Eav, trattativa flop: pendolari a rischio odissea

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Il risanamento del trasporto pubblico ci sarà, ma costerà sacrifici. E, soprattutto, ha un obiettivo lontano: dicembre2015, quando dovrà essere raggiunto il pareggio di bilancio dell’Eav. Il presente e l’immediato futuro, invece, sono ancora drammatici: ai dipendenti è stato garantito il pagamento del mensile di giugno, ma non la quattordicesima né il pagamento dell’una tantum prevista dal contratto collettivo nazionale. Ed è per questi e molti altri motivi che le riunioni tra il commissario ad acta per il risanamento dell’Eav Pietro Voci e i sindacati sono andate, sostanzialmente, male. I rappresentanti dei lavoratori hanno accolto con freddezza e preoccupazione il piano illustrato da Voci che prevede, dopo una serie di sacrifici e tagli, il pareggio di bilancio alla fine del 2015. Un quadro a tinte fosche, che ha scontentato i sindacati, tanto l’ipotesi di una nuova mobilitazione è tornata a fare capolino immediatamente. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno già proclamato lo stato di agitazione e chiedono un incontro urgente con il governatore Caldoro. La Cisal, con Luciano Graziano, è ancora più perentoria: «Fin da oggi potrebbe partire una nuova protesta», mentre quelli dell’Orsa lanciano un appello ai politici campani: «Voci ha detto chiaramente che i soldi che manda l’assessore regionale ai trasporti sono insufficienti. Cosa pensa di fare Caldoro? Cosa dicono quelli dell’opposizione? ». La road map di Voci si basa su una serie di interventi piuttosto drastici. 98amministrativi dovranno riqualificarsi e passare ad altre mansioni: da quella di capitreno al controllo dei biglietti, fino alla guardiania. Erano 116, poi sono stati sottratti quelli assunti con la legge speciale per le categorie protette, inseriti in un primo momento. Di questi, 58 diventeranno capitreno e ciò consentirà di risparmiare sullo straordinario (che sarà tagliato anche in altri settori). Poi ci sono i contratti di solidarietà, gli esodi incentivati, la lotta ai viaggiatori abusivi, la bigliettazione aziendale: una cura drastica, insomma. Ma Voci ai sindacati ha anche detto che i fondi che attualmente trasferisce l’assessorato regionale ai trasporti all’Eav sono pochi: 11milioni al mese, quando ne servirebbero 16. E l’anno prossimo dovrebbe essere complessivamente 167. Riunioni fiume, coi sindacati entrati in tre blocchi nella stanza del commissario, al termine delle quali è prevalsa l’insoddisfazione. «Il dramma è l’ordinario», avrebbe sussurrato Voci. Ed è proprio l’ordinario che preoccupa: mancano i soldi per la manutenzione, per pagare i fornitori e i dipendenti. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno diffuso un comunicato: «Non condividiamo il piano di rientro, peraltro illustrato ma non consegnatoci per iscritto. Il pareggio di bilancio potrebbe essere posticipato fino a 60 mesi e la liberalizzazione del ramo trasporti porta rischi occupazionali. E poi Voci sta selezionando esperti in materia giuridica ed economica per il suo commissariato, a quali costi?». I quattro sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione, così come la Cisal: «Faremo assemblee di tutti i lavoratori e decideremo le azioni da intraprendere». L’Orsa, che rappresenta soprattutto i macchinisti, lancia un monito alla politica: «L’Eav è una pentola a pressione che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Cosa aspetta Caldoro, ma anche il Pd, ad intervenire con forza e a porre fine a questa situazione di precarietà? Voci ha chiesto più soldi per l’ordinario, si decidano a tirarli fuori». (Francesco Gravetti – Il Mattino)