Fmi: ´Mantenere l´Imu, Italia risani con crescita´

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Fmi: ‘Mantenere l’Imu, Italia risani con crescita’

Da Washington stop su tassa prima casa. Letta: ‘Difficile toglierla’. Ma il Pdl incalza il governo

04 luglio, 23:16

L’Fmi ha tagliato dal -1,5% al -1,8% le  stime sul Pil italiano del 2013. Ha alzato quelle per il 2014 dal +0,5% al +0,7%. “La ripresa è attesa a fine 2013, sostenuta dall’export e da una modesto miglioramento degli investimenti”. ”Le prospettive di crescita restano deboli, la disoccupazione è a livelli alti in modo inaccettabile e la fiducia del mercato è ancora debole”. Sono state adottate “azioni decise dalla fine del 2011 per rafforzare i conti pubblici”, ma “il lavoro non è ancora completato”. “Un ribilanciamento del risanamento fiscale è assolutamente necessario per sostenere la crescita“. E’ necessario “modificare la composizione del risanamento attraverso tagli di spesa e minori tasse”. Un efficace pagamento dei debiti P.A “può ridurre le difficoltà del credito delle aziende”. L’Fmi si schiera poi contro la cancellazione dell’Imu sulla prima casa. “La tassa sulla proprietà sulla prima casa dovrebbe essere mantenuta per ragioni di equità ed efficienza e la revisione dei valori catastali accelerata per assicurare l’equità”. ”La priorità deve essere data ad aumentare la bassa occupazione dell’Italia, soprattutto di giovani e donne”. Dimezzare il gap con il resto dell’Europa, spiega l’Article IV del Fmi, “potrebbe alzare il Pil di circa il 2,5% entro il 2018”. E’ necessario agire “per migliorare la bassa produttività e competitività dell’economia”. Il Fondo riconosce “i progressi significativi nel consolidamento fiscale“, di bilancio, dell’economia italiana. Lo ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni.

SACCOMANNI, CALO TASSE LAVORO SE RIPRENDE CRESCITA – “Ci aspettiamo che la ripresa dell’attività economica si materializzi nella seconda parte dell’anno”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, nella conferenza stampa con il Fondo Monetario Internazionale. “Quanto prima l’economia italiana riprenderà il sentiero di crescita, tanto più facile sarà il processo di riaggiustamento della tassazione” sul lavoro e sulla produzione.E sull’invito a mantenere l’Imu, il ministro sottolinea che si tratta di “una questione che stiamo valutando. Certamente terremo conto dell’opinione del Fmi. L’obiettivo è trovare un consenso all’interno della coalizione”. “La riduzione del debito è una delle priorità, perché il peso del debito rappresenta un freno alla crescita”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, riferendo che il governo riprenderà “lo strumento delle dismissioni del patrimonio pubblico. Dopo il momento di pausa del processo dovuto alla fase politica abbiamo intenzione di riprendere in mano questo dossier”.

DRAGHI: ‘RIPRESA PIU’ AVANTI NELL’ANNO, BCE AIUTA FINCHE’ SERVE’ – Ci sono ‘prospettive per una ripresa economica più avanti nell’anno e nel 2014. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, al termine della riunione del board della Banca centrale europea a Francoforte, spiegando che a ‘sostenere la ripresa dovrebbe essere la politica monetaria accomodante della Banca centrale, che resterà così fino a quando sarà necessario’. Draghi giudica positivi ‘i passi fatti avanti nell’unione bancaria ma – ha aggiunto – devono essere attuati tempestivamente. La Banca Centrale Europea nella riunione di oggi ha lasciato intanto il tasso d’interesse di riferimento fermo allo 0,50%. La decisione era attesa dal mercato. L’Eurotower ha lasciato invariati anche il tasso marginale all’1% e quello sui depositi a zero.

MILANO VOLA (+3%) CON DRAGHI ED EUROPA – Piazza Affari chiude in deciso rialzo. Il Ftse Mib ha guadagnato il 3,44% a 15.808 punti.. A spingere i listini le parole del presidente della Bce Mario Draghi, che ha indicato che manterrà una politica monetaria accomodante. Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco chiude in calo a 274 punti base dai 284 punti di ieri, con il rendimento del decennale del Tesoro al 4,38%. La forbice Madrid-Berlino termina a 298 punti base col tasso sui Bonos al 4,63% e per Lisbona il differenziale si attesta su 541 punti base con il tasso al 7,04% L’euro scende sotto quota 1,29 dollari dopo il presidente della Bce Mario Draghi ha detto che manterrà ancora a lungo una politica monetaria accomodante e che il tasso di riferimento potrebbe calare ulteriormente. La moneta unica è scesa fino a 1,2883 dollari per poi assestarsi attorno a 1,2895 dollari.

 

ANSA  04 luglio, 23:16

Inserito da Alberto Del Grosso