La mia Positano a Luci Rosse . Oggi Luciano De Crescenzo a "Mare, Sole e Cultura"

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Luciano De Crescenzo è un habituè della manifestazione “Mare, Sole e Cultura” a Positano. La manifestazione targata Mondadori, ideata e curata da Enzo D’Elia (“Ma non voglio essere intervistato, io non devo apparire”, ci dice mentre si trova in salotta con Titti Marrone e Monda, al quale chiede, fra un anedotto e l’altro, di portare per l’anno prossimo qualche grosso nome americano della letteratura, tipo De Lillo, visto che li ha intervistati, ndr). Ieri sera si è parlato anche della “nostra” Titti, che amava molto questa manifestazione (“Era fra le ragazze più intelligenti, le sue domande agli scrittori erano le migliori…”, ricorda D’Elia). De Crescenzo questa sera è stato sulla meravigliosa terrazza dell’albergo Hotel Marincanto,  che sembra galleggiare fra cielo e mare, con una vista che va sulla costa d’ Amalfi, le luci di Praiano da una parte il promontorio di Punta Campanella dall’altro, un’altro spazio di straordinaria bellezza conosciuto grazie alla delocalizzazione in più strutture della manifestazione, a fare da anfitrione Luca Vespoli, che sta gestendo, con la cugina Monica, in maniera egregia questa struttura ricettiva, dotata di un ristorante, aperto al pubblico, fra i più interessanti della Costiera amalfitana, piatti tradizionali rivisitati con cura e attenzione, prodotti di qualità e l’ottima cucina dello chef di Sant’Egidio Mont’Albino Gianluigi Calabrese , struttura valorizzata e da valorizzare.  Mare , Sole e Cultura porta anche a dei riscontri sui media di non poco conto,  l’altro ieri su Il Mattino di Napoli, principale quotidiano della Campania e del Sud Italia, un articolo in prima pagina. “Quando ero giovane la televisione non era stata ancora inventata. Cosa facessimo la sera io non me lo ricordo. Immagino che andassimo a dormire. Oltretutto si mangiava poco, anche perché non c’era molto da mangiare. Mio padre era solito dire: «Dormire equivale a mangiare». Ma noi ragazzi non eravamo d’accordo. Al ristorante andavano solo i ricchi e in occasione di un matrimonio o di un compleanno. Se il ristorante stava lontano si prendeva il tram. Il taxi, o per meglio dire il tassì, lo si prendeva solo per andare all’ospedale e in occasione di fratture agli arti inferiori. Per gli arti superiori, invece, si continuava a prendere il tram. Perfino Rosa, la nostra cameriera ciociara, non era pagata e se qualcuno criticava mia madre per questo lei rispondeva: «Nemmeno io sono pagata e lavoro più di Rosa». A Positano sono venuto molte volte. In genere ci venivo con gli amici. Ognuno si portava una coperta e si dormiva all’aperto. Il motivo numero uno del nostro divertimento stava nell’acchiappanza. Eravamo un po’ come i ragazzi raccontati da Vittorio Caprioli e Raffaele La Capria nel film “Leoni al Sole”, vivevamo alla giornata, spinti dal desiderio di conquistare le belle signorine che affollavano il bagnasciuga. Le tedesche, in particolare, erano le nostre preferite. Ne ricordo una che ci dava anche dei soldi. Non era giovanissima ma in compenso molto generosa. Una notte venne a letto con tre di noi e a ognuno dette mille lire, questo quando le mille lire valevano mille lire. Lei si chiamava Elizabeth Von Krazen e stava sui quaranta. Il che equivale a dire che nella vita ho fatto anche il prostituto. Sia chiaro, però, che se la signora non mi piaceva evitavo qualsiasi contatto. Sono trascorsi molti anni da quei giorni spensierati, ma Positano si è trasformata nel tempo in una piacevole tradizione estiva. Certo, considerata la mia età, sarà difficile vedermi correre dietro le gonne di un’avvenente turista, anche se, detto tra noi, qualche sguardo lo “butto” ancora, non si sa mai. Nonostante il mio passo a volte incerto, però, non ho saputo rinunciare a calpestare quelle stradine che conducono al mare ed anche quest’anno parteciperò alla rassegna “Mare, Sole e Cultura”. In fondo, Positano rappresenta per me ciò che Itaca ha rappresentato per Ulisse: una casa dove non si può fare a meno di tornare”.

 

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