CETARA.IL MUSEO CIVICO ESPONE LE OPERE DI AMERIGO TOT

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Cinzia Forcellino. Si chiama “Amerigo Tot. Le strade verso il Mediterraneo” la mostra di opere dell’artista ungherese, ma italiano di adozione, che saranno esposte da questa sera e fino al 22 settembre nella Torre vicereale di Cetara. Le opere, che saranno prima presentate nella sala polifunzionale Mario Benincasa, rientrano nel progetto del Museo Civico inaugurato lo scorso anno dal Sindaco Secondo Squizzato. «La mostra – dice il primo cittadino – curata dal professor Massimo Bignardi propone una attenta selezione di opere realizzate da Tot sia tra il 1950 e il 1952, quando a Vietri sul Mare lavorò presso la Ceramica Pinto, sia tra il 1970 e il 1976 quando fu chiamato, per “chiara fama”, in qualità di docente di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Infine le opere, sostanzialmente piatti, eseguite nel suo breve soggiorno a Vietri sul Mare, nel 1973, chiamato dall’amico Matteo Rispoli per il progetto MuseoVivo ideato da Ugo Marano». In esposizione ceramiche degli anni Cinquanta e Settanta, sculture, disegni e grafiche, realizzate tra il 1951 e il 1975 a Vietri e a Bari, tra queste otto grandi pennelli decorati con motivi figurativi ed astratti, realizzati nella fabbrica Pinto di Vietri nel 1952; il Vaso giallo e manganese, del 1951 e il piatto Il bagno di Venere, del 1973 realizzato per il MuseoVivo (lavori entrambi provenienti dalla collezione Nunzio Vitale di Salerno); il bozzetto in bronzo del pannello per l’Università di Budapest, del 1956, il bassorilievo Donna, del 1973 della collezione Pantaleo Avellis di Bitonto. Infine tre inedite piastre in terracotta, realizzate da Tot specificamente per l’amico Ugo Marano nel 1975 e cotte nello suo studio di Capriglia. «Una mostra importante e significativa, realizzata dal Comune di Cetara con il patrocinio dell’Ambasciata d’Ungheria in Italia– conclude Secondo Squizzato – che va ad iscriversi nel programma di promozione di Cetara all’interno del turismo culturale, pronto – così come immagino Tot nella sua Topolino cabriolet – a farsi guidare dal calore della nostra terra».