Tramonti e il bosco dei segreti. La Grotta del Brigante Gasparre VIDEO

0

Borgata di Gete, Tramonti in Costiera amalfitana, siamo in provincia di Salerno fra i Monti Lattari sulla costa d’ Amalfi . In pochi sanno che esiste una grotta di particolare rilevanza storica, nascosta tra le insenature rocciose dei boschi della locale borgata. Secondo le testimonianze di alcuni anziani, ex lavoratori agricoli (che tramandano la storia dei propri familiari), raccontano che tantissimi anni fa, molto probabilmente ai tempi del Brigantaggio, un Brigante chiamato Gasparre (nome originale) si rifugiò misteriosamente tra i boschi in una caverna della borgata Gete di Tramonti (SA), dove rimase per un lungo periodo di tempo ben nascosto. Alcuni anziani, che conoscono bene il luogo visitato ai loro tempi quando lavoravano in agricoltura, raccontano che la grotta era già esistente dagli anni 1920 con molta probabilità di origine naturale. All’interno della grotta vi è una pura sorgente con acqua potabile che tanti anni fa le famiglie utilizzavano. Mentre, all’esterno, prima della grotta vi è tutt’ora un antico pozzo dove, anche lì, si raccoglieva l’acqua. Il brigante Gasparre, forse (ma non del tutto certo) era originario di Tramonti con provenienza dalle borgate alte del paese. Effettuando alcune ricerche presso l’Archivio di Stato di Salerno, attualmente, non risulta nessuna notizia concreta a riguardo alla “Grotta di Gasparre”; tuttavia risultano agli atti documentazioni su alcune famiglie di briganti di Tramonti imputati per i reati commessi: erano gli anni del 1861 quando a Tramonti risiedeva la Guardia Nazionale. Il Comandante della Guardia Nazionale descriveva ogni documentazione della giornata a riguardo al servizio ,indirizzandolo al Giudice che presiedeva la sentenza dei Briganti. La Guardia Nazionale Italiana era una forza armata sorta subito dopo l’Unità d’Italia (1861), utilizzata per reprimere il Brigantaggio e la Resistenza degli ultimi partigiani del Regno delle Due Sicilie nel Sud Italia. Dalla grotta di Gete e da Via Turina (dove c’erano all’epoca ben 14 Orefici con la loro attività) due strade conducono a Cava dè Tirreni: anticamente chiamate “Zone di Commercio” per il vino, mozzarelle, alcool, caffè, contrabbando ed altro. Una grotta veramente meravigliosa dove al suo interno si potrà ammirare tutta la bellezza naturale che offre. L’accesso alla caverna è molto piccolo, visto che bisognerà “strisciare” per terra e coprirsi bene, data l’alta umidità che c’è dentro. Una volta entrati vedrete con i vostri occhi la meraviglia dello splendore di questo luogo nascosto tra la natura: numerosa è la presenza di stalagmiti e, in minima parte, di stalattiti che sono ovunque. Sul fondo della caverna si nota la formazione anche di alcuni pozzi d’acqua. Una grotta tanto immensa che ha tanto da far valere. Per l’occasione, il 16 giugno è stata organizzata un’escursione dove si è seguito un interessante itinerario partendo dal Piazzale Chiesa San Michele Arcangelo, visitando la bellissima cascata e sorgente “N’GOPP MURTAL”, con l’ampia veduta dell’area montana “O’ COLL RO’ MONACO” (dove si racconta tra le antiche credenze popolari che questa cavità rocciosa assomigli ad un Monaco che prega con le braccia al petto rivolto a Valle: chiunque si trovi in questa zona ha l’impressione di essere osservato dalla roccia o da qualcosa); poi la “FOCE DI GETE” situata nel bel mezzo della natura, tra grandi piante ed alberi, in un “Jurassik Tramonti” e la precedentemente elencata ”GROTTA DEL BRIGANTE GASPARRE”. Un “pezzo di storia” che va portato allo scoperto e, soprattutto, che va valorizzato per la sua importanza storica perché Tramonti ha molto da raccontare. Ecco il reportage dell’escursione () – ARTICOLO, FOTO e REALIZZAZIONE VIDEO a cura di Teo Giunchiglia –