Trasporti al sud: anche la costa d´ Amalfi è penalizzata

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Sui quotiodiani nazionali, da qualche giorno, si leggono critiche, statistiche, suggerimenti per lo stato dei trasporti del Sud dell’Italia: un problema di vecchissima data che è lontano anni luce dalla soluzione e non certamente per colpa dell’utenza. Nel mirino della critica (quanto mai veritiera) sono finite le Ferrovie, osannate dal Nord fino a Napoli-Salerno nella direttrice centrale, che più a Sud sono rimaste allo stato anteguerra. Se a qualcuno venisse voglia di non usare la strada ferrata in alcune zone, potrebbe sempre e comunque optare per i trasporti su gomma che, solo per alcune ben definite aree, funzionano sufficientemente. I turisti, però, restano sconvolti anche perchè seguono alla lettera i suggerimenti propinati in continuazione di usare i mezzi pubblici e non l’auto privata, sperando che funzionino specialmente in costa amalfitana. Difatti una forte percentuale arriva, zaini in spalla, per occupare camere prenotate, e spesso prepagate, on line e, spesso, li si nota, disorientati, a qualche fermata dell’autobus di linea della costa d’Amalfi, sempre meno attrezzate, senza riparo; una volta arrivato l’autobus, che si annuncia strombazzante, scoppiettante e fumoso, costretti ad armeggiare con il portabagagli per sistemare le valige anche con pioggia battente, da soli. Questo accade in costa amalfitana: la Divina a detta di tanti, dove sempre più spesso le corse saltano, dove anche quando il bus arriva in orario non si ferma perchè stracolmo, dove si passano molte ore nell’attesa e molte a percorrere (causa continuo intasamento) pochi chilometri, ecc. Accade in costa d’Amalfi dove i viaggiatori amano non sedersi sul bus per non macchiare il vestito; dove boccheggiano perchè l’aria condizionata non funziona, dove rimettono anche l’anima per le continue curve e per il fastidioso odore che è ormai stagnante. E pagano più del residente, anche lui alla mercè di tanta disorganizzazione, di eccessiva carenza di controlli, di cancellazione dei più elementari diritti dell’utente. gaspare apicella

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