Neonati in tv. Riflessioni di una sociologa dei mass media

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Il malcostume televisivo, oggi di moda, dell’esibizione sdolcinata di bambini e neonati, figli di personaggi dello spettacolo, richiede adeguate censure e attenzione, per cui dedicherò ancora qualche pensiero all’argomento. Intendo ribadire un concetto centrale, cioè la totale incapacità di attirare, interessare, emozionare, coinvolgere da parte di certe famigliole “vip” con pargoli al seguito che pretenderebbero di fare ascolti in programmi TV di infimo livello. Bisognerà sradicare dalla mente di quegli autori l’idea che l’esibizione televisiva di maternità felici appassioni e faccia sognare il pubblico. Ma quale sogno? Anzi, si giunge a provare disgusto e sdegno per la mercificazione dell’immagine infantile attuata dalla televisione con la compiacenza di genitori vanesi e senza una storia vera alle spalle. Si tratta, come è chiaro a tutti, di piccole figure di showgirl, attricette, pseudoconduttrici, cantanti e via dicendo. Sono convinta che una sola eccezione sia ammissibile, trattandosi di un caso davvero particolare, gradevole e pieno di tenerezza (autentica), un caso con le carte in regola per farci accarezzare dal sogno: la piccola Maria (finalmente un nome semplice e “normale”), figlia di Carmen Russo e di Enzo Paolo Turchi. Perchè Maria, se presentata in televisione, non comunica quel senso di banale e di insulso di altri bimbi “vip”? Perchè i genitori di questi ultimi appartengono al grande circo dell’effimero, anche nei sentimenti e nelle unioni, mentre Enzo Paolo e Carmen sono una coppia vera ed esemplare, con alle spalle una storia d’amore di oltre trent’anni, coronata meravigliosamente, dopo tanto tempo, dalla nascita della loro bambina. Ecco la particolarità, la rarità: vi sembra poco? (Anna Rosaria Canelli)