Napoli. Vigili, uno su tre «inabile» al servizio. Sono duemila, solo settecento lavorano in strada

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Napoli. Il corpo dei vigili urbani si compone al momento di 1970 unità «compresi i morti ed i feriti», commentano gli stessi caschi bianchi. Dove i morti sono i pensionandi – e si va al ritmo di più o meno una decina al mese – come dire che mentre scriviamo la cifra cala e di qui a 3-4 anni via De Giaxa, sede del comando potrebbe essere un autentico deserto. Insomma, la terza città d’Italia ha meno di 2000 vigili urbani arruolati, a Milano ce ne sono il doppio e ben organizzati nel senso che hanno le dotazioni e sono anche giovani. Sì, perché al di là delle divise e delle radio che mancano, il fattore età è molto pesante e incide sulla natura del servizio. Meno di trecento sono i vigili urbani che si collocano tra la fascia di età 35-45; circa 1500 hanno tra i 55 e i 65 anni, il resto si sta avviando appunto al riposo, ovvero la pensione. Nella galassia del disastrato corpo della polizia municipale – fermo restando che ciascuno fa quel che può con le forze e i mezzi che ha disposizione – c’è un record che pesa più di altri. Gli inidonei sono 590 e, raccontano dai quartier generale dei tre sindacati confederali, il numero è in crescita. Un record che non ha uguali in Italia. Essere inidonei significa non poter fare i servizi esterni, ovvero stare in strada. E soprattutto si è esenti dai turni di notte o cosiddetti «disagiati» e i festivi. Detto degli inidonei ci sono ben 224 agenti che hanno fatto ricorso alla legge 104. Vale a dire che o hanno necessità di curarsi in un determinato giorno oppure che devono assistere un familiare inabile. Chi fa ricorso alla 104 è esentato dai turni di notte e dai festivi. Infine ci sono i «permessi studio» 136, esentati dai festivi. Tutti questi istituti – l’inidoneità, la legge 104 e i permessi studi – è bene chiarirlo sono garantiti da leggi sacrosante dello stadio. E sono lo specchio di un corpo fondamentalmente logoro. Guai a non finire per il comandante Attilio Auricchio che la mattina prima di fare i turni deve fare la conta degli arruolabili e alla fine la coperta è sempre corta: comunque la si voglia tirare in strada mediamente ci vanno tra i 600 e i 750 agenti, nel weekend appena un terzo. Caschi bianchi in queste ore tirati in ballo anche sulla emergenza criminalità. Auricchio, un carabiniere come gli ultimi tre comandanti del corpo, però chiarisce: «Al di là delle problematiche, e tra queste c’è la mancanza di fondi, è bene precisare subito una cosa. Noi abbiamo tre compiti principali di istituto: la lotta agli abusivi del commercio, a quelli della sosta e la disciplina del traffico, tutto il resto non è materia nostra, poi in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica se ne può parlare». Sulla sicurezza è intervenuto anche il sindaco Luigi de Magistris che ribadisce con forza il concetto: «Voglio fare qualcosa di più, con un atto forte, istituzionale e politico. Napoli deve essere una città sicura. Vogliamo una città viva e vivibile e come sindaco pretendo che ci sia una presenza costante delle forze dell’ordine anche la notte. Se poi non ci sono mezzi, andremo a protestare a Roma». Ospite di Napoli Tv, de Magistris annuncia che sta lavorando ad un «provvedimento ad hoc» per garantire maggior sicurezza dopo i vari episodi di criminalità di questi giorni. L’ex pm chiede più mezzi a disposizione per fronteggiare l’emergenza ed è pronto anche a marciare verso Roma pur di «ottenere quanto serve: se non ci sono mezzi, vuol dire che faremo una bella protesta insieme al questore, al prefetto e a tutte le istituzioni e andremo a Roma a sollevare questo problema. Non è possibile fare la spending review per la salute e la sicurezza». Fin qui de Magistris, ma torniamo ai vigili. Pochi, anziani, non troppo bene in salute ma anche disagiati perché non hanno dotazioni. L’ultima volta che c’è stata la fornitura delle divise risale al 2002. Gli agenti in strada sono isolati perché non sono muniti di mezzi di comunicazione. Non fanno corsi di addestramento – soprattutto di tiro con la pistola – da un paio di lustri. «Andare con le pettorine in strada – racconta un vigile urbano – è degradante ma soprattutto non ci fa riconoscere dalla gente. E senza radio siamo isolati. Per contattare il comando dobbiamo usare i telefoni privati». (Luigi Roano – Il Mattino)

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