Ravello sequestrato sito di trasferenza. Tre gli amministratori denunciati .Gli interventi

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Sotto interventi Sindaco Vuilleumier e di Palma . Ravello, costa d’ Amalfi Dovranno rispondere dei reati di abuso d’ufficio e violazione delle norme in materia edilizia ed ambientale, il vicesindaco di Ravello, Teresa Pinto, e gli assessori Nicola Fiore e Pasquale Palumbo, per la vicenda relativa al sequestro del sito di trasferenza. Insomma quasi tutta la Giunta, ad eccezione del primo cittadino Paolo Vuilleumier, che non ha firmato la delibera con la quale veniva dato il via ai lavori, in quanto assente alla seduta, è stata coinvolta nelle indagini coordinate dal Pm Erminio Rinaldi e condotte dagli uomini della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori è finita l’area, ubicata sulla Provinciale 1, individuata per la realizzazione dell’opera, non ancora terminata e quindi non entrata in funzione, in cui sarebbero stati “parcheggiati”, in attesa del trasferimento, carta, cartone e plastica, in ossequio dell’obiettivo “rifiuti zero”. «Si tratta di un intervento – evidenzia il sindaco – indicato dalla Provincia, per far fronte all’emergenza rifiuti, con il carattere provvisorio e sperimentale, come previsto dalla normativa. Quindi, come precisato anche in una nota dell’ufficio Tecnico comunale, non necessitava della preventiva autorizzazione». Di parere diametralmente opposto, invece, sono gli investigatori, che spiegano di aver apposto i sigilli «a causa delle irregolarità riscontrate nelle necessarie autorizzazioni cui dovevano essere subordinati i lavori di realizzazione della struttura». A mancare, infatti, sarebbe stata, come evidenziato nel corso delle verifiche, portate a termine in collaborazione con l’ufficio tecnico del Comune, proprio l’autorizzazione paesaggistica. A questo punto la giustizia dovrà fare il suo corso e accertare se esistano o meno inadempienze ed eventuali responsabilità. Che la vicenda si possa concludere in tempi rapidi e favorevolmente ne è, tuttavia, convito Vuilleumier, che è sicuro delle bontà dell’operato della Giunta. «Un grande risultato comunque è già stato conseguito – conclude il primo cittadino – ed è quello di avere bonificato, anche con l’aiuto dei volontari di Legambiente, un sito che era diventato una discarica abusiva. Desta quindi sconcerto che un Comune da sempre attento alla salvaguardia dell’ambiente possa invece finire al centro di una vicenda giudiziaria».

Senza pace il  sito di trasferenza dei rifiuti al chilometro 2 della strada provinciale Ravello-Chiunzi, alle porte della cittadina della Costiera amalfitana.  Ufficializzati i lavori il 20 maggio , per una spesa preventivata di 12.000 euro, sono cominciate subito le denunce e le polemiche nella Città della Musica, con esposti di Ulisse Di Palma e di Ravello Nostra.

 

 

INTERVENTO DEL SINDACO PAOLO VUILLEUMIER

«Il sito di trasferenza dei rifiuti del Comune di Ravello, situato sulla provinciale SP1 per Chiunzi, era stato individuato oltre un anno fa da questa amministrazione per ottimizzare la raccolta differenziata, ottenere una riduzione dei costi del servizio e limitare il forte incremento che sarà determinato dalla introduzione della Tares». Così il sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier, interviene nella vicenda che ha condotto oggi al sequestro preventivo dell’area su ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno. «Il provvedimento della magistratura – spiega il primo cittadino – è stato adottato a seguito dell’ennesimo, immotivato e irresponsabile esposto dell’opposizione, che finirà per danneggiare unicamente la collettività ravellese. Il tutto per meri interessi politici personali che non tengono conto delle esigenze di tutti i cittadini, ma solo di pochi amici». Nelle motivazioni del sequestro, la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica ai sensi del decreto legislativo 42/2004. «Sull’argomento è opportuno precisare che l’area è nata su invito della Provincia di Salerno, per far fronte all’emergenza rifiuti, con il carattere provvisorio e sperimentale, come previsto dalla normativa. Quindi, come precisato anche in una nota dell’Ufficio Tecnico Comunale, non necessitava della preventiva autorizzazione». Per Vuilleumier, «ancora una volta, una scelta fatta nel solo interesse della collettività viene boicottata ed avversata». «Un grande risultato già conseguito è quello di avere bonificato, anche con l’aiuto dei volontari di Legambiente, un sito che era diventato una discarica abusiva – conclude il sindaco di Ravello – Desta quindi sconcerto che un Comune da sempre attento alla salvaguardia dell’ambiente e che persegue gli obiettivi dei “rifiuti zero”, possa invece finire al centro di una vicenda giudiziaria che, siamo fiduciosi, si concluderà in tempi rapidi e con un epilogo favorevole».

 

REPLICA DI ULISSE DI PALMA

«Che tristezza dover vedere il nome della nostra amata Ravello sugli organi d’informazione per motivi giudiziari e non per vicende amministrative che, con un poco di buon senso, potrebbero collocarla nell’olimpo delle città amministrate oculatamente, con sagacia e lungimiranza. Che tristezza vedere un primo cittadino che, alla stregua di uno scolaretto, indica alla maestra il compagno di classe per scusarsi della marachella. Pensavamo di aver toccato il fondo ma, è ancora lontano da venire se reazioni cervellotiche e puerili danno la statura, si fa per dire, di un primo cittadino. Se fossimo stati in malafede, se avessimo coltivato interessi altri dalla difesa del territorio potremmo gioire ma, il nostro intento era ed è solamente quello di disegnare, realizzare una città a misura d’uomo, perfettibile perché attenta alle innovazioni, ai suggerimenti tecnici e, perché no al gusto estetico che in un paradiso terrestre non può né deve mancare. Sono stanco di dover ripetere che il primo cittadino di Ravello è sordo, che il primo cittadino di Ravello tira avanti per la propria strada e, non fa tesoro, per nulla, delle pagine di storia che condannano i dittatori, i despota, i ducetti di periferia. Ma, di cosa dovremmo ravvederci? Quale peccato ci dovrà essere assolto? Sì, forse uno, quello di aver offerto la possibilità del dialogo. Ma benedetto Iddio, bisognava aspettare l’intervento della magistratura che sancisse il grosso danno? Sarebbe bastato ragionare e capire che certe scelte erano sbagliate. Come sbagliato è continuare a non ammettere che il territorio Ravellese ha il grosso problema delle condotte in eternit etc. I nodi, purtroppo, vengono sempre al pettine e, le responsabilità, non possono mai essere eluse, anzi sarebbe veramente virile l’assunzione di responsabilità. Caro sindaco, così come hai fatto in qualche altra occasione, elimina fisicamente le minoranze come l’aggressione fisica e verbale in consiglio comunale, ricordi? E, con i tuoi amici, potrai governare a modo e piacimento tuo, sempre però facendo attenzione che i nodi non vengano al pettine. La democrazia è partecipazione. Di certo, sulla questione posta all’attenzione della magistratura dovrà essere fatta piena luce ed individuate le responsabilità. A noi il compito di continuare a vigilare e difendere il nostro amato territorio».

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