord della Francia, dal padre. Si dimostra subito una lettrice precoce, interessandosi a soli otto anni alle opere di  Jean Racine e Aristofane; a soli dieci anni impara il latino e a dodici anni il greco. I numerosi spostamenti che in questi anni compie assieme al padre nel sud della Francia, a Bruxelles, a Parigi e in Olanda, saranno importanti per formare la sua natura di viaggiatrice instancabile.

Quando nel  1912 la villa di Mont-Noir viene venduta , Marguerite si trasferisce a Parigi, dove avvia i suoi studi letterari sotto la guida di vari precettori privati nonché dello stesso padre. Sotto lo pseudonimo di Marg Yourcenar pubblica a Nizza, nel 1920 a soli diciasette anni “Le jardin des Chimères”, la sua prima opera in versi. Successivamente lo pseudonimo, con l’aiuto del padre, viene scelto anagrammando il suo vero cognome.Nel 1924, in occasione di uno dei tanti viaggi in Italia, la scrittrice visita per la prima volta Villa Adriana e inizia qui la stesura dei primi “Carnet des Notes per le Mémoires”.In seguito pubblica un romanzo ambientato nell’Italia dell’epoca, dal titolo “La denier du Rêve”. In seguito pubblica “Feux”, una raccolta di prose liriche ispirata dal suo amore non corrisposto per il suo giovane e biondo editore André Fraigneau. Nel 1937 Marguerite Yourcenar conosce l’intellettuale statunitense Grace Frick: l’incontro risulterà fondamentale per la sua carriera e non solo, tanto che diventerà proprio la sua compagna nella vita.

Nel 1939 con lo scoppio della guerra decide di trasferirsi negli Stati Uniti d’America, dove prende la cittadinanza nel 1947,ma dove tuttavia  continuerà a scrivere in lingua francese. Inizia per Marguerite un decennio di privazioni, che più tardi definirà come il più brutto della sua vita. Questo periodo si conclude con la pubblicazione delle “Memorie di Adriano”, il suo libro di maggior successo. Continuerà in modo instancabile a viaggiare fino all’aggravarsi delle condizioni di salute della sua compagna Grace Frick. La quale da oltre vent’anni lottava contro un tumore,verrà a mancare nel novembre del 1979.

Dopo la morte della compagna, Marguerite Yourcenar conosce Jerry Wilson, che diventerà in breve una delle sue più intense passioni. Purtroppo neanche lui le sopravvive: Wilson era un bellissimo giovane studente americano molto inserito nell’ambiente gay, che viveva con uomini più vecchi e molto più ricchi di lui; conduceva una vita notturna molto attiva e che a causa delle sue sregolate abitudini lo portò alla prematura morte, all’età di 36 anni.La sua ultima fatica letteraria è quella della grande trilogia familiare intitolata “Le labyrinthe du monde” (“Souvenir Pieux”, “Quoi? l’eternité”, “Archives du Nord”).

Marguerite Yourcenar – che nel 1980 diviene la prima donna che entra a far parte della Académie française – muore presso l’ospedale Bar Harbor di Mount Desert (Maine, USA) il giorno 17 dicembre 1987, all’età di 84 anni. E’ sepolta presso il cimitero Brookside di Somesville. –

-Dopo gli esordi come autrice in poesia, con la raccolta Le jardin des chimères (Il giardino delle chimere), pubblicata a proprie spese nel 1921. La prima opera pubblicata da una casa editrice è un romanzo pubblicato tre anni dopo:Alexis o il trattato della lotta vana, dove si affaccia per la prima volta il tema dell’omosessualità vissuta come dramma. Da lì comincia per la scrittrice una carriera che le procurerà la notorietà internazionale.Nel periodo che va dal 1932 al 1938 pubblica il romanzo moneta del sogno , ambientato nell’Italia fascista,Fuochi , una raccolta di prose liriche ispirata dal suo amore non corrisposto per Andrè Fraigneau  e  Novelle Orientali , una serie di racconti ispirati a miti e leggende dell’estremo Oriente, della Grecia e dei Balcani. Attratta dal romanzo di ambientazione storica, scrive le Memorie di Adriano , il suo capolavoro, in cui alla crisi personale di un imperatore illuminato, giunto alla fine della sua vita, si sovrappone il crepuscolo dell’ Impero di Roma avviato verso una fine annunciata. L’opera a nero è un altro romanzo di genere storico ambientato nel tardo Rinascimento con protagonista il medico-filosofo Zénon. Anche qui la storia è una cornice disegnata intorno alle tormentate vicende dei protagonisti con sottili risvolti psicologici apparentemente fuori tempo – per troppa modernità – rispetto all’epoca in cui i personaggi vengono fatti agire; è ciò che verrà definito la modernità del passato. Infatti modernissimo è il discorso in cui Zénon enuncia sinteticamente la sua filosofia dicendo:

Le nostre idee, i nostri idoli, le nostre costumanze presuntamente sante, e le nostre visioni che passano per ineffabili, mi sembravano generati senz’altro dai sussulti della macchina umana, al pari del soffio delle narici o delle parti basse, del sudore e dell’acqua salata delle lacrime, del sangue bianco dell’amore, dei liquami e degli escrementi del corpo. Mi irritava che l’uomo sprecasse così la propria sostanza in costruzioni quasi sempre nefaste, parlasse di castità prima di aver smontato la macchina del sesso, disputasse di libero arbitrio invece di soppesare le mille oscure ragioni che ti fanno battere le ciglia se improvvisamente avvicino ai tuoi occhi un legno, o di inferno prima di aver interrogato più dappresso la morte

Come l’acqua che scorre,pubblicato nel 1982, raccoglie tre racconti storici di ambiente secentesco, ambientati fra l’Italia e le Fiandre. Il primo,Anna ,soror…,  fu scritto nel 1925 dopo un soggiorno a Napoli, dove si svolge il racconto intimo e delicato della passione incestuosa di Anna per il fratello Miguel. Il secondo, Un uomo oscuro , ci fa seguire le peregrinazioni di Nathanael (un altro dei grandi personaggi yourcenariani), il suo amore per la prostituta Sarai, il servizio presso una nobile famiglia e la silenziosa fine nella solitudine di un’isola. L’ultimo racconto,Una belle mattina, si ricollega alla vicenda di Un uomo oscuro narrando la storia di Lazaro, figlio di Saraí e Nathanael, e della sua vocazione di attore.

Nella trilogia Il labirinto del mondo, Yourcenar passa dalla storia del mondo a quella più ristretta nel microcosmo della sua famiglia attraverso le generazioni.Scrive anche numerosi saggi e racconti di viaggio, confluiti nelle raccolte Con Beneficio d’inventario, Il tempo, Grande scultore, Pellegrina e straniera, Il giro della prigione.

E se al posto del capo ci mettessimo un robot?

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La Repubblica

ManagerItalia ha chiesto agli italiani in età lavorativa cosa si aspettano dall’arrivo sul posto di lavoro dei robot e dell’intelligenza artificiale. Giudizi positivi e negativi si alternano. Molti temono che ruberanno posti di lavoro. I meno pessimisti sono inaspettatamente i più anziani e i giovanissimi

ROMA – E se mettessimo un robot al posto del capo? Certo i contrasti sarebbero ridotti al minimo, il non detto e le incomprensioni crollerebbero. La domanda insieme a molte altre è stata posta da AstraRicerche (su indicazione di Manageritalia), che ha condotto a novembre un’indagine via web su un campione di italiani in età lavorativa (18-65 enni). E alla possibilità reale che a comandare invece di un uomo in carne e ossa ci sia un robot, ci credono in pochi (8,7%). Una possibilità fantascentifica. Più reale è capire invece come gli italiani vedono l’introduzione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro e dell’economia in genere. La stragrande maggioranza è convinta che i robot ridurranno l’occupazione di chi fa lavori manuali ripetitivi (62,5%), compresi quelli di precisione (43,3%). Dunque un giudizio negativo sul futuro dell’occupazione, destinata a scendere, almeno nelle forme tradizionali.

Ma c’è anche un lato positivo. L’introduzione dei robot farà risparmiare le aziende (47,7%), spingerà quella produttività che è la spina del fianco delle imprese italiane (46,8%) e offrirà una possibilità in più: produrre e offrire servizi finora difficili o impossibili (46,5%) da realizzare. Non solo.

I robot, già presenti da tempo in molte aziende, aiuteranno quei lavoratori che svolgono i lavori manuali. Un robot a fianco li stimolerà a diventare più veloci (41,3%). Ci sono poi altri due lati positivi individuati. Spogliati dalla divisa di lavoro gli italiani, in qualità di consumatori sono convinti che i robot ridurranno il prezzo di prodotti e servizi (31,2%) e renderanno gli ambienti di lavoro più sicuri (35%), o comunque non li renderanno meno sicuri rispetto a oggi (48%).

Un robot come compagno di lavoro. Un italiano su dieci (12,8%) si dice convinto che lavorare con un robot potrebbe essere stimolante. Le braccia artificiali saranno un’opportunità per fare attività diverse e più stimolanti (20,5%), uno stimolo a cambiare mentalità imparando a collaborare con umani e robot (19,8%) e colleghi rendendoli quindi partecipi di parte del proprio gruppo di lavoro (16,5%). Un vantaggio dell’arrivo dei robot sarà il miglioramento della propria vita sul lavoro, ma anche fuori (15,2%). Ma attenzione. La paura che un robot rubi il posto di lavoro è ancora alta (29,5%), così come l’idea di non poter controllare le macchine sino in fondo (20,2%). Scendendo nei particolari c’è chi pensa che l’intelligenza artificiale potrebbe limitare la crescita professionale e la carriera (19,7%). E c’è anche chi teme, ma non sono molti, che si tramutino in avversari, colleghi negativi (17%) o addirittura, ma in casi veramente limitati, in capi (8,7%).

Più negativi che positivi. La maggioranza degli italiani (56%) dà però ancora un giudizio negativo, anche perché mostra di avere le idee poco chiare. E in questa categoria rientrano un terzo di italiani(29,5%) ancora lontani dall’essersi fatti un’idea, seppure minima, di come sarebbe lavorare a fianco di un robot. Più di un quarto degli italiani alterna quindi risposte positive e negative, speranze e paure. E solo un gruppetto, l’8,3%, vedono robot e intelligenza artificiale come mostri, capaci anche di sedersi appunto sulla sedia del capo. Tutti giudizi dove conta l’età e il luogo di residenza. E a differenza di quanto immaginato i giudizi positivi arrivano per lo più da 55-65enni (53%) e 45-55enni (45%), tra chi vive nel Nord-Est (51%) e chi lavora nel Nord-Ovest (48%). I più pessimisti sono in verità i 35-44enni (42%), che risiedono al Centro. Una percentuale che scende al diminuire dell’età. Tra i 25-44enni i pessimisti si fermano al 37% e calano al 35% tra i18-24enni. E più si scende nella penisola più i timori crescono.

Prevalgono, infatti, ancor più gli aspetti positivi: una spinta a cambiare mentalità, imparando a collaborare con questi sistemi/AI (25,7%), la possibilità di svolgere attività altrimenti impossibili (24%), l’opportunità di fare attività diverse e più interessanti (23%). C’è poi l’aspetto legato a una stimolante competizione identificato come uno stimolo a dare il massimo e aggiornare le competenze (22%), una sfida stimolante a crescere per essere sempre un gradino sopra le AI (21,2%). E per chiudere un vantaggio per la vita lavorativa ed extra lavorativa (18,8%).

In negativo emergono alcune paure: le AI toglieranno spazio a impiegati e lavoratori di concetto (25,2%), potrebbero essere non controllabili (18,7%) e uno svantaggio per la crescita professionale (14,2%).

Femminicidio, Antonello De Pierro partecipa ad Anzio a Storie di Donne

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Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è stato ospite nella cittadina neroniana alla kermesse contro la violenza di genere che ha visto premiare Silvana Giacobini e Imma Battaglia

 

Roma – Continua l’impegno del giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro contro la violenza di genere. Un tributo nei confronti della donna contro ogni prevaricazione fisica e psicologica che l’ex direttore e voce storica di Radio Roma porta avanti da lungo tempo. Prima ancora che fosse varata la nota legge sullo stalking, che ha introdotto nel nostro codice penale l’art. 612 bis, codifica normativa con la previsione di una specifica ipotesi di reato, ha alzato più volte la voce contro questo ributtante quanto dilagante fenomeno, specie dalle frequenze di Radio Roma, sostenendo da sempre “la necessità di disciplinare, oltre alle giuste e opportune prescrizioni legislative di tipo repressivo della condotta penalmente rilevante, altresì interventi di matrice culturale e soprattutto un supporto psicologico preventivo, al fine di scongiurare la degenerazione di comportamenti persecutori nell’epilogo purtroppo diffuso, che la più recente linguistica ha individuato nel neologismo femminicidio“. La ratio della convinzione di De Pierro risiede nel fatto che, “nella stragrande maggioranza dei casi, la pericolosità sociale del reo non trae origine da un’abitualità delinquenziale, ma da una reazione emotiva legata esclusivamente alla relazione amorosa, pregressa o bramata, pertanto questi si trova in condizioni di disagio psicologico tali da essere spesso completamente sordo ai divieti comportamentali espressi dal codice di rito penale. Tanti episodi di violenze, fino a giungere all’epilogo esiziale dell’omicidio, potrebbero essere evitati“.

E’ questo l’assunto concettuale espresso dal leader dell’Italia dei Diritti l’altra sera ad Anzio, presso il ristorante Boccuccia, dove è intervenuto alla serata finale di “Storie di donne”, la prestigiosa kermesse tutta al femminile organizzata dall’indefessa Lisa Bernardini e dedicata alla valorizzazione di quelle donne che si sono distinte nei vari ambiti professionali, determinando un apporto contributivo rilevante al parenchima sociale. A presentare magistralmente la manifestazione, giunta alla terza edizione e che ha riscosso, come annunciato dalle previsioni della vigilia, uno straordinario successo, è stato lo spumeggiante Anthony Peth, nuovo volto di La7. Due sono stati i premi principali consegnati. Il primo è andato a Silvana Giacobini individuata come Donna dell’Anno per l’Editoria, il secondo a Imma Battaglia in qualità di Donna dell’Anno per la Cultura.

Tanti i volti giovani a cui è stato dato spazio come Elisa Pepé Sciarrìa, vincitrice del concorso “Una ragazza per il cinema 2015” e Cristina Alexandra, finalista nazionale all’ultima edizione del medesimo concorso. Tra questi anche la quindicenne Marta Barrano, talento vocale da “Ti lascio un  canzone”, che ha incantato i presenti con una perfomance canora straordinaria. A questa è stata assegnata anche una targa quale miglior giovane talento. Per la consegna del riconoscimento è stato chiamato proprio De Pierro, in virtù dell’intensa attività giornalistica, specie nel passato, dedicata a far emergere proprio i talenti giovani, spesso relegati ai margini dall’attenzione degli addetti ai lavori. E’ stato proprio l’ex direttore di Radio Roma a sottolineare il suo impegno in tal senso: “In tutta la mia carriera, ma in particolar modo nei dieci anni trascorsi al timone di Radio Roma, ho sempre dato spazio ai talenti emergenti. Avevo circa 20 anni quando presso un locale chiamato Life ’85, che ancora esiste, insieme al proprietario Rino De Feo, organizzavo e conducevo un talent show dal vivo chiamato ‘Provaci anche tu’. Un’esperienza ripetuta più volte in altre location, fino a giungere al decennio radiofonico, che mi ha dato la possibilità di amplificare la promozione delle giovani speranze in campo artistico. L’ho fatto soprattutto nel teatro, dando spazio anche alle più piccole realtà del palcoscenico, dimostrando al nostri radioascoltatori, che l’Italia non è mai stata avara di talenti, anche se a volte i riflettori non si accendono a illuminare i talenti tanto quanto questi meriterebbero. Sono contento di consegnare questa targa a Marta, una ragazza che se non facesse strada sarebbe un oltraggio gravissimo al patrimonio artistico del nostro paese. Chiudo dicendo che per Marta questa sera ci sono stati gli applausi scroscianti che meritava, ma a volte in alcuni contesti il pubblico resta un po’ più freddo. Questo non è importa perché ho sempre visto nell’entusiasmo dei ragazzi una certezza inossidabile. Se l’applauso a volte non arriva non importa perché chi ha talento e volontà l’applauso ce l’ha già nel cuore“.

Tra i premiati anche Saverio Vallone, George Hilton e Carlotta Bolognini per il Cinema. Poi tante donne imprenditrici come Alessandra De Simone per l’agricoltura, Maria Di Prato per le biotecnologie,  Loredana Rea, storica e critica d’arte  e Anna Maria Massidda  per il settore estetico.

Il tutto accompagnato dalle note di “Sirene”, musica composta dal celebre compositore e direttore d’orchestra Franco Micalizzi, presente alla serata.

Ad applaudire, accomodati ai tavoli a gustare  la pantagruelica cena offerta da Mauro Boccuccia, tanti selezionatissimi ospiti tra cui Marco Tullio Barboni,  Mirco Petrilli, Modestina Cicero, Maria Laura Annibali, Maria Grazia De Angelis, Ketty Carraffa, Francesca Guidi, Massimiliano Lazzaretti, Massimo Meschino della Mtm Events con alcune modelle di Agenzia, l’ex top model Giuseppina Iannello, la fotografa Maria Teresa Barone, la stilista Luisa Lubrano, la disegnatrice Daniela Prata, lo scultore Valerio Capoccia, la pittrice Emanuela Pisicchio, la storica dell’arte Loredana Finicelli, lo scrittore Alfonso Bottone, il prof. Luca Filipponi dello Spoleto Festival Arte, che ha omaggiato in serata con alcune opere di artisti della sua rassegna molti dei premiati presenti. Altri momenti di intrattenimento musicale sono stati regalati ai presenti dalle cantanti Deborah Xhako  e Tatiana Mele.

 

(Foto di Marco Bonanni)

CILENTO Sanità: sei milioni per gli ospedali di Roccadaspide e Vallo della Lucania

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169 milioni di euro per gli ospedali campani. E’ quanto è stato stanziato nell’ambito del piano di rientro dal commissario alla sanità Vincenzo De Luca. Gli interventi rientrano in un piano triennale, 2017-2019. Le prime opere interesseranno cinque ospedali salernitani: a Nocera, Oliveto Citra, Eboli e Battipaglia si affianca Roccadaspide. Nel comune cilentano l’intervento riguarderà (per circa un milione di euro) il completamento delle opere a servizio del pronto soccorso, l’ammodernamento degli impianti e l’adeguamento della struttura per la quale è prevista la trasformazione in ospedale di comunità con venti posti letto di medicina generale.

La seconda fase degli interventi interesserà anche Vallo della Lucania: il “San Luca”, infatti, sarà soggetto ad opere per la copertura delle sale operatorie (solo pochi giorni fa fu necessaria un’operazione di manutenzione straordinaria per infiltrazioni d’acqua), l’acquisto di attrezzature da tempo richieste, la sistemazione del reparto di Ostetricia e Ginecologia ed infine l’adeguamento degli impianti

Fuori dai finanziamenti AgropoliPolla e Sapri. Per quanto riguarda il comune del Cilento costiero le opere necessarie all’adeguamento della struttura alla sua nuova funzione di ospedale di comunità furono già realizzate lo scorso anno; tuttavia ci si spettavano ulteriori interventi per la riapertura delle sale operatorie, come promesso in passato dal Governatore De Luca. Nessun intervento neanche a Sapridove da tempo istituzioni e associazioni chiedevano lavori di adeguamento della struttura.

LUISA MONACO https://www.infocilento.it/2017/12/13/sanita-milioni-gli-ospedali-roccadaspide-vallo-della-lucania/

CILENTO LA DENUNCIA: BUS SOPPRESSI SENZA PREAVVISO

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Continuano i disagi legati alla corsa della linea 34 delle 16.35, che da Salerno giunge nel Cilento, a Castellabate. Ormai quasi una volta a settimana, come nella giornata di ieri, questa corsa non viene effettuata, lasciando i pendolari di Capaccio, Agropoli e Castellabate a piedi all’uscita dal posto di lavoro.

La situazione diventa disagevole soprattutto per chi lavora nella zona orientale del capoluogo che in quell’ora non ha molte alternative. Spesso i pendolari sono costretti a ricorrere a diverse coincidenze per tornare a casa, impiegando 2 ore per tornare a casa.

Vane sono le segnalazioni a Busitalia. Rimane un mistero la causa del disservizio. “Abbiamo cercato di contattare anche l’assessorato ai trasporti regionale – fanno sapere i pendolari – speriamo che qualcuno ci dia una spiegazione o intervenga per risolvere il problema”.

https://www.infocilento.it/2017/12/12/disagi-per-i-pendolari-diretti-da-salerno-al-cilento/

Scarcerato, stupra ex compagna a Milano

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È in corso allo stadio Meazza e alla stazione della metropolitana Gerusalemme di Milano l'operazione Metropolis 2016, un'esercitazione che vede impegnati carabinieri e polizia nella simulazione di un attacco terroristico per valutare "la capacità di reazione e di coordinamento da parte degli Enti che si occupano di soccorso pubblico". ANSA/SALVATORE GARZILLO

MILANO, 13 DIC – Un uomo di 36 anni, originario del Niger, irregolare, con precedenti per droga e scarcerato a maggio, è stato arrestato, a Milano, con l’accusa di aver segregato, picchiato e violentato una donna con la quale aveva avuto in passato una relazione, dopo essere entrato con la forza nell’appartamento di lei, a Opera (Milano). La vittima, una badante congolese di 31 anni, dopo i fatti si era recata a querelarlo ma, minacciata, aveva deciso di rimettere la denuncia (non sapendo che per i reati gravi si procede comunque d’ufficio). L’uomo è stato bloccato grazie a un carabiniere che, per telefono, assecondando lei e il suo persecutore, li ha fatti arrivare entrambi al comando dell’Arma dove l’uomo è stato arrestato e lei ha ammesso di essere stata spinta da lui a ritirare la denuncia.

(ANSA) –

Enza rompe argini, evacuate 1000 persone Emergenza nel Reggiano dove fiume ha invaso il centro abitato

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(ANSA) - SAN SEVERINO MARCHE (MC), 6 MAR - Maltempo: il fiume Potenza ingrossato nei pressi di San Severino Marche. +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++

Non fuoriesce più acqua dalle falle sull’argine che hanno concorso all’esondazione del fiume Enza ieri nel Reggiano, quindi si sta programmando lo svuotamento dell’area interessata dall’alluvione a Lentigione, frazione di Brescello. Lo si apprende dalla riunione convocata stamani in prefettura a Reggio Emilia, centro di coordinamento delle attività di soccorso. I carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia, assieme ai militari del 5° reggimento carabinieri Emilia Romagna e i paracadutisti carabinieri del Tuscania giunti in rinforzo, hanno intanto intensificato i controlli anti sciacallaggio nelle aree della alluvione, compresa quella di Santa Croce, frazione di Boretto.

Intanto la protezione civile ha diffuso l’allerta arancione, cioé di livello medio, per criticità idraulica su tutte le zone montane e collinari della regione e gialla (bassa) sulla costa romagnola per vento dalle 12 del 13 dicembre alle 24 del 14. L’Arpae preve anche venti forti lungo tutto il crinale Appenninico.

 

LA PROTEZIONE CIVILE DI BOLZANO INTERVIENE A BRESCELLO

Il livello idrometrico del Po è sceso di un metro a Boretto nelle 12 ore successive alla piena causata dal maltempo con un lento ritorno alla normalità nell’intero bacino idrografico e l’inizio della conta dei danni. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti che evidenzia milioni di euro di danni con centinaia di ettari di campagna finiti sott’acqua, vigneti e coltivazioni di cereali e foraggio sommersi, stalle e edifici rurali danneggiati, animali morti o dispersi, piante divelte e black-out elettrici, frane e smottamenti.

La situazione più difficile – riferisce la Coldiretti – in Emilia-Romagna dove è esondato l’Enza con l’allagamenti dei campi del Reggiano nei Comuni di Boretto e Brescello in località Lentigione, ma l’emergenza si estende anche a Parma e Modena mentre in tutta la regione si sono verificati black-out elettrici e telefonici. Danni – continua Coldiretti – sono stati provocati dal gelo alle coltivazioni invernali mentre vigneti e alberi sono stati spezzati dal peso del ghiaccio.

TORNA LA PAURA DOPO L’ALLUVIONE DEL 2014

ansa

Igor a processo per tre rapine del 2015

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Una immagine di Igor Vaclavic, ricercato per varie rapine nel ferrarese, sospetatto della rapina della pistola alla guardia giurata di Consandolo (Ferrara) con somiglianze con l'omicida di Davide Fabbri a Budrio (Bologna). ANSA/CARABINIERI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

BOLOGNA, 13 DIC – Si è aperto al tribunale di Ferrara il processo a Igor il russo, alias di Norbert Feher, il killer serbo latitante accusato degli omicidi del barista di Budrio, Davide Fabbri, e della guardia volontaria Valerio Verri.
Feher – chiamato Vaclavic Igor anche nel ruolo di udienza fuori dall’aula e non con il suo vero nome – viene processato per tre rapine commesse nell’estate 2015, secondo l’accusa di procura, carabinieri e polizia, con la sua banda composta da Ivan Pajdek e Patrik Ruszo, che sono già stati condannati in abbreviato rispettivamente a 15 e a 14 anni. “Sto difendendo un fantasma, lo so. Un imputato che in questo processo è accusato solamente dai suoi presunti complici, che lo indicano come capo della banda pur non ricordandone il nome (riferimento ai verbali di Pajdek e Ruszo, ndr)”, ha detto l’avvocato Cristian Altieri, nominato da tempo d’ufficio. “Dove è Igor? – ha detto il legale – Me lo chiedono tanti giornalisti, ma non so cosa rispondere. Mai sentito né immagino dove possa essere”.

(ANSA) –

Nadia Toffa è tornata a casa, ‘in via di guarigione’

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Nadia Toffa è tornata a casa dopo il malore accusato una decina di giorni fa a Trieste e il ricovero prima nel capoluogo friulano e poi al San Raffaele di Milano. A dare l’annuncio è stata Ilary Blasi nel corso dell’ultima puntata delle Iene, in onda su Italia1. “Vi diamo una bella notizia – ha detto la conduttrice -: Nadia è tornata a casa e ci sta guardando. E’ in via di guarigione, ringraziamo tutti i medici che l’hanno assistita”. Toffa, che conduceva prima del malore la puntata domenicale delle Iene, il 3 dicembre, giorno dopo il ricovero, aveva inviato un messaggio sui social: “Ho preso una bella botta, ma tengo duro”.

ansa

Positano, nello stemma del Vescovo Fusco anche la Costiera Amalfitana, ingresso a Sulmona il 4 febbraio 2018

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Positano, il Neo Vescovo Michele Fusco prenderà possesso della Diocesi di Sulmona-Valva il 4 febbraio 2018 alle 16.30, un mese esatto dopo la nomina ufficiale, che avverrà nel Duomo di Amalfi il 4 gennaio 2018 alle 16.30.

S.E. Michele Fusco, che sarà l’85° Vescovo della Diocesi abruzzese, succedendo a Mons. Angelo Spina, ha scelto il suo stemma personale, richiamando al suo interno i simboli della sua terra natale la Costiera Amalfitana : la Croce di Sant’Andrea e la Torre di Positano, affiancati da un monte a 3 pizzi, simbolico del Monte Sant’Angelo, e legame con i monti della nuova terra che lo accoglierà a febbraio.

L’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Amalfi-Cava cosi descrive lo stemma :

Descrizione dello stemma episcopale di
S.E. Rev.ma Mons. Michele Fusco
Vescovo eletto di Sulmona-Valva

Secondo la tradizione araldica ecclesiastica cattolica, lo stemma di un Vescovo è tradizionalmente composto da:

– uno scudo, che può avere varie forme (sempre riconducibile a fattezze di scudo araldico) e contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, o da tradizioni familiari, oppure da riferimenti al proprio nome, all’ambiente di vita, o ad altro;

– una croce astile a un braccio traverso, in oro, posta in palo, ovvero verticalmente dietro lo scudo;

– un cappello prelatizio (galero), con cordoni a dodici fiocchi, pendenti, sei per ciascun lato (ordinati, dall’alto in basso, in 1.2.3.), il tutto di colore verde;

– un cartiglio inferiore, con estremità bifide, recante il motto scritto abitualmente in nero.

Nel nostro caso si è scelto uno scudo di foggia sannitica, classico e frequentemente usato nell’araldica ecclesiastica e una croce trifogliata in oro, gemmata con cinque pietre rosse che richiamano le Cinque Piaghe di Cristo.

Descrizione araldica (blasonatura) dello scudo del Vescovo Fusco

“Campo di cielo, alla croce di Sant’Andrea d’oro, caricata di una stella (7) d’azzurro all’incrocio dei bracci e accantonata nel 1° alla torre merlata di cinque pezzi d’argento, aperta e finestrata del campo, nel 2° alla colomba volante del quarto, recante nel becco un rametto d’ulivo di verde nel 3° alla croce d’Amalfi d’argento, nel 4° a tre monti del quinto uscenti dalla punta”

Il motto:

PAX VOBIS

Il motto è costituito dalla traduzione latina, dall’ebraico, delle prime parole che Gesù Risorto, apparendo nel cenacolo in mezzo ai dodici il giorno di Pasqua, rivolge agli Apostoli: shalom, pace e tale parola è anche il saluto proclamato dal Vescovo ogni volta che incontra una comunità, all’inizio della liturgia. La Chiesa è vera se sperimenta nuovamente la presenza del Risorto in mezzo alla comunità e accoglie la sua Parola.

Interpretazione

La presenza della colomba con nel becco un ramoscello di ulivo richiama il motto e ricorda che Gesù, dopo aver detto: “Pace a voi !”, aggiunge: “Ricevete lo Spirito Santo” e la colomba richiama lo Spirito che opera nella Chiesa.
Lo stemma è inquartato da una croce decussata o di Sant’Andrea e identifica il martirio del Santo le cui spoglie sono nella cripta della Cattedrale di Amalfi.
La stella a sette punte ci ricorda Maria, venerata a Positano, verso cui Mons. Michele nutre una profonda devozione.
La torre che sorge dal mare è il simbolo di Positano, le tre montagne riportano al Monte Sant’Angelo, montagna a tre pizzi che sovrasta Positano la cui cima più alta è San Michele. Inoltre, questo simbolo richiama lo stemma di Mons. Spina per essere in continuità con lui, alle montagne di Sulmona e alla Santissima Trinità.
La croce di Amalfi a otto punte, scelta da Fra Gerardo Sasso come logo dei Cavalieri di Malta, simboleggia le otto beatitudini, programma evangelico di ogni cristiano.

Aspettiamo quindi i 2 grandi appuntamenti di gennaio e febbraio, per info sulla partecipazione

mail: segreteriavescovomichele0401@gmail.com

Corporazione Pizzaioli di Tramonti, parla Giuseppe Giordano: ecco la verità sulle mie dimissioni nel 2015, ora uniamoci

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Ieri Giuseppe Giordano, meglio conosciuto con il nome d’arte Giò il Pizz’ino, in tema con il recente riconoscimento della pizza e dei pizzaiuoli, patrimoni immateriale dell’Unesco ha rivelato con un video dedicato ai pizzaioli su Facebook (sotto allegato), la verità sulle sue dimissioni dalla Corporazione dei Pizzaioli di Tramonti nel “lontano” 2015. Attualmente la Corporazione è infatti “commissariata” dall’Assessore Vincenzo Savino.

Il commissariamento è infatti arrivato dopo anni di inerzia da parte dello storico sodalizio, sorto all’inizio degli anni Novanta. Giuseppe Giordano nel video-rivelazione dice che “ci ha messo la faccia, come sul libro sulla Storia dei Pizzaioli di Tramonti, con le cose che si incastrano”, riferendosi alle attività della Corporazione. Il maestro pizzaiolo con sede ad Alessandria, racconta infatti come il libro sia stato oggetto di interesse anche da parte del mondo accademico, l’Università di Torino ritiene l’opera fondamentale per comprendere le dinamiche della migrazione interna, avvenuta nel Bel Paese a partire dagli anni ’50, approfondendo anche l’approdo nel Nord Ovest della cucina mediterranea.

Lo scandalo di Report (la famosa puntata sulla pizza del 2014) è stato d’impulso per ridare importanza alla Corporazione: fu su questa base che Giordano propose un ringiovanimento del direttivo dietro la guida dei “saggi”, i fondatori dell’organismo. All’epoca dei fatti il nostro propose al sodalizio di partecipare alla raccolta firme per candidare proprio l’arte della pizza a patrimonio immateriale dell’Unesco. Ma la cosa non fu accolta con entusiasmo. Trascorsero i mesi, ma nel 2015, i buoni propositi di ringiovanire il direttivo della Corporazione svanirono, ma nonostante ciò Giuseppe Giordano ricevette un enorme consenso dai soci, che gli fecero sentire la responsabilità del suo ruolo: in seguito a Giordano fu riservata una posizione che a sua detta, non riteneva congeniale alla propria causa, ovvero ripartire dalle radici di tale tradizione. Pertanto, dopo l’elezione del Presidente e Vice Presidente della Corporazione, si dimise dall’incarico nel maggio del 2015, lasciando in dote all’epoca 6mila firme raccolte per la candidatura all’Unesco, mentre sul giovane pizzaiolo aleggiava la voce di presunte ambizioni personali. Ma Giuseppe è troppo innamorato del proprio paese per pensare ad una cosa del genere.

Nel settembre 2015, c’era in programma un incontro importante a Napoli con i pizzaioli partenopei, con oggetto la sospinta candidatura della pizza. Giò il Pizz’ino visto l’inerzia intorno all’evento, decise di prendere parte al meeting in cui la Corporazione di Pizzaioli di Tramonti era parte integrante.

Visto che si è concretizzata la pratica del riconoscimento di universalità accreditata all’arte della pizza, Giuseppe Giordano ritiene che la Corporazione per il futuro deve “ridare una linea, per istruirsi e dare possibilità ai giovani di riscoprire questo mestiere per portare avanti una tradizione che ha fatto la storia della ristorazione italiana” – richiamando quindi all’attività e la democrazia, ed inviando un grande segnale ai propri conterranei – “spero che adesso si possa finalmente riuscire a realizzare qualcosa che possa rappresentarci, perché è importante. Siamo un migliaio, ma è giusto che parliamo con una voce sola”.

Vico Equense. Il Comune riceve come finanziamento RAEE, Rifiuti di apparecchiature elettriche, la somma di 20 mila euro

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Vico Equense. Il Comune di Vico Equense è entrato nella graduatoria dei destinatari del contributo (Fondo 13 Euro/tonnellata premiata), istituito nell’ambito dell’accordo quadro tra ANCI, Ancitel energia e ambiente e il centro di coordinamento RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) per contribuire al potenziamento e all’adeguamento dei centri di raccolta e per promuovere l’efficienza e l’efficacia della raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche sul territorio.

L’Assessorato all’ecologia di Vico Equense, che aveva fatto richiesta per accedere ai fondi destinati alla “Misura 3” del Bando 2016, ha ottenuto un contributo di 20 mila euro, classificandosi al posto della graduatoria. Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore all’Ambiente ed ai Lavori Pubblici Gennaro Cinque, già sindaco.

I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche o semplicemente rifiuti elettronici (talvolta citati anche semplicemente con l’acronimo RAEE), sono rifiuti di tipo particolare che consistono in qualunque apparecchiatura elettrica o elettronica di cui il possessore intenda disfarsi in quanto guasta, inutilizzata, o obsoleta e dunque destinata all’abbandono.

I principali problemi derivanti da questo tipo di rifiuti sono la presenza di sostanze considerate tossiche per l’ambiente e la non biodegradabilità di tali apparecchi. La crescente diffusione di apparecchi elettronici determina un sempre maggiore rischio di abbandono nell’ambiente o in discariche e termovalorizzatori (inceneritore) con conseguenze di inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua con ripercussioni sulla salute umana.

Questi prodotti vanno trattati correttamente e destinati al recupero differenziato dei materiali di cui sono composti, come il rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo, mercurio, evitando così uno spreco di risorse che possono essere riutilizzate per costruire nuove apparecchiature oltre alla sostenibilità ambientale.

La Notte Nera del Faito, ma qualcuno potrebbe pagare

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Vico Equense. E’ la notte più lunga per il Faito , siamo a 37 giorni , e notti, di isolamento, mentre la città si appresta a fare l’ennesima inutile e stracopiata e fallimentare   “Notte Bianca”  gli abitanti del Faito stanno vivendo la loro ennesima “Notte Nera” e la redazione di Positanonews che non si fa incantare da un’aria di festa che stride con la sofferenza di 100 persone , con 14 bambini, isolate nella Montagna più bella della Campania che si affaccia sulla Costa d’ Amalfi e Sorrento continua ad ascoltare la loro voce con i messaggi che ci arrivano personalmente o sui social:

“Mentre si susseguono feste e manifestazioni che non servono a niente se non a chi ci mangia , noi continuiamo a soffrire ” ; “E mentre loro mangiano la torta e tutto il resto… A Faito si vive nella desolazione più completa…. Persone che da più di un mese, non possono avere una vita normale perché la natura si è scatenata!! “; “Non si sono degnati neanche di farci sentire una minima presenza del Natale con un addobbo, una presenza, preferiscono ignorarci e nasconderci per non guastargli la festa”;  “nessuna novità come ben sai Ci hanno abbandonati a breve nei prossimi giorni faremo qualcosa. Qualcuno dovrà pagare
Tutte le amministrazioni hanno le loro colpe comune città metropolitana regione e e tutti quelli che hanno commentato le operazioni”;  “Ci hanno lasciato la strada aperta per un contentino Così noi saliamo e scendiamo a nostro rischio e pericolo”. Poi sulla delega al Faito “La delega chi la tiene? Nessuno?… Il sindaco. Gennaro Cinque? No il sindaco è Andrea Buonocore… Hanno tolto pure la delega al Faito? Dovrebbe esserci qualcuno che si occupi specificatamente di questo caso e ora non hanno dato neanche la delega?” … To be continued..

Raccogliamo la voce della gente, un giornale deve essere espressione della comunità, del popolo, non del potere, delle istituzioni chiuse al calduccio del loro palazzo, che sia il Comune, che forse soffre anch’esso di questo problema, che sia la Città Metropolitana di Napoli con De Magistris che se ne lava le mani, che sia la Regione Campania con De Luca che sinora si è limitato agli annunci, nella speranza che sia fattivo come lo sia stato a Salerno.

Positanonews raccoglie la voce di chi soffre, con una situazione del genere un Comune ha poco da festeggiare, dovrebbe concentrare tutte le proprie risorse nel risolvere questo problema a costo di incatenarsi a Roma davanti alla sede del Governo. Qualcuno potrebbe pagare, spera uno dei nostri lettori, chissà, ma sarebbe il caso che dovrebbe pagare un danno incommensurabile, quello della privazione della vivibilità e normalità a cento persone che hanno scelto di vivere e amare il Faito.

Alla Festa del Cioccolato a Sorrento anche il Musical “La fabbrica del cioccolato”

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Grande attesa per l’evento gastronomico più dolce della Campania a Sorrento una grande festa nel fantastico mondo del cioccolato nel cuore di Sorrento  il 15,16,17’dicembre willy wonka vi da il benvenuto.
Fulcro della manifestazione è il Cioccolato a 360°, non solo come prodotto puramente commerciale, ma valorizzato come prodotto artigianale.
Particolare attenzione verrra’ data all’arte della lavorazione del cioccolato, intesa come arte artigiana dei maestri cioccolatieri
Attrazioni per grandi ma anche per i più piccoli : giochi, face paint, manipolazione di palloncini, gonfiabile, zucchero filato
il programma della mattina mentre nel pomeriggio a partire dalle 16,30 tanti giochi con i personaggi più amati della fabbrica del cioccolato , spettacoli, teatrini, magia, bolle e fuoco .
Sabato pomeriggio alle ore 19,45 vi aspettiamo per l’evento più atteso La Fabbrica del Cioccolato Il Musical a cura di #Mamme al Centro by #Entertainmentanimazioneeventispettacoli

Tale iniziativa è voluta e sostenuta dal gruppo di artigiani cioccolatieri con la sigla “Choco Amore” Associazione Nazionale Cioccolatieri.

Statale Sorrentina, domani chiusure per lavori: ecco le info

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Anas comunica che, per consentire l’esecuzione dei lavori al sovrapasso ferroviario da parte dell’Impresa Edil Cava, saranno in vigore delle limitazioni al transito veicolare sulla strada statale 145 “Sorrentina” nel territorio comunale di Castellamare di Stabia in provincia di Napoli.

Nel dettaglio, nella notte tra domani e venerdì 15 dicembre – nella fascia oraria compresa tre le 22.00 e le 6.00 del giorno successivo – sarà chiuso al traffico il tratto compreso tra il km 1,650 ed il km 7,200 (svincolo Gragnano) compresa la chiusura delle rampe di uscita e di immissione dello svincolo Castellammare Ospedale al km 3,600.

Nelle ore di chiusura, il transito veicolare verrà deviato sulla viabilità locale segnalata sul posto con percorso sulla ex strada statale 145 “Sorrentina” e la ex strada statale 366 “Agerolina” in corrispondenza dello svincolo Autostradale di Castellammare e dello svincolo di Gragnano.

All’approssimarsi delle aree di cantiere vigerà il limite di velocità di 30 km/h ed il divieto di sorpasso per tutte le categorie di veicoli.

Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito, 800.841.148.

Bullismo, dossier della Regione. In Campania 661 episodi di violenza in un anno; 2 bimbi al giorno picchiati in classe

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Pugni e calci, minacce e insulti, sfottò sul web e persino coltellate. C’è sempre qualcuno troppo grasso, troppo nero o troppo debole da offendere nelle scuole della Campania. E troppi, troppi bulli di più, che ogni giorno fanno a pezzi futuro e dignità delle loro piccole vittime in nome della legge del più forte. È un teatro di guerra, quello che affiora dalle classi di Napoli e dintorni, dove finiscono sotto lo schiaffo dei gradassi due bambini al giorno. Un’emergenza quotidiana che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Campania ha messo nero su bianco nel dossier presentato ieri al Centro direzionale che ha coinvolto 221 scuole sul territorio regionale, pari al 22 per cento della popolazione scolastica. Fortemente voluta dal garante regionale Cesare Romano, l’indagine rivela che sono ben 661 gli episodi di bullismo conclamati che si sono verificati in Campania nell’anno scolastico 2016/17. Ma di questi uno al giorno è avvenuto nelle scuole della provincia di Napoli, dove si è contata la cifra record di 364 episodi violenti. Per il resto l’albo nero dei bulli è completato da 171 casi registrati a Caserta, 35 ad Avellino, 30 a Salerno e 16 a Benevento. Ma tra le pieghe dello studio illustrato ieri alla presenza dell’assessore alla Formazione Chiara Marciani, della presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio e del questore Antonio De Iesu, si annidano ulteriori indicazioni di rilievo. Il bullismo è infatti diffuso a macchia di leopardo e si concentra sovente in scuole specifiche i cui nomi ricorrono negli episodi di violenza. Anche se nella provincia partenopea in media si sono registrati tre casi di bullismo per ogni scuola, ce n’è una che fa media più di tutte le altre: un istituto comprensivo, dove purtroppo i casi accertati sono stati 70. Idem nella provincia di Caserta, dove si è registrata una media di 2,5 casi per scuola: ma anche qui, si impongono all’attenzione due istituti nei quali si sono registrati rispettivamente 39 e addirittura 90 episodi violenti. «Il fenomeno cresce – ha commentato il questore De Iesu – perché oggi c’è maggiore consapevolezza del problema e perché viene amplificato dall’invasività delle nuove tecnologie. Fondamentale quindi è il ruolo delle scuole e il coinvolgimento dei giovani che devono essere in prima linea nel denunciare». Ma è proprio il ruolo degli istituti scolastici a sollevare grandi interrogativi sulla gestione di un fenomeno che sembra finito fuori controllo. Il dossier racconta infatti che il 60 per cento dei docenti della Regione considera il bullismo come un fenomeno che si ripercuote sull’attività didattica e sulla capacità di relazionarsi all’altro. Ma tre docenti su dieci (che salgono a 4 su 10 a Napoli e provincia) si sono dichiarati nella ricerca ormai incapaci di gestire autonomamente il dilagare del bullismo nelle loro classi. Nonostante la Campania si sia dotata l’anno scorso di una legge che offre sportelli d’ascolto, corsi di formazione e patrocinio gratuito per le piccole vittime di atti violenti, la strada resta in salita. Emblematico quanto accaduto all’Istituto comprensivo Fava Gioia a Materdei, dove un corso della rete Nazionale Stop al bullismo si è interrotto dopo il primo incontro perché tenuto da un transessuale. «Ragazzi – ha detto l’educatore nel presentare il corso – mi chiamo Fabio, ma sono nata Assunta, a scuola i miei compagni non hanno mai capito il mio essere uomo in un corpo di donna e ho passato anni di inferno, vittima di bulli. Poi ho imparato a reagire, a non avere paura». Hanno invece avuto paura i genitori, che sono subito riusciti a ottenere la sospensione del corso. Non volevano che i loro figli avessero a che fare con la “cultura gay”. (Francesco Lo Dico – Il Mattino)

Salerno. Autista infedele sul bus della Sita intasca i biglietti dei passeggeri. Sospeso e senza stipendio

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Ritirava titoli di viaggio e poi non li obliterava,né li restituiva ai viaggiatori a cui li chiedeva non appena mettevano piede nell’autobus che conduceva. L’ipotesi è che li rivendesse intascando i proventi di quella che è un’attività illecita a tutti gli effetti. Nuova bufera alla Sita sud, azienda di autotrasporto pugliese molto forte e radicata in tutta la regione Campania che, proprio in queste ore, si ritrova a fare i conti con un altro lavoratore «infedele» che aveva pensato bene di mettere in piedi un mini business ai danni dell’azienda per cui lavora. E l’epilogo sembra essere già segnato: salvo colpi di scena inattesi quanto improbabili, non potrà che essere il licenziamento dell’autista, che prestava servizio presso il distaccamento di Nocera. La bomba è scoppiata già da qualche giorno: il lavoratore, un 50enne con oltre 18 anni di servizio alle spalle, è infatti sospeso dal servizio e dalla retribuzione già dallo scorso 27 novembre, ma l’indiscrezione è filtrata solo poche ore fa. A far scattare l’allarme erano state diverse segnalazioni da parte degli utenti che, più o meno quotidianamente, usufruivano del trasporto pubblico sulla direttrice Salerno-Napoli. Tra mail di contestazione, lettere e telefonate, erano stati proprio gli utenti a far presente all’azienda diretta da Simone Spinosa che c’era un autista che aveva un comportamento sospetto. Ritirava, infatti, i titoli di viaggio e – sebbene l’obliteratrice funzionasse regolarmente – li teneva per sé, non ne attestava la validità sul momento e non li restituiva a coloro a cui li aveva precedentemente richiesti come forma di controllo. A quel punto l’azienda ha avviato un’indagine interna appaltando il servizio a un’agenzia di investigazione che per diverse settimane ha controllato l’operato del lavoratore successivamente sospeso. Dalle risultanze delle attività d’indagine svolte da un professionista del settore è emerso che le denunce dei viaggiatori Sita trovavano conferma nella realtà. L’esito degli accertamenti disposti dai vertici aziendali ha poi prodotto una sospensione momentanea sia dal servizio che dalla retribuzione. Più dettagliatamente sono 36 i titoli di viaggio che l’uomo avrebbe trattenuto in una delle occasioni in cui sarebbe stato «beccato», benché l’obliteratrice funzionasse. Tra questi 36 solo uno sarebbe tornato nelle mani della viaggiatrice che lo aveva esibito perché da lei espressamente richiesto. L’uomo, un 50enne che pare godesse dell’incondizionata fiducia da parte dei propri datori di lavoro proprio per l’anzianità di servizio, adesso avrà alcuni giorni per presentarsi di fronte alla commissione disciplinare che si sta occupando della questione. La prassi impone che al lavoratore sia data la possibilità di fornire una propria ricostruzione dei fatti oltre che delle giustificazioni formali utili a smontare l’ipotesi accusatoria. Solo dopo aver analizzato quanto l’autista andrà a riferire nei prossimi giorni, potranno essere assunte decisioni formali in merito al futuro occupazionale del protagonista dell’incresciosa vicenda. Difficile, stando a quanto filtrato nelle ultime ore, che l’uomo possa cavarsela con una lavata di testa. Nel provvedimento disciplinare recapitatogli tramite posta ordinaria, viene fatto esplicito riferimento a «l’estrema gravità degli addebiti a carico» del lavoratore, gravità che assume «rilevanza sul rapporto di lavoro menomando irreparabilmente il legame fiduciario con la società». Formalmente, il lavoratore ha ancora qualche giorno per «presentare prove a sua discolpa» anche se, visti i precedenti, il corso di questa vicenda sembra essere ormai segnato. Questo sia per i gravi indizi che proverebbero l’infedeltà dell’autista che per le modalità d’indagine adottate dall’azienda, confortata da un orientamento giurisprudenziale confermato da una sentenza della Corte di Cassazione dello scorso anno. (Carmen Incisivo – Il Mattino)

San Valentino Torio. Stalking, condannato sottufficiale dell’esercito. Aveva preso di mira una dipendente del municipio

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È stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione il caporalmaggiore dell’esercito accusato di stalking nei confronti di una funzionaria del comune di San Valentino Torio. L’uomo, recidivo, difeso di fiducia dall’avvocato Stanislao Sessa, ha chiuso la sua vicenda giudiziaria davanti al Gup Paolo Valiante del Tribunale di Nocera Inferiore. L’uomo era stato in precedenza sottoposto a misure interdittive e cautelari per alcuni episodi analoghi contestati, fino all’emissione di una misura custodiale per la reiterazione del reato contestato. Alla fine dello scorso agosto l’uomo aveva ricominciato a molestare la donna. «Ti taglio la testa», le aveva detto, pedinandola con l’auto e in un’occasione sputandole contro. Il Gip aveva accolto la richiesta di processarlo con il decreto di giudizio sulla base delle prove raccolte contro di lui, con la successiva richiesta di essere giudicato col rito alternativo. A suo carico la Procura aveva raccolto testimonianze ed elementi pesanti, come le numerose lettere, di cui una mandata dal carcere di Santa Maria Capua Vetere, raccontando le difficoltà e le minacce di vendetta: «Io non dimentico nulla, la colpa è solo tua ,devi soffrire», scriveva l’imputato, un sarnese 41enne, che aveva conosciuto la donna durante la separazione dalla sua ex moglie, iniziando il corteggiamento per poi spaventarla e importunarla, fino alle missive. In quei contatti c’erano parole spinte e allusioni pesanti, che si aggiungevano alle continue telefonate, agli episodi di pura molestia come le citofonate a casa sua di notte, «manifestando espliciti interessi sessuali nei suoi confronti, esprimendo fantasie erotiche e apprezzamenti volgari», come scrisse il gip all’atto dell’arresto. In un episodio pregresso, l’uomo aveva provato a baciarla davanti ai suoi figli, ricevendo un rifiuto. Agli atti dell’informativa redatta dagli uomini della stazione carabinieri di San Valentino, guidata dal comandante Gennaro Corvino, erano finite diciotto lettere d’amore ricevute dalla vittima e sottoscritte dallo stalker, con le frasi e l’erotismo spinto, oltre alle annotazioni e alle relazioni di servizio dei militari che riportavano i loro singoli interventi in risposta alle numerose richieste d’aiuto della donna. (La Città)

Capaccio Paestum. Incarichi al Comune: condannati ex sindaco Marino, amministratori e dipendenti per danno erariale

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Incarichi staff al Comune: la Corte dei Conti respinge gli appelli e conferma il danno erariale. Ex amministratori, ex ed attuali dipendenti comunali dovranno pagare una somma complessiva di 111.211,478 euro oltre le spese legali. Lo stabilisce la sentenza relativa ai giudizi di appello in materia di responsabilità amministrativa avversi alla sentenza della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti per la Campania ( 436/2016). La sezione giurisdizionale per la Campania aveva condannato Pasquale Marino, nella sua qualità di sindaco del Comune di Capaccio Paestum, Roberto Ciuccio, Vincenzo Di Lucia, Salvatore Nacarlo, Eugenio Guglielmotti, Antonio Iannelli, nelle loro qualità di assessori, Andrea D’Amore, quale segretario generale, Pasquale Silenzio, quale direttore generale, Rita Renna, quale responsabile del servizio personale, e Carmine Vertullo, quale capo settore personale – finanza e tributi, al pagamento, in varie quote, in favore del Comune per una somma complessiva di 111.211,478 euro. «Ciò per avere, negli anni 2009 e 2010, adottato varie delibere – si legge nella sentenza – ovvero espresso parere favorevole sulle stesse, con le quali erano stati conferiti a 10 soggetti esterni incarichi di staff (in violazione dell’art. 90 del Tuel) in quanto, come emergeva dalle delibere e dai relativi contratti di lavoro, tali soggetti erano stati addetti allo svolgimento di attività amministrative ordinarie dell’ente locale, e non per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo proprie degli organi politici». A seguito della sentenza del 2016 gli interessati hanno presentato Appello, attraverso i propri legali, ascoltati nel pubblico dibattimento del 26 settembre 2017. Diverse le contestazioni mosse dagli appellanti «dall’erronea quantificazione del danno erariale, all’assenza di colpa grave e del nesso causale, alla legittimità dell’operato della giunta». La Corte dei Conti ha sentenziato che «gli appelli in esame non sono fondati e vanno, conseguentemente, respinti» stabilendo che «l’amministrazione, volendo ricorrere all’assunzione di personale esterno, avrebbe dovuto preliminarmente accertarsi non solo dell’esistenza del posto nella dotazione organica dell’ente ma costituire, altresì, previamente, appositi uffici di staff, attraverso motivate delibere giuntali in ordine alla loro necessità ed al numero degli addetti. Tutto ciò non risulta sia stato effettuato». Lo staff «avrebbe dovuto svolgere esclusivamente funzioni di supporto all’attività di indirizzo e controllo, alle dirette dipendenze degli organi politici, e non funzioni gestionali ed istituzionali, com’è concretamente avvenuto nel caso di specie», ritenendo che «le delibere erano palesemente illegittime, in quanto attraverso le stesse è stato, surrettiziamente, implementato di fatto l’organico degli uffici amministrativi, in assenza dei presupposti previsti dalla legge». Pertanto, la sentenza impugnata è stata confermata con il rigetto degli appelli. Il nocumento patrimoniale subito dal Comune è stato imputato pro quota in relazione alle singole delibere che ciascuno ha contribuito a porre in essere. Queste nel dettaglio le rispettive somme, che dovranno essere pagate come stabilito dalla Corte dei Conti: Marino 17.169,68 euro; Ciuccio 17.169,68 euro; Di Lucia 4.384,97 euro; Nacarlo 8.169,40 euro; Guglielmotti 8.193,39 euro; Iannelli 4.615,30 euro; D’Amore 17.169,68 euro; Silenzio 4.384,97 euro; Renna 12.784,71 euro; Vertullo 17.169,68 euro. (Angela Sabetta – La Città)

 

Salerno. Pochi soldi per le strade, giù la velocità. Da gennaio sulle arterie provinciali limite di 50 chilometri orari

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Pochi uomini per controllare gli oltre 2.500 chilometri di strade di competenza (tra quelle già di proprietà e quelle regionali date in gestione); e pochi, pochissimi soldi per garantire la manutenzione. E allora il rimedio, l’unico praticabile per Palazzo Sant’Agostino, è quello di ridurre il rischio incidenti abbassando di netto i limiti di velocità previsti dal Codice della strada, attraverso un’ordinanza a tutela della pubblica incolumità firmata lunedì dal dirigente del settore, Domenico Ranesi. Dal primo gennaio 2018 su tutte le strade di competenza della Provincia il limite di velocità sarà di 50 chilometri orari. In questi pochi giorni che ci separano dall’anno nuovo si dovrà cambiare la segnaletica, adeguandola alle nuovo direttive. Le uniche due strade dove non sarà applicata la nuova ordinanza sono la Cilentana (la parte residuale che non è stata ancora trasferita all’Anas) e l’Aversana. Per tutte le altre arterie il limite sarà fissato a 50 orari, a fronte degli attuali 70 per le strade provinciali extraurbane locali e 90 per quelle extraurbane secondarie. Sono sostanzialmente due le ragioni per le quali la Provincia ha adottato il provvedimento. Ragioni entrambe economiche. Secondo la legge, infatti, l’Ente deve provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade di competenza, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi; inoltre deve occuparsi del controllo tecnico dell’efficienza delle arterie e dell’apposizione e manutenzione della segnaletica. Il mancato rispetto di questi obblighi espone la Provincia a giudizi di responsabilità per eventuali incidenti stradali. Un nervo scoperto quello dei risarcimenti per sinistri provocati da cattiva manutenzione delle strade: basta scorrere l’albo pretorio online dell’Ente per constatare il numero abnorme dei procedimenti pendenti, di cause aperte da cittadini caduti in buche, crepe etc. etc. che ora chiedono soldi alla Provincia. Rimettere in sesto i 2.500 chilometri di strade provinciali è dal punto di vista economico impossibile. Solo quest’anno per interventi di messa in sicurezza e altri lavori urgenti ci sono stati 90 affidamenti, per una spesa totale di 3,5 milioni di euro. E visto che ormai il Governo centrale ha chiuso i rubinetti dei trasferimenti di fondi, è comprensibile la preoccupazione della Provincia di non poter adempiere in maniera completa ai propri compiti d’istituto. Ma non solo. Col vecchio sistema dei “cantonieri” il controllo sulle strade era molto più capillare. Fino alla loro scomparsa definitiva dai ruoli di Palazzo Sant’Agostino, ogni cantoniere, appunto, era responsabile della manutenzione e della tenuta di 4/6 chilometri di strada provinciale. Attualmente a svolgere questo compito di vigilanza stradale per conto di Palazzo Sant’Agostino sono 43 persone, suddivisi tra 3 coordinatori e 40 collaboratori. Ora ognuno di loro è responsabile della tenuta e del perfetto stato di sicurezza di ben 58 chilometri di strada assegnata. Il personale attualmente in forza a questo settore, osserva Ranesi nella sua ordinanza, è «assolutamente insufficiente perché si possa soltanto immaginare di ottenere un risultato apprezzabile dalla loro azione operativa per garantire una transitabilità in sicurezza » sulle arterie di competenza della Provincia. Ecco perché la Provincia ha deciso di emettere l’ordinanza che fissa su tutte le strade di sua competenza – Cilentana e Aversana escluse – il limite dei 50 chilometri orari, fatta eccezione ovviamente, per quei tratti dove il limite orario è già inferiore. Chi dovrà far rispettare questi limiti dal primo gennaio 2018? Ovviamente le forze dell’ordine a cui verrà notificato il provvedimento. Ma potranno farlo anche i Comuni, magari piazzando apparecchi autovelox un po’ ovunque, come già previsto da un’altra ordinanza. (Tommaso Siani – La Città)

Napoli. Troppe carte e poco personale, così il Tribunale di Sorveglianza sta scoppiando

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Napoli. Un ufficio sommerso da carte, procedure complesse, competenze aumentate nel tempo. Un ufficio sotto il tiro degli avvocati ormai da diversi mesi. Non c’è pace per il Tribunale di Sorveglianza che, nella classifica di doglianze che motivano l’astensione dalle udienze iniziata lunedì dai penalisti, è al primo posto. Undici magistrati a Napoli (dieci in servizio), quattro ad Avellino e quattro a Santa Maria Capua Vetere, è di quegli uffici, come il Tribunale per i minori, di competenza distrettuale. Un unico ufficio, un unico presidente per le province di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta. Ad ogni udienza non sono iscritti meno di un’ottantina di fascicoli, su materie che riguardano la gestione della pena, con decisioni sulle condizioni carcerarie, sulle pene alternative, ma anche sulle riabilitazioni necessarie a ripulire il casellario giudiziario. Insomma, tanto lavoro con appena 24 persone addette a mansioni amministrative. Spiegano nell’ufficio: «Molti sono prossimi alla pensione, alcuni sono arrivati dopo l’abolizione delle Province da altri uffici della pubblica amministrazione. Si spera in nuovi concorsi e assunzioni». Risultato, che fa tanto indispettire gli avvocati, sono le file chilometriche con attese che arrivano anche a un’ora e mezza, dinanzi all’ufficio informazioni dove è al lavoro un solo impiegato di cancelleria. Tanto da far commentare all’avvocato Riccardo Polidoro, responsabile carcere dell’Unione camere penali italiane: «Le gravissime e croniche disfunzioni del Tribunale di Sorveglianza costringono gli avvocati ad espletare il proprio mandato in condizioni mortificanti». La verità è che, per decidere una misura alternativa, i giudici della Sorveglianza hanno bisogno del parere di esperti, di relazioni aggiornate della polizia giudiziaria come eventualmente di psicologi, medici o assistenti sociali. Carte su carte, con non meno di 4.000 fascicoli in attesa di decisione. Poco tempo fa un’udienza con undici procedimenti è stata soppressa senza preavviso per l’assenza improvvisa di un giudice. Gli avvocati lo hanno saputo solo attraverso un cartello affisso fuori l’aula di udienza. E scrivono nel documento della Camera penale napoletana: «Non ne erano specificate le ragioni». All’udienza successiva il giudice del collegio è stato rimpiazzato. Le lamentele degli avvocati riguardano soprattutto i ritardi di decisione delle istanze per le misure alternative, quelle dalle procedure complesse, e di liberazione anticipata. Ma le competenze della Sorveglianza aumentano e appesantiscono il lavoro. Come le famose decisioni sul 35-ter, che poi sarebbero le istanze per condizioni carcerarie disumane. Si sono tanto moltiplicate da aver fatto commentare al procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo: «Appare davvero urgente la semplificazione dell’attività della magistratura di sorveglianza, oggi più che mai investita di competenze sempre crescenti». E, nella sua ultima relazione al Parlamento, il garante nazionale dei diritti delle persone detenute ha riferito di avere a sua volta ricevuto 108 istanze-reclami scritte di persone in carcere o in misure alternative e 126 semplici segnalazioni. Di fatto espressione di sfiducia verso i Tribunali di Sorveglianza. Materia delicata, che quasi sempre si esaurisce nelle decisioni prese dai singoli Tribunali di Sorveglianza se gli ultimi dati diffusi dal primo presidente di Cassazione, Giovanni Canzio, parlano di soli 2.769 ricorsi arrivati dalla Sorveglianza e definiti. Sono appena il 4,8 per cento dei 57.725 procedimenti penali decisi l’anno scorso dalla Cassazione. Ad aiutare i magistrati nel loro lavoro sono i cosiddetti «esperti di sorveglianza» (psicologi, medici, sociologi,criminologi), che partecipano alla camera di consiglio e potrebbero, in teoria, scrivere anche i provvedimenti con i giudici. A Napoli sono 40, in tutt’Italia 428. Spiegano al Tribunale di Sorveglianza: «Solo a Milano è nata una vera scuola di formazione per questi esperti. A Napoli se ne è sempre parlato, ma non si è mai attuato nulla». Eppure gli esperti sono necessari a fornire elementi per le decisioni. Come per la famosa «messa in prova», che è la premessa per decidere misure carcerarie alternative. Nel distretto napoletano chi deve fare verifiche esterne ha a disposizione solo due auto per spostarsi sul territorio. Dice ancora l’avvocato Riccardo Polidoro: «I Tribunali di Sorveglianza a Napoli, come in molte Corti d’Appello, sono in affanno per disfunzioni organizzative. Finora inutili sono state le nostre richieste di un’ispezione straordinaria». Anche il presidente del Tribunale di Sorveglianza napoletano, Adriana Pangia, magistrato che ha presieduto sezioni del tribunale penale partenopeo e una corte d’Assise, che ha preso possesso dell’incarico nell’aprile del 2016, si è rivolta al ministero della Giustizia. E ha sollecitato l’attuazione del programma informatico in grado, con opportune schermate e regole d’accesso, di consentire agli avvocati di acquisire informazioni sui procedimenti in corso. Un’innovazione che eviterebbe le file chilometriche all’ufficio informazioni. Sarebbe una novità fondamentale. I numeri delle misure alternative e della messa in prova sono in continuo aumento. Un anno fa in tutta l’Italia erano in totale 43.000. Un anno dopo sono diventati 47.000 con 10.000 messe in prova. Sono quattro le sezioni del Tribunale di Sorveglianza napoletano, ma Giuseppe De Carolis, primo presidente della Corte d’Appello napoletana, nella sua ultima relazione ha scritto: «Risulta ulteriormente aumentata la pendenza dei procedimenti nel Tribunale di Sorveglianza di Napoli e nell’ufficio di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere». Situazione diffusa in tutta l’Italia, se a Milano la Sorveglianza ha un arretrato di 26.000 fascicoli da smaltire. E, per questo, commenta Attilio Belloni, presidente della Camera penale di Napoli: «La nostra protesta, con astensioni che termineranno venerdì prossimo, ha per obiettivo sollecitare il governo ad adottare in tempi rapidi i decreti attuativi della riforma Orlando a modifica dell’ordinamento penitenziario». (Gigi Di Fiore – Il Mattino)

Capri, cane senza guinzaglio aggredisce passante che precipita lungo via Krupp

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Capri città senza controllo e regole stando a quello che si viene a sapere dai social network. Un cane senza guinzaglio ha aggredito un passante che passeggiava a Capri, in via Krupp. L’uomo è precipitato lungo la strada in questione, riportando diverse ferite, come un dito fratturato e diverse escoriazioni: per lui prognosi di 30 giorni. A Capri è molto acceso il dibattito circa la situazione dei cani randagi che hanno quasi invaso l’isola e le proteste della gente sono sempre più forti.

L’uomo che è stato oggetto dell’aggressione da parte dell’animale si è sfogato sui social: “Voi padroni di taglia media che fate gironzolare per strada i vostri cani senza guinzaglio siete degli irresponsabili – ha esclamato – Sono due anni che tra piazzetta delle noci e sentieri limitrofi vi riunite ogni giorno con i vostri cani liberi, senza controllo.” A incalzare è anche Silvio Staiano Capri Watch “Evidententemente le regole sono solo per pochi, l’amministrazione colpisce chi non da alcun fastidio danneggiando un’attività commerciale che crea lavoro  e lascia correre chi, come in questo caso, invece crea pericolo”

Meta, convocato Consiglio Comunale per il giorno 20 dicembre: ecco gli argomenti da trattare

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E’ stato convocato il Consiglio Comunale di Meta di Sorrento, in sessione straordinaria e seduta pubblica, per il giorno 20 Dicembre 2017 ore 12.00 presso la sede comunale di via Municipio. Gli argomenti del giorno sono i seguenti:

1) Approvazione verbali seduta precedente e comunicazioni del Sindaco.

2) Ratifica delibera di G.C. n. 191 del 21.11.2017 ad oggetto: Variazione n. 6 agli stanziamenti di competenza e di cassa del Bilancio di Previsione dell’Esercizio Finanziario 2017- “Applicazione parte dell’avanzo di amministrazione vincolato”; “Variazioni di entrata di spesa” e “Storno di fondi”.

3) Costituzione Azienda Speciale Consortile Penisola Sorrentina – Modifica Convenzione e Statuto – Approvazione nuovi schemi.

4) Riconoscimento, quale debito fuori bilancio, della somma da corrispondere agli avv.ti Giovanni Lucenteforte e Christian Russo in relazione alla sentenza N. 1826/2015 del Giudice di Pace di Sorrento.

S) Riconoscimento, quale debito fuori bilancio, delle somme da corrispondere al sig. Persico Giuseppe ed all’avv. Giovanni Visco in relazione alla sentenza N. 1900/17 emessa dal Giudice di Pace di Sorrento.

6) Riconoscimento, quale debito fuori bilancio, delle somme in favore dell’avv. Gianluigi De Martino-Attributario- in relazione alla sentenza N. 1966/17 del Giudice di Pace di Sorrento;

7) Approvazione, quale debito fuori bilancio, dell’Atto di Transazione di cui alla Delibera di Giunta Comunale n. 201 del 24/11/2017.

8) Riconoscimento, quale debito fuori bilancio, della somma da corrispondere all’avv. Maria Vitale in relazione alla sentenza N. 1657/2016 del Giudice di Pace di Sorrento.

9) Riconoscimento, quale debito fuori bilancio, della somma da corrispondere all’avv. Elio Trombetta in relazione alla sentenza N. 2335/2017 del Giudice di Pace di Sorrento.

10) Riconoscimento, quale debito fuori bilancio, della somma da corrispondere all’avv. Elio Trombetta in relazione alla sentenza N. 283/2017 del Giudice di Pace di Sorrento.

11)Riconoscimento, quale debito fuori bilancio, delle somme dovute all’avv. Gabriella Spadaro Sapari in relazione alla sentenza N. 112/2017 emessa dal Giudice di Pace di Sorrento.

12)Riconoscimento, quale debito fuori bilancio, delle somme dovute al p.avv. Mariateresa Rocco in relazione alla sentenza N. 2922/2017 del Giudice di Pace di Sorrento.

13)Riconoscimento quale debito fuori bilancio del rimborso spese legali all’Ing. Giuseppe Russo in relazione al procedimento penale R.G. 5274/2013 definito con sentenza 2504/2016 del Tribunale di Torre Annunziata – Provvedimenti.

14) Approvazione del Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del patrimonio immobiliare 2018 – 2020 ai sensi della Legge n°133 del 06.08.2008 e ss.mm.ii

Maiori: il 18 dicembre consiglio comunale su depuratore e tributi

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Oggi il Comune di Maiori ha comunicato la convocazione del Consiglio Comunale per lunedì 18 dicembre, alle ore 17 presso l’aula consiliare di Palazzo Mezzacapo. Tra gli ordini del giorni in discussione, emergono i temi su cui è stato chiesto chiarezza dai gruppi consiliari Orizzonte Civitas 2.0, scottanti questioni su cui si sono spese le opposizioni insieme alla locale sezione del Partito Democratico nei mesi scorsi: la realizzazione dell’impianto di depurazione dei comuni di Maiori e Minori, in seguito alle dichiarazioni del governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e di seguito la discussione sull’istituzione di una commissione consiliare per il monitoraggio e la verifica delle attività collegate alle “procedure e ai risultati dell’applicazione amministrativa del regolamento generale delle entrate”.

Si prevede dunque un consiglio comunale caldo, in cui gli altri temi discussi saranno anche il Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2017-2019 e l’affidamento dei servizi di manutenzione del patrimonio comunale e i servizi cimiteriali.

Piano di Sorrento, lavori rifacimento asfalto: nuovo dispositivo traffico

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Lavori di rifacimento asfalto a Piano di Sorrento, lungo il Corso Italia. L’intervento rientra nella serie di lavori di manutenzione stradale che si stanno effettuando sul territorio. Per l’occasione è previsto un nuovo piano di traffico:

Dalle ore 23.00 alle ore 07.00 del giorno successivo, nei giorni 14 e 15.12.2017, il divieto di sosta con rimozione ed il divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto i mezzi d’opera, in Corso Italia nella corsia ricadente nel territorio di questo Comune, nel tratto compreso fra l’intersezione con via Mortora S. Liborio delle Rose e quella con via S. Vito.

Su tale tratto di strada verrà istituito il senso unico alternato regolato da semaforo che verrà istallato e gestito dalla Ditta esecutrice dei lavori.
Nelle stesse date ed orari sarà interdetta la circolazione degli autobus ed autocarri con m.p.c. superiore a 35 q.li diretti a S. Agnello – Sorrento su via dei Platani tutta e via Mortora S. Liborio a partire dall’intersezione con via dei Platani, che verranno deviati per via Cavone, SS.163, S. Agata.
Le presenti limitazioni avranno validità fino a fine dei lavori anche se in orari o date diverse da quelli sopra indicati.
La Ditta esecutrice dei lavori è tenuta all’apposizione di idonea segnaletica stradale di cantiere, di divieto e di preavviso, nonché del transennamento, recinzione, messa in sicurezza e visibilità notturna e diurna del cantiere stradale a norma del Codice della Strada, e del semaforo per la regolazione del senso unico alternato.
Tale segnaletica dovrà essere mantenuta efficace ed efficiente fino al termine dei lavori.
La medesima Ditta è tenuta altresì al ripristino della segnaletica orizzontale e verticale esistente al momento dell’inizio dei lavori e che dovesse eventualmente danneggiarsi coi lavori stessi.
In caso di insufficiente segnalazione o di mancanza di sicurezza e visibilità del cantiere, la presente ordinanza si intenderà immediatamente sospesa fino all’avvenuto ripristino delle condizioni ideali. Inoltre le eventuali inadempienze verranno sanzionate a norma del Codice della Strada

Gaspare Apicella “Il popolo di Positano reclama il ritorno di don Giulio Caldiero alla guida della Parrocchia”

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Positano, Costiera amalfitana. Riceviamo e pubblichiamo da Gaspare Apicella storico giornalista e professore al turistico di Amalfi , nonchè albergatore di Minori un intervento su Don Giulio Caldiero :
“Il POPOLO di Positano reclama il ritorno di don Giulio Caldiero alla guida della Chiesa di Positano, dal momento che il Vaticano ha deciso per don Michele Fusco  l’elevazione a Vescovo di Sulmona. Anche perchè Londra ha restituito alla Comunità positanese e alla Costiera amalfitana  un don Giulio in una forma splendida, che cozza contro il numero degli anni, la quasi totalità spesa al servizio totale delle Comunità da lui rappresentate. In questi giorni si susseguono richieste a S.E. l’Arcivescovo Soricelli di Amalfi – Cava de Tirreni  affinchè disponga il ritorno di don Giulio, anche perchè la operazione  non provocherebbe alcun disagio essendo la sede positanese vacante ed il sacerdote (positanese e conoscitore degli usi e costumi) disponibile e desideroso di poter continuare i progetti per l’attuazione e preparazione dei quali ha avuto, sempre, la partecipazione di tanti giovani e, per la pastorale della Famiglia, di tante coppie entusiaste.

Molti ricordano che, dal giorno della presa di possesso della Chiesa positanese, don Giulio ha ridato vita a tante realtà, riaprendo, per esempio, le porte della chiesa al mulino (dove ultimamente è stata celebrata la tanto partecipata Messa per il ringraziamento per la sua ottima salute); la chiesa di santa Lucia dal duplice compito di chiesa-cappella e di centro di aggregazione giovanile; il circolo alla Sponda  dedicato a Carmela Villa.

Forti di quanto appreso in giro. abbiamo parlato con don Giulio che ha espresso la sua soddisfazione, confermandoci il suo desiderio di continuare  quanto iniziato , come il progetto museale della Villa Romana con il percorso turistico che congloba la chiesa dell’Assunta, visitata dalla quasi totalità dei turisti che affollano Positano

In ultimo, ma non ultimo , tiene campo il progetto di formazione di un gruppo di religiosi, cui si andrebbero ad aggiungere alcuni di colore, per dar vita ad una Comunità religiosa di degno rispetto ed al servizio totale.

Gaspare Apicella”

Napoli. Le librerie diventano infopoint. Le prime adesioni arrivano dagli store del centro storico

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Napoli. Le librerie del centro storico si trasformano in infopoint per i turisti. «Informazioni da viaggio -Destinazione librerie» è il nome dell’iniziativa presentata ieri mattina dall’assessore comunale alla Cultura Nino Daniele, presso la libreria Pisanti di corso Umberto. L’obiettivo? Attribuire alle librerie la funzione di punti di accoglienza turistica, tenendo anche conto della carenza atavica di centri informativi per i viaggiatori. «Questo è un modo per garantire accoglienza di qualità – spiega Daniele – facendo leva sulla cultura e sulla sapienza dei nostri librai e sulla articolazione diffusa sul territorio della nostra rete. All’interno delle librerie che hanno risposto al nostro avviso pubblico si possono avere non solo informazioni utili, ma si può avere un confronto con il libraio, uno scambio ad esempio su come proseguire e arricchire il proprio viaggio. Incontrando la storia e la cultura della nostra città. Chi sceglie Napoli – rimarca l’assessore alla Cultura – lo fa perché affascinato e attratto dalla storia culturale e universale che contraddistingue la città. Credo sia anche un modo per aiutare la libreria e la lettura. Tutti questi fattori contribuiscono a rendere originale la nostra città ed è un esempiounico nel nostro Paese». L’idea nasce soprattutto in considerazione della ininterrotta crescita turistica, che Napoli continua a registrare. Così come il corposo afflusso di visitatori che percorrono le strade della città. «Per questo si è reso necessario – sottolinea Palazzo San Giacomo in una nota – moltiplicare i servizi di accoglienza e di informazione per consentire ai viaggiatori di orientarsi più agevolmente e speditamente, intercettando la sempre più ricca offerta culturale cittadina». Con questo spirito l’assessorato alla Cultura e al Turismo ha proposto alle librerie cittadine di allestire all’interno dei propri spazi un «corner» stabile dedicato alla accoglienza e all’orientamento dei visitatori con personale formato e capace di parlare almeno una lingua straniera. Le librerie che hanno deciso di accogliere l’invito hanno nominato Paolo Pisanti, proprietario dell’omonimo store di corso Umberto 38, coordinatore del progetto. Secondo una turnazione stabilita dal coordinamento, in accordo con l’assessorato, si stabilirà, di volta in volta, in concomitanza con periodi di particolare afflusso turistico, un calendario di aperture straordinarie per garantire il servizio di informazione anche in orari e giorni festivi. Alle nove librerie (se ne stanno aggiungendo altre in queste ore) che hanno aderito, l’assessorato, oltre a riconoscere un rimborso spese per le aperture straordinarie, ha fornito il logo istituzionale della rete di infopoint, il materiale su formato elettronico e cartaceo secondo disponibilità, tutte le informazioni relative ai servizi cittadini utili al turista e i calendari delle iniziative culturali. Inoltre l’elenco degli aderenti all’iniziativa verrà divulgato sul sito ufficiale del Comune di Napoli, sulla pagina Facebook dell’assessorato e attraverso la mailing list indirizzata agli operatori turistici. Nonché alle strutture ricettive e alle borse del turismo. Come farà il turista a riconoscere le librerie-infopoint? Attraverso una mappa della città, dove saranno evidenziati i punti di accoglienza. Il coordinamento è al momento composto da nove librerie: oltre alla Pisanti ci saranno la libreria Ubik di via Benedetto Croce, Laterza Agorà (Teatro Bellini) di via Conte di Ruvo, Iocistò via Cimarosa, le due librerie Colonnese di via San Biagio dei Librai e via San Pietro a Majella, Dante & Descartes di piazza del Gesù, Dante & Descartes di via Mezzocannone e, infine, la libreria Vitanova di viale Antonio Gramsci. (Valerio Esca – Il Mattino)

Napoli. Commercianti: il 24 si rischia l’inferno, no a brindisi selvaggi in strada. Alcolici in vendita solo dopo le 17

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Napoli. Somministrare alcolici soltanto dopo le 17 e impedire agli avventori di consumarli all’esterno delle attività. Il 24 dicembre si avvicina e la battaglia contro il brindisi selvaggio ai baretti è cominciata. Dopo il grido d’allarme dei residenti di Chiaia, a prendere carta e penna questa volta sono i commercianti di via Cavallerizza, piazzetta Rodinò e via Bisignano. Ben 42 le attività che hanno sottoscritto una lettera inviata al prefetto Pagano, al questore De Iesu, al sindaco de Magistris, al presidente della prima Municipalità de Giovanni e al presidente del comitato Chiaia viva e vivibile Rodinò. «Da tre anni a questa parte – dicono i titolari delle attività – il 24 dicembre siamo costretti a barricarci nei nostri locali a causa della moltitudine di persone che affolla la zona, già in mattinata, unicamente per bere. Questo chiaramente crea un notevole danno alle nostre attività». I commercianti di Chiaia, calcoli alla mano, evidenziano come in questi ultimi tre anni abbiano subito «un calo delle vendite, nella giornata che dovrebbe rappresentare il culmine delle spese per le festività natalizie, superiore al 50 per cento». «Di fatto – si legge ancora nella lunga lettera – viene impedito ai clienti di raggiungerci e di poter svolgere gli acquisti in tranquillità». Spostano poi l’attenzione sul problema sicurezza: «La quantità di gente che occupa la zona, principalmente bevendo alcolici in strada, è tale da non consentire alcun controllo. Ciò favorisce un clima di gran confusione che giova solo a pochi, ma che al tempo stesso penalizza fortemente la maggior parte delle altre attività, creando un notevole danno all’economia della nostra zona». Ci tengono però a sottolineare come non «ci sia alcuna intenzione di penalizzare le altre attività (i baretti) che – rimarcano – certamente hanno il diritto di svolgere il proprio lavoro, ma nel rispetto delle altrui esigenze, ma soprattutto nell’osservanza di regole, legalità e buon senso». Insomma, nessuna faida tra i commercianti. Avanzano infine due proposte: «Basterebbe che il giorno 24 fosse concessa a queste attività l’apertura, o per lo meno l’abilitazione a somministrare alcolici, solo dopo le 17, orario in cui generalmente, in quel particolare giorno, le attività commerciali chiudono anticipatamente. Inoltre rimarchiamo l’opportunità che la somministrazione avvenga rigorosamente all’interno dei locali e non al di fuori degli stessi, come invece accaduto nelle ultime stagioni». Intanto ieri pomeriggio, nella sede del Pd di Chiaia, si è tenuto un lungo dibattito sulla movida, al quale hanno preso parte i comitati di residenti, associazioni civiche e il deputato napoletano del Pd, nonché consigliere comunale, Valeria Valente. «È necessario iniziare a definire le zone della movida – propone la Valente – individuandone le diverse specificità e caratteristiche per poi disciplinarle, attraverso singole ordinanze, in maniera diversificata e appropriata. Definire, dunque, un vero e proprio piano strategico della città per il divertimento e il tempo libero, diventa il primo passo per avviare un percorso virtuoso della movida. E farlo chiamando in causa, attraverso un vero e proprio contratto sociale, i diversi soggetti interessati. Questo è sicuramente il modo migliore per garantirne l’efficacia e la sostenibilità. Così si affrontano veramente i problemi della città – incalza la deputata e consigliera Pd – non limitandosi ad inutili e superficiali ordinanze, come quella del sindaco, che scontentano tutti senza affrontare davvero nessuna questione. C’è bisogno, dunque, di politiche urbanistiche e sociali nuove, che abbiano come obiettivo quello di contemperare le funzioni turistiche e commerciali di alcuni quartieri». (Valerio Esca – Il Mattino)  

Cinema Teatro Armida Novità della settimana Star Wars Gli ultimi Jedi da stasera

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Cinema Teatro Armida Sorrento – Il Cinema della Penisola Sorrentina, ristrutturato e allavanguardia. Film, Teatro e Spettacoli a Sorrento

NOVITA’ DELLA SETTIMANA

Dal 13 DICEMBRE al CINEMA TEATRO TASSO
STAR WARS: GLI ULTIMI JEDI
Ore 16.30 (3D) – 19.15 – 22.00

 

Per Informazioni
0818781470

 

Vico Equense, il 15 dicembre via alla Notte Bianca: scattano i divieti

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Tutto pronto per la Notte Bianca a Vico Equense. L’evento, organizzato dall’Assessorato al turismo in collaborazione con le associazioni del territorio, fa parte di un programma d’iniziative denominato “l’incanto del Natale 2017” e prevede shopping promozionale, degustazioni, artisti di strada, proiezioni artistiche natalizie in piazza Umberto I°.

Per questo si è reso necessario istituire una Zona a Traffico Limitato temporanea che comprende le seguenti strade: via Roma, corso Umberto I°, piazza Umberto I°, via san Ciro e corso Filangieri (tratto da incrocio con via Luigi De Feo ad incrocio con viale Rimembranza).

Nel dettaglio è previsto:

PER IL GIORNO 15 dicembre 2017 dalle ore 18:00 alle ore 24.00:

a) IL DIVIETO DI SOSTA VEICOLARE, CON RIMOZIONE FORZATA, NELLE SEGUENTI STRADE:
via Roma;
corso Umberto I°;
via San Ciro;
via Nicotera (tratto compreso tra l’incrocio con Via Roma e l’incrocio con Via Luigi De Feo);
corso Filangieri (tratto da via Luigi de Feo a vico Pesce);
viale Rimembranze;

dalle ore 19:00 alle ore 23.30:
L’INVERSIONE DEL SENSO DI MARCIA IN VIA LUIGI DE FEO;
IL DOPPIO SENSO DI CIRCOLAZIONE IN :
Via Nicotera (tratto compreso tra l’incrocio con Via Roma e l’incrocio con Via De Feo),;
via Santa Sofia;
via D.co Caccioppoli;
via San Ciro (tratto tra C.so Umberto I e viale Rimembranza);
viale Rimembranza;

L’INTERDIZIONE AL TRANSITO VEICOLARE IN:
via Roma;
corso Umberto I°;
piazza Umberto I°;
via San Ciro (tratto tra viale Rimembranza e Via Filangieri) ;
corso Filangieri (tratto da incrocio con via De Feo ad incrocio con Vico Pesce, ad eccezione dei
veicoli diretti al parcheggio G.P.V.);

Violenze ultrà. A Torino vietata la presenza dei tifosi napoletani residenti in Campania anche se titolari di Tessera

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Non ci sarà alcuna invasione azzurra a Torino, anche se il Napoli non sarà senza sostenitori al seguito. La trasferta di sabato contro il Toro è, infatti, ufficialmente vietata ai tifosi azzurri residenti in Campania. Lo ha reso noto il club granata attraverso il sito ufficiale, precisando che lo stadio «Grande Torino» è off limits in qualsiasi settore per tutti i tifosi residenti nella nostra regione, anche per coloro che sono in possesso della «Fidelity card», ovvero della Tessera del tifoso. La misura restrittiva è stata adottata dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive a seguito degli incidenti capitati nelle ultime due trasferte del Napoli: il 5 novembre a Verona con il Chievo e il 26 a Udine contro i bianconeri. Al nono tentativo, dunque, il nuovo protocollo adottato a inizio campionato per le gare fuori casa degli azzurri fallisce. E così il divieto di trasferta a Torino è la diretta conseguenza in particolare di quanto è accaduto a Udine. Un’ora prima della gara, si ricorderà, si registrarono alcuni momenti di tensione all’esterno dello stadio Dacia Arena. Le opposte fazioni sfiorarono il contatto nella zona antistante la tribuna centrale, a metà strada tra la curva Sud (riservata agli ospiti) e la curva Nord (dei locali), con l’intervento risolutore delle forze dell’ordine che evitò ogni scontro tra circa 150 napoletani e altrettanti friulani. Il bilancio fu di tre poliziotti e un tifoso friulano feriti. Quattro i tifosi napoletani fermati: alla fine uno fu tratto in arresto e due furono denunciati, per loro scattarono i Daspo dai 4 ai 6 anni. Ma non solo. Giorni dopo furono emessi altri provvedimenti di Daspo (divieto per 3 anni di accedere a manifestazioni sportive) per 16 tifosi napoletani identificati dal sistema di videosorveglianza, rei di aver creato disordini all’interno dello stadio e in particolare nella Tribuna laterale sud. Nella trasferta precedente, a Verona, un manipolo di tifosi del Napoli assaltò con spranghe e coltelli il «Caffè Oro Bianco», notoriamente frequentato da supporter dell’Hellas Verona. Da questo episodio presero le distanze alcuni gruppi storici partenopei, primi tra tutti quello dei “Fedayn” che si offrirono anche di rimborsare, con una colletta, il proprietario. È evidente che dopo l’episodio di Verona la tifoseria azzurra proveniente dalla Campania era sotto i riflettori. Gli scontri di Udine hanno reso scontato il provvedimento. Un deciso, e amaro, passo indietro rispetto alle altre otto gare disputate da Hamsik e compagni lontano dal San Paolo, nelle quali c’era stata piena apertura dopo 9 anni (dal 2008) di restrizioni e chiusure. Contro l’Hellas ben 1.200 biglietti furono messi a disposizione dei sostenitori residenti in Campania in possesso della tessera del tifoso. Possibilità di seguire la squadra del cuore, con la card, anche nelle trasferte di Bologna, Chievo e, appunto, Udine. Addirittura vendita libera (anche senza Fidelity card) per la gara di Ferrara con la Spal e per quella di Marassi con il Genoa. C’era stata una chiara apertura anche per le due delicate trasferte dell’Olimpico: dati i drammatici precedenti la partita con la Roma fu accessibile solo ai tifosi napoletani non residenti in Campania (circa 4.000 riempirono il settore ospiti), laddove a quella con la Lazio poterono accedere anche i residenti, sempre se in possesso della Tessera. Sabato gli azzurri non saranno soli nella delicata partita con la squadra di Mihajlovic. Il settore ospiti (1.490 biglietti al costo unitario di 25 euro) sarà pieno almeno per metà con i tanti sostenitori partenopei provenienti dai vari club del Nord, partendo da quelli del Piemonte (Cambiano, Torino, Ivrea) a quelli della Lombardia (Milano, Brescia), del Veneto (Belluno e Verona), della Toscana e dell’Emilia-Romagna (Bologna e Parma). In attesa di verificare se a Crotone, nell’ultima trasferta del 2017, ci sarà una nuova apertura a tutti i supporter del Napoli. (Dario Sarnataro – Il Mattino)

Rotary Club Sorrento presenta con il Patrocino del comune la 23° Edizione del concerto di fine anno sabato 16 dicembre

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Il Rotary Club Sorrento, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Sorrento, presenta la 23^ edizione del tradizionale
CONCERTO DI FINE ANNO
che si terrà sabato 16 dicembre 2017 alle ore 19.00 presso il Teatro Armida in Sorrento.

Quest’anno la tradizione incontra l’innovazione per dare vita ad uno spettacolare concerto che vedrà protagonisti il talentoso Giovanni Caccamo con il suo tour “Non siamo soli” e la Rotary Youth Chamber Orchestra che eseguirà splendidi brani di musica classica con la simpatica partecipazione del coro e dell’Orchestra composti dagli studenti del Liceo Musicale Francesco Grandi di Sorrento.

Ospite d’onore della serata sarà dunque il giovane Caccamo, cantautore scoperto da Franco Battiato e divenuto noto per aver vinto tra le nuove proposte il Festival di Sanremo 2015, ed essere giunto sul podio con un terzo posto nella sezione Big nel 2016, con il brano “Via da qui”. Autore per alcuni tra i maggiori artisti italiani come Emma Marrone, Malika Ayane e Francesca Michelin, duetta con Franco Battiato e Carmen Consoli.
Dal 2017 è testimonial dell’Unesco.

La Rotary Youth Chamber Orchestra nasce invece da un’iniziativa tutta rotariana nel corso dell’anno sociale 2013/14 quando, preso atto delle difficoltà che i giovani musicisti incontrano per entrare nel mondo del lavoro, venne deciso di sostenere ed affiancare un gruppo di 15 giovani promettenti musicisti campani.
Dopo il primo debutto nel 2014 ad Anacapri, i ragazzi non si sono più fermati!

Ed proprio in linea con tale nobile scopo che il nostro Rotary Club Sorrento, unitamente all’amministrazione comunale ed alla dirigente del Liceo Musicale F. Grandi, ha deciso di sponsorizzare gli studenti della sezione musicale dello stesso che avranno la possibilità di esibirsi dinanzi ad una vera e propria platea d’eccezione.

Il contributo per il biglietto è di 20 euro e, naturalmente, il ricavato sarà devoluto, oltre che per la sponsorizzazione di tali giovani musicisti, per la realizzazione dei progetti di solidarietà che il Rotary Club Sorrento ha in essere sul territorio della Penisola, tra cui, in particolare, quelli dedicati ai giovani quali il Laboratorio Occupazionale per Disabili in collaborazione con “L’isola che c’è” ed il Progetto Giovani Cinema in collaborazione con la Specchio Film ed i licei e gli istituti di scuola superiore della Penisola.

Per info sull’acquisto dei biglietti  consultare la nostra pagina Facebook “Rotary Club Sorrento” o ancora recarti direttamente sul posto e nei punti vendita ivi indicati tra cui naturalmente la Gioielleria Piscopo in Corso Italia 210 a Sorrento.

Ghoulam: «Napoli, quanto amore, noi stupiremo ancora. Scudetto? Non dirò mai quella parola…»

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Ha sognato lo stesso sogno dei suoi dieci fratelli: «Giocare nello stadio di Maradona». Era quello che voleva, era quello per cui ha lottato. «Sono rimasto per quella cosa lì (lo scudetto): Napoli mi ha dato tutto, mi ha trasformato, mi ha persino fatto diventare scaramantico. I tifosi non vogliono che si dica quella parola e io non la dico».Trentanove giorni dopo la rottura del crociato Ghoulam torna a Villa Stuart, dal professor Mariani, per la visita che accerta che tutto procede secondo i piani. Forse anche meglio. Un finale di anno dove le onde del suo destino, piene di curve, sembrano disegnate da Gaudì. Ghoulam, il Napoli è in calo dal 30’ del primo tempo della gara col City. Le dice qualcosa questo momento? «È quando mi sono fatto male, è quando ho sentito un dolore dietro la coscia e ho capito che non era una cosa di poco conto. Ma non è così. È solo un momento no. È successo semplicemente che noi eravamo convinti di poter battere il Manchester, di poter riuscire a superare il turno e che quel ko in casa ha avuto un certo effetto sulle nostre prestazioni». Dice Sarri che il preliminare con il Nizza sta condizionando le prestazioni di questo ultimo periodo. «È vero, ma io vedo una squadra che sta dando il massimo e che è solo poco fortunata. Anche con la Fiorentina, non mi è sembrato un Napoli in difficoltà. Nel corso di una stagione così lunga è inevitabile poter vivere un momento come questo. Non mi sembra un dramma». Non è che i suoicompagni sono un po’ stanchi? «Può darsi. Si gioca tanto, in mezzo ci sono state pure le gare con le nazionali. Insomma, non è facile recuperare le energie ogni volta, servirebbe allenarsi ma tempo non ce ne sta mai». Con che spirito affrontate la retrocessione dalla Champions all’Europa League? «Noi abbiamo ormai una mentalità chiara: ogni volta che scendiamo in campo lo facciamo per vincere. Perché si diventa grandi solo in questo modo, dando sempre il massimo. Non snobbiamo nulla, perché tutte le volte che lo abbiamo fatto in passato abbiamo rimediato brutte figure. E per crescere noi affronteremo il Lipsia come se fosse una finale. Anche se è solo il sedicesimo di Europa League». È davvero lei il più forte esterno sinistro d’Europa? «Il mister lo dice perché sa di farmi contento. Io devo tanto a lui come devo tanto a Benitez perché Rafa mi ha scelto e mi ha portato qui. Il tecnico spagnolo mi ha liberato, mi ha insegnato a fare la fase offensiva, Sarri mi ha disciplinato tatticamente in quella difensiva. Se sono diventato il giocatore che vedete lo devo a loro due. Ma non solo…». E anche a chi? «Beh, giocare in un settore di campo dove c’è uno come Lorenzo Insigne e un altro come Marek Hamsik renderebbe la vita una favola a chiunque. Come l’ha resa a me». Pochi giorni fa ha rinnovato mettendo fine a tante voci. «Avevo deciso da tempo di restare a Napoli, ma poi per le troppe partite e per i tanti impegni non ho mai avuto il tempo di andare nello studio legale dei miei agenti per definire gli ultimi dettagli. L’infortunio mi è servito per avere qualche istante in più per curare questo aspetto del mio contratto, ma il Napoli sapeva che io non ho mai pensato di andare via». Nessuna tentazione? «Napoli è una città che dà tanto al calcio e ai giocatori. Per esempio, quando un giocatore si fa male, quasi esce fuori dal cuore dei tifosi, come se non esistesse più. Succede ovunque, ma qui non è successo. E io ho capito quanto la gente mi ama proprio in queste settimane in cui sono fermo. E io da un posto così non sarei mai potuto andare via». A che punto è il suo recupero? «Mentalmente sono carico al 100 per cento. Sono ottimista, sto bene… Ma non dico altro. Però anche il modo con cui il dottor De Nicola mi sta seguendo è straordinariamente unico: ci sono dei miei colleghi che in Francia hanno subito lo stesso infortunio e non hanno le attenzioni, professionali e umane, che il Napoli e lo staff medico mi stanno dando». Può tornare a fine gennaio? «Davvero non lo so. Voglio tornare guarito per dare una mano vera a questo Napoli». Come si sta fuori dalla mischia? «Si sta come un tifoso. Bisogna stare vicini alla squadra: domenica ho invitato tutti a far sentire il proprio affetto perché è importante per i giocatori. E bisogna continuare a farlo, perché il campionato non è neppure a metà strada. E ci vuole un sostegno continuo». Si aspettava questo equilibrio in vetta alla classifica? «Sì, perché ci sono state campagne acquisti importanti. Sarà davvero una serie A piena di emozioni fino a maggio». È vero che è venuto qui per Maradona? «Io ho 10 fratelli, sono il più piccolo ma per loro Diego è qualcosa di epico. Sì, siamo algerini, quindi anche Zidane lo è. Ma Maradona è unico. Siamo cresciuti con i gol del Pibe de oro nel Mondiale del Messico ‘86 contro l’Inghilterra. Giocare al San Paolo, in quello che resterà per sempre il suo stadio, per me è ancora una emozione unica». Questo Napoli ha la possibilità di conquistare il terzo scudetto della storia? «Quando a fine stagione ci siamo guardati negli occhi nello spogliatoio abbiamo deciso che avremmo dovuto provarci quest’anno, che avremmo dovuto fare tutto il possibile per riuscirci. E così siamo rimasti qui, convinti che l’obiettivo possa essere centrato. Ma per carità, io quella parola che lei ha pronunciato non la dirò mai. Non sono scaramantico, ma lo sono i nostri tifosi, e allora io per rispetto a loro non la dirò mai». Sabato c’è il Torino. «Dobbiamo tornare a conquistare i tre punti, la squadra sta bene, deve solo ritrovare un po’ di fiducia. Ma sono convinto che con la Juve e con la Fiorentina sono stati solo due momenti no». Ghoulam, a chi si ispira nel suo ruolo? «Mi è sempre piaciuto molto Evra. Ma in questo momento il più forte di tutti è Marcelo». (Pino Taormina – Il Mattino)

Sant’Agnello lutto al Mama’s bar per Iginia Darnala

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Sant’Agnello lutto al Mama’s bar per Iginia Darnala  condoglianze dalla redazione di Positanonews . Sorrento

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Libri. Maurizio De Giovanni presenta a Sorrento “Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone”

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Venerdì 15 dicembre, alle ore 18.30, presso la sala Torquato Tasso del Palazzo Municipale di Sorrento, Francesco Pinto, direttore del Centro di Produzione Rai di Napoli presenterà l’ultimo libro di Maurizio De Giovanni “Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone”, edito da Einaudi.
Organizzato dalla libreria Tasso di Sorrento, con il patrocinio del Comune di Sorrento, l’incontro vedrà la partecipazione del sindaco, Giuseppe Cuomo e dell’assessore alla Cultura, Maria Teresa De Angelis.
Le pagine del nuovo giallo sono ambientate tra gli anni Sessanta della dolce vita e i giorni nostri, tra Napoli e Sorrento. Una vicenda amara e pervasa di nostalgia che costringerà i poliziotti del commissariato di Pizzofalcone – noti al grande pubblico, anche grazie alla serie televisiva tratta dai romanzi di De Giovanni – ad indagare in trasferta nello spazio e nel tempo su un delitto.
Sullo sfondo, la cittadina del golfo di Napoli, vestita fuori stagione da un fascino malinconico: i “Bastardi” si convincono che la chiave del mistero sia da ricercare in fatti accaduti molti anni prima proprio in quel luogo magico.
Al di là degli aspetti criminali, la soluzione del caso farà emergere una storia intensa, struggente, dai risvolti imprevisti che coinvolgerà i protagonisti sul piano personale più ancora che su quello professionale.

Costa d’Amalfi: “Coscienza Zen”, l’ultimo singolo rap di Costa DP è una riflessione sui malumori sociali – VIDEO

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Costa DP, rapper di Tramonti e della Costa d’Amalfi, ha pubblicato lo scorso 7 dicembre sui suoi canali social e su Soundcloud un nuovo singolo chiamato “Coscienza Zen”, un pezzo molto attuale che tra le rime mette sotto i riflettori i malumori e i disagi sociali diffusi dai grandi media, che alimentano una guerra tra poveri creando nuovi nemici, come ad esempio gli immigrati. “Na man pa’ cuscienz nun sa passan, a’ barc a mar a tenen, a’ villa ch’è poliedrica, rimborsi spes’ mitic e l’alberg ca nun pavan e nun sann che signific, viver cu’ l’ansia”, parole che sono una meditazione, sulla distanza abissale tra i potenti o la casta, che non ha empatia per i più deboli, ovvero coloro che soffrono le peripezie del momento. Il web diventa quindi la valvola di sfogo di tali disagi e lo specchio della nazione.

Un microfono e la musica, servono per liberare tutti questi pensieri in cui Costa DP offre una performance che riconduce ad un sano rap anti-establishment, che l’autore del testo porta sulla ribalta del web con un video homemade.

Lyrics: Costa Dp;
Instrumental by Ratz Beats;
Guest: Pablo.

 

Comunicato: Ritorna il Pediatra a Positano

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Siamo felici di confermare alla cittadinanza, come già preannunciato lo scorso ottobre,
che Positano avrà nuovamente il suo pediatra.
Come già 4 anni fa, quando ci facemmo promotori della richiesta di avere per la prima
volta il presidio fisso di pediatria nella nostra città, anche oggi abbiamo compreso le
preoccupazioni dei genitori per la carenza di tale servizio e ci siamo subito attivati presso
gli enti preposti per poter risolvere al più presto questo inconveniente, così da garantire
l’assistenza necessaria ai bambini della nostra città.
L’Asl di Salerno ha espresso parere favorevole alla richiesta di zona carente straordinaria
PLS ambito Positano-Praiano e finalmente avremo nuovamente a Positano il servizio di
pediatria a disposizione dei nostri bambini.
Ringrazio quanti si sono impegnati per l’ottenimento di questo risultato, in particolar
modo il Direttore Generale Antonio Giordano e il Direttore Responsabile Dott.
Francesco Perrotta.
Il Sindaco di Positano
Michele De Lucia

Addio ad Alessandro Kakocinski, il nomade dell’arte. Eclettico talento tra pittura e teatro. L’ultima mostra a Napoli

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Pittore, grafico, scenografo, disegnatore, una vita in perenne scambio e connubio tra il teatro e le arti figurative. È morto a Roma Alessandro Kokocinski, tra gli artisti più eclettici del nostro tempo: era malato da tempo, ma finché ha potuto ha continuato a pensare e produrre arte. Kokocinski, di origini polacco-russe ma nato in Italia nel campo profughi di Porto Recanati nel 1948, era un apolide per eccellenza, una vita trascorsa all’insegna del nomadismo esistenziale tra l’Europa e il Sudamerica (Argentina e Cile in particolare, dove si era formato ed era cresciuto) prima di far ritorno definitivamente in Italia. A Roma, negli anni ’70, fu accolto da Rafael Alberti, il poeta spagnolo vissuto nella capitale e che gli fu amico introducendolo negli ambienti culturali capitolini, seguendone le inclinazioni creative sia nel campo del teatro che della pittura e del disegno. Ma Kokò, come lo chiamavano gli amici, non riusciva a trovare il suo «ubi consistam», il nomadismo che lo pervadeva lo portò di nuovo lontano dall’Italia, la sua curiosità esistenziale lo indusse (1986) a scoprire l’Estremo Oriente, per tornare poi in Europa, in Germania, prima di rientrare a Roma, dove tra l’altro fondò la compagnia teatrale «Kosa» con Lina Sastri, compagna di scena ma anche di vita per lunghi anni. Nel 2003 si trasferì a Tuscania trasformando in studio un’antica chiesa. Ampia e poliedrica la sua produzione sia come pittore che scenografo: un artista a tutto campo, sempre sospeso tra arte figurativa e teatro. E la sua natura eclettica si è sempre riversata nei suoi dipinti che hanno una forte impronta circense – retaggio di un lungo periodo vissuto lavorando nel circo – come si è potuto ammirare in una recente mostra al Museo Archeologico di Napoli (tra l’aprile e il giugno scorsi) intitolata «Kokocinski. La vita e la maschera: da Pulcinella al clown», promossa e organizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo, che l’aveva presentata a Roma nell’autunno del 2015. Dalla bellissima Sala della Meridiana, partiva un percorso espositivo che si allargava alle altre sale del museo napoletano per offrire una lettura a largo raggio dell’arte di Kokò e per entrare «dentro» il mondo dell’artista, che ha sempre combinato gli spunti del fantastico di impronta russa col realismo sudamericano, la tradizione pittorica italiana e spagnola coi riferimenti del teatro popolare napoletano, il dettato dell’arte scenica con quello della componente circense. Una esposizione, quella all’Archeologico, di grande interesse, un punto fermo per comprendere la sensibilità di Kokocinski, artista equestre agli inizi, poi scenografo, disegnatore, pittore e scultore, facendo emergere le qualità, il talento profondo, teso alla ricerca del senso dell’esistenza. Un fare creativo declinato sui tempi e sui segni della dualità, della contrapposizione (sogno e realtà, tra i temi più ricorrenti e praticati), della contaminazione, della rappresentazione della sofferenza, del dolore dell’umanità. All’inaugurazione della mostra napoletana l’artista fu accolto dai complimenti degli intervenuti. Era già provato dalla malattia, ma si disse «felice di esporre a Napoli, città che conosco benissimo e di cui colgo l’energia vitale, la storia, la curiosità verso il bello». Dal percorso espositivo emergeva la vita dell’artista, il suo rapporto con la realtà e con la trasfigurazione della stessa. Forte l’impatto, scenografico ed evocativo, delle opere: il risultato era quello di un insieme figurativo ricco di spunti linguistici, rielaborazioni di lavori precedenti assemblati in nuove configurazioni, variazioni tematiche, affacci e ritorni, tutte sostenute dal rapporto tra finzione e realtà, largamente ispirate al tema del mascheramento e rispecchiamento, tra identità, doppio, e non-identità. Un romanzo artistico e culturale al quale Kokocinski è rimasto sempre coerentemente fedele, da quando iniziò il suo sodalizio romano con Raphael Alberti e incontrò gli artisti del tempo. E’ «il maestro atteso», lo definì Tiziana Gazzini nella sua biografia su Kokò. (Pasquale Esposito – Il Mattino)

Rotary Club Sorrento, al Teatro Armida andrà in scena il Concerto di fine anno con Giovanni Caccamo

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Il Rotary Club Sorrento, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Sorrento, è lieto di invitarti alla 23^ edizione del tradizionale

CONCERTO DI FINE ANNO

che si terrà sabato 16 dicembre 2017 alle ore 19.00 presso il Teatro Armida in Sorrento.

Quest’anno la tradizione incontra l’innovazione per dare vita ad uno spettacolare concerto che vedrà protagonisti il talentoso Giovanni Caccamo con il suo tour “Non siamo soli” e la Rotary Youth Chamber Orchestra che eseguirà splendidi brani di musica classica con la simpatica partecipazione del coro e dell’Orchestra composti dagli studenti del Liceo Musicale Francesco Grandi di Sorrento.

Ospite d’onore della serata sarà dunque il giovane Caccamo, cantautore scoperto da Franco Battiato e divenuto noto per aver vinto tra le nuove proposte il Festival di Sanremo 2015, ed essere giunto sul podio con un terzo posto nella sezione Big nel 2016, con il brano “Via da qui”. Autore per alcuni tra i maggiori artisti italiani come Emma Marrone, Malika Ayane e Francesca Michelin, duetta con Franco Battiato e Carmen Consoli.
Dal 2017 è testimonial dell’Unesco.

La Rotary Youth Chamber Orchestra nasce invece da un’iniziativa tutta rotariana nel corso dell’anno sociale 2013/14 quando, preso atto delle difficoltà che i giovani musicisti incontrano per entrare nel mondo del lavoro, venne deciso di sostenere ed affiancare un gruppo di 15 giovani promettenti musicisti campani.
Dopo il primo debutto nel 2014 ad Anacapri, i ragazzi non si sono più fermati!

Ed proprio in linea con tale nobile scopo che il nostro Rotary Club Sorrento, unitamente all’amministrazione comunale ed alla dirigente del Liceo Musicale F. Grandi, ha deciso di sponsorizzare gli studenti della sezione musicale dello stesso che avranno la possibilità di esibirsi dinanzi ad una vera e propria platea d’eccezione.

Il contributo per il biglietto è di 20 euro e, naturalmente, il ricavato sarà devoluto, oltre che per la sponsorizzazione di tali giovani musicisti, per la realizzazione dei progetti di solidarietà che il Rotary Club Sorrento ha in essere sul territorio della Penisola, tra cui, in particolare, quelli dedicati ai giovani quali il Laboratorio Occupazionale per Disabili in collaborazione con “L’isola che c’è” ed il Progetto Giovani Cinema in collaborazione con la Specchio Film ed i licei e gli istituti di scuola superiore della Penisola.

Per info sull’acquisto dei biglietti puoi chiamarmi ovvero consultare la nostra pagina Facebook “Rotary Club Sorrento” o ancora recarti direttamente sul posto e nei punti vendita ivi indicati tra cui naturalmente la Gioielleria Piscopo in Corso Italia 210 a Sorrento.

NON MANCARE!
AIUTACI A REALIZZARE I LORO SOGNI.

Il Presidente Rotary Club Sorrento
Michele Liccardi

Polizia locale di Massa Lubrense grande festa per il pensionamento di Antonino Esposito dopo 38 anni di servizio

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Il comando polizia locale di Massa Lubrense il 12’dicembre ha festeggiato il pensionamento del caro colleg s.ten.Antonino Esposito collocato in pensione dopo 38 anni di onorata ed integerrimo impiego a servizio della collettività tutta.A tonino ed alla sua famiglia vanno i più cari e sentiti auguri per tutto il bene che verrà…AD MAIORA.

Lotito su Colantuono: “Puntiamo all’alta classifica. Rinforzi? Rosa ha già enormi potenzialità”

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“Abbiamo scelto Colantuono perché vogliamo puntare in alto”. Le parole di Claudio Lotito concesse al collega Eugenio Marotta per l’odierna edizione del quotidiano Il Mattino suonano come una rassicurazione per i tifosi granata preoccupati di assistere ad un’altra stagione anonima. La Salernitana vuole ambire alle prime posizioni ed è per questo che ha silurato Alberto Bollini. Una decisione nell’aria da tempo, una trattativa lunga e laboriosa quella che ha portato alla firma di Stefano Colantuono ieri sera presso una struttura ricettiva dei picentini: “Con Colantuono siamo amici da anni, c’è un rapporto di stima reciproca. Mi conosce e sa che con me alla Salernitana si fa sul serio – ha rilanciato Lotito ai colleghi de “La Città” – Abbiamo scelto un allenatore d’esperienza e carattere. Ha un curriculum che parla da sé e da lui mi aspetto una sterzata a trecentosessanta gradi. Al nuovo tecnico consegniamo una squadra che può giocarsela alla pari con tutti. E quando dico tutti intendo anche avversari che oggi hanno molti più punti di noi in classifica. Vogliamo ambire a posizioni migliori. Certo che c’è l’ipotesi serie A. E allora? Cosa ci sarebbe di strano? Vogliamo andare avanti nel progetto a Salerno, mica indietro. Non s’è discusso di rinforzi. L’allenatore lavorerà con una rosa dalle enormi potenzialità. Se tornerà protagonista Rosina? Non lo so, io non faccio la formazione, sono il presidente. Di sicuro è uno degli elementi in organico. Colantuono ha tutti i requisiti per dare quella scossa che serve alla squadra in questo momento – ha aggiunto l’Imperatore Claudio a LiraTv – Ha allenato in serie A, quindi ha grande esperienza e mi auguro possa essere il risolutore per dare quell’atteggiamento giusto alla squadra che in determinati frangenti deve avere la giusta determinazione e grande spirito di gruppo. La Salernitana ha sempre puntato in alto, purtroppo poi abbiamo raccolto poco. Rinforzi? Le scelte le facciamo noi e non l’allenatore. Lui ha a disposizione una rosa già valida, se poi dovessimo ritenere opportuno apportare alcune modifiche non ci tireremo indietro. Ma la rosa è già competitiva, negli scontri diretti non abbiamo fatto la parte dell’agnello sacrificale. Abbiamo allestito una squadra importante, ora bisogna farla rendere. Serve una sterzata, chi scende in campo deve farlo con l’atteggiamento giusto per non essere costretti sempre a rincorrere”. Mercato, Colantuono ha le idee chiare: ecco ruoli da coprire e profili graditi     

Difficilmente rinuncia alla difesa a quattro, se non in casi eccezionali. Ed è convinto che la tecnica, il talento, da soli non bastino. Ci vuole anche qualcosa in più: una mentalità vincente, la dedizione al lavoro, la voglia di sacrificarsi per raggiungere un obiettivo. Stefano Colantuono è così, prendere o lasciare. La Salernitana ha scelto la prima opzione ed eccoci qui, con una nuova era pronta a partire, un nuovo capitolo di storia da scrivere. Per l’occasione Stefano da Anzio ha svestito per un attimo i panni di accanito lettore (ama le biografie ed i libri di mafia, ndr), impugnando la penna ed afferrando un foglio bianco sul quale esporre i propri desiderata. L’ex trainer di Udinese ed Atalanta, dopo notti insonni passate ad osservare lo schermo dello smartphone in attesa che arrivasse la chiamata decisiva dai vertici della Salernitana, è stato finalmente annunciato dalla società di via Allende nel tardo pomeriggio di oggi. Contratto di circa 300mila euro netti fino al 2019, con opzione di rinnovo automatico in caso di raggiungimento della massima serie. E già questo la dice lunga sui (buoni) propositi del nuovo condottiero, convinto di prendere in eredità da Alberto Bollini un gruppo valido e formato da uomini veri, ma forse nel complesso non all’altezza… dei sogni del trainer romano. Difatti Colantuono ha dato la priorità al lato tecnico, più che a quello economico, nei diversi summit consumatisi nelle ultime, concitate ore. Era abbastanza preparato, conosceva pregi e difetti della rosa granata ed avrebbe già individuato le zolle da trapiantare. Con ordine.

Innanzitutto tra i pali vanno chiarite, e anche in tempi brevi, le gerarchie. Che dovranno essere definitive. Radunovic ha dimostrato lo scorso anno ad Avellino (ma anche nei primi 4 mesi a Salerno, ndr) di essere un portiere di assoluta affidabilità per la categoria. Certo, patron Lotito vorrebbe che venisse valorizzato Adamonis perchè di proprietà della Lazio, ma l’ultima parola spetterà comunque al tecnico. E non è assolutamente da escludere che alla fine resti tutto invariato, con Radunovic numero uno ed Adamonis suo vice. Ma la prima richiesta in vista del mercato invernale è stata quella di un terzino destro che sappia accompagnare la manovra offensiva ed al tempo stesso fornire equilibrio, anche in virtù della presenza di uno stantuffo come Vitale dal lato opposto. Confermato, comunque, Pucino, mentre potrebbe andar via Perico. Certo, invece, l’addio di Asmah. Da approfondire la situazione relativa ai centrali di difesa: Bernardini è intoccabile, Schiavi sta dimostrando con i fatti di essere in uno stato di forma psicofisico importante, Mantovani dà garanzie e ha ampi margini di miglioramento. Quanto a Tuia, infortunato ed in scadenza, toccherà alla società offrire il rinnovo per dare un segnale di continuità. Ciò detto, non ci sarebbe da meravigliarsi se Colantuono chiedesse al management un altro centrale.

In mediana, di contro, c’è da attendersi un bel via vai: Della Rocca, Zito ed anche Rizzo sono in equilibrio precario, mentre in entrata il tecnico ha richiesto due pedine. Una mezz’ala ed un centrocampista che possa fungere all’occorrenza sia da interno sia da pivot in un centrocampo a due o a tre. Gli identikit portano dritti a Davide Di Gennaro della Lazio, che però va convinto perchè in B scenderebbe soltanto per un progetto vincente e le richieste non mancano, e ad Aniello Salzano, centrocampista classe 1991 che Colantuono ha avuto alle proprie dipendenze a Bari e che in Puglia ha giocato solo 4 partite fin qui, facendo tanta panchina. Folta la batteria di esterni, che dà così la possibilità al tecnico di giocare sia col 4-3-3 sia col 4-4-2. Inoltre non è più un miraggio il rientro di Orlando, che sgobba a Formello e dovrebbe ritornare a Salerno nelle prossime settimane. Da dipanare la matassa Rosina, richiesto in Lega Pro, ma che potrebbe ritrovare vigore con Colantuono come seconda punta o trequartista, ipotesi che il trainer romano in carriera non ha disdegnato.

In attacco, infine, Colantuono vorrebbe un attaccante con caratteristiche differenti da quelle di Bocalon, Rossi e Rodriguez, che potrebbe ritornare al Chievo per fine prestito. Uno stoccatore, un vero ariete, un calciatore in grado di aprire varchi per i compagni ma anche di assicurare un cospicuo bottino di reti. Sui nomi, tuttavia, vige ancora il massimo riserbo. Ma la stima per El Tanque Denis (che doveva andare a Cremona, operazione poi saltata) è immutata, nonostante le primavere inizino ad essere tante (36) anche per lui. Che attualmente è rientrato in Argentina, al Lanùs. Chissà.

Costa d’Amalfi: manifestazioni all’aperto annullate causa maltempo. Disagi sulla Ravello-Tramonti

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Manifestazioni natalizie all’aperto annullate a causa del maltempo. Fenomeni meteorologici con pioggia e forti venti, non consentono infatti il regolare svolgimento degli eventi. Le intemperie intanto hanno creato nuovamente disagi sulla “strada della vergogna”, la Ravello-Tramonti continua ad essere oggetto di colate di pomice e vario materiale, che invade la sede stradale in diversi punti. Ricordiamo ai lettori che la strada continua ad essere ufficialmente chiusa ormai da oltre cinque anni, ma temerari automobilisti a proprio rischio e pericolo si avventurano sulla Strada Provinciale 1, che collega con il Valico di Chiunzi. Il tutto mentre si attende, si presume, un nuovo progetto per la bonifica da parte della Comunità Montana Monti Lattari. (Immagine di repertorio)

Positano Oasi Vallone Porto usata come discarica dalla frazione di Nocelle

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     Positano, Costiera amalfitana . Un reportage che fa riflettere quello del presidente di “Macchia Mediterranea” , già in passato Positanonews aveva sollevato il problema dei rifiuti gettati a valle, ma anche dei materiali di risulta, addirittura a tonnellate dalle ditte che hanno costruito la sovrastante strada rotabile che ha provocato un disastro ambientale a valle, ora nella parte alta Daniele Esposito documenta bene una situazione scandalosa .

Vallone Porto “Oasi WWF, Patrimonio Mondiale dell’ UNESCO, con fauna e flora unica al mondo”. Usato da decenni come discarica dalla frazione di Nocelle da parte di alcune persone nella totale indifferenza di altre, delle Amministrazioni Comunali e delle Autorità preposte alla Tutela del territorio. Quello che da decenni si vede al Vallone Porto come in molti altri luoghi del Nostro territorio è un’enorme vergogna per Tutti Noi. Ma soprattutto per le Nostre Amministrazioni e Autorità.

Il Nostro meraviglioso territorio rischia di essere messo in ginocchio dall’incuria di alcuni cittadini e dall’indifferenza di chi dovrebbe tutelarlo. Non si può continuare a parlare di eventi eccezionali, o di lentezza burocratica, scaricando sugli altri la propria colpa. Negligenza e irresponsabilità che molto spesso si trasformano in complicità, oltre a mettere a rischio l’incolumità dei cittadini.

Il Nostro territorio è sommerso da immondizia, e si continua indisturbati a sfregiarlo senza che nessuno faccia veramente qualcosa per tutelarlo. Perché….? Si prega che Tutte queste persone la smettino con quest’assurdo comportamento mettendo da parte i miseri interessi personali. E di lavorare tutti insieme per ridare a questo Paese il rispetto, la vivibilità, la dignità e la civiltà che merita.

Daniele Esposito

Festa della birra Piazza Praiano 22 dicembre

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Il forum dei giovani di Praiano insieme al patrocinio del comune, presenta, venerdì 22 dicembre alle ore 18.30 presso la Piazza S. Luca, la nuova edizione della Festa della Birra. Quest’anno la particolarità saranno le 4 Tipologie di birre provenienti da 5 nazionalità diverse ( Italia, Germania, Svizzera, Belgio e Gran Bretagna)

ospiti musicali: Luna Nova e i Quintessentia
Venerdì 22 Dicembre

Sorrento continua il successo della pizza da Basilico, anche a domicilio. Ecco i prezzi e info. Gli auguri di Natale

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Sorrento, continua il successo di Basilico il brand della pizzeria gourmet all’interno del cinema Armida, che Maurizio Mastellone sta esportando in tutta Italia e ha in serbo anche delle sorprese dopo il riconoscimento UNESCO. Ora anche da asporto,  si può ordinare una pizza, un cuoppo o anche un primo piatto e riceverli a casa. La consegna è garantita per chi abita a Sorrento, dal Capo alle colline, a Sant’Agnello, a Piano di Sorrento e fino a Meta. Chiamando lo 081 8772048, dalle ore 11.00 alle 15.00 e dalle ore 18.00 fino alle 24.00, si potrà scegliere tra le varie specialità presenti in menù, che saranno recapitate a casa, con un particolare: i due scooter utilizzati per il trasporto, brandizzati “Basilico Italia”, sono muniti di un bauletto termico.
Mai più pizze fredde a domicilio, solo calde come appena sfornate! Sotto gli auguri di buon Natale dello staff . Redazionale

Vietri sul mare convegno sulle patologie circolatorie e linfatiche

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Vietri sul mare, Costiera amalfitana.  Congresso nazionale sulle patologie vascolari, giunto alla decima edizione. Malattie venose e linfatiche: aspetti clinici, diagnostici e nuovi approcci terapeutici, se ne discuterà venerdì 15 e sabato 16 dicembre nella sala congressi del Lloyd’s Baia Hotel. L’evento è promosso ed organizzato dalla SIFL (Società Italiana di FleboLinfologia), presieduta dal dottor Maurizio Pagano, dirigente medico presso l’unità operativa di Chirurgia Generale ed Oncologica dell’ospedale di Pagani e responsabile dell’ambulatorio di “Flebo-Linfologia e Prevenzione e Cura del linfedema oncologico”.

Prevista la partecipazione di relatori esperti, provenienti da ogni parte d’Italia. Nel corso dei lavori sarà illustrata un’innovativa tecnica per il trattamento delle varici degli arti inferiori che il dottor Maurizio Pagano ha presentato il mese scorso in Texas, negli Stati Uniti. Tale tecnica, denominata “SEST” (Scleroterapia della safena esclusa) è una valida e meno invasiva alternativa alla chirurgia tradizionale perché consente di eseguire anche gli interventi più complessi in anestesia locale, garantendo la massima efficacia e, soprattutto, minori rischi per il paziente.

Grande attenzione sarà riservata anche alla prevenzione del linfedema oncologico, inteso come possibile effetto collaterale che compare dopo un intervento chirurgico oncologico o dopo la radioterapia. Si tratta di una patologia invalidante, ancora poco conosciuta, che si può prevenire e trattare. L’argomento sarà al centro della discussione nella prima parte della giornata di sabato 16, con le relazioni dei componenti del team multidisciplinare (dottori Maurizio Pagano, Monica Gambacorta e Antonietta Fabbrocini) istituito presso l’ospedale di Pagani per la prevenzione del linfedema post mastectomia.

Pontecorvo da Praiano a Obama “Al Sud serve un ecosistema per dare spazio ai giovani”

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Praiano, Costiera amalfitana. Roberto Pontecorvo  brillante giovane del Cuore della Costa d’ Amalfi , fa una riflessione interessante che merita di essere ripresa. «A Praiano abbiamo dato la dimostrazione che qualcosa al Sud si può ancora fare concretamente». Parola di Roberto Pontecorvo, 27 anni, europrogettista, una delle menti brillanti in fuga dal Sud, precisamente a Madrid. Roberto ha dimostrato che con pochi soldi e tanta voglia di fare, un gruppo di 20enni può cambiare le cose come ha fatto lui insieme al suo team a Praiano, il suo paese di origine. Laureato in relazioni internazionali, è stato uno dei promotori del progetto «Agenda Praiano» volto a valorizzare il territorio a partire dalle proprie peculiarità.

Roberto è stato uno degli ospiti del Forum del Mattino «Avere 20 anni al Sud», dove ha raccontato la sua esperienza di successo, partendo dal piccolo paesino nella costiera amalfitana, fino ad arrivare all’incontro con l’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. «A Praiano abbiamo realizzato un Museo a cielo aperto – racconta – Abbiamo istallato circa 150 opere d’arte. Lo abbiamo fatto attraverso questo modello molto innovativo di costruzione di capitale civico che abbiamo sperimantato nel mio paese e che adesso sarà replicato in altre città, come già sta succedendo a Roma». Tutto questo è stato realizzato con un finanziamento della Regione Campania ma l’intuizione di Roberto e del suo team è stata quella di creare qualcosa di duraturo che fosse un motivo per visitare Praiano sempre, non semplicemente una festa o una sagra. Hanno speso bene quei soldi che hanno portato realmente a qualcosa.

L’idea di Roberto è piaciuta a Obama, tanto da averlo selezionato tra oltre ventimila progetti candidati a partecipare al summit con cui l’ex presidente ha lanciato l’Obama Foundation alla presenza di circa 500 innovatori civici provenienti da tutto il mondo. «È stata un’esperienza magica – racconta – quando mi è arrivata la mail in cui mi invitavano a partecipare all’incontro a Chicago non ci potevo credere. Forse solo adesso sto realizzando quello che mi è successo perchè in quei giorni frenetici non mi sono più reso conto di nulla. È stato emozionante e molto stimolante soprattutto per il fatto di aver incontrato tanti giovani innovatori in giro per il mondo». Il giovane innovatore ha raccontato che alla conferenza Obama ha imposto solo una regola: niente selfie perchè il tempo per parlare di innovazione era poco e preferiva riuscrire ad ascoltare tutti.

Adesso Roberto vive a Madrid dove lavora come europrogettista. È sempre stato appassionato di arte e cultura e ha vissuto molte esperienze all’estero. La sua amara costatazione è che tutto ciò che in Italia sembra innovativo all’estero è già superato. Un ritardo probabilmente causato anche da una mentalità alcora un po’ legata ai vecchi dettami e clichè: «Ogni volta che ho messo su un progetto – spiega – ho prima dovuto far capire a tutti che stavo facendo qualcosa per il bene comune e non per un mio tornaconto personale. C’è una tale sfiducia nei confronti dei giovani».

Cosa manca al Sud per cui i giovani tendono a scappare? «Secondo me manca un’ecosistema nel quale i giovani possano trovare spazio – dice – Non si tratta prettamente o solo di fondi, non si tratta solo di lavoro. Non ci sono più investitori nel Sud, è il mercato che ce lo dice, perchè manca questo ecosistema. Forse ora cominciano a mancare anche competenze che la modernità ci impone di avere per essere al passo con i tempi».

Praiano interruzione energia elettrica per lavori ENEL . Ecco dove

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Praiano , Costiera amalfitana.  interruzione energia elettrica per lavori ENEL . Ecco dove nella locandina affissa. Il disagio dovrebbe risolversi ovunque prima delle 17.

Vico Equense, poste chiuse senza alcun avviso

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Stamattina ufficio postale chiuso a Vico Equense, senza comunicazioni e senza dire quando riaprirà. Pensionati in fila per le pensioni sono dovuti andare a casa. Nessuno in città  conosce la ragione della chiusura improvvisa.

La notte di Santa Lucia non è la notte più lunga che ci sia

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C’è un mito da sfatare subito. Quella di San Lucia (il 13 dicembre) non è la notte più lunga che ci sia, nonostante la rima venga benissimo. Non è la notte più lunga dell’anno e di conseguenza il giorno più breve. Prima dell’introduzione del calendario gregoriano, nel 1500, era vicina al solstizio d’inverno, ma con il nuovo calendario c’è una differenza di poco più di una settimana. Bisogna aspettare il 21 per la notte con la maggiore durata dell’anno, la notte del solstizio d’inverno. Tanti sono i proverbi su Santa Lucia: “Da Santa Lucia il freddo si mette via”; “Santa Lucia con il fango, Natale all’asciutto”, “Da Santa Lucia a Natale il dì s’allunga quanto un passo di cane”.
Per conoscere Lucia bisogna andare nella Siracusa fra la fine del 200 e l’inizio del 300 dopo Cristo. Era una giovane di famiglia ricca, orfana di padre. Pregando Sant’Agata per la salute della madre ebbe una visione della santa che le rispondeva: «Perché chiedi a me quello che puoi ottenere da sola?» La ragazza decise di consacrarsi al Signore dopo la guarigione materna e destinò tutto il suo patrimonio ai poveri.
Santa Lucia viene festeggiata in tutto il mondo e diverse sono le tradizioni. In alcune province del Nord Italia il giorno del 13 dicembre è atteso con gioia dai bimbi al pari di Babbo Natale e della Befana, in quanto la Santa in groppa al suo asinello porta doni ai bambini buoni.
Ricordiamo che Santa Lucia, protettrice di ciechi, oculisti, elettricisti e scalpellini, viene invocata nelle malattie agli occhi.

falò di sant’Agata

La redazione augura a chi porta il nome Lucia un felice onomastico.

Vico Equense, nuovo bando case popolari.

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Per avere una casa popolare a canone sociale e moderato è necessario partecipare ai bandi di assegnazione, aperti a tutti i cittadini. Per accedere alla graduatoria, se si è in possesso dei requisiti di legge, è sufficiente presentare la domanda una sola volta, a meno di cambiamenti delle situazioni famigliari che potrebbero variare la posizione. A Vico Equense c’è un nuovo bando indetto dall’amministrazione comunale del Sindaco Andrea Buonocore. Nel Comune di Vico Equense ci sono soltanto abitazioni di proprietà dello IACP, che potranno eventualmente rendersi disponibili e che vanno assegnate con tempestività, anche per prevenirne la possibile occupazione abusiva (come è già capitato), a famiglie che ne abbiano titolo in conformità ad giusta graduatoria permanente, da aggiornasi ogni anno, come previsto dalla normativa regionale vigente. Sarà data attenzione particolare alle famiglie di anziani, ai nuclei con persone invalide o disabili gravi, a chi ha tre o più figli a carico, alle famiglie monogenitoriali, a chi ha a carico una persona disabile grave.

Medici per l’Ambiente della sezione di ‘Nola-Acerra’, dolore per don Riboldi

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Nola, Gennaro Esposito – I Medici per l’Ambiente della sezione di ‘Nola-Acerra’ partecipano al dolore dell’intera cittadinanza di Acerra per la dipartita di S.E. il Vescovo Emerito Don Antonio Riboldi, pastore di elevata statura religiosa, morale, etica e civile e promotore di quella cultura anti-camorra che ha permesso alla nostra società di contrastare questo deleterio fenomeno criminale e inculcare in tutti noi il senso civico del vivere civile, in un afflato di fratellanza e solidarietà. Il suo sia esempio per tutti coloro che intendono costruire una società senza violenza, soprusi e omertà e che vorrano seguire il suo cammino di pace, amore e libertà. (Gennaro Esposito).

Sabato 16 dicembre la “giornata della prevenzione” con oltre 10 specialisti delle ASLNA1 e 3Sud,chef e nutrizionisti.

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Saviano (Na), Nello Fontanella – Si terrà sabato 16 dicembre, dalle ore 09.00 alle 16.00 in piazzale Enrico De Nicola, la “Giornata della prevenzione“, organizzata dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaci Carmine Sommese, che vedrà in campo oltre dieci specialisti delle ASLNA1 e 3SUD. Lo scopo è quello di divulgare la cultura della prevenzione e garantire la partecipazione dei cittadini agli screening oncologici, favorire il ricorso alle vaccinazioni, sensibilizzare i giovani sui temi dei corretti stili di vita. Diversi gli specialisti ai quali si potranno rivolgere i cittadini per sottoporsi alle visite, in una sorte di ospedale da campo che sarà allestito in piazzale Enrico De Nicola, per la diagnosi precoce di importanti patologie come il melanomalesioni del cavo orale, le malattie cardiovascolari,prostatiche e respiratorie. “Una iniziativa che nasce dalla volontà di incrementare sempre più la cultura della prevenzione e offrire ai nostri cittadini la possibilità di fare screening gratuito”, dice il Sindaco Carmine Sommese. Sarà possibile sottoporsi quindi anche a visite specialistiche per la prevenzione delle infezioni, prevenzione e gestione degli attacchi di panico e dei disturbi del comportamento alimentare, gestione del soffocamento dell’adulto, del bambino e del lattante. Prevista anche la presenza del pediatra per le consulenze sui vaccini. “La prevenzione – osserva il Consigliere Gregorio Corcione, chirurgo dell’ASL NA3SUD,è un investimento non solo sul benessere individuale di chi la pratica, ma anche per la collettività in quanto riduce i costi della spesa sanitaria“. Nel corso della giornata sarà possibile effettuare esami diagnostici mentre gli chef prepareranno, su indicazione dei nutrizionisti, diverse pietanze per un corretto stile di vita alimentare. (Ufficio stampa Comune di Saviano, Nello Fontanella).

Napoli. Café Philo. Immigrazione – Emigrazione.

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Segnalazione di Maurizio Vitiello – Immigrazione/Emigrazione per Café Philo a Casa Rita.

Invito al prossimo incontro del 13 dicembre 2017, ore 17,30, sempre a Casa Rita per Café Philo – vedi bene l’allegato a corredo -.
Sarà un appuntamento molto intenso con il prof. Dominique Bendo Soupou – geopolitico – e Ibrahim Drabo – musicista del Burkina Fasu.
Da non perdere.

Maurizio Vitiello

Napoli. Casa Mugnolo. Alfredo Celli, Maria Pia Daidone, Carmen Novaco con “Sensibili Intese”.

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Carmen Novaco, Triangolazioni, tecnica mista - alluminio e plexiglas -, cm. 40x65x5, 2015.

Articolo di Maurizio Vitiello – “Sensibili Intese”, con opere recenti di Alfredo Celli, Maria Pia Daidone e Carmen Novaco, sarà visitabile nella location, aperta al contemporaneo, “Casa Mugnolo”, da venerdì 15.12.2017 e sino al 22 gennaio 2018.

Finalmente, Venerdì 15.12.2017, ore 18-23, a “CASA MUGNOLO”, Viale Privato Davide Winspeare, 6/Largo Martuscelli, 35 – Is. 6, 80127 – Napoli, Cell. 335.591.92.73, sarà inaugurata l’esposizione “Sensibili Intese” con opere recenti di Alfredo Celli, Maria Pia Daidone, Carmen Novaco.
Periodo: Venerdì 15.12.2017 – Lunedi 22 gennaio 2018; giorni successivi all’inaugurazione su appuntamento: 335.591.92.73.

Scheda della mostra “Sensibili Intese”

Questo momento espositivo ci fa intendere che si ha voglia di incontrarsi. Nei nuovi segmenti interpretativi degli artisti Alfredo Celli, Maria Pia Daidone e Carmen Novaco sono sostanziate centralità di ricerca e d’indagine. Il linguaggio dell’arte si sviluppa con uno studio attento della sua semantica. L’approfondimento sui sentieri dell’arte contemporanea apre a nuove condizioni analitiche e riuscire a programmare una nuova frontiera visiva dipende, non soltanto, ma anche, da un concorso di considerazioni e di osservazioni. L’importante è la tensione creativa, il senso del futuro nelle opere attuali, il peso cognitivo nelle capacità estroflessive delle opere. Inquadrature, campiture, segnature, segni, segnacoli, sottolineature, plasticità, incisioni, luci, tagli di riflessione, angolazioni nuove, motivi disparati si sostanziano e mille ragioni si determinano e tutte portano al dialogo, alla conversazione, al confronto serrato.
Le opere d’arte sono strumenti e utili dispositivi visivi, che permettono di esplorare “l’identità del mondo”.
Alfredo Celli ai suggerimenti tattili e vibranti dell’immagine accosta riuscitissimi dettati costruttivi e segmentazioni decostruttive. Redige progetti compositivi e riesce a compensare visioni, che vivono di segmentazioni e parzialità, e a operare tagli accostati a coppie visive del piano e del concavo, del chiaro e dello scuro, del pieno e del vuoto, e non solo.
Maria Pia Daidone negli ultimi impianti compositivi investe nelle qualità cromatiche del rame, dell’oro, del rosso e del nero. Continua la produzione, su sfondi lattiginosi e frastagliati, di battenti tessere d’oro, attraversate da motivi forti, indirizzate a continuare in un sentiero palpitante, a richiamo di vita in una luce divina. Sacro e profano s’accordano.
Carmen Novaco con elegantissime composizioni riesce a toccare piani pittorici e scale plastiche in combinazioni che evidenziano esemplari realizzazioni di raffinata declinazione astratto-geometrica. Gli esiti reggono un ventaglio di proiezioni sensibili e riproducono andamenti, torsioni, incroci e aggettazioni per sottolineare codici aperti a nuovi accostamenti e a soluzioni libere.

Durante l’evento espositivo sarà presentata da Pino Cotarelli, Enzo Le Pera, Carlo Spina, moderati da Maurizio Vitiello, la pubblicazione “Percorsi d’Arte in Italia 2017”, Editore Rubbettino. Dopo il successo delle edizioni del 2014, 2015, 2016 prosegue la rilevazione d’interessanti artisti, italiani e stranieri, viventi o scomparsi, che oggi operano o hanno operato nella seconda metà del secolo scorso sul territorio nazionale. Gli artisti presenti nel volume sono stati scelti da una commissione formata da critici di livello nazionale. Questa convincente “bussola-guida” permette di conoscere i molteplici linguaggi visivi, odierni o passati, e permette di orientarsi nella complessa dialettica delle varie realtà artistiche ed è indirizzata a un vasto pubblico di artisti, collezionisti, critici d’arte, galleristi, addetti ai lavori o semplici amanti dell’arte.

Da visitare; da non perdere quest’appuntamento in questa location accogliente e calda, animata da figure del mondo intellettuale e artistico partenopeo, e non solo.

Maurizio Vitiello

Napoli. Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo. CONCERTO DI NATALE. “CòR @ CòR. DUE CORI SI INCONTRANO.”

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C O N C E R T O D I N A T A L E "CòR @ CòR. DUE CORI SI INCONTRANO."

Articolo di Maurizio Vitiello – Attesa per il grande Concerto di Natale “CòR @ CòR.
DUE CORI SI INCONTRANO.” alla Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo – Napoli, domenica 17.12.2017, ore 19.30.

C O N C E R T O D I N A T A L E
CòR @ CòR
DUE CORI SI INCONTRANO

Coro VOX NOVA
diretto da Angela Merola

Corale Franco Italiana di Napoli
diretta da Roberto Franco

DOMENICA 17 DICEMBRE 2017 ORE 19.30
CHIESA DI SANT’ANTONIO A POSILLIPO – NAPOLI

Il Coro polifonico “Vox Nova” nasce nel 2005 ed è formato da persone appassionate del “bel canto”. Ha al suo attivo oltre 110 concerti e ha partecipato a rassegne e festival corali, sia regionali che nazionali, vincendo nel 2005 il premio “Megaris” per lo spettacolo ed il premio “I Colori di Napoli” nel 2008. Nel dicembre 2012, in prossimità del Natale, il Coro Vox Nova, nell’ambito di uno scambio culturale tra l’Italia e il Giappone, si è gemellato con il Coro della Scuola di Canto I.B.S. Seminar House di Tsukuba, diretto dal Maestro Satoh Hiroyuki: i due cori insieme hanno presentato il “Concerto di Natale”, proponendo brani delle rispettive tradizioni popolari. L’Associazione Vox Nova oltre a promuovere e divulgare la musica corale è impegnata sul territorio per manifestazioni benefiche, in particolare i concerti in favore di “Telethon”, “Save the Children”, “Unione Malattie Rare”, “Aiutiamo il Nepal”. Presidente dell’Associazione è il dott. Giovambattista Ferrara. Direttore Artistico e Musicale è il M° Angela Merola. Direttore Artistico e Musicale è il M° Angela Merola.

La Corale Franco Italiana di Napoli nascce come realtà amatoriale sotto l’impulso di M. Jean Paul Seytre, Console Generale, nonché Direttore dell’Istituto Francese di Napoli, con il prezioso supporto di Valeria Aiello e dell’assistente del console Sylviane Tulimiero. Il coro, formato due anni fa da amatori, è guidato dal M° Roberto Franco. Nella sua brevissima attività la corale ha all’attivo diversi concerti in alcune delle Chiese di Napoli (Pio Monte della Misericordia, San Nicola al Nilo, San Nicola alla Carità, Chiesa Monumentale dei SS Severino e Sossio) e presso la prestigiosa sede dell’Istituto Francese di Napoli in diverse occasioni. Da molti anni, ormai, le culture musicali attingono a diverse epoche storiche e tendono a travalicare le classificazioni tradizionali; la musica diventa base utile per trascendere diverse epoche e generi dai Carmina Burana in pieno Medioevo, alle danze rinascimentali, dalla musica del ‘900, alle chanson francesi, dalla musica popolare al Gospel.

INGRESSO LIBERO

Da seguire, da non perdere, assolutamente.

Maurizio Vitiello

Piano di Sorrento XIV FALO’ di SANTA LUCIA .. e tutto è Luce, Fiamma, Comunità! VIDEO

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Mortora – Sarà che le belle tradizioni, quelle che riescono ad essere mantenute in vita nonostante i cambiamenti, entrano sempre più nei cuori di tanti altri, sarà che più il tempo passa più ci si rende consapevoli della bellezza del darsi da fare per qualcosa di atteso da tanti, sarà che, fosse anche solo per un effetto del tutto scenografico, ma che bello vedere una “montagna” di legna bruciare sotto ai tuoi occhi fino ad assumere sfumature di grigio cenere, resta il fatto che la tradizione del Falò di Santa Lucia nella comunità di Mortora si conferma essere nel corso del tempo uno degli appuntamenti da non perdere, occasione che aiuta la Parrocchia a mettersi realmente in gioco come comunità nel più vero e bel significato del termine: ciascuno, dal più piccolo al più grande, si sente coinvolto e chiamato a fare qualcosa di bello per questa festa che sa di Luce, di Calore, di Famiglia che, all’imbrunire, si riunisce intorno ad una fiamma che riscalda e che svetta in alto nel cielo.
Il tempo passa e questo sarà il quattordicesimo anno che la nostra comunità accenderà un ceppone per celebrare la solennità di Santa Lucia; saranno due serate cadenzate dalla bellezza dello stare insieme e del sentirci ancora più comunità al calore e alla luce di questo falò, protagonista ormai indiscusso delle nostre feste parrocchiali.
Martedì 12 ospiteremo il gruppo folkloristico “Cenere e Lapilli” che ci faranno trascorrere una serata all’insegna delle musiche della tradizione e popolari, mentre mercoledì 13 l’intero campetto sarà un vero e proprio villaggio di Natale: si respirerà aria natalizia ovunque, ci si divertirà tra un numero e l’altro di una mega tombolata e si sperimenterà la bellezza di questo tempo di festa a ritmo di musica e canti natalizi.
La vostra presenza non potrà che essere per noi “favilla” di luce che riscalda e che ci riempie di gioia, perché a prescindere dai cambiamenti, dai periodi di buio e di luce, sappiamo che il ceppone ancor prima di innalzarlo, alimentarlo e tenerlo acceso, ricorda, in primis a noi, che siamo “fuoco che arde” chiamati a “bruciare d’Amore” e a riscaldare la vita nostra e quella degli altri.
Vi aspettiamo!

Sorrento, festeggiamenti Santa Lucia. I divieti. Il falò e le donne coi dolci VIDEO

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Tutto pronto per i festeggiamenti che si tengono ogni anno a Sorrento in occasione della ricorrenza della festa di S. Lucia. Si terranno manifestazioni civili e religiose, previste, secondo il programma, nei giorni 12 e 13 dicembre nelle aree vicine alla chiesa dove si venera l’icona della santa. Nel quartiere dove si accende il falò  accorrono bancherelle di tutti i tipi, poi un percorso fatto dal classico panino con la salsiccia, vino e i dolci delle donne tutte riprese da Positanonews con una diretta sulla pagina facebook

Poiché in occasione dei suddetti festeggiamenti, si verifica la presenza di numerosissimi fedeli e per rispondere alle richieste di autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico da parte di molti operatori commerciali itineranti; il Comune ha ordinato quanto segue.

dalle ore 16.00 alle ore 24.00 del 12 dicembre 2017
dalle ore 08.00 alle ore 24.00 del 13 dicembre 2017

A) in VIA S. LUCIA:
DIVIETO DI SOSTA CON RIMOZIONE COATTA PER TUTTI I VEICOLI , ad eccezione di quelli espressamente autorizzati;
DIVIETO DI CIRCOLAZIONE VEICOLARE, ad eccezione dei veicoli di Soccorso, della Forza Pubblica, dei residenti (esclusivamente per raggiungere la propria abitazione), dei possessori di posto privato in Via S. Lucia ed in Via Talagnano, dei veicoli al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria muniti dello speciale contrassegno, nonché degli operatori commerciali autorizzati per il tempo strettamente necessario al carico/scarico delle merci da esporre.

B) in VIA FUORIMURA , limitatamente all’area di fronte ai civici n. 40 – 42 – 44:
DIVIETO DI SOSTA CON RIMOZIONE COATTA DI TUTTI I VEICOLI , ad eccezione di quelli espressamente autorizzati, nonché degli operatori commerciali autorizzati per il tempo strettamente necessario al carico/scarico delle merci da esporre.

Il Comando di P.M. ha facoltà di adottare tutti i provvedimenti ritenuti idonei e necessari a garantire il regolare svolgimento dei festeggiamenti programmati nel rispetto della libera circolazione dei veicoli e pedoni ed a tutela della pubblica e privata incolumità ed ha inoltre facoltà di disporre transiti eccezionali in deroga al presente dispositivo, in particolare, qualora dovessero richiederlo evidenti situazioni impreviste ed imprevedibili.

Assassinio sull’Orient Express all’Armida un Kenneth Branagh protagonista

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Abbiamo visto al Cinema Armida a Sorrento Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh, tratto dall’omonimo romanzo di Agatha Christie,  un film che sta riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica. Sceneggiato da M. Green, il film è interpretato dallo stesso Branagh nel ruolo di Hercule Poirot, il brillante detective. Indubbiamente il film è dominato dalla sua presenza, da scene spettacolari con l’impianto su un classico del giallo che porta a introspezioni fino a vedere ferite profonde provocato dall’assassinato , vittima ma carnefice di una tragedia che ha distrutto una famiglia amata dai protagonisti…E da qui la giustizia giusta e l’equilibrio che non si poteva mantenere…

Il film inizia a Gerusalemme, dove Poirot ha appena risolto il caso di un furto alla chiesa del Santo Sepolcro. Dovendo andare a Londra, parte poi con il leggendario treno, l’Orient Express.

Purtroppo non c’è pace per il grande investigatore che è costretto a occuparsi di un efferato delitto durante il viaggio: mentre il treno è bloccato nella neve per una valanga, infatti, qualcuno tra i passeggeri uccide l’ambiguo Samuel Ratchett (J. Depp), trafficante di opere d’arte per lo più false.

Attraverso un’indagine complicata e ricca di colpi di scena, Poirot scopre che l’assassinio di Ratchett è collegato a Daisy Armstrong, una bambina rapita e poi uccisa malgrado il pagamento del riscatto. Ratchett in realtà è John Cassetti, rapitore e assassino di Daisy. La morte della piccola aveva poi causato una serie di tristi eventi nella famiglia Amstrong, coinvolgendo diverse persone.

Come in tutti i film gialli, il finale è “a sorpresa” ed è meglio non rivelarlo per coloro che eventualmente volessero vedere il film.

Ben delineato il personaggio di Poirot al quale il regista, nonché interprete, dà corpo e spessore mettendone in rilievo l’ossessione per equilibrio e ordine, capacità molto utile nello scoprire i colpevoli, soprattutto quando si tratta di smascherare le disarmonie create dalla bugia contro la verità.

Per il caso in oggetto, tuttavia, Poirot conclude che non sempre è giusto punire i colpevoli, poiché Ratchett meritava la morte: per la prima volta dovrà accettare lo “squilibrio” di una bugia.

Un film da vedere, con bravi attori tra i quali ricordiamo in particolare Penélope Cruz, Judi Dench, Johnny Depp, Michelle Pfeiffer.

Un po’ di nostalgia forse si risveglia in coloro che ricordano ancora il film omonimo del 1974, diretto da Sidney Lumet che vantava un cast ancor più prestigioso, includenteAlbert Finney,Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, J. P. Cassel, Sean Connery, Lauren Bacall.

K. Branah , regista britannico, nonché attore, sceneggiatore, produttore ha ottenuto numerosi riconoscimenti, premi e candidature all’Oscar nel corso della sua carriera.

Tra i suoi film ricordiamo in particolare quelli tratti dalle opere di Shakespeare, come Enrico V, Amleto, Molto rumore per nulla, Pene d’amore perdute, Hamlet, e poi Frankenstein di Mary Shelley, Gli insospettabili, Jack Ryan, Cenerentola

Una curiosità il protagonista in negativo era di origine italiana e agli italiani vengono attribuite le capacità di far delitti passionali, particolari omessi nelle traduzioni dell’epoca fascista ma anche postfascista, solo da un ventennio le traduzioni sono fedeli all’originale romanzo di Agatha Christie..

A Palazzo Zapata parte la rassegna “Il filo di Arianna” all’insegna del Natale 2017

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Una nuova manifestazione a Palazzo Zapata in piazza Trieste e Trento dove, giovedì 14 dicembre alle ore 18.00, la Fondazione “Circolo Artistico Politecnico” insieme con l’ “Associazione culturale Megaride” e la rivista culturale “Il Cerchio”, presenterà la rassegna “Il filo di Arianna”. Natale 2017: i valori da difendere, sarà questo il tema trattato e discusso durante il convegno inaugurale che si propone di stimolare riflessioni collegiali su temi e aspetti della nostra contemporaneità. Nell’incontro sarà posto in primo piano il “Natale” inteso come realtà che, attraverso espressioni artistico – culturali, religiose e culinarie, rappresenta un importante tassello dei nostri ricordi e della nostra stessa esistenza. “Il Filo di Arianna” nasce da un’idea di Ermanno Corsi (giornalista e scrittore), Paola Pisano e Enzo Meo (Presidente Associazione Culturale Megaride), Paola Franchomme e Giulio Rolando (Direttore della Rivista Culturale “Il Cerchio”). Giunta al suo quindicesimo appuntamento, la manifestazione, si accresce anche della adesione e piena collaborazione della Fondazione “Circolo Artistico Politecnico” che, appunto, ne ospiterà gli incontri nella prestigiosa sede di Palazzo Zapata. Interverranno Giuliana Gargiulo, giornalista – scrittrice – attrice, Mons. Ugo Dovere, Rettore della Chiesa di S. Maria della Catena a S.Lucia, Livia Iaccarino, titolare con il marito del ristorante “Don Alfonso”. Non mancherà un accompagnamento musicale del cantautore Lino Blandizzi che eseguirà alcuni brani musicali ispirati al tema della serata.

Vico Equense. Alienazione di beni pubblici, il Partito Democratico chiede una consultazione popolare

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Vico Equense. Il Partito Democratico, circolo vicano “Carlo Fermariello”, chiede, prima di procedere all’alienazione di beni pubblici comunali del valore di circa 14.000.000€, una consultazione popolare; lo ha fatto inviando una PEC all’ufficio protocollo. “Un’amministrazione pro tempore – dicono dal partito – non può arrogarsi il diritto di vendere beni comuni, senza consultare i cittadini Vicani”. Ecco il testo:

“Preg.mo Sig. Sindaco,
con l‘approvazione in Consiglio Comunale della Delibera nr. 20 del 07/04/17 questa Amministrazione ha dato il via ad un programma di alienazione triennale di immobili del Comune di Vico Equense.

Considerata l’entità di questa vendita di beni di proprietà pubblica, di oltre 14 milioni di euro nel triennio 2017/2019 (come indicato dal Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari a valere per il prossimo triennio), prima di attivare qualsiasi procedura di alienazione, il Partito Democratico La invita ad indire una Consultazione Popolare – ai sensi dell’art.12 dello Statuto Comunale – per acquisire il parere del corpo elettorale in merito ad una scelta di cosi rilevante interesse per la città.

Oltre ad essere un alto esercizio di democrazia che qualificherebbe l’operato della Sua Giunta, sarebbe anche una vera occasione di trasparenza. L’Amministrazione Comunale avrà modo di spiegare alla città, che sta per disfarsi una parte così rilevante del suo patrimonio immobiliare, le motivazioni che l’hanno indotta a questa scelta, e soprattutto potrà con chiarezza illustrare quale sarà poi l’impiego delle risorse che si verranno a reperire.
Distinti Saluti”
Il Direttivo del PD – “Carlo Fermariello” – Vico Equense

“Col federalismo fiscale e con l’elezione diretta del Sindaco da parte del corpo elettorale – commenta il segretario del circolo Tommaso De Gennaro – la politica di Bilancio diventa un elemento cruciale e caratterizzante per la vita amministrativa dei Comuni.

Nessuna attività amministrativa può avere una qualche credibilità se non è accompagnata da una politica di bilancio consapevole e soprattutto concreta che deve essere impostata su una visione di largo respiro, capace di armonizzare le entrate, combattere l’evasione per mantenere la tassazione a livelli più bassi possibili, razionalizzare le spese, ridurre gli sprechi, evitare di perseguire su strade pericolose di finanza creativa e soprattutto capace di attivare finanziamenti regionali e comunitari.

La cosa assolutamente da non fare è quella di procedere con una navigazione a vista senza prospettive. Questa sembra essere invece la modalità che, la nostra Amministrazione, abbia scelto di seguire. E’ oramai evidente che manchino strategie di fondo e il tempo trascorso per per sostituire l’ Assessore al Bilancio (dopo il siluramento – sinceramente poco comprensibile – della dr.ssa Del Pezzo) ne è la prova più evidente.

E preoccupante assistere a continue variazioni di bilancio (anche di rilevante entità), alla redazione del regolamento per la vendita dei beni abusivi acquisiti al patrimonio pubblico, e soprattutto alla volontà di questa Amministrazione Comunale di procedere con la Alienazione di Beni Immobili della Città che – secondo le previsioni – dovrebbe assicurare introiti per le casse comunali per oltre 14 milioni di euro.

Al di la della scelta politica che ha individuato beni che potrebbero aprire delle problematiche antiche (come quelle sull’assegnazione delle case popolari di via Sconduci), riteniamo che una vendita di beni pubblici possa assumere un significato quando se ne comprende il senso. Si vende per fare cassa o per sostenere un programma di investimenti pubblici?

Ci sono beni pubblici che effettivamente costituiscono un costo e non danno fonte di reddito al Comune, ma ce ne sono altri – fra quelli per cui viene tentata la vendita – che hanno una seria implicazione sociale. Sarebbe sicuramente apprezzabile chiedere alla collettività un parere preventivo su queste scelte.

Per fare chiarezza, il Partito Democratico, ha chiesto a questa Amministrazione di proporre una Consultazione Popolare (ai sensi dall’art. 12 dello Statuto Comunale).

Come capita al buon padre di famiglia che di fronte a momenti importanti riunisce i propri congiunti attorno ad un tavolo e decide il da farsi, così il Sindaco dovrebbe, chiedendo un parere alla città, spiegare perchè si sta decidendo di alienare una parte considerevole del proprio patrimonio pubblico e soprattutto quali poi siano le intenzioni di spesa di fronte a questa entrata straordinaria. Sarebbe un esercizio di democrazia e di trasparenza veramente importante”.

 

 

“A Christmast Carol” della primaria della Pietà

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Lunedi 18 dicembre al teatro Sant’Antonino alle 18.30, gli attori  della scuola primaria dell’istituto Santa Maria della Pietà, racconteranno il Natale con il loro spettacolo di canti corali.

Penisola Sorrentina. De Luca alla festa del Parco dei Monti Lattari. Dello Joio: “Tanti progetti in programma insieme”

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Penisola Sorrentina. Nella raffinata cornice dell’Hotel Villa Poseidon di Salerno si è svolta ieri la cerimonia organizzata da Tristano Dello Joio, presidente dell’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, per gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo ai sindaci, alle autorità, ai volontari e agli amici con cui il presidente, nominato nello scorso mese di maggio, ha avuto modo di intraprendere un’assidua cooperazione durante i primi intensi mesi del suo mandato.

La festa del Parco è stata impreziosita dalla presenza del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha consolidato il sodalizio con l’Ente Parco dei Monti Lattari, soffermandosi con il presidente Dello Joio a discutere lungamente di tematiche di natura progettuale e delle prospettive future del Parco.

Alla cena hanno partecipato anche Franco Alfieri (quello delle fritture ndr), consigliere di De Luca per l’agricoltura e la pesca, Luigi Raia, direttore dell’agenzia Regionale del Turismo, i sindaci della Costa d’Amalfi, i sindaci di Meta e Piano di Sorrento e l’assessore Gennaro Cinque (ex sindaco), delegato dal sindaco in rappresentanza del Comune di Vico Equense.

All’evento hanno preso parte anche i volontari della Protezione Civile e i carabinieri della forestale, il cui impegno è stato molto apprezzato dal governatore della Regione Campania.

“Con De Luca e i presenti abbiamo discusso molto in merito ai progetti da mettere in atto per il Parco. – sottolinea il presidente Dello Joio – Il governatore si è soffermato sul capitolo del Monte Faito, sottolineando il ruolo centrale del Parco per la gestione della montagna e prospettando un discorso ad ampio raggio che abbraccia la prevenzione e la viabilità. Si è discusso, infine, anche della Funivia e dei vantaggi che la sua riattivazione a pieno regime arrecherà agli operatori e al turismo sul Faito”.

Positano Torneo dei Rioni 2017 domani finalissima Pastiniello – Nocelle e party sportivo

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Positano, Costiera amalfitana. E’ giunta la giornata delle finali per domani sera ai Mulini ci sarà festa grande, grandi soprese da non perdere . Semifinali, torneo dedicato al caro Mario Franco Arpino e poi la finalissima Pastiniello – Nocelle .

Ecco gli orari delle semifinali e finali

MERCOLEDÌ 13/12/17

Ore 17
Semifinale 3e4 posto
Chiesa Nuova – Mulini

Ore 18
Finale Coppa Mariofranco Arpino
Spiaggia – Laurito

Ore 19
Finalissima
Pastiniello – Nocelle

Non solo ci sarà anche il premio per i migliori giocatori , queste le nomination.

PREMIO MIGLIOR UNDER
Leonardo Prevete
Leonardo Esposito
Silvio Apuzzo
Valerio Capozzi
Ivan Palumbo
Salvatore Latino
PREMIO MIGLIOR OVER
Marco Cinque
Corrado Marfè
Giuseppe Di Leva
Antonino Ferraioli
Giuseppe Ferraioli
Michelangelo Mandara

Da non perdere le interviste ai migliori in campo fatte partita per partita sulla pagina facebook del Torneo dei Rioni 

Vico Equense, furto al distributore: emergono altri dettagli. La ragazza di Sorrento avrebbe colpito altre volte

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Emergono dettagli sui furti effettuati da una ragazza di Sorrento a Vico Equense e non solo. I fatti vennero alla luce alla fine di novembre, quando, intorno alle ore 3 del mattino, nella Piazza della Stazione dei treni dell’ex Circumvesuviana, all’ingresso della città, un distributore di benzina fu preso d’assalto. Nell’occasione furono prelevati circa 4 mila euro.

Dopo il fattaccio vennero allertati i Carabinieri della locale caserma vicana, i quali recepirono anche tutte le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza per i rilievi del caso e per dare un nome a questi colpevoli. Le telecamere, fortunatamente, ripresero tutto. Dalle sei telecamere presenti, si intravide una donna che si introduceva all’interno del gabbiotto, riducendo in frantumi i vetri della piccola finestra al di sopra della porta d’ingresso, riuscendo ad intrufolarsi all’interno della struttura con grande maestria.

La ragazza, originaria di Sorrento, avrebbe colpito altre volte. Su di lei sono ricaduti i sospetti su diversi altri furti anche a Piano di Sorrento, tra Corso Italia e viale dei Platani. Gli obiettivi preferiti sarebbero supermercati e distributori di benzina. Delle immagini l’avrebbero incastrata, anche se in questo momento c’è il riserbo da parte del magistrato di turno. La ragazza, tanto bella da partecipare anche a diversi concorsi di bellezza, pare stia attraversando un periodo buio e si sia resa protagonista di diversi episodi del genere. Furti, come detto, perpetrati con grande abilità, visto che si infilava in cunicoli davvero stretti.

Sorrento Circolo commercianti Damiano presidente

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Sorrento Circolo commercianti Mario Damiano Presidente Antonino Fruscio vice. Fatte le elezioni come da allegato facciamo gli auguri agli eletti

Vico Equense. Arriva ancora una sconfitta per la Polisportiva!

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Vico Equense. Arriva ancora una sconfitta per la Polisportiva Vico Equense, che questa volta cade al PalaMarano, contro Capo Miseno. Pronti e via la partita sembra già stregata con gli ospiti che non trovano la via del canestro e la formazione di Capo Miseno che ne approfitta e si porta subito in vantaggio grazie a 2 triple di Fusco.

A fine primo quarto il vantaggio è già in doppia cifra sul 18-8. Il secondo quarto sembra cambiare la storia del match, con i vicani che aumentano la pressione in difesa e riescono a concedere solamente 5 punti nell’arco dei 10 minuti. Purtroppo in fase realizzativa le cose non cambiano granché e a fine secondo quarto il punteggio è 23-18 per i locali. Il terzo quarto inizia sulla falsa riga del primo, con Capo Miseno che scappa un’altra volta e Vico che, causa qualche chiamata arbitrale più che dubbia, si innervosisce e lascia scappare gli avversari, che chiudono il quarto sul +12 e continuano a macinare punti anche nell’ultima frazione nella quale si porta fino al +21 finale.

Troppo nervosismo per i costieri, dovuto magari anche a quella voglia di vincere che andava sempre più sfumando nel corso della partita. Prossimo appuntamento sabato sera ore 20 contro Avellino!

CAPO MISENO 61 – 40 POLISPORTIVA VICO EQUENSE
Gargiulo F. 20, Savarese M. 5, Guida M. 4, Lucchesi C. 4, Catuogno D. 3, Perillo G. 2, Guida D. 2, Salerno A., Acone D., Mario Andreoni A. ne, Colledonico R. ne, Gargiulo A. ne.

Nuove normative per il diporto, partono 4 ricorsi al Tar “Vogliono distruggere il settore”

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Da Sorrento ad Amalfi partono i ricorsi al Tar contro la circolare che impone nuove e stringenti normative per la nautica da diporto, la segnalazione per ogni uscita, ma sopratutto la necessità di avere un “capo barca”, una figura con una qualifica per cui il novanta per cento delle attività di diportisti è sprovvista. “Una imposizione fatta per soffocare il mercato dei piccoli, che è un’economia fatta di piccoli imprenditori e di un indotto diffuso, i grandi in pratica vogliono toglierci da mezzo”. L’irrazionalità della norma è evidente, la figura del “capo barca” si ottiene dopo 18 mesi passati su navi traghetti, ma ci sono persone che sono sul campo da 18 anni , che devono fare? I mozzi su questi traghetti per ottenere una qualifica imposta proprio per impedire loro di lavorare? E poi perchè non prevedere una sanatoria a chi già da anni fa questo mestiere? Sono stranezze incomprensibili che sembrano fatte apposta per sopprimere un settore economico fatto di tanti piccoli che danno fastidio ai grandi, ci spiegano. Il paradosso sta poi nella forma di noleggio, se la barca viene noleggiata senza professionisti a bordo, quindi senza un conducente, non sottosta a nessuna normativa, se invece viene utilizzata per escursioni con una guida si, una contraddizione di non poco conto.

NIENTE PRESEPE ALLA GALLERIA UMBERTO HANNO VINTO LE BABY-GANG

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Quando posso, di questi tempi mi reco nella Galleria Umberto a Napoli, per poter ammirare il Presepe;  un bel Presepe di quelli classici come piacciono a me, ricordo allestivano anche un albero di Natale, sul quale ognuno poteva apporre un bigliettino con i propri desideri ed i buoni propositi per l’anno nuovo.

Si poteva, nel recinto del Presepe, lanciare delle monetine per sostenere le spese, ma in seguito, malauguratamente, parte di quei lanci furono finalizzati a danneggiare i pastori, indirizzando le monetine verso di essi.

Anche quest’anno mi sono recato in Galleria, ma il presepe non c’era ! Sono stato assalito da un immenso senso di tristezza, credevo di essere immune da certe “debolezze”, ma per fortuna dico io, mi coinvolgono ancora. Si è trattato di una tristezza “da bambino”, come quando da piccolo subivo un torto, e provavo un misto di delusione, sconforto, impotenza, ecco mi sono sentito così alla mia età non più giovane.

galleria umberto
Una recente immagine di Galleria Umberto

Leggo oggi su “Il Mattino”, che la causa del mancato allestimento del Presepe è dovuta ad atti vandalici, eppure la civiltà di un popolo, soprattutto come quello Napoletano, non può in questo modo “gettare  la spugna”; da sempre abituato ad angherie di ogni genere, eppure così creativo ed ironico in queste circostanze.

Mi aspettavo qualche iniziativa volta in tal senso, volta cioè a riparare un torto che può sembrare quasi banale, ma che metto prima ancora di povertà materiale, di strade dissestate, di immondizia o di trasporti irregolari e quant’altro.

Mi rivolgo allora a Lei, signor Sindaco Luigi De Magistris, se non la creatività di un popolo, ahimè rassegnato, ma la sua Amministrazione, voglia non darla vinta a nessuno, almeno su questo, per favore preservi lo “stupore” di questo adulto che si rifiuta di non poter tornare bambino, almeno a Natale.

Luigi Russo

A.I.F.V.S. Agro-Aversano: stretta di mano tra Biagio Ciaramella e consigliere di Castel Volturno Cesare Diana

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CASTEL VOLTURNO. Insieme per la sicurezza stradale. Il responsabile della sede agro-aversano dell’A.I.F.V.S. (Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada), Biagio Ciaramella, ha incontrato, nella giornata di lunedì 11 dicembre, il consigliere comunale di opposizione del comune di Castel Volturno, Cesare Diana.

Nel corso dell’incontro, avvenuto presso la sede aversana dell’associazione, le parti sono convenute nell’affrontare insieme il difficile tema che causa, anno per anno, numerosi morti in tutta la Campania. In particolare, Cesare Diana ha sottolineato come, nella zona del litorale domitio, il problema abbia assunto le sembianze di una vera e propria voragine. “C’è un grande lavoro da svolgere con Biagio – afferma il castellano -. Le strade della domitiana presentano delle alterazioni causate dalle piante secolari della Pineta, le quali creano degli avvalli pericolosissimi, dove giovani del nostro paese hanno già perso la vita. La segnaletica verticale ed orizzontale è praticamente inesistente; il comune, dal canto suo, essendo in dissesto, non è intervenuto per il ripristino della segnaletica obbligatoria. Le rotonde rappresentano un pericolo costante per la circolazione degli autoveicoli. Segnalo, non a caso, quella nei pressi del bar Tropical e della Pinetina, entrambe oggetto di interrogazioni tutt’ora inevase. L’unico intervento è avvenuto proprio sulla rotonda del bar Tropical, dove sono stati rimossi i laterizi che formavano il senso di rotazione e che i numerosi incidenti avevano spostato sul marciapiede frontale. Il comune – conclude – ha pensato bene di rimuoverli e di non sostituirli; pertanto, oggi, le intemperie stanno letteralmente sgretolando la rotonda che invade la carreggiata rendendo pericolosissima la circolazione”.

“La sicurezza sulle strade – dice Ciaramella – è un tema che abbiamo a cuore e per il quale stiamo combattendo da anni ed anni, dando vita a manifestazioni e seguendo i casi che ci vedono direttamente coinvolti. La preparazione di Cesare Diana può essere, per noi dell’A.I.F.V.S., un importante supporto sociale in un territorio, quale Castel Volturno, che presenta non pochi grattacapi. Siamo parte di una squadra e continueremo a far presente le nostre richieste a tutti i comuni della Campania, gli stessi che percepiscono fondi oggettivamente non utilizzati per il bene comune. C’è tanto da fare, ma siamo fiduciosi”.

13 dicembre: festa di santa Lucia anche a Minori

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Santa Lucia, protettrice degli occhi. Nacque a Siracusa  e mori il 13 dicembre del 304: il suo corpo riposa a Venezia , accanto a quello di san Geremia, in un altare laterale in un’urna marmorea.

A Minori in costa d’Amalfi c’è la chiesa di santa Lucia alla Fiumara, detta cosi forse perchè situata  nella zona interessata dal corso del torrente Reginna. E’ uno degli edifici sacri più antichi del borgo di Minori, precedente cetamente  alla repubblica Amalfitana. Non è dato per certo ma è molto probabile che verso il secolo XIII° accolse vita monastica femminile. Ha subito diversi interventi di restauro. Molto frequentata dai fedeli nel corso della Minori Diocesi autonoma (987-1818).

La storia ci dice che Lucia era giovane e bella e prossima alle nozze; ma la sua mamma si ammalò gravemente e lei, per ottenerne la guarigione, fece promessa a santAgata di dedicarsi ai deboli ed ai poveri. La mamma si salvò immediatamente e Lucia inizò la sua vita di FEDE fino al martirio perchè denunciata dal fidanzato a Diocleziano, cui Lucia predisse la fine delle persecuzioni e la morte imminente.

Nel Nord dell’ITALIA  esiste una tradizione legata alla Santa. I bambini preparano sul davanzale delle finestre cibo per attirare la Santa ed il suo asinello e poi vanno a letto.

In Svezia e Danimarca la figlia primogenita ha il compito della colazione a letto ai genitori, vestita di una tunica banca e con in testa un intreccio di rami e sette candele.

A Minori festa di quartiere con Messe (la prima alle sei del mattino) banda e qualche mortaretto che coinvolge tutto il borgo data la posizione centrale del sacro monumento e la basilica di santa Trofimena.

g.a.

 

Praiano, grande avvio degli eventi del “TradizioNatale” per grandi e piccoli

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Gli eventi natalizi a Praiano sono entrati nel vivo la scorsa settima, con appuntamenti che coinvolgono sia grandi e piccini. Dopo l’apertura delle manifestazioni con i festeggiamenti di San Nicola, l’8 dicembre le Sante Messe per l’Immacolata nelle Chiese di San Luca e San Gennaro, sono state accompagnate dai Mercatini di Natale, in Piazza San Luca (fino a domenica 10 dicembre).

L’evento clou nella festa dell’Immacolata c’è stato di sera nella Chiesa di San Luca Evangelista, con Antonella Morea, che con il suo temperamento artistico accattivante e per la straordinaria capacità entrare in simpatia con il pubblico, ha conquistato il pubblico con “I canti e le fiabe di Natale”, accompagnata alla chitarra dal M. Eduardo Puccini e alle percussioni dal M. Emiddio Ausiello, direttore artistico dell’evento. Antonella Morea è nata artisticamente come cantante, ma è riuscita a coniugare la musica al teatro. Sabato 9 dicembre i più piccoli hanno giovato di un momento di gioia e giochi con Il Natale dei bambini, che hanno trascorso delle felici ore di sano divertimento con Babbo Natale e gli elfi della Flystone Animazione. Domenica 10 alla Chiesa di San Gennaro c’è stato invece un mercatino di beneficenza, a cura della Caritas parrocchiale.

Tanti appuntamenti natalizi prenderanno ancora il via nei prossimi giorni, nel cuore del Santo Natale. “Adesso saranno in programmazione tutti gli altri eventi, coinvolgendo le varie associazioni e le scuole, – ci dice Carla Lauretano, Vicesindaco di Praiano con delega alla programmazione turistica – e prossimamente ci sarà la Festa della Birra, il pranzo con gli anziani di Praiano allietato dalle musiche di Peppe Gagliano, oltre agli attesi concerti del 25 Dicembre e di Fine Anno. Un programma ricco di eventi”. Si rinnovano intanto per sabato 16 dicembre gli incontri di animazione con i più piccoli: dalle 15 alle 17 proseguirà al Centro Culturale Andrea Pane con il Magico Natale, ove i bambini potranno giocare con Babbo Natale e tanti personaggi e fare merenda con delle gustose crepes.

Panchina granata, Colantuono in viaggio: ultimi dettagli, domani primo allenamento

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Stefano Colantuono oggi a Roma per la firma. Questa mattina il futuro tecnico della Salernitana – scrive il sito Ottopagine.it – ha avuto un confronto telefonico sia con la proprietà, sia con il direttore sportivo Angelo Fabiani limando gli ultimi dettagli e oggi è prevista la firma: contratto fino a giugno del 2019, ampie garanzie sul mercato, 2-3 collaboratori al suo fianco e ingaggio importante per la categoria.

Questo sforzo economico rappresenta un segnale inequivocabile da parte di Mezzaroma e Lotito, due presidenti che hanno puntato fortemente su Stefano Colantuono decidendo per un ribaltone tecnico pur con una classifica tutto sommato accettabile.

L’allenatore, è atteso a Villa San Sebastiano laddove incontrerà per l’ultima volta società e dirigenza, successivamente si metterà in macchina per raggiungere Salerno. Domani quasi certamente il suo primo allenamento

fonte salernonotizie.it

Cetara: Premio in PACE 2017

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Giovedi 15 dicembre, dopo un prologo in piazza san Francesco a Cetara con  l’esibizione degli Sbandieratori di Cava dei Tirreni, alle ore 18 di giovedì 15 dicembre, nella SALA BENICASA avverrà la consegna del Premio inPace 2017

Il Premio in Pace, creato da intrercostieraamalfitana.it  la Festa del libro in Mediterraneo, è rivolto agli operatori di pace. Quest’anno, dopo Cittadella della Pace di Arezzo 2015 e l’AGESCI a Minori nel 2016,il premio va ad Amnesty International nelle mani di Annalisa Zanettini (opera in maiolica del maestro ceramista Campanile di Vietri s.m.) in rappresentanza della prestigiosa Associazione umanitaria. Saranno assegante anche due menzioni speciali all’Associazione Salerno 1943 e agli Sbandieratori di Cava dei Tirreni.

Sarà ancora assegnato un premio a Luigi LIBRA, ambasciatore della canzone napoletana nel mondo, il Marchio Italy.

La serata prevede la presentazione del progetto “adotta una pianta di limone”

Cionduce la manifestazione cetarese Alfonso Bottone, giornalista e direttore organizzativo ….intercostieraamalfitana.it

g.a.

Sorrento all’avanguardia. Attardi “Anche nei lavori al Corso Italia si separano acque bianche da quelle nere”

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“Il corso Italia a Sorrento fra poco avrá un nuovo look: ma quello che non si vede é altrettanto importante.” A dirlo l’ex sindaco Raffaele Attardi, cofondatore del Movimento La Grande Onda e posta una foto dei lavori che sta effettuando per conto del Comune di Sorrento la ditta Parlato Costruzioni di Vico Equense ” Quella che vedete é la fogna delle acque bianche. Quando questo lavoro sará finito Sorrento sará una delle prime cittá in Italia ad aver separato quasi ovunque le acque bianche dalle nere. E si potrá seriamente parlare del recupero delle acque meteoriche.” Le good news si dice che non fanno notizia, ma il post merita di essere ripreso anche per stimolo agli altri comuni della Penisola Sorrentina affinchè finalmente tutti si adeguino a questa separazione che in parte è di competenza dei comuni in parte della Gori. Attardi, oltre ad essere una persona seria ed ex amministratore, già sindaco di Sorrento, è anche un esperto del settore. Il suo intervento non va visto politicamente ma come uno sprone affinchè si faccia di tutto per avere il mare pulito.

Ravello, politica calda: programmato il 16 dicembre un incontro pubblico dell’Amministrazione all’Auditorium Niemeyer

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Si avvicina la data del confronto pubblico dove l’amministrazione Di Martino si prepara a dare un affondo alle opposizioni dopo Un battage mediatico a colpi di affissioni che ha travolto la comunità di Ravello, il tutto è successo in seguito all’annuncio dell’inizio dei lavori della Rampa Auditorium, da parte del sindaco Salvatore Di Martino. L’opposizione di Insieme per Ravello, con un manifesto del 4 novembre firmato da Paolo Vuilleumier e dal segretario PD Gianluca Mansi (che riportiamo sotto), ha ricordato all’attuale primo cittadino che nel 2009 l’opera non era cantierabile e che non erano disponibili i fondi, mentre non hanno riscontrato alcun avanzamento dei lavori, programmati dalla precedente Amministrazione Vuilleumier. In calce al discorso dell’opposizione, materializzato sul manifesto, si legge un “Fine prima parte” che lascia intendere che ci sono ancora altre argomentazioni da parte della compagine di opposizione.

Salvatore Di Martino, in testa al gruppo Rinascita Ravellese ha replicato il 10 novembre, che avrebbe intrapreso un procedimento di querela nelle opportune sedi nei confronti degli esponenti di opposizione, riguardo alle affermazioni e i toni utilizzati da Insieme per Ravello. L’Amministrazione e il gruppo politico, a fronte delle esternazioni fatte dalla fazione di minoranza, ha deciso di programmare un incontro in cui si prenderà visione dell’operato della gestione Vuillemieur nell’arco 2011-2016, per sabato 16 dicembre, ore 17.30 all’Auditorium Oscar Niemeyer. Un’ occasione e un momento di convivialità anche in vista delle Festività Natalizie. Ma prima dei dolci ci saranno sicurate bordate amare per la minoranza con interventi anche di Secondo Amalfitano direttore di Villa Rufolo mentre si avvicina la candidatura di Ravello Costa d’ Amalfi Città della Cultura 2020 e sul tavolo c’è la precaria situazione della Fondazione Ravello dopo lo scontro di Maffettone col Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che lo ha portato alle dimissioni dal San Carlo a Napoli e non è detto che ciò non avvenga anche qui per la Fondazione Ravello.

Vico Equense. Ottimo successo quello che ha riscosso l’associazione V.I.C.O. con Squizito

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Vico Equense. Ottimo successo quello che ha riscosso l’associazione V.I.C.O. con Squizito: l’evento organizzato il giorno dell’Immacolata nei mercatini di natale in piazza Marconi. Purtroppo il tempo non ha supportato i ragazzi che in fase di preparazione si sono ritrovati costretti a ricorrere al salone parrocchiale della chiesa dei Santi Ciro e Giovanni causa pioggia.

Nonostante tutto, con un salone parrocchiale gremito, si è riusciti a far divertire davvero tutti! Tanti, tantissimi i premi in palio durante l’arco della serata con alcune squadre che sono riuscite ad accaparrarsi più di un regalo. I vincitori finali sono stati gli “Scooteroni” che con un primo posto nella prima manche e un quinto nella seconda hanno totalizzato più di 25000 punti totali!

Caratteristiche le domande a tema su Vico che sono variate da temi tradizionali, come ad esempio il numero di edizione delle Pacchianelle, a temi sportivi, con domande sulla storia del Vico Calcio, per arrivare a curiosità come ad esempio il numero di delfini presenti sulla fontana di piazza Umberto I.

Tantissimo divertimento come testimoniato da Marco Vitale, uno dei membri dell’associazione: “è stato davvero bello riempire il salone parrocchiale con giovani e meno giovani. Ero sicuro che l’iniziativa sarebbe piaciuta e i complimenti che ogni giorno riceviamo lo testimoniano. Peccato per la pioggia perché, all’interno dei mercatini, sarebbe stato ancora più bello. Voglio ringraziare in maniera particolare tutti gli sponsor che con un piccolo gesto hanno contribuito alla realizzazione della serata. Il ringraziamento finale però non può che andare a tutti i ragazzi dell’associazione che si sono impegnati per far si che la serata andasse bene! Continuate a seguirci, a breve ci saranno novità!”.

Ed infatti le iniziative dell’associazione per questo natale non sono terminate, si sta procedendo con l’organizzazione di una caccia al tesoro per tutti i casali, a presto maggiori info!

Piano di Sorrento, guasto rete idrica: alcune zone senz’acqua

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La GORI ha comunicato poco fa la presenza di un guasto alla rete idrica e perciò si stanno registrando in queste ore dei disservizi nelle zone di Piano di Sorrento e Anacapri. In particolare, per quanto riguarda il comune della Penisola Sorrentina, le zone interessate sono quelle di via Galatea, via Breccioni, via Sant’Andrea e traverse. La situazione dovrebbe essere risolta nel giro di un paio d’ore, entro le 16,30.

Vi terremo aggiornati.

“Un altro me” ad Astradoc

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Venerdì 15 dicembre alle ore 20.30 nuovo appuntamento con “Astradoc – Viaggio nel cinema del reale” la rassegna cinematografica a cura Arci Movie Napoli, Parallelo 41 Produzioni, Coinor e Università degli Studi di Napoli Federico II. Saranno presenti: Carlo Casazza regista, Carlo Cremona Direttore di Omovies, Elisabetta Riccardi dell’Associazione “Le Kassandre
Sarà proiettata la pellicola “Un altro me” di Claudio Casazza (Italia 2016 – 83′ – https://youtu.be/Zgub6Xy-Cho) vincitore del Premio del Pubblico al 57° Festival dei Popoli, – Menzione speciale al 15° Ischia Film Festival e Premio del pubblico a “Il Mese del documentario”, un anno intero di lavoro tra l’equipe dell’Unità di Trattamento Intensificato per Autori di Reato Sessuale del CIPM e i detenuti ‘abitando’ i luoghi delle riprese. Sergio, Gianni, Giuseppe, Valentino, Carlo, Enrique, sono tra i condannati per reati sessuali, definiti ‘infami’ nel gergo carcerario, che, una volta usciti dopo anni o mesi di isolamento in carcere, rischiano di commettere nuovamente lo stesso crimine. Un’equipe di psicologi, criminologi e terapeuti sta portando avanti anche con loro il primo esperimento in Italia per evitare il rischio che le violenze siano compiute ancora. Un anno accanto a loro per capire chi sono, cosa pensano e quali sono le dinamiche profonde di chi ha commesso un reato sessuale. E mostrare che un cambiamento è possibile.
“Ho deciso di fare questo documentario – dice Casazza – dopo aver assistito a un incontro aperto di due ore tra i condannati e gli operatori che fanno parte del progetto e aver visto, da entrambe le parti, l’incredibile materiale umano che avevo di fronte. Per le riprese, ho scelto di non sapere che tipo di reati avevano commesso i detenuti che filmavo nel percorso di trattamento per restare il più possibile aperto, senza pregiudizi e senza avere già delle sentenze in mano. E volevo che questo atteggiamento si riflettesse nel film. Credo che il documentario non rappresenti solo un dialogo a due che si instaura tra condannati e terapeuti, ma è costantemente un dialogo anche con lo spettatore perché ciascuno possa farsi delle domande, avere il proprio percorso di consapevolezza e trarne le considerazioni che vuole. Pur non potendo evitare di trattare realtà dure e dolorose, ho voluto togliere qualsiasi dettaglio che potesse apparire voyeuristico, per costruire un territorio aperto nel quale ciascuno possa riflettere su un reato che sebbene sembri sotto gli occhi di tutti, rimane per lo più sommerso, taciuto e troppo poco compreso”.
La serata è realizzata in collaborazione con il Festival di Cinema Omovievies promosso dell’associazione I Ken.
Il film rientra nella rassegna nazionale “L’Italia che non si vede” a cura di Ucca (Unione dei circoli cinematografici dell’Arci)

Ingresso 3 euro a proiezione | soci Arci 2.5 Euro
INFO Arci Movie Napoli > 0815967493 | info@arcimovie.it | www.arcimovie.it

Penisola Sorrentina. Il Parco Marino Punta Campanella compie 20 anni: una scommessa vinta, ora nuove sfide

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Penisola Sorrentina. Venti anni fa, 12 dicembre del ’97, nasceva l’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Una scommessa coraggiosa, un parco marino in una zona fortemente antropizzata tra i golfi di Napoli e Salerno. Un’idea coraggiosa portata avanti dai sindaci dei comuni della costiera e dalle associazioni ambientaliste e certificata dal Ministero dell’Ambiente. Una scommessa ormai vinta ma ora il Parco è pronto a raccogliere nuove sfide: non solo tutela e divieti ma anche fruizione e crescita di un turismo sostenibile.

In questi due decenni l’area marina, nonostante lo scetticismo, in alcuni casi l’astio, e le difficoltà economiche e di gestione, si è gradualmente radicata sul territorio diventando un fiore all’occhiello per la costiera e uno tra i parchi marini più attivi d’Italia. La tutela e la conservazione di quest’area dal grande valore naturalistico e paesaggistico è la sfida più importante e continua ancora oggi. La lotta ai datterari con diverse tonnellate di datteri sequestrati, centinaia di denunce e decine di arresti da parte delle forze dell’ordine era e resta una delle priorità. Cosi come il contrasto alla pesca di frodo.

Fenomeni ridotti in questi 20 anni ma che purtroppo non sono stati definitivamente debellati. E poi la depurazione delle acque, con la chiusura dello scarico illegale di Torca e la sistemazione del depuratore di Nerano. La pulizia del mare e delle spiagge con lo Spazzamare e le decine di attività di pulizia a terra. Tonnellate e tonnellate di rifiuti rimossi in questi anni, chilometri di reti abbandonate prelevate dai fondali. Più di 150 tartarughe salvate e rimesse in mare dal centro Tartanet. E’ grazie a tutte queste attività che è stato possibile mantenere un elevato livello di biodiversità con 164 specie animali censite lo scorso settembre. E con avvistamenti sempre più frequenti di delfini, squaletti ma anche capodogli.

Ma il lavoro del Parco non si è limitato alla sola tutela. Fondamentali in tutti questi anni le innumerevoli azioni di sensibilizzazione e divulgazione. Migliaia di bambini coinvolti in decine di progetti di educazione ambientale, numerose campagne di promozione e sensibilizzazione per accrescere la sensibilità ambientale verso il mare e il territorio, come ad esempio quella per la raccolta dell’olio esausto che ha permesso di evitare che tonnellate e tonnellate di olio finissero in mare causando gravi danni. E poi centinaia di comunicati stampa o articoli con migliaia di pubblicazioni su quotidiani, riviste specializzate, giornali on line nazionali, regionali e in alcuni casi internazionali. E diverse apparizioni televisive sulle più importanti emittenti nazionali e internazionali. Un lavoro che ha permesso di far conoscere e apprezzare il Parco marino di Punta Campanella in tutta Italia, come dimostrano i numerosi riconoscimenti e premi ricevuti, tra cui il secondo posto, ottenuto tre mesi fa, nel concorso tra le areee marine protette per eleggere la più amata d’Italia. Numerosi altri i riconoscimenti ottenuti, come le 10 bandiere blu consecutive per il comune di Massa Lubrense, o l’inserimento nell’elenco ASPIM (area specialmente protetta di interesse mediterraneo) e ultimo, il mese scorso, l’Oscar per l’ecoturismo.

“I 20 anni dell’AMP non sono un traguardo ma una tappa del grande lavoro fatto e che ancora bisogna fare per il nostro mare. – osserva il sindaco di Massa Lubrense e presidente del CDA di Punta Campanella, Lorenzo Balducelli – I dati di monitoraggio della biodiversità sono inequivocabili: l’area marina ha consentito un notevole aumento delle presenze di tante specie nel nostro mare. Altri punti di forza sono la costante opera di educazione e sensibilizzazione dei ragazzi verso il mare e l’enorme opera di promozione che il Parco compie a favore del nostro territorio in Italia e nel mondo. Al Presidente Michele Giustiniani, al Direttore Antonino Miccio e a tutto lo staff dell’Area Marina, i miei migliori auguri di nuove e ancora più importanti tappe da percorrere”.

“Auguri di vero cuore all’Area Marina Protetta di Punta Campanella – dichiara il comandante della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, Guglielmo Cassone – Venti anni sono tanti ma è la qualità che conta e il Parco ha ottenuto ottimi risultati, ultimo, per esempio, il secondo posto nel concorso tra le aree marine italiane. La Capitaneria ha sempre avuto ottimi rapporti con l’AMP, rapporti di stima reciproca e di sinergia per tutelare questo splendido patrimonio ambientale. Auguriamo tanti altri anni e continueremo a lavorare insieme per tutelare un’area marina tra le più apprezzate e funzionanti d’Italia”.

“Venti anni sono un bel traguardo e non era scontato raggiungerli visto lo scetticismo iniziale. – dichiara Michele Giustiniani, Presidente del Parco – L’Area Marina Protetta di Punta Campanella è una realtà particolare, perché inserita in una zona fortemente antropizzata e con grossi interessi economici. Riuscire a conciliare le due cose, tutela dell’ambiente e attività economiche, è stato da sempre il nostro obiettivo. Anche se a fatica e lentamente, viste anche le difficoltà dovute alla mancanza di dotazione di una pianta organica stabile, siamo riusciti a raggiungere questo risultato. Oggi il Parco Marino di Punta Campanella ha visto la crescita della biodiversità accompagnata ad una buona fruizione che consente la crescita di un turismo di qualità. E questa è la sfida per il futuro, con i nuovi progetti in cantiere che dovranno autofinanziare, in buona parte, tutte le attività del parco. E tra i futuri obiettivi c’è anche quello di dotare il parco di una pianta organica di lavoratori stabili”.

Per il Direttore Antonino Miccio “i risultati ottenuti in questi anni devono essere da sprone per proseguire verso nuovi traguardi, con nuovi obiettivi da raggiungere. Si parte da una base che si è consolidata in tutti questi anni. Siamo una realtà conosciuta e apprezzata a livello locale, regionale e nazionale. Fondamentale per la nostra crescita il coinvolgimento della popolazione locale e la sinergia con gli altri enti”.

Il lavoro per rendere sempre più quest’area un fiore all’occhiello per il territorio non finisce qui. Già partite le sfide per il futuro. Da 3 estati è attivo a Le Mortelle il campo boe del parco per consentire l’ormeggio in zona B a 35 imbarcazioni senza causare danni alle praterie di posidonia. A gennaio aprirà il nuovo Centro Visite interattivo: visione dei fondali del Parco attraverso telecamere subacquee, acquario, documentario 3D e altre novità in grado di far immergere il visitatore nelle bellezze dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. E dalla primavera sarà attiva la nuova imbarcazione costruita dai fratelli Aprea di Sorrento: la Scorfanella. Potrà ospitare 50 visitatori e inaugurerà la stagione delle visite guidate a mare attraverso le meraviglie del parco.

Novità importanti per il mondo dei parchi marini, in grado di rilanciare e far crescere un turismo sempre più di qualità e soprattutto attento all’ambiente. Non solo tutela e conservazione quindi, ma anche fruizione per godere appieno delle meraviglie di Punta Campanella. Una scommessa giocata vent’anni fa e vinta e che ora è pronta a raccogliere nuove sfide per i prossimi vent’anni.

L’appuntamento goloso da non perdere : La Festa del Cioccolato a Sorrento 15-16-17 dicembre 2017

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E’ l’appuntamento goloso da non perdere in Campania, a Sorrrento Piazza Angelino Lauro trasformata in una festante fabbrica di cioccolato a cielo aperto. E’ quanto accadrà questo week end  dal 15 al 17 dicembre prossimi, quando, si svolgerà la Festa del cioccolato nazionale. Promossa dal gruppo di artigiani cioccolatieri del “Choco Amore”, dell’Associazione Nazionale Cioccolatieri, l’evento rientra tra quelli organizzati da quest’ultima in giro per l’Italia per divulgare e valorizzare l’arte cioccolataia nostrana su tutto il territorio nazionale.

Le “Feste del Cioccolato Nazionali” sono un evento culturale, che interessa la gastronomia di settore con lo scopo di diffondere sempre più la cultura del cioccolato artigianale e l’arte della sua lavorazione.

Fulcro della manifestazione è il Cioccolato a 360°, non solo come prodotto puramente commerciale, ma valorizzato come prodotto artigianale.

Particolare attenzione viene quindi data all’arte della lavorazione del cioccolato, intesa come arte artigiana dei maestri cioccolatieri tramandata da padre in figlio ed arricchita dalle moderne tecniche di lavorazione del prodotto.

Tale iniziativa è voluta e sostenuta dal gruppo di artigiani cioccolatieri con la sigla “Choco Amore” Associazione Nazionale Cioccolatieri.

Amalfi, boom di ordinanze di abbattimento: demoliranno le case popolari di Pogerola?

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Un boom di ordinanze di demolizioni e ripristino di opere abusive si è registrato ad Amalfi il mese scorso. Ben 21 ordinanze sono state emesse dalla Polizia Municipale e trasmesse agli organi giudiziari e gli enti regionali dal Comune di Amalfi nel corso del mese di novembre, venti identificabili con le opere architettoniche dismesse realizzate nella Valle di Pogerola, che sembrano ricondurre alle strutture residenziali previste dalla Coop. Amalfi 75.

Queste strutture sono state per quarant’anni argomento di epici scontri politici, partiti politici ormai dissolti e associazioni ambientaliste. Circa nove anni fa, questa vicenda era ancora nel ciclone politico, ma sul tavolo degli argomenti emerse che l’individuazione dell’area di intervento fu calato negli anni ’70 dalla Regione Campania, che rilevò in Pogerola, a monte e a valle della strada rotabile (tra l’attuale Via Papa Leone X e Via G. Amandola), una decisione che all’epoca dei fatti fu presa dalla Commissione di studio del Piano Territoriale di Coordinamento e Piano Paesistico dell’area sorrentino-amalfitana. La Commissione sminuì l’impatto di quelle residenze, ritenendo Pogerola, “una piega del territorio poco visibile dal mare”. Tale gruppo di ordinanze, indirizzate ai vari destinatari di quel sodalizio, potrebbe mettere la parola fine su una scelta che dal passato ha devastato il paesaggio del nostro territorio.

Piano di Sorrento, opere abusive in via Meta Amalfi: ordinata demolizione

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Continua la lotta all’abusivismo edilizio in Penisola Sorrentina. Questa volta, a Piano di Sorrento, è stata ordinata la demolizione di alcune opere in via Meta Amalfi, dopo un iter giudiziario che si è concluso a distanza di quasi 15 anni.

In particolare, durante un controllo in un fondo furono individuate le seguenti irregolarità:

Manufatto (oggetto dell’istanza di condono edilizio rigettata) con struttura portante mista in muratura di pietrame calcareo di spessore pari a circa cm. 45 (insistente su tre lati) e pilastri in ferro, con copertura in lamiera coibentata su struttura metallica, costruito su di un’area a pianta e forma irregolare, adeguata all’andamento del retrostante costone roccioso di superficie pari a circa mq. 60 con volume di circa mc. 180, completo di infissi in alluminio, internamente costituito da un unico spazio aperto (oltre ad una tramezzatura che delimita un piccolo bagno) suddiviso in vari ambienti (ingresso/soggiorno, angolo cucina, zona notte), completo di finiture ed impiantistica idraulica, elettrica ed impianto termico con pannello ad energia solare;

Trasformazione dell’area esterna, antistante e pertinente il manufatto sopracitato, posta a quota inferiore di circa cm 25, rispetto dal piano di calpestio del predetto manufatto, operata mediante livellamento a quota unica dell’area interessata, sviluppante una superficie di mq 70,00 circa, apposizione sul suolo di calpestìo di uno strato di brecciolino bianco e realizzazione di un pergolato con pali in legno sormontato da incannucciata, con copertura inclinata orientata verso sud, con altezze minima e massima rispettivamente pari a mt. 2,70 e 3,10, a ricoprire l’intera area cortilizia.

Trasformazione di un’area esterna di circa mq. 30, posta nelle vicinanze del manufatto, posta a distanza di circa mt. 10,00 da questo, avvenuta mediante il compianamento della superficie, l’apposizione di uno strato di brecciolino bianco delimitante ilpiano di calpestìo, la realizzazione di una tettoia con copertura a falda orientata verso sud, costituita da un manto di lamiere plastificate grecate interposto a doppio strato di incannucciata di altezza minima e massima rispettivamente pari a mt. 2,70 e mt. 3,80, con struttura in pali di legno infissi nel terreno; la costruzione di un piccolo forno in muratura di pietrame calcareo del diametro di circa mt. 1,50.

Ecco perché il Comune di Piano di Sorrento ha ordinato la demolizione entro e non oltre 90 giorni.

Le offerte natalizie dei Supermercato Pollio, Netto, Tre esse

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Nei supermercati Pollio , Tre Esse e Netto trovi la convenienza, con offerte speciali Natalizie. La dedizione e la convenienza verso il cliente sono di casa. I numeri uno della Penisola Sorrentina, offrono le migliori carni controllate del Sud Italia.

Vedi la locandina QUI.

Salerno-Porta Ovest, blitz DIA: sequestrati 31 milioni, nei guai Insigne e De Iulio. Sequestri anche a Massa Lubrense

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Super operazione della DIA di Salerno, la Direzione Investigativa Antimafia, nella giornata di ieri. E’ stato, infatti, eseguito il decreto di sequestro preventivo per equivalente emesso dal GIP del Tribunale di Salerno nell’ambito dell’operazione “Porta Ovest”. Coinvolte 9 persone fisiche (tra amministratori e legali delle società) e due persone giuridiche (ditte Tecnis SPA e SSI srl): le persone fisiche sarebbero accusate di reati legati alla malversazione a danno dello Stato e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, mentre quelle giuridiche individuate come soggetti destinatari della responsabilità amministrativa scaturita dalle medesime fattispecie di reato. I sequestri sono stati effettuati in diverse città: da Catania a Cosenza, passando per Napoli, Castellammare, Massa Lubrense, Salerno e Roma.

Il GIP di Salerno, concordando con le risultanze investigative riepilogate nella richiesta avanzata dalla locale DDA, ha disposto il sequestro preventivo di denaro, rapporti di credito, partecipazioni societarie, beni immobili e beni mobili registrati, nonché delle società Tecnis S.p.a. e S.S.I. S.r.l., per un valore complessivo di circa 31 milioni di euro. Questa somma sarebbe provento delle attività illecite riferite ai reati sopracitati.

In relazione al reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, della somma di circa 300.000 euro, indebitamente conseguita da Miceli Giuseppe in nome e per conto della ditta appaltatrice Tecnis S.p.a., e da quest’ultima ingiustamente attribuita alla relativa subappaltatrice S.S.I. S.r.l. nelle persone degli amministratori, rispettivamente di diritto e di fatto, De Rosa Francesco Maria Salvatore, Insigne Massimiliano, Insigne Vittorio Tiberio, De Iulio Guglielmo, De Iulio Fabio e Ferrara Maurizio. Nello specifico, Miceli Giuseppe avrebbe conferito un subappalto non autorizzato in favore della ditta S.S.I. S.r.l., pur essendo tale impresa sprovvista delle specifiche qualifiche per poter svolgere i lavori affidatigli e in assenza delle prescritte comunicazioni alla Stazione Appaltante, procurando così alla citata S.S.I. S.r.l. un ingiusto vantaggio patrimoniale e cagionando un conseguente ingiusto danno alla Pubblica Amministrazione.

Vittorio Tiberio Insigne è un imprenditore molto noto in Penisola Sorrentina. Uomo politico molto vicino a Mastella, entrò nell’occhio del ciclone già nel 2010 dopo il sequestro dell’albergo di famiglia, il Tiberio Palace, poiché il Tribunale di Napoli lo aveva disposto, con conseguente licenziamento di 100 dipendenti. La sede, tra le altre cose, era stato teatro di casting televisivi e convegni anche con l’attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Per quanto riguarda il reato di malversazione a danno dello Stato, della somma di circa 30,6 milioni di euro, conseguita dell’appaltatrice Tecnis S.p.a. per gli Stati d’Avanzamento Lavori relativi al Primo Stralcio Secondo Lotto dell’intervento Salerno Porta Ovest e impiegata da Acernese Riccardo, Miceli Giuseppe e Manganiello Vincenzo, in nome e per conto della predetta appaltatrice, in modo difforme dalle finalità previste dall’utilizzo dei fondi dell’Unione Europea a favore del Programma Operativo Nazionale denominato “Reti e Mobilità 2007.2013”, ovvero la realizzazione dell’opera Porta Ovest.

Inoltre, il personale della Sezione Operativa della DIA di Salerno ha sottoposto a sequestro 66 quote di partecipazione degli indagati (persone fisiche e giuridiche) in altrettante società operanti su tutta la Penisola nei settori dell’edilizia, del movimento terra e marittimo, 106 veicoli (di cui 32 autovetture e 74 tra rimorchi, motrici e macchine operatrici), 50 unità immobiliari (3 abitazioni, 1 villa, 8 appartamenti e 38 tra uffici commerciali, rimesse e magazzini), 26 fondi agricoli (adibiti a seminato, agrumeto, querceto, uliveto e bosco ceduo), 58 rapporti di credito di varia natura (conti correnti bancari, assicurazioni sulla vita, cassette di sicurezza, buoni fruttiferi postali, fondi obbligazionari e fiduciari, ecc.), per un valore complessivo corrispondente a quanto individuato nel decreto di sequestro preventivo.

Meta-Liceo Marone, questa mattina PositanoNews sul posto: tra gli studenti anche il sindaco Tito, aspettando il gasolio

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Invece di “Aspettando Godot” oggi abbiamo inscenato “Aspettando il gasolio”. Questa mattina abbiamo nuovamente fatto visita al Liceo Marone di Meta di Sorrento, per controllare a che punto sia la situazione legata ai riscaldamenti mancanti. Come abbiamo riportato nella giornata di ieri, infatti, stanno continuando le proteste degli studenti del Liceo, in agitazione per problemi legati, appunto, ai riscaldamenti. Come già l’anno scorso e negli ultimi anni, purtroppo, si ripresenta la vicenda dei riscaldamenti non funzionanti completamente, per la mancanza di approvvigionamenti di gasolio, in alcuni istituti scolastici della Penisola Sorrentina e del napoletano in generale. Gli studenti stanno continuando a protestare, cercando di smuovere le acque. E hanno ragione.

Nella giornata di ieri avevamo sentito sia il sindaco di Meta, Giuseppe Tito, il quale ci aveva assicurato che questa mattina sarebbero stati presenti i tecnici per verificare eventuali danni alle caldaie o eventualmente riscontrare problemi legati al gasolio. Lo stesso vicepreside Ruggiero ci aveva assicurato come la scuola avrebbe garantito al 100% i servizi e ogni sciopero sarebbe stato considerato illegittimo. Purtroppo il gasolio non è arrivato neanche oggi, ieri pomeriggio doveva arrivare ed è stato dirottato verso un istituto di Castellammare di Stabia…

Nella giornata di domani, martedì, dovrebbe comunque arrivare il gasolio.  Intanto la responsabilità amministrativa è della Città Metropolitana di Napoli, ex Provincia, governata da De Magistris con il PD . Da una parte i disservizi partono da un ente che dovrebbe essere cancellato già da tempo, inutile e dannoso a quanto pare. Poi, sempre per colpa dell’ex provincia di Napoli, nella scuola ci sono problemi anche con gli impianti. Difatti, la situazione è questa: ci sono due impianti di riscaldamento; uno danneggiato  in seguito ad una esplosione , che è stato sostituito due anni fa, un altro è obsoleto. In entrambi non c’è possibilità di controllare il livello di gasolio perché il personale ATA non è abilitato al controllo nelle sale caldaie.

Il sindaco Tito, comunque è anche consigliere della Città Metropolitana , è presente sul posto anche questa mattina e ha cercato di parlare con i pochi ragazzi intenti a scioperare.

Da pensare è che, comunque, ci siano alcune scuole a Napoli, zona Campi Flegrei, che non hanno neanche l’impianto di riscaldamento. La situazione di Meta, paradossalmente, non è così tragica: nelle aule non fa questo freddo, ma sicuramente c’è un problema grave di base. Le istituzioni non funzionano a dovere, i pagamenti sono effettuati in ritardo, con distribuzioni del gasolio dilazionate. Anche se ci guardiamo intorno, comunque, ci sono sicuramente situazioni peggiori. Ma questo non significa che non bisogna protestare per avere i propri diritti.

I ragazzi, comunque, stando a quanto abbiamo appreso, non contestano nulla per quanto riguarda l’aspetto della didattica, ma soltanto questi aspetti legati alla burocrazia. Si tratta di situazioni non dipendenti dalla dirigenza scolastica, e questo i ragazzi lo sanno. Una situazione che comunque si potrebbe ripetere anche quest’inverno, con un freddo ancora più importante. Problemi che attanagliano anche la situazione distributori, nonostante il bando fatto regolarmente dalla scuola ancora non funzionano. Ma questo è il minimo, di certo il problema riscaldamento è al primo posto. Una soluzione potrebbe essere l’allaccio al metano, perchè non è stato fatto? Ovviamente questi disservizi come per la manutenzione sono a capo di un solo ente responsabile che è la Città Metropolitana di Napoli. Come affrontare un Moloch…

Positano, mare in tempesta e le onde alte negli scatti di Fabio Fusco FOTO VIDEO

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Il mare in burrasca e le alte onde che si infrangono sulla costa di Positano. Le immagini del fotografo positanese, Fabio Fusco, raccontano il forte maltempo dei giorni scorsi, che hanno creato non poche difficoltà nei collegamenti marittimi tra le costiere e l’isola di Capri. In queste immagini è possibile cogliere la violenza di queste onde alte anche tre metri, ma anche cogliere alle spalle della spuma del mare, il fascino invernale della località turistica più ambita al mondo. Le spettacolari istantanee di Fabio Fusco sul mare d’inverno sono state anche riprese dall’edizione napoletana de la Repubblica. Sulla pagina facebook di Positanonews una diretta video

Salerno terremoto in tribunale arresti domiciliari per il Giudice Pagano

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Una rete di imprenditori amici e una serie di procedimenti «corretti». Si allarga l’inchiesta napoletana che ha portato agli arresti domiciliari il giudice Mario Pagano, già magistrato del Tribunale di Salerno (seconda sezione civile) e Potenza ed attualmente in servizio a Reggio Calabria. E non mancano i colpi di scena che sfiorano ora altri colleghi del magistrato arrestato. Nei guai anche Carmine Pagano, il fratello del magistrato e sindaco di Roccapiemonte, indagato a piede libero e oggetto di una perquisizione domiciliare e nel suo ufficio presso il Comune. Tra le carte dell’inchiesta, oltre ai cadeau per il giudice, spuntano anche forniture varie (come cucine e climatizzatori) a beneficio di un agriturismo a Roccapiemonte riferibile allo stesso magistrato, ritenuto quale contitolare di fatto della Eremo proprietaria della struttura: società che avrebbe ricevuto un finanziamento di 300mila euro a fondo perduto e che gli inquirenti ritengono un’operazione truffaldina in quanto sarebbero emerse operazioni fittizie con l’apparente costituzione del capitale sociale e false fatture relative all’acquisto di materiali e forniture. Nei confronti del giudice è stato disposto anche un sequestro preventivo di circa 500mila euro.
Ai domiciliari è finito anche il cancelliere presso il tribunale di Salerno, Nicola Domenico Montone, mentre per gli imprenditori Luigi Celestre Angrisani, Riccardo De Falco, Giovanni Di Giura e Roberto Leone è stato disposto il divieto di dimora dove hanno sede legale ed operativa le rispettive società e l’obbligo di dimora nel comune di residenza per il commercialista salernitano Antonio Piluso. Per favorire gli imprenditori amici, sempre secondo l’impianto accusatorio, il giudice Pagano avrebbe coinvolto anche altri colleghi come quando avrebbe chiesto al sostituto procuratore Roberto Lenza (in servizio a Nocera Inferiore) l’iscrizione di procedimenti a carico di Angrisani e della casa di cura Villa dei Fiori. E, ancora, avrebbe dato «specifiche indicazioni attraverso l’illecito condizionamento delle decisioni dei giudici assegnatari di alcune cause» ai got Augusta Villani e Ilaria Bianchi (vicenda Sacar Forni) e al giudice delegato al fallimento Tecno Wood di De Rosa Sas, Maria Elena Del Forno. Secondo quanto si legge nell’avviso di garanzia a firma dei pm Frongillo e Carrano, il got Villani avrebbe fornito al giudice Pagano e al cancelliere Montone «notizie utili riguardo le cause di interesse mediante abusive intrusioni nel sistema informatico e pilotare, così, l’assegnazione dei processi». E tra gli amici del giudice Pagano, sempre secondo la ricostruzione della procura partenopea, figurano anche l’imprenditore Eugenio Rainone (tanto che ieri l’abitazione a Sarno e le sedi della Costruzioni Generali e Rcm Costruzioni sono state oggetto di perquisizione) in quanto – nella qualità di giudice tributario della commissione provinciale – lo avrebbe favorito nei contenziosi in cui era parte la Costruzioni Generali Rainone (nel ricorso presentato dalla società avverso una ingiunzione di pagamento per oltre 42mila euro da parte del Comune di Cava dei Terreni per la mancata regolarizzazione di un accertamento Ici, il giudice relatore Pagano accoglieva il ricorso e compensava le spese). Mentre diciotto sarebbero le sentenze in favore di Luigi Celestre Angrisani e la compagna Irene Miceli in cui era parte la casa di cura Angrisani – Villa dei Fiori srl di cui Celestre Angrisani è il titolare di fatto e la compagna Miceli socia con quota azionaria pari al 33,33%. Così come le pronunce in favore di Riccardo de Falco e Fabrizio Di Giura in cui era parte la Silba Spa, casa di cura Villa Silvia e la Materdomini. E, ancora, per Roberto Leone della Royal Trophy (fornitrice del materiale sportivo della Rocchese) e per l’amministratore unico della Natura Mediterranea srl, Luigi Grimaldi. Tutte società perquisite. Le perquisizioni di ieri hanno riguardato anche l’abitazione (a Guidonia di Montecelio) e l’ufficio presso il ministero dell’Interno, di Francesco Sperti, per la rivelazione di notizie riservate su cause pendenti presso il tribunale di Salerno e notizie sulle altre società. E tra gli indagati a piede libero anche l’avvocato Giovanni Pagano e Renato Coppola, dipendente della Provincia e ritenuto factotum di Mario Pagano. Angela Trocini Il Mattino

Salernitana esonerato Bollini, forse arriva Colantuono

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A.a.a. cercasi inquilino per la panchina granata. Alberto Bollini non è più l’allenatore della Salernitana. Il sostituto, almeno ufficialmente, non c’è ancora. La nomina di Stefano Colantuono, stra-favorito, potrebbe però arrivare oggi, 24 ore dopo il benservito al trainer di Poggio Rusco e 72 dopo le esternazioni al vetriolo di Lotito post 1-1 col Perugia.
Fino a questa notte l’ex trainer del Bari è stato in costante contatto con la dirigenza per smussare dettagli economici e tecnici. Serve però il placet dell’imperatore Claudio per dare concretezza alla bozza di accordo.
Al tempo. Ieri mattina la ratifica dell’esonero di Bollini, ormai nell’aria. Oltre alle «migliori fortune professionali» di rito, la società ha comunicato di aver temporaneamente affidato la squadra al tecnico della Primavera, Mariani (che oggi sarà affiancato pure dal preparatore atletico dei baby, Laurino). A meno che non arrivi prima il nuovo tecnico. Sull’uscio, freme Colantuono in un tira e molla che si spera possa sbloccarsi oggi: limate le distanze sulla durata contrattuale, si è passati a quelle sull’ingaggio con una tattica tuttavia attendista da parte della Salernitana, che cerca di risparmiare qualcosa sull’ingaggio e continua a tenere in caldo anche altri profili come Stellone e Drago.
Di Carlo ha declinato, per Tramezzani c’è stato il problema contratto col Sion che ha fatto tramontare sul nascere la trattativa.
Ieri pomeriggio Lotito è stato impegnato a Roma, a Palazzo Madama. Di sera, rotta sull’Olimpico per Lazio-Torino. In mezzo, continui contatti telefonici tra il diesse Fabiani e un Colantuono impaziente di avere il placet della proprietà per poter iniziare l’avventura granata. Un «sì» che non è ancora arrivato, facendo protrarre l’attesa e indispettendo l’allenatore romano che aveva chiesto un contratto fino al 2020. La Salernitana è riuscita ad abbassare l’asticella al 2019. Sul compenso Colantuono è fermo, si tratta di cifre importanti per la cadetteria (adeguatamente da ritoccare in caso di promozione) e proprio questo potrebbe essere il nodo che porta i patron a temporeggiare, probabilmente alla ricerca di candidati ugualmente autorevoli ma dal cachet più basso. Alle 19 di ieri l’accordo ha rischiato di saltare: Colantuono era pronto a partire da San Benedetto del Tronto, dove ha casa, ma continuamente frenato. I bene informati raccontano di un allenatore voglioso di rimettersi in gioco e di vincere già al primo botto: ecco perché avrebbe chiesto foto e informazioni sulle strutture d’allenamento salernitane, ma soprattutto di essere quanto prima in città per conoscere la squadra e puntare ai tre punti già a Chiavari. La Salernitana aspetta Lotito. Così facendo, però, si rischia di partire col piede sbagliato, perdendo tempo prezioso e facendo saltare allenamenti importanti al nuovo mister. Chiunque esso sia. Strano il destino. Poco più di un anno fa Bollini esordiva in granata contro Colantuono. Anche in quel caso ci furono pochissimi giorni per preparare la gara. Appena due per la precisione.
Capitolo rinforzi. Anche su questo tasto Colantuono avrebbe battuto cassa nella chiacchierata avuta domenica con la proprietà, ribadendo le proprie idee al diesse Fabiani telefonicamente. L’ambizione è quella di centrare playoff e promozione. Tra i nomi nella lista della spesa spicca quello di Aniello Salzano (’91), centrocampista del Bari che il tecnico romano ha avuto alle sue dipendenze l’anno scorso e che in questa stagione è impiegato col contagocce da Grosso in Puglia. Ma anche Di Gennaro (’88) della Lazio e almeno un altro difensore andrebbero a completare il pacchetto di acquisti minimi richiesti.
Colantuono attende solo un cenno. Ha già allertato il suo staff, terzo nodo da sciogliere. Vorrebbe portare con sé il vice Roberto Beni, il preparatore atletico Bertini e il preparatore dei portieri, Mariano Coccia. La Salernitana risponde picche e chiede uno/due collaboratori al massimo. Dovrà, infatti, risolvere le situazioni dello staff uscente, provando a trattenere almeno il preparatore dei portieri, lo storico Gigi Genovese. Eugenio Marotta Il Mattino

Capri isolata via mare da Sorrento e Napoli “Usiamo il porto di Castellammare”

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Capri isolata via mare da Sorrento e Napoli “Usiamo il porto di Castellammare”
Capri. Arriva una proposta e non una protesta dal presidente dell’associazione nazionale Liberi Consumatori sul problema ormai persistente della soppressione delle corse delle navi traghetto a causa delle pessime condizioni meteomarine nel golfo di Napoli. Il presidente Gaetano Simeoli, in una nota inviata al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ai sindaci di Capri e Anacapri Gianni De Martino e Franco Cerrotta, al comandante di Circomare Capri e ai rappresentanti legali della Caremar, chiede di valutare la possibilità di inserire nel piano orario regionale il trasferimento, in caso di condizioni meteomarine avverse, le partenze e gli arrivi dei traghetti da Capri verso Napoli e Sorrento e sulla tratta inversa utilizzando come scalo il porto commerciale di Castellammare.
L’argomento della sospensione delle corse che porta all’isolamento di Capri, è tornato di attualità dopo che si stanno sempre più verificando sospensioni e interruzioni di aliscafi e traghetti nel golfo di Napoli a causa del forte vento e del mare molto agitato. Proprio ieri, l’ennesima giornata difficile negli spostamenti per la terraferma. Fin dal primo mattino tutte le corse delle linee di navigazione sono state annullate e Capri è rimasta isolata ancora una volta per l’intera giornata, impedendo a pendolari, lavoratori e studenti di recarsi a Napoli o a Sorrento, o di far rientro sull’isola. Da qui l’esposto del presidente Gaetano Simeoli che nella nota diffusa ieri chiede: «Di valutare e di inserire nel piano orario regionale la possibilità di trasferire, in caso di condizioni meteomarine avverse, le partenze e gli arrivi da Capri verso Napoli e Sorrento e viceversa nel porto di Castellammare». Simeoli propone inoltre l’istituzione di un servizio di bus navetta per i trasferimenti dei passeggeri dai porti di Napoli e Sorrento a quello di Castellammare in modo da poter raggiungere in tempi rapidi lo scalo portuale d’emergenza. Questa idea era già stata portata al vaglio della Regione quando alla guida dell’assessorato ai Trasporti regionali c’era l’allora assessore Ennio Cascetta e l’idea di utilizzare lo scalo di Castellamare venne riproposta dall’ex sindaco di Capri Ciro Lembo. Il porto di Castellamare secondo gli esperti è l’unico scalo marittimo nel golfo di Napoli dove è possibile entrare e ormeggiare con qualsiasi tipologia di vento. E attualmente partono da Castellammare d’estate e d’inverno solo alcune corse di jet e aliscafi. La proposta lanciata ieri, dal presidente dell’associazione liberi consumatori, potrebbe quindi diventare un’utile alternativa per i traghetti nei mesi invernali quando le condizioni del mare peggiorano notevolmente creando grandi difficoltà ai traghetti e alle motonavi nelle manovre di entrata e uscita dai porti di Calata di Massa e Capri. Anna Maria Boniello, Il Mattino

PIZZA UNESCO, PER IL 17 GENNAIO SI FA LA GIORNATA MONDIALE E SARA’ FESTA GRANDE A NAPOLI

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Passata l’euforia per il risultato, si inizia a lavorare sul futuro. Il riconoscimento dell’Arte dei Pizzaioli Napoletani all’Unesco è infatti un punto di partenza e non di arrivo. Si tratta infatti di qualcosa di altamente simbolico ma privo di effetti pratici se non ci si organizza e tutto può restare lettera morta, come ad esempio quello ottenuto, pochi se lo ricordano, dal Centro storico di Napoli.
Ieri nella sede dell’Associazione Verace Pizza Napoletana si sono trovati i protagonisti della spedizione di Seul, dove giovedì scorso è stata approvata la proposta italiana: oltre al presidente Antonio Pace, l’ex ministro dell’Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio, il leader della Coldiretti Campania Gennaro Masiello e il presidente dell’Associazione Pizzaioli Napoletani Sergio Miccù. In una sala gremita, il primo impegno è stato assunto dall’assessore Panini: «Nella conferenza dei capigruppo proporrà che il Comune organizzi festeggiamenti solenni per questo evento». Data per scontata anche l’approvazione di erigere una statua del pizzaiolo in qualche luogo da definire, l’altra novità concreta è l’annuncio dato all’unisono dai due presidenti delle associazioni di proclamare il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate protettore di chi fa questo lavoro, giornata mondiale del pizzaiolo rilanciando la tradizione dei «fuochi».
Sin qui le iniziative immediate. Ma i temi sul tappeto sono un po’ più complessi. Il primo riguarda la necessità di non cercare di sfruttare commercialmente questo riconoscimento Unesco. Si è infatti corso il rischio di non ottenerlo sia per festeggiamenti anticipati sia per alcuni entusiasmi sospetti: nessuna pizzeria si potrà chiamare e fare riferimenti all’organizzazione delle Nazioni Unite. E di «pizza Unesco» nei menu manco a parlarne. Ci saranno degli ispettori che vigileranno e le due associazioni hanno già annunciato che costituiranno un comitato di vigilanza per fare causa a chi si muoverà in questa direzione.
Il secondo tema riguarda proprio il bene tutelato che, come è stato ripetuto all’infinito, non è la pizza ma l’Arte dei Pizzaioli Napoletani che ha una sua prima, e per il momento unica, codificazione nel marchio Stg, che è un riconoscimento europeo. Si tratta dell’unica pizza al mondo che è tutelata in questo modo. Nello specifico questo significa che è l’arte, la gestualità, del pizzaiolo napoletano a essere tutelata ma questo non vuol dire che bisogna essere nati a Napoli per godere il privilegio del riconoscimento Unesco proprio perché si tratta di qualcosa di immateriale che può essere trasmessa a chiunque.
Questa, a ben pensarci, è la vera forza dirompente di quello che è successo a Seul perché in questi ultimi cinque anni è esploso il fenomeno della pizza in tutta Italia e molti per guadagnare spazio hanno cominciato a mettere in dubbio non tanto l’origine quanto l’attualità e la modernità della pizza napoletana partendo dagli impasti e proseguendo con molte favolette come quelle del lievito madre superiore al lievito di birra, della salubrità dell’integrale, della qualità migliore delle farine macinate a pietra rispetto all’arte molitoria, pregio italiano, che arriva alla farina 00 con procedimenti meccanici e non chimici. L’Unesco ha invece confermato la tipicità espressiva dell’arte dei pizzaioli napoletani come risultato di uno sforzo colossale collettivo che è maturato nel corso dei secoli.
Non dunque una moda dettata dal singolo individuo, ma la tutela di una memoria collettiva di una comunità che si estende oltre i confini geografici locali per coinvolgere altri operatori in Italia e nel Mondo.
Terzo tema, trattato anche nell’intervista che il vicepresidente Massimo Di Porzio ha rilasciato al Mattino sabato, è quello dell’insegnamento di quest’arte che è poi il miglior modo per tutelare questo bene immateriale. Dunque, non solo l’insegnamento del mestiere del pizzaiolo deve entrare nelle materie scolastiche pubbliche, ma quello dell’arte napoletana che è tutelata dall’Unesco. Forse questa è la sfida più ambiziosa a cui il mondo della pizza è chiamato a rispondere perché gli attacchi sono stati duri e selvaggi in questi anni e molti, anche sui sociale, sono tramortiti dalla invidia e dalla gelosia per questo risultato che conferma, come quello sulla Dieta Mediterranea, che il Mezzogiorno è il principale bacino gastronomico meridionale.
Il motivo? Molto semplice: perché, insieme a quello giapponese, il nostro stile alimentare è quello più salubre perché basato su verdure, frutta, pesce e olio d’oliva. Una verità che ha avuto difficoltà a entrare nell’alta gastronomia perché la cucina dei ricchi per secoli è sempre stata caratterizzata da materie prime di lusso che i poveri non potevano permettersi. Oggi però i ricchi in tutto il mondo iniziano a seguire la dieta dei poveri e dunque è davvero il turno della Dieta Mediterranea e della pizza che ne è l’emblema.
Intanto Napoli si gode il risultato con le pizzerie piene, i turisti e le feste natalizie che si annunciano in sold out sino a gennaio. Luciano Pignataro, Il Mattino

Maffettone si dimette dal San Carlo , in crisi anche la Fondazione Ravello

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Maffettone si dimette dal San Carlo , in crisi anche la Fondazione Ravello  che si dovrebbe riunire nella Città della Costiera amalfitana domenica prossima per decidere il da farsi per il 2018, Ravello Festival, contratto per Villa Rufolo con Salerno, il “sistema Ravello” con Auditorium Oscar Niemeyer e Palazzo Episcopio, le contestazioni labili di alcuni consiglieri su Ravello Città della Cultura 2020, va tutto in secondo piano visto il terremoto che è successo a Napoli al San Carlo e la rottura con De Luca potrebbe travolgere anche l’importante fondazione della Costa d’ Amalfi. A riportare la vicenda su Il Mattino  Davide Cerbone
Il suo addio, per quanto silenzioso, è destinato a fare rumore. Sebastiano Maffettone, il filosofo dai toni gentili che il presidente De Luca aveva chiamato un paio di anni fa a colmare il vuoto che lo stesso presidente aveva voluto (almeno, in giunta) in materia di politiche culturali, si è dimesso dal Cdi del San Carlo. La notizia arriva all’ultimo momento perfino in Teatro, dove fino a ieri pomeriggio non se ne sapeva niente.
Dire che l’addio del consigliere culturale di De Luca sia un fulmine a ciel sereno sarebbe un errore: chi ben conosce le dinamiche interne al Consiglio di indirizzo del Lirico si aspettava già da tempo un avvicendamento. Risale a poco più di un anno fa l’intenzione dichiarata dal presidente della Campania di partecipare in prima persona ad alcune riunioni del Consiglio. Erano i tempi della guerra a tutto campo con de Magistris, e la discesa in campo del governatore in sostituzione (e a discapito) del suo fiduciario poteva essere considerata funzionale alla voglia di contare di più all’interno del Teatro. «Il Comune di Napoli versa 800mila euro, quanto si può impegnare per una sagra di paese – aveva rilevato il presidente della giunta regionale – La Regione Campania, invece, destina 16 milioni di euro per garantire la programmazione e la vita del teatro San Carlo». Forte di questi argomenti, di fronte a quella che sembrò una scomunica, Maffettone assicurò a Il Mattino: «De Luca mi aveva detto che avrebbe voluto fare un passaggio in Cdi. Io ho molto sostenuto questa tesi: sarei contento se prendesse parte ad una riunione, ascoltare la discussione lo aiuterebbe a capire meglio i problemi. L’ipotesi che mi sostituisca in via definitiva? Non credo che abbia il tempo di farlo – rispose – Ma se lo fa, bontà sua. Non sono attaccato alle poltrone». Era il settembre dell’anno scorso. Quattordici mesi dopo, quella poltrona l’ha lasciata davvero, sollevando a Santa Lucia un caso politico che, sia pure silente, già covava da tempo sotto la cenere. Se in seno alla Fondazione Ravello, dove è presidente, il ruolo del consigliere culturale del governatore è qualificato e ben definito, per quanto riguarda il Massimo napoletano Maffettone avrebbe confessato un forte imbarazzo legato ad un ruolo vago nel Cdi.
I primi strappi arrivarono con la riorganizzazione del Napoli Teatro Festival: prima le frizioni tra il direttore artistico italo-belga Franco Dragone (fortemente voluto proprio da Maffettone) e il presidente Grispello; poi le polemiche sul discusso ingaggio di Al Pacino. Eppure a chi già allora insinuava che la luna di miele con Vincenzo De Luca fosse finita, il professore rispondeva: «I rapporti sono sempre gli stessi: non fraterni, ma sicuramente amichevoli. Certo, siamo sempre pronti a discutere, su alcune cose abbiamo divergenze di opinioni ed è normale. Ma il capo è lui, e non ci sono particolari freddezze. A meno che qualcosa non mi sfugga». Qualcosa, evidentemente, dev’essergli sfuggito se è vero che il filosofo è diventato via via una figura sempre più sfumata sulla scena delle politiche culturali regionali. Da mesi il consigliere di De Luca non è più un interlocutore per gli operatori culturali e anche le sue apparizioni si sono di fatto azzerate. Per questo oggi le dimissioni dal Cdi del San Carlo fanno intravedere la possibilità di un divorzio.

Praiano Salvatore Gagliano nuovo presidente della FIGC Campania

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Praiano, costa d’ Amalfi. Salvatore Gagliano sarà il nuovo presidente della Figc campana. Già sindaco di Praiano, consigliere a Salerno e in Regione, una lunga carriera politica affiancata ad una lunga carriera sportiva viene culminata nella carica più importante a livello regionale, la redazione di Positanonews gli fa gli auguri per il nuovo incarico.

L’assemblea del 18 dicembre alla Stazione marittima a Napoli sarà solo un passaggio  per il 66enne imprenditore della Costiera Amalfitana, già consigliere federale e vice commissario con Cosimo Sibilia.  Alla scadenza della presentazione delle firme a sostegno della candidatura, Gagliano ha presentato 522 firme di società (ne erano necessarie 100) su 572 società campane. Praticamente un plebiscito. Un numero che esclude la possibilità che vi sia qualsiasi altro candidato. Lo stesso Gagliano ha respinto con forza le voci che volevano una intesa con l’avversario, l’avvocato di Frattamaggiore Vincenzo Cirillo. «In vita mia – afferma – ho incontrato una sola volta il candidato avversario all’assemblea a Napoli. Per cui non c’è stato mai un dialogo e mai una ipotesi di accordo visto che abbiamo una squadra nostra che portiamo fino in fondo e che deve governare questi tre anni». Tutto definito anche per il Consiglio per il quale si voterà per alzata di mano. La squadra sarà composta da Antonio Tarantino (Benevento), Giovanni Esposito (Salerno), Carmine Gigarelli, Marco Vigliotta (Avellino), Salvatore Errichiello, Biagio Iovino (Napoli), Giovanni Pasquariello (Caserta), Antonio Sarnelli (Calcio a cinque), Giuliana Tambaro (Calcio femminile). Una vita trascorsa sui campi, prima come arbitro e, poi, come dirigente di Napoli e Salernitana, nel suo curriculum figurano anche 13 anni da consigliere federale, in rappresentanza delle società meridionali della Lega Dilettanti, e la lunga esperienza in Procura federale. Nel programma di Gagliano la valorizzazione di settori giovanili e scuole calcio, un tavolo di confronto con gli organi istituzionali regionali e con i singoli comuni per contribuire al miglioramento delle strutture sportive, l’istituzione dei corsi di formazione per dirigente e delle nuove forme di supporto al disbrigo delle carte federali.

Attentato a New York . Cittadini della Costa d’ Amalfi “Paura ma la vita va avanti normalmente”

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Law enforcement officials work following an explosion near New York's Times Square on Monday, Dec. 11, 2017. Police said a man with a pipe bomb strapped to his body set off the crude device in a passageway under 42nd Street between Seventh and Eighth Avenues. (ANSA/AP Photo/Andres Kudacki)

New York è la capitale del mondo occidentale e continua ad essere presa di mira. Dalla Costiera amalfitana molti vivono nella città degli USA , moltissimi da Positano, ma anche Amalfi e Ravello “C’è paura quando succede un attentato, ma la vita della città continua come sempre frenetica e intensa. ” Ma cosa è successo ieri?
Un ordigno è esploso alle 7.40 locali a Manhattan nel tunnel che porta alla stazione dei bus di Port Authority, sulla 41esima strada, a poca distanza da Times Square, dove ogni giorno transitano oltre 200 mila persone. Quattro i feriti, nessuno in pericolo di vita. “Un tentativo di attacco terroristico” l’ha definito il sindaco Bill De Blasio.

“Questa è New York e noi siamo un bersaglio di chi lotta contro la democrazia e la libertà” ha detto il governatore di New York Andrew Cuomo. Nel pomeriggio, la comunicazione della Casa Bianca: “Distruggere le ideologie del male, questo l’obiettivo del presidente Trump – da affermato la portavoce Sarah Sanders – dobbiamo proteggere le nostre frontiere e passare a un sistema di immigrazione basato sul merito”.

Intorno a tutti gli obiettivi sensibili della città è stata rafforzata la sicurezza. Sotto strettissima sorveglianza aeroporti, stazioni dei treni e della metro, tunnel e ponti. Ma anche luoghi simbolo come Times Square, l’Empire State Building e il nuovo World Trade Center, a Ground Zero.

L’esplosione è stata provocata da un ordigno artigianale, un “tubo-bomba” che sarebbe esploso nel sottopassaggio prima del previsto ferendo lo stesso attentatore che lo portava attaccato al corpo, fissato sotto alla giacca con un adesivo. L’uomo, arrestato, ha 27 anni e si chiama Akayed Ullah. Ricoverato presso l’ospedale di Bellevue, ha confezionato l’ordigno sul luogo di lavoro. Residente a Brooklyn e originario del Bangladesh, è da sette anni negli Stati Uniti. Non sono stati trovati altri ordigni, né ci sarebbero complici.

Parlando agli investigatori, l’uomo avrebbe legato il gesto alle azioni di Israele contro la popolazione di Gaza, come riferisce la Cnn citando fonti investigative. “Ho agito per vendetta”, avrebbe detto all’Fbi, “hanno bombardato il mio Paese e volevo fare del male qui”.
Al vaglio degli investigatori le immagini di una telecamera di sorveglianza che avrebbero ripreso l’uomo poco prima dell’esplosione.

Il Napoli svolta a destra

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La fascia sinistra a cui Sarri faceva affidamento è venuta a mancare per il KO di Faouzi Ghoulam e Lorenzo Insigne.
La fascia sinistra del Napoli passa attraverso i suoi due giocatori migliori Faouzi Ghoulam e Lorenzo Insigne, le statistiche ci dicono  che giocano maggiormente il pallone, attraverso passaggi, appoggi (magari anche banali ma necessari per spostare gli avversari o sviluppare l’idea) e, guarda caso, Faouzi Ghoulam e Lorenzo Insigne sono i calciatori che maggiormente incidono. Entrambi hanno avuto picchi elevatissimi (anche 103 contatti con la palla) e sono stati spesso i distributori del gioco, nel quale sono stati coinvolti direttamente ed in maniera massiccia. In Napoli-Cagliari il picco più alto, con Ghoulam entrato attivamente in 102 giocate e Insigne in 101. E la classifica comparata per «tocchi», partita per partita, ha visto sempre l’algerino ed il «monello di Frattamaggiore» tra i più attivi nelle combinazioni – persino in quelle del fraseggio a due, dunque degli scambi – quasi padroni di una convenzione tattica imprescindibile. Tutto il Napoli sulla verticale di Ghoulam ed Insigne.

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è una rivoluzione, a modo suo, e quasi non si vede. E’ il Napoli che cambia, l’ha già fatto (silenziosamente), e probabilmente insisterà ancora nel rifarsi il trucco. E’ una necessita. Che in casi del genere finisce per aguzzare l’ingegno. E’ la nuova versione ideologica d’una squadra che ha smesso d’usare, principalmente e sistematicamente (oltreché elegantemente) l’emisfero sinistro ed all’improvviso s’è buttata a destra: l’ha dovuto fare, perché dalla sua architettura iniziale, quella d’un Progetto in cui s’è miscelato la (pre)potenza atletica di Faouzi Ghoulam con il genio (indiscutibile) di Lorenzo Insigne e l’intelligenza di Marek Hamsik, sono sparite – e in vario modo, per ragioni diversi, per tempi differenti – le colonne portanti.
 

 CAMBIAMENTO. E il venticello del cambiamento, in realtà per elementi statistici una specie di tempesta, ha trascinato il Napoli sulla fascia destra, quella che per lunghi periodi è stata meno battuta (quasi dimenticata sia in fase d’uscita, che di finalizzazione) ed alla quale era lecito approdare con la sventagliata a cercare Callejon. Altrimenti, senza che ciò rappresentasse né un pregiudizio e né un limite, da quella parte il Napoli ha governato più rigorosamente gli equilibri difensivi, pur senza mai rinunciare alla spinta di Hysaj. Ma con la Fiorentina c’è stato l’autentico ribaltamento frontale, l’adeguamento di una filosofia che ha messo radici nella trequarti avversaria (dopo averlo già fatto con la Juventus) a destra, con la scelta di occupare quella fascia nelle giocate offensive per il 51,4% nel primo tempo e per il 44,4% nel corso degli interi novanta minuti.

OBBLIGADO. Il Napoli è arrivato a questa conversione per obblighi suggeriti dal destino, dalle circostanze, dalla natura dei calciatori, dalla loro vocazione: la centralità della manovra, per tre mesi, e non suoni come paradosso, è stata domiciliata nelle aree di competenza di Ghoulam, di Hamsik e di Insigne, l’ha fatto in maniera massiccia in certe gare (ad esempio: 55,9% con l’Atalanta), attaccando attraverso il palleggio ritmato e stretto, portando lo scugnizzo dentro al campo per favorire le sovrapposizioni del fluidificanti o anche allargando le difese altrui per cercare gli inserimenti (stavolta rari) del capitano. Il Napoli è stato tanto racchiuso in quell’asse, una sorta di meccanismo moderno ed infernale, una bella rappresentazione scenica sotto il profilo tecnico e tattico.

SEMPRE. Solo a Verona, nella prima di campionato, il Napoli ha preferito concentrare la propria verticalità attraverso le vie centrali (38,5% contro il 37,1%) eppure in quella circostanza il gol di Milik matura con la ripartenza di Insigne e la ceralacca sulla partita l’appone Ghoulam, il rimpianto più evidente per Sarri: «Perché era diventato il più bravo di Europa». E dunque nel Mondo: Ghoulam s’era preso il Napoli, era entrato dentro, ne ha alimentato gli allunghi, avendo percezione dei tempi delle giocate e sensibilità nel palleggio, caratteristiche che Mario Rui sta acquisendo e che, per natura tecnica, ora vengono dirottate su Hysaj, che a destra ha intraprendenza ed autorevolezza. Ma è un altro Napoli, nel suo concetto di calcio, nella distribuzione e nell’orientamento del suo calcio. 

fonte:corrieredellosport

 

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