Salerno. La villa dell’incuria. I giardini di Fratte sono terra di nessuno

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Salerno. Potrebbe essere un luogo ameno dove, d’inverno, passeggiare o sedersi al sole nelle giornate più luminose e, d’estate, godersi un po’ di fresco nelle sere più afose. E invece è un posto dove regna l’incuria, dove le famiglie hanno paura ad entrare vista la gente poco raccomandabile che la frequenta assiduamente. Dove le panchine sono state distrutte dall’inciviltà e dove perfino gli abitanti di Fratte, a malincuore, la ritengono “terra di nessuno”. È la villa comunale di via Francesco Spina, unico polmone verde pubblico del quartiere, lasciata a se stessa da quando è stata realizzata, non più di dieci anni fa. Il giardino, o quel che resta di esso, è a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Fratte, ma è praticamente uno dei luoghi meno frequentati del quartiere nonostante la sua centralissima posizione. Il perchè è presto spiegato: «La villa non è mai stata sorvegliata e sia di giorno che di notte è aperta a chiunque. E chiunque può fare al suo interno ciò che vuole – afferma uno dei residenti della zona – e lo stato in cui versano gli arredi la dice lunga, d’altronde». Gli abitanti del quartiere guardano con invidia al vicino parco Pinocchio e si chiedono perchè il “loro” parco non sia stato preservato dagli incivili allo stesso modo: «Non c’è sorveglianza e i cancelli rimangono aperti anche di notte – aggiunge il residente – ed è normale che i giardini siano diventati ricettacolo di micro delinquenza che arriva anche, e soprattutto, da fuori zona». La manutenzione dei giardini è affidata a una cooperativa ma pare che da alcuni giorni di inservienti non se ne siano visti in villa; alcuni abitanti del quartiere parlano di un problema causato da un passaggio di testimone da una ditta a un’altra ma, quel che più dispiace, è che proprio in questi primi giorni d’estate i giardini siano impraticabili. «In passato c’erano alcuni guardiani che si occupavano principalmente della manutenzione e della pulizia dello spazio – racconta un altro abitante del quartiere – ma, sicuramente, non avevano l’autorità per sanzionare, o per lo meno per segnalare, chi nei giardini si comportava peggio che a casa propria». Per questo ora i residenti del rione si rivolgono all’amministrazione: «Perchè non chiuderla almeno di notte? – chiedono – sarebbe un piccolo passo verso una maggiore tutela del luogo». (Fiorella Loffredo – La Città)