Minori. Impresa da eroi

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Questa è una storia che dei difetti di Minori porta il marchio. Camminare per le strade del nostro paese è un piacere. Non possiamo negare che sia uno dei paesi più belli della Costa d’Amalfi, il che ne fa automaticamente uno dei posti più belli della terra. Una cartolina, da guardare però senza lente d’ingrandimento. Ebbene sì, perchè a guardarci bene, a scrutarne i particolari, ne vien fuori la bellezza e il fascino sinistro di un cimitero: un cimitero fatto non di lapidi, ma di saracinesche. Di attività chiuse e mai più riaperte. Di luoghi di ritrovo che adesso ospitano solo polvere e ragnatele. Tanto varrebbe posarci dei lumini e dei fiori alla base. Perchè non ripartiamo? Perchè non c’è ricambio? Di chi è la colpa di questo vergognoso stallo? Le domande sono tante, soprattutto sono tante le persone a cui dovremmo farle. Non ho difficoltà a pensare di chi siano le responsabilità. Chi ha le chiavi di queste risorse poco si interessa del loro potenziale. Perchè ci si chiede? Perchè non valorizzare ampi locali, perchè lasciare alla muffa possibilità di investimento e di impresa per i giovani di questo sempre più abbandonato paese? Cosa spinge (o cosa non spinge) questi padroni a perdere soldi in tasse pur di lasciare inutilizzato una qualsiasi attività potenziale? Proviamo a ragionarci: La frase che sentirei dire di primo impatto è “C’è la crisi”. Ok. Chi può negare che lo Stato stia mettendo tutti alla gogna? Ma questo non basta. In molti hanno chiuso bottega anche a causa degli aumenti degli affitti, da quegli stessi proprietari che sperando in un comodo guadagno maggiorato, adesso hanno perso l’entrata mensile ed in più tocca pagare le tasse. Questo vale per le case in affitto, le case vacanze, per gli aumenti ingiustificati anno dopo anno, per servizi sempre più scadenti. Risultato? Meno turisti a lungo termine (in quanti potrei elencare che da 2-3 mesi di soggiorno adesso passano un paio di settimane per salutare i vecchi amici). Più concittadini che scelgono di andare a vivere nei paesi vicini e quindi di spendere i propri soldi altrove. Mettiamoci nei panni dei molti giovani e non che hanno talento, capacità e voglia di fare ma non dispongono delle risorse per poter esprimerle e produrle in qualcosa di positivo. Non viene data fiducia a nessuno, nè tantomeno viene tesa una mano. Non ci si viene incontro. Proprietari di attività che potrebbero lasciare le redini a persone più capaci e sveglie, godersi la vita e dividerne in maniera equa i profitti. Ci guadagnano tutti, in tempo ed in denaro, ma soprattutto in qualità dei servizi. La risposta è sempre NO. Non è solo la sfiducia, ma ancor di più è l’avidità, quella forza incontrastata che vuol vedere le difficoltà dell’altro anche se questo rappresenta una perdita per se stessi. A quanti di voi sono state chiuse le porte in faccia per antipatia, per appartenenze di amicizia o parentela. O vi siete visti chiedere cifre esorbitanti chiaramente per farvi desistere? Quante di queste persone hanno dovuto cercare possibilità e fortuna altrove? Ah se solo voi fosse stati FORESTIERI. Ah quante porte vi si sarebbero aperte. A quanti di questi geni e luminari presentatisi dal nulla a mani vuote avete dato le chiavi delle vostre case, delle vostre botteghe, i vostri soldi e forse qualcosa di ancor meno dignitoso? Come fate a sopportare questo collasso ormai imminente di imprese e attività a cuor leggero? Magari ne avete ancora per vivere tutta la vostra vita tranquillamente, ma a poco a poco tutto questo finirà. Perchè nessuno pensa a sviluppare, a far girare l’economia all’interno. Lo Stallo più totale è stato creato e nessuno si impegna ad uscirne. Tutti gli imprenditori e proprietari di immobili sono dietro ad una finestra, guardinghi, a spiare le mosse dell’altro e “rosicare”. Si rosicare: e rosicando rosicando anche il vostro gruzzolo verrà rosicato dal tempo e dalle occasioni perse. Dobbiamo salvaguardare il futuro della nostra comunità, c’è bisogno di creare lavoro e opportunità, come farebbe un genitore col proprio figlio quando gli insegna il mestiere. Nuove tipologie di attvità. Non possiamo ridurci a rimanere un paese dove prendersi il caffè e andarev poi a visitare la Costiera. La Costiera siamo noi! Non possiamo chiudere le porte al futuro, tagliare a metà le speranze di chi ancora in Minori ci crede. Se tutto si ferma, noi restiamo indietro. Il mondo corre e si dimentica di noi e torneremo ad essere una splendida rovina, una Villa Romana allargata… Davide Sammarco www.diavolella.it