Salerno. Il Papa condanna Scarano: "Quel Monsignore non è un santo"

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Salerno. «Abbiamo questo monsignore che è andato in galera. Pensate che sia andato in galera perché somigliava alla beata Imelda? È uno scandalo, una cosa che fa male». Papa Francesco risponde alle domande dei giornalisti sull’aereo di ritorno dal Brasile, e le parole sul salernitano Nunzio Scarano sono come pietre dopo che il sacerdote, in carcere dal 28 giugno, gli aveva scritto pochi giorni fa una lettera in cui tentava una difesa, denunciando pressioni e illeciti di alti prelati e chiedendo al Pontefice un incontro privato per consegnare nelle sue mani il dossier sull’Apsa, l’organo di amministrazione dei beni vaticani che funziona come una banca e di cui il monsignore ha fatto parte fino allo scorso maggio. «Ci sono santi in Curia – ha aggiunto Bergoglio – vescovi, preti e laici, gente che lavora. Tanti che vanno dai poveri di nascosto o che nel tempo libero vanno in qualche chiesa e esercitare il ministero. Poi c’è anche qualcuno che non è tanto santo e questi casi fanno rumore perché, come sapete, fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. A me provoca dolore quando accadono queste cose». Il Papa non si è sottratto nemmeno sullo Ior: «Io pensavo di trattare la questione l’anno prossimo, ma l’agenda è cambiata per i problemi da affrontare a voi ben noti». Ed è cambiata al punto di accelerare l’intesa Vaticano–Italia sullo scambio di informazioni finanziarie per la prevenzione del riciclaggio, proprio il capo d’accusa che la Procura di Salerno contesta a monsignor Scarano e per il quale doveva essere interrogato oggi dal sostituto procuratore Elena Guarino. L’appuntamento era nel carcere di Regina Coeli, dove il prelato è ristretto da un mese per l’accusa di corruzione formulata dai magistrati romani. L’interrogatorio è invece slittato, con un rinvio comunicato dagli inquirenti salernitani agli avvocati Silverio Sica e Francesco Caroleo Grimaldi. Secondo le indiscrezioni la nuova data sarà fissata soltanto dopo ferragosto, quando la Procura conta di avere in mano nuovi elementi su chiedere risposte. Elementi che potrebbero arrivare dall’acquisizione dei movimenti sui conti Ior di Scarano, un estratto dettagliato delle entrate e delle uscite a cui il sostituto procuratore Guarino ha chiesto di avere accesso tramite rogatoria e che, dopo il consenso degli avvocati difensori, starebbe per arrivare a Salerno. Poi ci sono gli altri interrogatori svolti nelle ultime settimane, di cui si stanno tirando le fila e dai quali sarebbero emersi ulteriori particolari sullo scambio tra soldi e assegni circolari avvenuto nel 2009 e sul ruolo di alcuni personaggi. (Clemy De Maio – La Città)