Torre del Greco. Depurazione, l’anno zero: ecco il piano da 35 milioni

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Torre del Greco. Depurazione anno zero: si potrebbe riassumere così lo stato degli impianti presenti sul territorio cittadino. Strutture solo parzialmente funzionanti e sicuramente da dismettere. In tempi record, secondo il piano d’azione approvato dall’amministrazione comunale targata Gennaro Malinconico su proposta dell’assessore all’ambiente Francesco Balestrieri. L’occasione che ha contribuito a riportare in primo piano la questione della «pulizia delle acque» è stata la visita della terza commissione consiliare speciale per il controllo delle bonifiche ambientali e i siti di smaltimento rifiuti e ecomafie della Regione Campania. Una visita arrivata a quattro giorni dal summit a palazzo Santa Lucia a cui avevano preso parte lo stesso primo cittadino e il super-tecnico all’ambiente: ieri mattina – come sollecitato da Anita Sala, esponente di Centro Democratico e fedelissima dell’onorevole Nello Formisano – i componenti della commissione regionale presieduta da Antonio Amato hanno effettuato un sopralluogo presso gli impianti di depurazione di via San Giuseppe alle Paludi e viale Europa. La visita agli impianti è stata preceduta da un summit a palazzo Baronale: attorno al tavolo di discussione, insieme al presidente Antonio Amato, i consiglieri comunali della II commissione consiliare dell’ente di via del Plebiscito, il vicesindaco Lorenzo Porzio, il direttore generale della Gori Francesco Rodriguez e i tecnici dell’Arpac. «Gli impianti esistenti vanno dismessi – il principale concetto espresso nel corso del dibattito – e occorre realizzare una nuova struttura, la cui progettazione è già in atto». Il numero uno della Gori, in particolare, si è soffermato sulla necessità di realizzare il nuovo mega-impianto. «La programmazione regionale prevede la nascita di un collettore comprensoriale che raccolga i reflui che oggi arrivano agli impianti di depurazione esistenti per essere portati alla galleria di Torre Annunziata e all’impianto di Foce Sarno che è già stato adeguato», ha spiegato il direttore generale della società che gestisce le risorse idriche sul territorio. Si tratterebbe di una soluzione risolutiva: «Riqualificare gli impianti esistenti è un’ipotesi da scartare a causa del potenziale impatto sul contesto urbano», la convinzione di Francesco Rodriguez. La realizzazione del megacollettore, in fase di progetto preliminare, comporterebbe un costo di 35 milioni di euro e potrebbe essere ultimata nel 2018. In tal senso è arrivato l’impegno dei consiglieri regionali presenti per chiedere in Regione Campania lo stanziamento dei fondi. Un iter non semplice, ma la questione è troppo importante per essere sottovalutata: «Ci dobbiamo muovere – spiega Anita Sala – perché a completamento della filiera virtuosa di Ercolano, Portici e Torre Annunziata la città del corallo si deve dotare di un impianto di depurazione efficiente». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della commissione bonifiche: «Il progetto in fase di studio garantirebbe molti vantaggi alla popolazione di Torre del Greco – il commento di Antonio Amato – e perciò ho intenzione di proporre una mozione da sottoporre al consiglio regionale della Campania». Nuovi impianti a cui dovrà essere affiancata una capillare attività di prevenzione e controllo delle illegalità diffuse sul territorio: «Affinchè gli impegni nella direzione della depurazione non siano vani – conclude, infatti, il vicesindaco Lorenzo Porzio – occorre anche attivare una seria attività di individuazione ed eliminazione degli scarichi illegali». Il tempo di «focalizzare dal vivo» la questione e il progetto presentato dalla Gori e approvato dal commissario di governo per la tutela delle acque è stato portato all’attenzione della giunta comunale. Pronta a dare il via libera alla soluzione che prevede la realizzazione di un collettore a gravità in microtunnelling lungo via Nazionale con recapito nel collettore comprensoriale Sarno nonché la riconversione degli impianti comunali di San Giuseppe alle Paludi e villa Inglese in sollevamenti con la realizzazione di condotte prementi e la rifunzionalizzazione degli impianti di sollevamento esistenti di Gabella del Pesce e Fronte del Porto. «Tale tipo di soluzione è stata preferita – spiega l’assessore Francesco Balestrieri, riferimento della lista civica «Insieme per la città – perché consente di intercettare i reflui fognari posti a monte di via Nazionale con conseguente riduzione del numero e della potenza degli impianti di sollevamento e aumento dell’affidabilità del sistema di sollevamento. Non solo: così facendo si ridurranno i tempi di esecuzione dei lavori e la realizzazione dell’opera comporterà un minore impatto sulla viabilità cittadina. L’obiettivo è ripulire le acque che bagnano la città, restituendo a Torre del Greco un mare degno della quarta città della Campania». (Carla Guarnieri – Metropolis)