RAVELLO ASPETTA I SUOI REPERTI DI VILLA RUFOLO DALLA FRANCIA

0

Ravello, Costiera amalfitana. Il mosaico Villa Rufolo si va sempre più completando. Un tassello importante sta per aggiungersi alla ricostituzione del patrimonio originario: a tre anni dall’avvio delle procedure di recupero, la Magistratura francese ha disposto la restituzione dei reperti provenienti da Villa Rufolo e messi all’asta a Parigi dagli eredi di madame Tallon, ultima proprietaria privata del complesso monumentale. Una nota ufficiale del Ministero dei Beni Culturali ha messo il suggello dell’ufficialità alle notizie che ufficiosamente avevano già fatto gioire i protagonisti di questa bella vicenda. Fare nomi è sempre difficile e rischioso – si legge in una nota diramata alla stampa a firma del segretario generale della Fondazione Ravello, Secondo Amalfitano – senza voler stilare una vera graduatoria di meriti, riteniamo di poter segnalare alcuni uffici ed istituzioni che hanno straordinariamente supportato la Fondazione Ravello in questa avventura a lieto fine: il MIBAC e il MAE, la Procura della Repubblica di Salerno, la Direzione Regionale dei Beni Culturali, le Soprintendenze Archeologica, Artistica e Ambientale di Salerno, il Nucleo CC di tutela e protezione del Patrimonio Artistico, sono stati solleciti e puntuali nel porre in essere tutte le azioni necessarie per ottenere la restituzione, per nulla scontata, di importanti reperti che andranno ad aggiungersi al patrimonio precedentemente acquistato dalla Fondazione Ravello che ha partecipato a due distinte aste a Parigi. Avevamo già dato ampie assicurazioni ai diversi cittadini e associazioni che sollecitavano e fremevano per la conclusione della vicenda, ma ci rendiamo conto che, in un mondo di parolai e venditori di fumo, le parole servono a poco. Ancora una volta Fondazione Ravello, oggi presieduta dal prof. on.le Renato Brunetta, risponde con i fatti e dà conto del suo operato. Fino ad oggi nessuno, e sottolineiamo NESSUNO, impegno è stato disatteso, questa ne è l’ennesima riprova. Se spesso lasciamo scorrere nel silenzio e nell’indifferenza piccoli attacchi di basso profilo populistico, è solo per mantenere alto il buon nome di Ravello, ed evitare che anche piccoli schizzi di fango possano imbrattare il suo profilo mondiale. Contiamo – conclude Amalfitano – di poter a breve organizzare al meglio, accollandoci tutti gli oneri economici, il rientro dei reperti. In stretto contatto con il Ministro Massimo Bray e tutte le altre Istituzioni interessate, puntiamo ad organizzare un evento di presentazione di questa attività in uno a tutti gli altri risultati della intensa attività della Fondazione Ravello. LISTA DEI REPERTI DISSEQUESTRATI LOTTO 241: Frammento di sarcofago scolpito ad alto rilievo e raffigurante 3 busti. Sembra si tratti di una scena raffigurante la cattura del personaggio centrale. LOTTO 242: Bocca di fontana gianiforme: un uomo di età matura che raffigura il passato e un volto giovane che rappresenta l’avvenire LOTTO 249: Insieme di frammenti d’architettura in pietra di cui due elementi di cornicione e uno di rosone in marmo grigio LOTTO 342: Insieme di quattro specchi in legno dorato e tagliato con rilievi neri a volute traforate, interno dello specchio in metallo LOTTO 358: Insieme di cinque rilievi in stucco raffiguranti scene della bibbia. Questo ensemble decorativo è un importante souvenir, emblematico del Palazzo Rufolo LOTTO 393: Colonna in pietra e mosaico LOTTO 406: Coppia di tavolini bassi in metallo patinato verde bronzo. Il piano costituito da piastrelle in ceramica raffiguranti il palazzo Rufolo da diversi punti di osservazione. Anni ’50.