Pompei ed Ercolano previsti nuovi scioperi per gli scavi vergona per il turismo in Campania

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O si anticipa il summit romano o i lavoratori dei beni culturali incroceranno nuovamente le braccia. Fino all’otto luglio, data fissata dal ministro Massimo Bray per il tavolo di concertazione, i sindacati hanno annunciato nuove chiusure agli scavi di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti e al museo di Boscoreale e tutti i siti archeologici, i musei e le biblioteche della Campania, lo scrive oggi Susy Malafronte su Il Mattino di Napoli . «Solo se il ministro ci convocherà prima della data fissata congeleremo le assemblee. Diversamente andremo avanti per la nostra strada. Ci dispiace creare disagi ai turisti, ma il diritto dei lavoratori deve essere salvaguardato». 
Sul tavolo romano Cgil, Cisl e Uil porteranno la vertenza di sempre, quella che da anni tiene in ostaggio il mondo del turismo: il blocco del turn over, che ha ridotto ai minimi termini il già esiguo organico di tutte le figure professionali; l’ulteriore accorpamento delle soprintendenze con il conseguente fallimento gestionale già registrato nel caso della macro soprintendenza di Napoli e Pompei; il blocco di accordi nazionali che avrebbero reso possibile l’ampliamento dell’offerta di servizi ai cittadini; i ritardi di circa 9 mesi del pagamento del salario accessorio; la sospensione dei processi di riqualificazione del personale; l’ulteriore proroga del rinnovo del contratto di lavoro fermo al 2009; le lentezze burocratiche nell’assegnazione delle gare d’appalto alle ditte aggiudicatrici dei servizi aggiuntivi, delle quali ne risente il visitatore per mancanza di book shop, di guardaroba e punti di ristoro.
I sindacati ribadiscono, anche, la necessità inderogabile di investire in nuova e «buona occupazione» e, al contempo, di dare risposte immediate a tutte le legittime richieste del personale. «Le lavoratrici e i lavoratori dell’area archeologica di Pompei, unitamente ai loro colleghi di tutti i siti archeologici, museali, degli archivi e delle biblioteche – si legge nel documento diffuso a margine dell’ultima riunione sindacale – hanno riaffermato la ferma determinazione a continuare la lotta intrapresa dalle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali per riportare la questione Beni Culturali al centro dell’agenda politica del governo e del parlamento». I sindacati nazionali e provinciali di Fp-Cgil, la Cisl-Fp e la Uil-Pa ritengono, inoltre, che «gli interventi del Grande Progetto Pompei, in assenza di un piano strategico strutturale in grado di offrire risposte urgenti ai problemi della conservazione, della tutela e della valorizzazione, rischiano di non sortire alcuno degli effetti sperati».