Sorrento. Partecipazione ed inedite rivelazioni alla presentazione dell´ultimo libro di Ferdinando Imposimato su Moro

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di Salvatore Caccaviello

Alla presentazione de “i 55 giorni che hanno cambiato l’italia”, evento organizzato dal presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Sorrento Rosario Fiorentino, partecipazione di addetti ai lavori e cittadini. Le agghiaccianti rivelazioni di una vicenda che, seppur verificatosi 35 anni fa, ha senz’altro ha cambiato il percorso della storia della Repubblica e lascia dei forti interrogativi sul futuro del nostro Paese.

Sorrento. “Dobbiamo impegnarci tutti affinché cambi il modo di fare politica in Italia. Promuovendo alla guida del governo del Paese gente pulita e libera da qualsiasi compromesso. Distanti da coloro che per decenni hanno inquinato le Istituzioni“. Questo in sintesi il messaggio che l’ennesima fatica letteraria di Ferdinando Imposimato ha lasciato al pubblico sorrentino, presente ieri al Teatro della Cattedrale per la presentazione del suo ultimo libro. Per anni si è pensato o fatto credere che lo Statista sia stato vittima delle Brigate Rosse che, armate di spirito rivoluzionario, avevano portato l’attacco al cuore dello Stato impersonato dal Presidente della DC. Ma che invece la ragion di stato, dopo 55 giorni di prigionia, sia stato, secondo proprio il Giudice Istruttore di tale caso, il vero motivo che abbia causato la morte di Aldo Moro è senz’altro sensazionale. Ferdinando Imposimato, avvocato penalista, magistrato, nonché Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, del perchè di tali rivelazioni, al pubblico sorrentino ha voluto ricordare “un rimprovero” ai vecchi amici Falcone e Borsellino. Loro sapevano tante verità ed non hanno fatto in tempo a svelarle mentre Egli tutto ciò che sapeva, oppure nella sua lunga carriera da magistrato ha scoperto, senza nessun timore verso un eventuale attentato, l’ha sempre detto e scritto. A quei tempi, Ferdinando Imposimato si stava occupando di molti casi illustri di sequestro di persona, distinguendosi per la sua linea dura di non collaborazione con i banditi. imposimato si occupò del caso Moro sin dai primi giorni. In quanto fu l’allora Ministro dell’Interno del governo Andreotti, Francesco Cossiga, all’indomani dal rapimento, a conferirgli l’incarico di Giudice Istruttore. Sin dai primi giorni, dopo l’uccisione del leader della DC, aveva identificato e interrogato le cellule terroristiche delle Brigate Rosse rinviando a giudizio circa cinquanta persone. Per molti anni il Giudice ha creduto fermamente, insieme al popolo italiano, alla piena responsabilità dei brigatisti nella uccisione di Aldo Moro. Senza avere alcun dubbio che le Brigate Rosse fossero state eventualmente manovrate. Tuttavia con il passare degli anni, lentamente molti dubbi si sono insinuati nell’animo del Giudice. Infatti dopo la scoperta di documenti secretati della Commissione Stragi, poi il Caso Gladio, l’affare Mitrokin e la scomparsa di troppi documenti relativi alla sua prima sentenza,con filmati e testimonianze,a distanza di trentacinque anni, il Giudice Imposimato ritorna a quelle carte e a quelle testimonianze. Ripercorrendo ogni singola ora di quei 55 giorni di prigionia, fino a giungere all’amara considerazione che la verità ufficiale sia davvero molto distante rispetto alla convinzione anche da parte del popolo italiano che il governo in tale vicenda abbia fatto bene a seguire la linea dell’intransigenza verso i brigatisti. Nel libro invece viene dimostrato in modo dettagliato, attraverso testimonianze scottanti di alcuni personaggi fondamentali della vicenda, che l’omicidio del Presidente DC poteva essere evitato. – La scoperta sconcertante che si fa scorrendo la grande mole di documenti contenuti in questo appassionante libro è che Aldo Moro sia stato in modo consapevole sacrificato dai vertici del suo partito alla scopo di stabilizzare la situazione politica italiana che si stava inevitabilmente avviando con il saggio contributo del presidente DC verso il cosidetto“compromesso storico”. Con l’ulteriore scopo di creare una unanime repulsione da parte dell’opinione pubblica per i brigatisti e verso appunto i comunisti. Tesi che nasce dalla testimonianza-confessione di un agente sei servizi segreti, secondo la quale le forze dell’ordine conoscevano sin dal primo momento il nascondiglio in cui era stato imprigionato Aldo Moro. Tenendo sotto controllo sia la strada che la casa di via Montalcini. Prendendo addirittura contatti con i brigatisti e potevano,se gli fosse stato ordinato, intervenire in qualsiasi momento salvando Aldo Moro. Ciò non è stato fatto e le conseguenze sono note a tutti. Tale epilogo ha permesso , negli anni a venire,che la storia italiana si avviasse verso un percorso diverso da quello programmato dal grande statista assassinato. Con ulteriori stragi e misteri che hanno visto e tuttora vedono pezzi dello Stato inevitabilmente coinvolti in vicende agghiaggianti che agli occhi del cittadino italiano non riescono a trovare alcuna spiegazione plausibile. Da quel 9 maggio 1978, dove senza dubbio dopo le rivelazioni del Giudice Imposimato, vi fu un patto tra lo Stato e le Brigate Rosse che videro coinvolti, servizi segreti,italiani e stranieri, la mafia e la massoneria, molti altre tragedie rimangono avvolte nel mistero. La strage della Stazione di Bologna, Ustica, attentato al Papa sono solo alcune esempi .Oltre alla eliminazione di personalità come Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino e tanti altri magistrati ed agenti delle forze dell’ Ordine che hanno donato la vita per servire lo Stato. . Fino a giungere all’ altra trattativa tra lo Stato e la Mafia che vede i coraggiosi Magistrati della Procura di Palermo tuttora lasciati soli in prima linea a fare chiarezza su di un caso che si vuole ad ogni costo affossare. Ora se come è noto ogni opera letteraria vuole lasciare un messaggio, forse quello lanciato dal Giudice Imposimato, in questo suo ultimo libro, lo si potrebbe interperetare, che in 35 anni niente sembra essere cambiato se non addirittura peggiorato nel modo di fare politica in questo Paese. In un ‘epoca di totale crisi,dove le speranze verso il futuro di tante famiglie sono ridotte al lumicino, dove il governo si appresta a varare un decreto svuotacarceri, tali agghiaggianti rivelazioni lasciano temere il peggio se non si verifica nell’immediato un cambiamento radicale. Anche la situazione socio politica della penisola sorrentina potrebbe essere senza dubbio un esempio eclatante. Dove continuano a verificarsi in modo incontrollato truffe e speculazioni ai danni del territorio e della cittadinanza onesta e perbene. Proprio di fronte a tali realtà la domanda che inevitabilmente ne consegue è la seguente: in che modo e perchè bisogna ancora avere fiducia nelle Istituzioni?  2 luglio 2013 – salvatorecaccaviello positanonews.

 

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