Minori. Reale: il collante disgregante . NOTA DI POSITANONEWS A DIAVOLELLA

0

NOTA Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Davide Sammarco, premettendo che Positanonews è l’unico giornale che lo ha pubblicato, altri non lo hanno neanche pubblicato, per rispondere alle critiche piovuteci addosso per le poche ore che abbiamo oscurato questo articolo. Davide è titolare di un blog Diavolella , dal nome di un negozio al centro in piazza di Minori in Costiera amalfitana, che inizialmente era solo satirico, ora invece sta assumendo un tono politico, visto che le elezioni ci saranno fra un’anno. Su questo articolo sono stati pubblicati dei commenti che hanno spinto la redazione a sospendere l’articolo per verificarne la legalità e di domenica pomeriggio non avevamo tempo ne modo di farlo in tempo reale.  Davide, fratello di Angelo Sammarco, anche lui titolare di un bel blog,  Costiera amalfitana Journal , titolaredella tabaccheria centrale del paese,  che neanche ha pubblicato questo intervento, imperversa con i suoi interventi, ma mettendoci il nome, e mantenendoli comunque in rete,  portando anche ad un incontro convocato da Reale con tutte le associazioni per avere delle indicazioni a cui portano questi interventi, indicazioni che in quella riunione non sono emerse. C’è chi però fa le critiche usando modi e toni non consoni, (pare che un’artista se ne sia andato senza esibirsi in serata perchè non contento dello spazio o del pubblico, ma la responsabilità è dell’artista, chi lavora in questo campo se è un vero artista si esibisce in qualsiasi condizione, ndr)  senza metterci la faccia, ancora oggi a pochi mesi dalle elezioni. Tutto lascia pensare che così facendo il paese porterà alla riconferma Reale e, se l’unico modo che hanno a Minori di far politica è l’anonimato o la satira, si rischia di nuovo una lista unica con la conseguenza di una opposizione extraconsiliare, che dir si voglia, che non è costruttiva ne apporta benefici al paese.  Invece qui si pensa solo a fare commenti denigratori di uno o dell’altro, di chi attacca le altre bande se suonano nel paese, perchè per quell’occasione non suona quella di Minori, che consideriamo comunque la migliore della Costiera amalfitana, ma arrivar a prendersela violentemente con chi fa altre scelte non è corretto. Ad ogni buon conto sotto riproponiamo l’intervento satirico , facciamo i complimenti ad Angelo per il polverone che ha suscitato , ma invitiamo tutti ed  i commentatori a non usaretoni e modi offensivi e violenti. Dire le cose in maniera diversa ,proporre qualcosa di costruttivo, si può e fa più bene al paese

 

Michele Cinque

Quante ne potrei dire se adesso volessi scrivere dell’operato dell’amministrazione? Fiumi di parole sgorgherebbero come da una fonte sorgiva, pronti a rinfrescare i palati dei più accaniti oppositori e contestatori del nostro attuale Sindaco. Potrei facilmente alimentare polemiche feroci che si concluderebbero in giri di telefonate e tante chiacchiere per strada. Per ottenere poi cosa? Una vittoria morale? La liberazione dal tiranno e la tanto sospirata ricrescita economica e turistica del paese? No, non succederebbe questo… Siamo già in pieno clima elettorale e le cose vanno osservate con attenzione. Prima di tutto perchè, come ogni iniziativa o investimento, c’è da fare una bella e particolareggiata “indagine di mercato”. Le apparenze ingannano. Il malumore sembra esserci sempre stato qui a Minori, poche sono le persone che risparmiano parole altisonanti verso l’amministrazione, potrei quasi giurare che almeno 7 su 10 ne parlerebbero in maniera negativa. Potrebbe starci. Sento di qua e di là come una voglia di cambiamento mai sopita, un rimboccarsi le maniche e prepararsi all’ennesimo e geniale “Colpo di Stato”. Chi potrebbe negare che tanti concittadini vogliano un nuovo vincitore alle prossime elezioni? Senza contare quelli che andrebbero a votare già domani pagando di tasca propria. Ma la vera domanda che mi pongo è: “di chi c’è da fidarsi?”. Se la memoria non m’inganna, alla precedente tornata elettorale con Lista Unica, benchè potessero esserci potenzialmente molti dissidenti, la conta finale è stata di 1700 a 200 e rotti (ricordi molto approssimativi) e di conseguenza senza contare i pochi contrari o, se meglio preferite, non favorevoli, la quasi totalità ha “Scelto” l’attuale amministrazione. Tutto questo stona alle mie orecchie ogni volta che sento tutte queste voci “dissonanti”, che raccolgono malcontenti a destra e a manca. E la prima parola che mi viene in mente è “Coerenza”. Fermiamoci qui. Ognuno ha il diritto sacrosanto di cambiare idea, anzi si potrebbe definire stupido che non è in grado di farlo. Ma qualcosa di strano ci deve essere. I numeri sono grossi e, per quanto questa amministrazione non ci abbia regalato tutte queste gioie, non avrà certo fatto tanto peggio della precedente. Viene da presumere che nella cabina elettorale ci fossero molti a votare col naso tappato, o fuori da essa ce ne siano altrettante che giurano con le dita incrociate ben nascoste. Questa è la mia più grande difficoltà: comprendere davvero chi abbia voglia di cambiare e chi no. Fare le dovute differenze da chi apre bocca tanto per farlo e chi invece lo fa per convinzione. Come si dice, quando si gioca a poker, non tutti possono avere le carte buone, e qualcuno la bugia la starà dicendo. E tra tante chiacchiere, chi ne esce pulito e vincitore? La risposta è più che semplice. Manca meno di un anno ed a mio modo di vedere non c’è all’orizzonte una personalità o un gruppo politico forte, credibile ed affidabile. La credibilità che offre chi si mette PRIMA al servizio per il bene del paese e POI cerca di ottenerlo con il consenso dei cittadini. Una sana competizione, che possa mettere in difficoltà il cittadino con scelte e progetti validi. Reale, con i numeri di 4 anni fa, ha dimostrato di essere un collante per la cittadinanza. Un collante che a sentir le voci di paese è più un solvente, o addirittura, volendo quasi esagerare, ha messo d’accordo tutti gli oppositori. Abbiamo permesso che in sede elettorale vincesse la macchina “acchiappavoti” creata dal Sindaco proprio quando non sarebbe servita, causa la Lista Unica. Una macchina che ha messo forse in difficoltà il Sindaco stesso, dovendo affidare a persone ruoli fuori dalla loro effettiva competenza e dovendo ripiegare più e più volte all’accentramento, all’esporsi in prima persona in più uffici. Un paradosso politico quello di avere tutte le poltrone a disposizione e trovarsi a dover saltare da una all’altra. In questo, per quanto discutibile sia l’operato, il Sindaco va oltre il suo mestiere. La verità è che anche facendo scelte sbagliate c’è la paura di dissentire, di far sentire la propria voce. Di arrivare ad un tale punto di timore di esporsi, da regalare un vuoto democratico come quello del trovarsi a poter eleggere solo una persona, come se alla fine tutti volessero che sia così. Allora che fare? Dobbiamo fare la conta di quanti si lamentano per poi scoprire che sono solo quei 200 e rotti a lamentarsi? Dobbiamo asserire che quando in un popolo tutti sono d’accordo si tiene a notare solo quelle poche persone che protestano? Forse prima di protestare e attuare la politica del silenzio, sarebbe bene impegnarsi per il paese, costruirsi una credibilità e capire che attualmente ci sono problemi che non possono essere risolti neanche dalla miglior amministrazione possibile. Lavorare per il bene di Minori, dei giovani, e di ottenere le migliori condizioni di vita possibile in un’Italia che sprofonda verso il collasso, cancellando giorno dopo giorno la propria identità nazionale. Uniti si sopravvive. Uniti si ricostruisce. Uniti si cresce. Uniti nel disinteresse si perde e si muore… Davide Sammarco – www.diavolella.it (Dedicato alle 200 e passa schede bianche)