Castellammare di Stabia. Risse e spari nella movida violenta. Allarme sicurezza in villa comunale

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Castellammare di Stabia. Una scazzottata finita con una stretta di mano. Tutto a posto, amici come prima. In realtà niente era tutto a posto. Il ragazzino che aveva avuto la peggio si è rimesso sullo scooter, è andato a casa a prendere una pistola e quando è ritornato in villa comunale, dove si era consumata la lite che aveva coinvolto anche altri ragazzi tutti sotto i venticinque anni, ha esploso due colpi di pistola contro le ruote del motorino di chi poco prima lo aveva aggredito. E’ accaduto domenica sera in villa comunale, poco distante dalla cassa armonica. Una fetta di lungomare che purtroppo, in questi anni, si è distinto nelle ore serali solo per episodi di vandalismo e di bullismo, tra risse, smercio incontrollato di ‘fumo’ e un gruppo di teppisti che non hanno alcuna remora da aggredire inermi turisti capitati a Castellammare e tanto meno coppie di ragazzi alla ricerca di intimità. L’episodio di domenica è sconcertante, come ammettono gli agenti intervenuti sul posto dopo essere stati avvertiti da una telefonata. Sul posto i carabinieri non hanno trovato traccia dei responsabili del fatto, chiaramente, ma si sono concentrati a cercare i bossoli dei proiettili per capire che tipo di pistola è stata utilizzata e soprattutto se si tratta di un’arma regolarmente registrata e in possesso di chi. Rilievi che non hanno ancora dato un responso, ma al di là del caso che si è registrato domenica, a rendere difficile la situazione in villa comunale è proprio la presenza di ragazzi sui vent’anni che girano liberamente armati di pistole e coltelli. I centri di aggregazione giovanile in città sono le piazze, mancando qualsiasi altro tipo di attrazione ed è chiaro che dove si concentra la maggior parte dei ragazzi in libera uscita nelle serate estive del week end si può assistere di tutto. Anche a vere e proprie gambizzazioni, come accaduto alcuni mesi fa, quando rimase ferito un giovane ‘attenzionato’ dalle forze dell’ordine come Vincenzo Spista insieme all’amico Francesco Iovine e per il quale finì in manette Giacomo Di Somma, figlio del boss Raffaele ‘o ninnillo. Anche in quella circostanza era scoppiata una lite a colpi di casco in villa comunale. I due ragazzi vennero colpiti da diversi proiettili mentre erano in auto e stavano percorrendo via Bonito. Un precedente allarmante che la dice lunga su quanto le ‘mazzate’ tra ‘guaglioni’ siano sintomatiche delle rivalità tra clan avversi e possano sfociare in qualcosa di peggio. A danno della sicurezza in città. Le forze dell’ordine hanno raddrizzato ulteriormente le antenne e hanno rafforzato il controllo del territorio. Perché la tensione è altissima, il clima infuocato. E non è questione di clima. Una questione, quella della sicurezza, del ripristino della legalità e della prevenzione di piccoli ma pericolosi episodi di microcriminalità su cui la nuova amministrazione presieduta da Nicola Cuomo dovrà lavorare parecchio. Il compito, assegnato al vicensindaco Mariarita Auricchio, sarà quello di potenziare il corpo dei vigili urbani soprattutto nel periodo estivo. Compito più arduo, forse, della prevenzione stessa di questi fenomeni. (Rocco Traisci – Metropolis)