Napoli. Farmaci rubati e rivenduti: quattro arresti. In manette un infermiere, venti gli indagati

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Napoli. Farmaci rubati negli ospedali per essere rivenduti su un mercato parallelo. Sono quattro le ordinanze di custodia agli arresti domiciliari eseguite ieri dai carabinieri dei Nucleo antisofisticazioni e sanità con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Napoli, Francesco Cananzi, che ha accolto le richieste formulate dal pm Henry John Woodcock. Dalle indagini è emerso che gli indagati, dei quali non sono stati diffusi i nomi, entravano in possesso di farmaci costosi, provenienti per la maggior parte da furti realizzati in strutture sanitarie pubbliche, e poi li rimettevano su un mercato clandestino. Tra le persone coinvolte figura anche un infermiere dell’ospedale “Pascale” di Napoli, la struttura specializzata nella cura dei tumori che in una nota ha precisato tuttavia che dall’ospedale non risulta essere stato sottratto alcun medicinale. Il danno accertato, nel periodo settembre 2010-gennaio 2011, ammonta a circa 30mila euro. Nell’inchiesta al momento risultano coinvolte molte più persone rispetto ai quattro finiti ieri agli arresti: venti indagati nei cui confronti non è stato comunque adottato alcun provvedimento cautelare. Si tratta di altre persone accusate, a vario titolo, di far parte dell’organizzazione dedita alla vendita dei farmaci rubati. I medicinali venivano piazzati non solo in Campania – in particolare nelle province di Napoli, Salerno e Caserta – ma anche in altre regioni. La maggior parte dei casi riguarda infatti furti di confezioni di medicinali a base di eritropoietina; una specialità molto costosa che viene somministrata a pazienti affetti da carenza di emoglobina. Prodotti che, a quanto si è appreso, venivano acquistati soprattutto da Testimoni di Geova che, per le loro convinzioni religiose, non si sottopongono alle trasfusioni di sangue: i farmaci vengono usati in sostituzione delle trasfusioni a pazienti che necessitano di sangue soprattutto a causa dell’anemia conseguente a interventi chirurgici i quali scelgono di curarsi con l’eritropoietina, un ormone, utilizzato spesso anche come dopante, che stimola la produzione di globuli rossi. (La Città)