La Terra dei Fuochi terra di rifiuti tossici raccontata a Bruxelles all´ Europa

0

 

di Marco Di Caterino Un racconto choc. Che ha atterrito e ammutolito (e fatto vergognare i rappresentati italiani) i componenti della commissione Petizione della Comunità Europea, presieduta dall’onorevole Ermina Mazzoni. Olandesi, francesi, tedeschi ascoltano e scuotono la testa alle parole del parroco antiroghi Maurizio Patriciello. Come si vede dalla diretta streaming dalla sede delle commissioni del Parlamento europeo a Bruxelles, le traduzioni in simultanea non lasciano spazio agli equivoci: il racconto è breve ma inquietante. Sandali ai piedi e il rosario stretto perennemente nella mano destra, don Maurizio Patriciello, a Bruxelles, con voce calma, ha raccontato la tragedia della «Terra dei Fuochi». Il suo è stato un grido di denuncia e richiesta di aiuto. «Per venti anni la nostra terra è stata riempita di scorie avvelenate. Interrate o date alle fiamme. Tutto questo grazie a complicità tra camorra e politici conniventi a tutti i livelli. Le ultime statistiche ci dicono che tra Caivano, Acerra, Marcianise, Orta di Atella, ci sono circa due milioni e mezzo di scorie interrate sotto i campi coltivati – ha spiegato il sacerdote – Veleni che vengono dal nord. Il cui flusso continua anche in questo momento. Una tragedia nascosta da tutti. Vi sembrerà strano e poco plausibile, ma siamo stati noi, la gente comune, e gli stessi sacerdoti che per primi si sono resi conto del vertiginoso aumento delle morti per cancro – aggiunge il prete coraggio – E qualcuno ci scherza su, affermando che è lo stile di vita dei napoletani. E voi avete l’obbligo di intervenire. Dobbiamo bloccare il traffico delle scorie. Dobbiamo individuare i campi avvelenati e quelli ancora sani. Domenica ho messo ai piedi dell’altare i pomodori al tetracoloroetilene, coltivati su ben cinque campi – oltre 60 mila metri quadrati – irrigati con l’acqua di un pozzo avvelenato». Nell’aula è calato il silenzio. È stato poi il turno dell’oncologo Antonio Marfella: «La produzione dei rifiuti industriali è giunta ai 140 milioni di tonnellate. E se l’emergenza rifiuti urbani ha portato la Campania ad essere lo zimbello d’Europa, le organizzazioni criminali ci hanno fatto diventare, insieme alla Grecia, la discarica tossica d’Italia. Da noi sono smaltiti dai 30 ai 35 milioni di tonnellate di scorie di aziende che producono in nero, e cioè in regime di evasione fiscale. Faccio appello a Voi, affinché sia varata una legge che preveda il tracciamento dei rifiuti industriali in tutta Europa. La nostra regione mostra chiari dati epidemiologici di avvelenamento della popolazione. Vi chiedo di insistere sul governo regionale affinché destini maggiore risorse sullo studio epidemiologico delle persone che vivono nella Terra dei Fuochi. Sarebbe ora che anche la Comunità Europea adottasse una legge specifica sui reati ambientali e il traffico di rifiuti industriali. Questa lacuna rende alla camorra e mafia la seconda entrata di capitali, dopo il narcotraffico». Le cause le ha spiegate l’europarlamentare Andrea Zanoni: «È un problema sicuramente di falle nel controllo, ma anche nei tempi delle procedure d’infrazione. Questo attuale sistema non è né efficace, né efficiente. Questo comporta che i rifiuti oltre a essere sversati illegalmente, circolano liberamente. Il sistema deve essere cambiato. Necessari controlli serrati del sistema nazionale come ad esempio una polizia ambientale. La Commissione per le Petizioni deve fare pressione sulla Commissione Ue, per far cambiare le cose”. Forse una speranza per la Terra dei Fuochi è appena nata.