Lettere da Piano di Sorrento- Storia di "Nocciolina"

0

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO STORIA DI “NOCCIOLINA” “Nocciolina” è una dolcissima cagnetta: razza setter gordon tricolore ed è stata battezzata, con questo nome, dal luogo in cui l’hanno ritrovata e salvata e cioè località “Nocelle”, Casa Nocillo, Comune di Piano di Sorrento. Il cane, ora, scodinzola e guarda con riconoscenza i suoi salvatori: Massimo B. e Lidia G., eterni fidanzatini, amanti degli animali. Alla cagnetta, purtroppo, è stata amputata la zampa posteriore sinistra, per evitare l’evoluzione di una cancrena che l’avrebbe portata a sicura morte. Secondo il parere del veterinario, dal quale è stata operata, la povera bestia è finita in una tagliola (una di quelle trappole di origine “tribalica”, purtroppo ancora in uso dalle nostre parti). Ma procediamo con ordine. Massimo B., professionista, l’11 luglio scorso, si era recato, per ragioni di lavoro, in Arola di Vico Equense. Nel percorrere con la sua auto via Lavinola, strada che dal Comune di Piano porta ad Arola, ha notato, ai bordi della strada, una cagnetta con una zampa spezzata, così gli è sembrato. Ha fermato l’auto e si è avvicinato alla bestiola, constatando che la stessa aveva una zampa, quella posteriore sinistra, gonfia, tumefatta ed intorno a lei ronzavano mosche e mosconi. Resosi conto della necessità d’intervenire per salvare la povera bestia, ha telefonato alla sua fidanzata, Lidia G., animalista e molto impegnata a raccogliere randagi abbandonati e a prendersi cura di animali maltrattati. In due hanno avuto molta difficoltà nel catturare l’animale che, impaurito per la loro presenza, si è addentrato, pur zoppicando, in un cunicolo di rovi e sterpaglie, evidentemente la sua tana, dove ha convissuto, con topi morti, immondizie ed altro. I due ragazzi, riusciti finalmente a prendere l’animale, e sopportando il fetore purtroppo emanante dalla bestia, l’hanno trasportata in auto sino a Piano di Sorrento da un veterinario convenzionato con la Lega del cane. Il professionista ha suggerito di amputare la parte restante della zampa per evitare l’evolversi della cancrena e quindi gli effetti letali della stessa. Questa cagnetta, ferita, per diversi giorni ha vissuto questo suo dramma; si poteva salvare anche la zampa se qualcuno fosse intervenuto prima. Duole considerare: sebbene diverse persone l’avessero vista (qualcuno le ha portato anche da mangiare, pare un rappresentante della Lega del cane), nessuno ha provveduto a soccorrerla ed a portarla prima da un veterinario. (Avv. Augusto Maresca)