Cava de´ Tirreni. Il saluto di Cava a Dom Rota: “Esperienzaindimenticabile”

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Cava de’ Tirreni. Si è chiusa alle prime luci dell’alba di ieri mattina la straordinaria esperienza di Dom Giordano Rota all’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni, per far ritorno nel suo monastero di San Giacomo Maggiore di Pontida (Bergamo). In seguito all’ufficialità del cambio al vertice del cenobio cavense, arrivata lunedì scorso con la promulgazione di un decreto della Congregazione dei Vescovi con il quale la Sante Sede ha nominato Don Leone Morinelli neo Amministratore Apostolico della Badia di Cava fino alla nomina del nuovo Abate Ordinario, poco prima delle 6 di ieri mattina, dopo aver salutato i confratelli, Rota è stato accolto a sorpresa sul piazzale della Badia dai suoi ‘giovani’, per i quali tanto si è speso in questi anni per “spalancare le porte dell’Abbazia”, prima di partire alla volta del suo paese di origine. Tuttavia, domenica mattina, in una chiesa cattedrale gremita, l’Abate Rota ha salutato la comunità monastica e l’intera città di Cava de’ Tirreni che in poco tempo ha apprezzato il suo dinamismo e tutta la sua umanità. “La mia permanenza per quasi tre anni alla Badia di Cava – ha dichiarato Rota – è stata un’esperienza che mi ha arricchito per i tanti contatti avuti con personalità del mondo ecclesiastico, civile e militare, grazie all’anno del Millennio, ma soprattutto grazie al glorioso passato di questa Abbazia. L’anno del Millennio è stato davvero un anno di grazia che, per chi ha saputo farne tesoro, ha arricchito i nostri cuori ed il nostro spirito. Un grazie va a coloro con i quali in questi anni sono stato a contatto per svariati motivi, per una collaborazione, per una parola di conforto, per un progetto a volte pensato e costruito insieme, per un gesto di carità, per un momento di preghiera insieme o per semplice amicizia nata in questi anni, porterò tutti nel cuore. Certamente – ha proseguito Rota nel suo discorso – in questo momento si ricordano le cose belle, ma in questi giorni ho pensato anche ai miei gesti, a volta frettolosi, alle mie scelte, forse troppo ferme, ed alla mia persona, non così calorosa come eravate abituati, ed altri miei difetti, per i quali mi scuso ed invoco la misericordia del Signore. Prima di partire, però, non dimenticherò una valigia, quella più grande, quella in cui in questi anni ho posto tutto l’affetto, tutto il calore e la stima che ho ricevuto”. A raccogliere il testimone alla guida dell’Abbazia, Don Leone Morinelli, che ha posto a Giordano Rota i saluti della comunità monastica. “La sua permanenza a Cava lasciano un’impronta indelebile, un esempio per noi monaci e per tutti i fedeli che sono venuti a contatto con lei. Basta pensare al Millennio, le cui celebrazioni ha curato con intelligenza, con determinazione, con amore e con lo stile di un vero benedettino. Sono di quest’anno due decisioni epocale della S. Sede: il ridimensionamento diocesano del territorio dell’Abbazia e l’inserimento della Congregazione Cassinense in quella Sublacense. Questo secondo evento è il più grande titolo di merito del Padre Abate Rota, il quale è sceso con semplicità dal piedistallo della Presidenza della Congregazione Cassinense per costruire in soli 2 anni un’unione tanto auspicata fin dagli anni ’40 ma mai realizzata per motivi di prestigio. “Dio – ha proseguito Don Leone – non turba mai la gioia dei suoi figli se non per preparagli una più certa e più grande. Per tutto ciò che ha fatto ed il bene che ci ha voluto in questi anni, Le diciamo un grande grazie. Ci auguriamo che i Santi Padri Cavensi accompagnino per mano il Padre Abate Rota nei negli anni avvenire che siano lieti e sereni, e che continuino ad essere le guide sicure nel cammino della perfezione monastica”. Particolarmente sentito anche il saluto del primo cittadino Marco Galdi e quello di Monsignor Osvaldo Masullo. (Valentino Di Domenico – Metropolis)