Ravello. La strada della vergogna, ufficialmente ancora chiusa ma passano turisti e pendolari

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Ravello, Costiera amalfitana. La strada principale di accesso per la Città della Musica sulla costa d’Amalfi è ancora ufficialmente chiusa. Questo significa che turisti e pendolari, che passano a migliaia, lo fanno a loro rischio e pericolo, senza contare i problemi di risarcibilità in caso di incidente da parte dell’assicurazione se un sinistro avviene su una strada che non è legalmente transitabile. Un difetto di comunicazione tra Provincia e comuni fa nascere un giallo sulla transitabilità o meno della Strada provinciale 1, il tratto che dal Valico di Chiunzi conduce fino a Ravello. La striscia di asfalto, che venne dichiarata off limit lo scorso inverno, a causa di una copiosa colata di fango e che è stata interessata da lavori di messa in sicurezza, è pienamente percorribile da tempo, tant’è che anche i pullman turistici la utilizzano per raggiungere la città della musica. Dunque a prima vista non ci sarebbe alcun problema e l’arteria, già da diversi mesi, dovrebbe essere in grado di supportare, in tutta sicurezza, il traffico veicolare. Dietro l’apparenza, però, si cela l’inghippo o, meglio, si nasconde il grande equivoco. Ai punti di accesso della Provinciale, infatti, sono ancora ben visibili i cartelli che avvertono della sua chiusura, consigliando agli automobilisti percorsi alternativi. Un vero e proprio controsenso, potrebbe pensare qualcuno, una “dimenticanza” da parte di Palazzo Sant’Agostino, che gestisce la viabilità. Invece la permanenza della cartellonistica nasconde, appunto, un difetto che nasce, molto probabilmente, dalla cattiva comunicazione tra gli enti interessati. A detta della Provincia, difatti, la Provinciale non è ancora ufficialmente aperta a causa dell’inadempienza dei comuni di Ravello, Scala e Tramonti, che avrebbero dovuto garantire il monitoraggio della carrabile e, in particolare, dei costoni rocciosi e vietare il transito qualora si fossero palesate situazioni di pericolo, come violenti e continui acquazzoni. Un passaggio, quest’ultimo, che non sarebbe mai stato reso concreto, nonostante gli accordi e, dunque, l’inosservanza dei patti sottoscritti non avrebbe consentito l’emissione del decreto di apertura. Diversa, invece, la versione dei comuni: la Provincia avrebbe dato il nulla osta in seguito al protocollo d’intesa che prevede, appunto, il controllo della Provinciale, attraverso i nuclei di Protezione civile e l’allerta meteo e la presenza della segnaletica di divieto non deve essere presa in considerazione. «Mi impegno a risolvere immediatamente l’incomprensione – evidenzia l’assessore provinciale Attilio Pierro – e mi metterò personalmente in contatto con i sindaci e gli uffici preposti per evitare, anche in futuro, qualsiasi altro fraintendimento». Gaetano de Stefano

 

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