Castellammare di Stabia. “C’è una bomba”, panico al Me.Di.

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Castellammare di Stabia. Trenta minuti di preoccupazione e di paura. Mezz’ora durante la quale il centro Me.di. di Castellammare è stato sgomberato da dieci poliziotti allertati dai vigili urbani in seguito ad una telefonata anonima che annunciava la presenza di una bomba. Erano le 9,30 di ieri, quando gli agenti hanno varcato l’ingresso della struttura di via Alcide De Gasperi comunicando a staff medico e pazienti, che gremivano la reception in attesa del loro turno, di uscire per favorire le ispezioni. C’era un ordigno. I poliziotti, supportati dai vigili urbani, hanno fatto evacuare il laboratorio polispecialistico, cercando di tranquillizzare soprattutto chi era già diventato preda del panico e i tanti pazienti anziani che dovevano sostenere dei controlli. Al termine delle indagini, allargatesi anche al vicino stabilimento Merid bulloni, non è stato trovato alcun pacco esplosivo. La telefonata si è rivelata soltanto uno bluff, uno scherzo di pessimo gusto, che adesso proverà, attraverso gli accertamenti del commissariato coordinato dal dottor De Lorenzo, ad avere un’origine. Il centro Me.Di. ha presentato denuncia contro ignoti ma dalla polizia fanno sapere che, qualora venisse identificato l’autore del gesto, sarà indagato per procurato allarme. Il responsabile del laboratorio di via De Gasperi, il dottor Giovanni De Cesare, ricostruisce la mattinata di paura vissuta dal suo personale e dai pazienti. “E’ stato senza dubbio – afferma – un momento difficile che, però, abbiamo gestito bene. Sono addolorato, però – prosegue – soprattutto per la nostra utenza in attesa di esami di tipo oncologico. Quando i poliziotti hanno disposto l’evacuazione – racconta – molte persone erano in via di somministrazione per esami con contrasto e, purtroppo, hanno dovuto attendere fuori, al sole, per oltre un’ora, durante una giornata, peraltro, molto afosa”. La struttura, che dispone di un capillare sistema di telecamere a circuito chiuso volto a monitorare le attività interne ed esterne al centro di analisi, non ha mai ricevuto intimidazioni o atti criminali. “Questa sorta di attentato mi sembra molto strano – aggiunge il responsabile – Noi non abbiamo mai ricevuto minacce da parte di associazioni a delinquere, né tanto meno possiamo diventare il bersaglio di qualche terrorista”. Tuttavia, il dottor De Cesare non esclude che l’allarme bomba possa essere stato ideato da chi vuole danneggiare l’immagine, la credibilità o i guadagni del centro. “Credo, invece, che la telefonata anonima provenga da qualche buontempone o da delatori. Da persone, cioè, che, in questo modo, vogliono destabilizzarci e ledere l’attività dell’azienda”. (Paolo Di Capua – Metropolis)