Cava de´ Tirreni. A rischio l’ultimazione delle case. In ritardo i fondi dalla Regione

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Cava de’ Tirreni. A rischio l’ultimazione delle 68 nuove case popolari in costruzione a Santa Lucia. La ditta incaricata, la Sud appalti Agropoli, lavorerà fino al 10 agosto, ma ha già fatto sapere che se a settembre non arriveranno i fondi, abbandonerà il cantiere e, di conseguenza, slitterà la consegna delle case prevista per gli inizi di ottobre. Sei mesi fa c’era stata l’ultima anticipazione del Comune alla ditta: 300mila euro. Da allora l’impresa ha proseguito i lavori, ma non ha ricevuto più soldi, pur essendo creditrice di circa 300mila euro che l’amministrazione Galdi ha promesso loro di girare non appena la Regione li erogherà. Le difficoltà nell’erogazione dei finanziamenti hanno naturalmente un po’ frenato gli entusiasmi delle venti famiglie assegnatarie che ancora vivono nei container di Santa Lucia, e anche quelli degli assegnatari degli altri siti dove insistono i prefabbricati. Il timore è che la consegna delle case, alle quali mancano ormai solo gli infissi, possa subire l’ennesimo slittamento, anche se circa due mesi fa l’impresa aveva dato la disponibilità al Comune di avviare la consegna delle due prime palazzine per un totale di 30 appartamenti già completi anche di infissi. Un’opzione che il Comune ha però rigettato, in quanto il suo obiettivo resta quello della consegna unica. Finora nel cantiere hanno lavorato 15 operai, ora però alla rifinitura delle palazzine B, D ed E lavora la metà degli operai, anche perché, tardando ad arrivare i fondi, la manodopera viene dirottat su cantieri per i quali c’è la garanzia di ottenere i finanziamenti. Le famiglie in attesa di passare nei nuovi alloggi di Santa Lucia – che sono un po’ il fiore all’occhiello nell’ambito dell’intero settore edilizio popolare – chiedono al sindaco di produrre un ulteriore sforzo come ha fatto in precedenza fatto con l’anticipazione di 300mila euro. Le preoccupazioni dei terremotati sono anche plausibili, visto che sta diventando alta la probabilità che debbano trascorrere un altro inverno nelle baracche ormai allo sfascio. (Annalaura Ferrara – La Città)