Rifiuti, incendi e veleni a Napoli Un patto per la «Terra dei fuochi»

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Interviene il ministro della salute. Don Patriciello: Servono altre armi. Sodano: inserire reato ambientale nel codice penale. NAPOLI – Oggi il contrasto, domani l’azzeramento: è questo l’obiettivo del Patto per la Terra dei fuochi, protocollo sottoscritto oggi a Napoli. Il protocollo prevede un un sistema di iniziative concrete rivolte a contrastare il fenomeno dei roghi tossici nelle zone tra le province di Napoli e Caserta. Le Prefetture di entrambe le città svilupperanno un piano di intervento teso a orientare le attività, attuare, sulla base della suddivisione del territorio in aree omogenee, controlli delle attività produttive (rivenditori di gomme, officine, laboratori tessili) che forniscono – si legge nel testo del documento – «materia prima per gli incendi». La Regione Campania mette in campo 5 milioni di euro a valere sui fondi Fas che diventano immediatamente disponibili per le iniziative di contrasto e governo del fenomeno. Attraverso dei bandi i fondi saranno poi trasferiti ai Comuni che dovranno doparsi di un regolamento che assimili i rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani. L’Anas, la Regione, le Province effettueranno anche il monitoraggio della viabilità di competenza per individuare le presenza di eventuali cumuli di rifiuti. Viene reso operativo Prometeo – il portale del Patto – che consente un’informazione costante e aggiornata sulle azioni di contrasto e governo del fenomeno dei roghi di rifiuti e favorisce forme di collaborazione attiva e partecipazione da parte delle associazioni e dei cittadini. Don Patriciello. «Il protocollo è un primo passo avanti, ma il problema deve essere affrontato con altri armi, quelle attuali sono ancora insufficienti». Lo ha detto don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (Napoli), in merito al protocollo «Patto per la Terra dei Fuochi», contro il problema dei roghi dei rifiuti. «Servono altre armi – ha affermato – Bisogna impedire a questi rifiuti di entrare in Campania, tracciarli». Sodano. «Oggi che esiste un Governo sostenuto da un maggioranza politicamente trasversale, appare urgente l’ inserimento del delitto di reato ambientale all’interno del codice penale». Lo ha detto il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, in merito al protocollo «Patto per la Terra dei Fuochi», sottoscritto oggi a Napoli. Allo stesso modo, ha sottolineato Sodano, «è altrettanto urgente lo stanziamento di risorse necessarie per un intervento di bonifica di tutti quei luoghi che sono stati oggetto, in questi decenni, dello sversamento illecito da parte delle ecomafie». «Per quanto riguarda il Comune, anche prima della sottoscrizione del protocollo – ha ricordato – sono state realizzate diverse bonifiche nelle zone più esterne della citta e, poche settimane fa, è stata approvata una delibera di stanziamento di 500 mila euro per le bonifiche dei siti di sversamento illecito». «Il protocollo contro i roghi tossici, sottoscritto oggi – ha aggiunto – rappresenta il frutto dell’impegno che comitati e cittadini dell’area compresa fra Napoli e Caserta hanno portato avanti, per anni, con coraggio e determinazione». «Questa amministrazione, fin dall’inizio del suo mandato, ha sempre avuto la massima attenzione verso questa battaglia condotta dal territorio – ha proseguito – Il protocollo rappresenta un punto di partenza per contrastare tale fenomeno criminale contro l’ambiente e la salute dei cittadini». «Adesso deve essere sempre di più rafforzata l’opera repressiva e preventiva da parte delle forze dell’ordine – ha concluso – ma deve anche essere realizzato, sul piano legislativo nazionale, l’inasprimento delle pene per reati ambientali». In serata interviene il ministro della Salute. «Ho chiesto all’Istituto superiore di sanità di fare un’indagine più accurata e approfondita sulla relazione tra alcune patologie e l’inquinamento prodotto dai roghi dei rifiuti in Campania per dare certezza a chi vi abita, sui protocolli da rispettare e sui rischi che possono correre». Lo ha affermato il ministro Beatrice Lorenzin in un’intervista a RaiNews24. «Ho ricevuto – ha aggiunto – l’invito di Roberto Saviano a visitare la Terra dei fuochi in Campania e ho detto che accettavo di far questo sopralluogo con lui. Mi rendo conto della preoccupazione della popolazione che vive in zone così compromesse».

IL MATTINO.IT