Nocera Inferiore, indennità negata al figlio malato: padre nudo in strada

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Indennità di accompagnamento revocata al bambino disabile dall’Inps. Il genitore: quei soldi servono per le cure. Si è denudato per strada, protestando perché al figlio avevano revocato l’indennità di accompagnamento. È stato in questo modo che un quarantenne nocerino ha deciso di far conoscere a tutti il suo dramma, che però gli è costato un ricovero presso l’ospedale Umberto I. L’uomo verrà dimesso a giorni, ma la sua protesta si spiega con quello che è capitato al figlio, un bambino di 7 anni affetto da «disturbo evasivo dello sviluppo». Il piccolo sin dalla nascita presenta un deficit cognitivo che gli comporta seri problemi di apprendimento. Il 2 aprile del 2012 l’Inps di Salerno gli aveva riconosciuto una indennità di frequenza insieme con una di accompagnamento: un sussidio per un totale di circa 700 euro. Ma appena un anno dopo, l’accompagnamento gli è stato revocato e con esso ben 486 euro. Non una cifra enorme, ma utile per le cure del bimbo e per la stessa famiglia, la quale versa in condizioni economiche difficili. La decisione di revocare quell’indennità di accompagnamento tuttavia era stata decisa dall’assenza di alcuni requisiti sanitari che non giustificavano più il possesso di quel sussidio. Insomma, il bimbo in un anno, secondo le valutazioni, aveva mostrato segni di miglioramento. Non la pensa così invece la madre, la quale oltre ad essersi rivolta ad un legale, ha riferito non solo che il figlio non ha mostrato alcun miglioramento, ma che la revoca di quel sussidio ha messo letteralmente in ginocchio la sopravvivenza dell’intero nucleo familiare. I due genitori infatti non hanno un reddito fisso e si arrangiano come possono, ma questo non basta visto il resto delle spese e le cure per il bambino.

DI NICOLA SORRENTINO MATTINO.IT