Bari. Teatro Margherita. Passeggiate nell’arte nativa americana tra musica e letteratura.

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Indian Paths – Passeggiate nell’arte nativa americana tra musica e letteratura. Riflessioni sulla cultura contemporanea dei nativi d’America, con Laura Coltelli ed Emanuele Arciuli. 4 luglio ore 18.00, Teatro Margherita, Bari. 

 

Nell’ambito della mostra delle opere di Jimmie Durham “Wood, Stone and Friends”, in corso fino al prossimo 31 agosto al Teatro Margherita, il 4 luglio un appuntamento da non perdere: “Indian Paths – passeggiate nell’arte nativa americana tra musica e letteratura”. Per l’occasione Laura Coltelli, professore ordinario di Letteratura angloamericana all’Università di Pisa, tra i massimi esperti di letteratura dei nativi americani, ed Emanuele Arciuli, pianista classico, da sempre attento ai linguaggi della contemporaneità e interprete di numerose opere di compositori nativi, guideranno il pubblico tra le opere esposte.

L’appuntamento, a ingresso libero, è alle ore 18.00 di giovedì 4 luglio 2013 al Teatro Margherita.

 

 

Indian Paths – Passeggiate nell’arte nativa americana tra musica e letteratura

Riflessioni sulla cultura contemporanea dei nativi d’America

con Laura Coltelli ed Emanuele Arciuli

Teatro Margherita

4 luglio ore 18.00

 

 

La mostra di Jimmie Durham ci consente di porre l’attenzione su una produzione artistica tanto interessante e ricca quanto poco conosciuta in Italia. I nativi americani, che hanno alimentato l’immaginario collettivo di intere generazioni, troppo spesso sono liquidati come fenomeno folcloristico, ridotti a immagini stereotipate, e comunque considerati come memoria del passato, fra leggenda e realtà.

Invece la nazione indiana è più viva che mai e, lottando per affermare la propria cultura, ha trovato nell’espressione artistica una via importante e felice. Non solo arti visive, ma anche danza, musica, letteratura, teatro e cinema.

Un’espressione artistica varia, complessa, perfettamente inserita nella postmodernità con un’autorevolezza che rifugge da ogni cliché e si afferma sempre più a livello internazionale.

Ci è sembrato interessante, allora, far “parlare” quest’arte in una sorta di passeggiata, tra le opere – ricche di implicazioni e memorie – di Jimmie Durham. Ci condurranno in questo percorso due guide d’eccezione Laura Coltelli ed Emanuele Arciuli. 

 

Emanuele Arciuli suona regolarmente per alcune delle istituzioni musicali di maggiori prestigio (Teatro alla Scala, Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Biennale di Venezia, Berliner Festwochen, Rotterdam Philharmonic, Brussel Philharmonic, Miller Theater di New York, Wien Modern al Musikverein, Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, Teatro San Carlo di Napoli, ecc.). 

Il suo repertorio spazia da Bach alla musica d’oggi, di cui – con speciale riferimento agli Stati Uniti – è considerato uno degli interpreti più convincenti. Numerose le opere a lui dedicate e da lui eseguite in prima assoluta. 

Il suo interesse per la cultura dei nativi americani si è concretizzato in progetti realizzati a Washington e Santa Fe. Ha inciso numerosi cd per Innova Records, Chandos, Bridge, Vai e Stradivarius. L’album dedicato a George Crumb, inciso per Bridge, ha ricevuto la nomination per i Grammy Awards. Ha pubblicato per Edt Musica per pianoforte negli Stati Uniti, una storia della letteratura pianistica americana dalle origini ai giorni nostri. 

È titolare della cattedra di pianoforte principale al Conservatorio di Bari e dal 1998 è frequentemente professore ospite in diverse università americane. 
Nel 2011 gli è stato conferito il Premio Abbiati come miglior solista. 

 

Laura Coltelli è professore ordinario di Letteratura Angloamericana presso l’Università di Pisa.

Ha pubblicato saggi sulla poesia angloamericana contemporanea, sul multiculturalismo e sulle minoranze etniche. È autrice di Winged Words. American Indian Writers Speak (Norman and London, University of Nebraska Press, 1990) e curatrice delle raccolte di Yoj Harjo “Spiral of Memory” (Ann Arbor, University of Michigan Press, 1996), “Soul Talk. Song language” (Middleton, Wesleyan University Press, 2011). Della stessa autrice ha curato la versione italiana di “She had some horses, Secrets from the center of the world” e “In mad love and War”. Ha inoltre pubblicato saggi su altri autori indiano americani, in particolare su Leslie Marmon Silko, Simon Ortiz, N. Scott Momaday. Tra i suoi contributi più recenti i segnalano “Voci dal Sudovest. Terra e identità negli scrittori indianoamericani” (Pisa, Campano, 2001), “Le radici della memoria. Meridel LeSueur e il radicalismo americano degli Anni Trenta” (Urbino, Quattroventi, 2001) e “Riti di una crescita antica” (2012), versione italiana di una raccolta di Meridel LeSueur.

Attualmente è Adjunt Professor presso il Department of English della University of New Mexico.

 

 

[Dal lancio-stampa ricevuto; segnalazione di Maurizio Vitiello.]

 

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