Sì legge conflitto interessi Pd? Non salva Berlusconi

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Sì legge conflitto interessi Pd? Non salva Berlusconi

Proposta Mucchetti ‘riguarda i prossimi 40 anni’. Grillo: amici giaguaro cambiano leggi per Cav

13 luglio, 15:16

ROMA – All’Italia serve ”una moderna legge sul conflitto di interessi come la hanno tutte le democrazie”. Lo dice Guglielmo Epifani parlando della proposta del Pd sull’incandidabilita’. La proposta Mucchetti, quindi, ”non c’entra nulla” con il caso Berlusconi: ”E’ una proposta che riguarda i prossimi 40 anni di vita del Paese’. Il Ddl Zanda-Mucchetti – spiega – é stato presentato un mese fa. Improvvisamente viene visto come qualcosa che aiuta Berlusconi. Non serve a questo scopo, ma ad avere in Italia una legge europea sul conflitto di interessi moderno al posto di una legge molto datata come quella in vigore, che ha 50 anni”. A chi gli chiede di dissensi nel partito sull’iniziativa legislativa in Senato, Epifani risponde: ho visto solo una senatrice che dice di non sapere, il che è strano perché il testo è sostenuto dalle firme di metà gruppo parlamentare, e Civati, il quale ho spiegato che è una legge buona e positiva e non una legge pro Berlusconi.”.

“La proposta del Pd sull’incandidabilità – chiarisce Epifani – non c’entra nulla con la politica di queste ore: è una proposta che riguarda i prossimi 40 anni di vita del paese”.

I timori per la tenuta del governo sono legati alle questioni interne del Pd? “Quello che conta – dice Epifani, replicando a Berlusconi – sono i fatti e io non posso scordare quello che ha detto Brunetta quando si è trattato di sospendere il Parlamento”. Berlusconi “oggi dice una cosa al centrodestra, ieri ha detto il contrario e domani chissà…”, dice Epifani a margine della conferenza delle donne Pd. E poi aggiunge: “La cosa che capisco è che contano i fatti: io non mi scordo quello che ha detto Brunetta quando ha proposto di sospendere il Parlamento in ragione della Corte Costituzionale. Queste cose – conclude – peseranno”.

 

ANSA 13 luglio, 15:16

 

Inserito da Alberto Del Grosso