Angri. Suicida Alberto Raiola, avvocato di 37 anni

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Una città sconvolta. Un folto gruppo di amici che non riesce a darsi una spiegazione plausibile per quanto accaduto. Il dramma di Alberto Raiola, avvocato civilista, 37 anni di Angri, sconfitto dal ‘male di vivere’, ha fatto in pochi minuti il giro della città, gettando nello sconforto familiari e amici. Il tragico gesto ieri mattina, verso le 8,30. Per strada tanta gente: nei pressi del luogo del dramma l’ufficio postale di Piazza Annunziata, dove c’erano molti utenti in fila. Alberto Raiola ha deciso di farla finita, evidentemente sopraffatto da una profonda angoscia che sembra lo accompagnasse da qualche anno. Ha aperto il balcone della sua camera da letto – viveva con i genitori, il papà poliziotto in pensione, la mamma insegnante alla scuola media di San Valentino Torio in un appartamento al sesto piano di via Perris, traversa della centralissima Piazza Annunziata ad Angri – e si è lanciato nel vuoto. Un volo che non ha lasciato scampo al giovane, morto sul colpo a causa del violentissimo impatto sul selciato. A tentare di soccorrere il giovane avvocato, oltre ai sanitari del 118, i vigili urbani e la protezione civile. Per Alberto Raiola, però, non c’era più nulla da fare. Disperati i familiari del 37enne, rimasto nel cortile interno del palazzo fino all’arrivo dei soccorritori che, constatato il decesso hanno disposto il trasferimento della salma presso l’obitorio del cimitero di Angri. Il pm di turno non ha ritenuto opportuno disporre l’autopsia. L’ultimo saluto allo sventurato è previsto per stamattina. La notizia della morte tanto drammatica quanto prematura e inaspettata del giovane avvocato ha fatto subito il giro della città. La famiglia Raiola ad Angri è conosciuta e stimata. La sorella di Alberto, insegnante fuori sede, proprio ieri doveva mettersi in viaggio per riabbracciare genitori e fratello e trascorrere assieme le vacanze estive. Ieri mattina, in tribunale a Nocera, molti amici e colleghi di Alberto Raiola non potevano credere al fatto. Secondo gli amici che lo frequentavano, nulla lasciava presagire l’imminente tragedia. “Alberto era una persona disponibile con tutti – dicono – lavorava, non aveva problemi apparenti, l’anno prossimo aveva programmato il matrimonio con la sua fidanzata di sempre”. Il giovane avvocato era anche impegnato politicamente come membro dell’associazione politica “Noi con L’Italia” che frequentava con passione e dedizione. Un impegno nel mondo del lavoro e nella società civile che, però, non è riuscito liberarlo dal male di vivere che evidentemente lo angosciava nel profondo. (Metropolis)